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  • OLTRE CONFINE. FRONTIERE, LIMITI ED ESTREMO


    Questo mese Cultumedia, rivista online di cultura, media e società, offre ai suoi lettori un interessante speciale, che indaga sui confini, le barriere, l’estremo. ‘Oltre confine. Frontiere, limiti ed estremo’ volge lo sguardo sulle tante barriere presenti nella vita, nella società, nel mondo e sulla tendenza a varcarle, andare oltre, spingendosi sempre laddove si ha comunemente paura di arrivare. C’è sempre modo e modo di varcare i confini, di abbattere le barriere, ma ogni volta questo atto comporta piccoli grandi traumi e cambiamenti. Alla base c’è sempre il confronto con ciò che non si conosce e con il diverso.
    Cultumedia indaga anche nel mese di maggio su vicende di forte attualità: il terremoto, come evento drammatico, evento polemico, ma anche evento mediatico di forte impatto. Uno sguardo anche alla classifica degli stipendi 2008 e alla crisi economica. Questo mese troverete inoltre ancora più recensioni di libri e spettacoli: ‘Carezze di velluto’, ‘La lampada di Aladino’, ‘Scusa sono in riunione, ti posso richiamare?’ e ‘Storia politica del filo spinato’ solo per citarne alcune.

    E ancora tanti e tanti articoli da non perdere, come sempre su Cultumedia! (www.cultumedia.it)

    SUGGERIMENTI DI LETTURA

    IL DIFFICILE RAPPORTO TRA ITALIANI E IMMIGRAZIONE
    Il binomio italiani e immigrazione negli ultimi tempi sta diventando sempre più una “morsa” che attanaglia i sentimenti di fratellanza e solidarietà a favore di quelli che palesemente si presentano come “fenomeni di razzismo”. Non rari e spesso presenti come esplosioni incontrollate, queste manifestazioni ledono la dignità di un paese che si dichiara civile, ma soprattutto offendono la dignità dell’uomo.
    http://www.cultumedia.it/speciali/87-oltre-confine-frontiere-limiti-ed-estremo/571-il-difficile-rapporto-tra-italiani-ed-immigrazione.html

    I GIOCHI DEL MEDITERRANEO: EVENTO OLIMPICO DI FRONTIERA
    I Giochi del Mediterraneo si svolgono ogni quattro anni, dopo le Olimpiadi, da cui prendono ispirazione e di cui rispettano gli ideali, e vedono la partecipazione delle oltre 20 nazioni che si affacciano sul mare Mediterraneo – ad esclusione di Israele. Rappresentano un evento olimpico che va oltre le frontiere perché, in realtà, in mare non ci sono confini o frontiere.
    http://www.cultumedia.it/speciali/87-oltre-confine-frontiere-limiti-ed-estremo/573-i-giochi-del-mediterraneo-evento-olimpico-di-frontiera.html

    PROBLEMI DI LINEA
    Nel mondo delle grandi globalizzazioni economiche, sociali e culturali; nel mondo dei centri commerciali di McDonald, Coca Cola e pizza; nel mondo senza più segreti e barriere del teletrasporto, i confini tra nazioni si fanno sempre più imbarazzanti e complicati, facendo spesso e volentieri parlare di nascenti nazionalismi ed etnonazionalismi.
    http://www.cultumedia.it/speciali/87-oltre-confine-frontiere-limiti-ed-estremo/594-problemi-di-linea.html

    TERREMOTO: UN EVENTO CROSSMEDIALE
    Per chi si occupa di comunicazione, il terremoto in Abruzzo è un oggetto di studio estremamente importante e tutt’altro che banale. Interrogarsi sul ruolo e sulle funzioni che in un’emergenza si associano ai processi e ai canali comunicativi e mediali significa risolverne o ridurne, almeno in parte, la complessità.
    http://www.cultumedia.it/life-style/88-editoriale/588-terremoto-un-evento-crossmediale.html

  • Il Parco Federico Fellini candidato a Victory Garden, Performed Giuliano Ravazzini


    Giuliano Ravazzini – Contadini a Rimini
    (Migrazioni di Microazioni project)
    [email protected]
    con la partecipazione di Valter Aratri, Emore Bonacchi, Osvaldo Pifferi

    Rimini dal 02/05/2009 al 31/05/2009
    Parco Federico Fellini
    Viale Principe Amedeo 47900 Rimini Italy

    Ancora una meta in Emilia Romagna per le Migrazioni di Microazioni che Giuliano Ravazzini e il suo staff rappresentano in Europa e in Italia dal Dicembre 2006.
    Anche questa volta si tratta di una semina metodica, la semplicità e la assoluta non violenza di questa performance, trasmettono in modo chiaro le intenzioni dell’artista che con insistenza ossessiva pone l’attenzione sulla terra e il rapporto vitale che tutti abbiamo con essa.
    Ravazzini è un contadino che trasforma metaforicamente questo giardino in un orto. La messa a dimora dei semi nel sottosuolo, in un prossimo futuro si manifesterà, e come una preziosa opera d’arte ornerà l’impianto di questo prestigioso giardino. L’azione prevede la crescita, la trasformazione e l’obsolescenza dell’opera, affidata all’azione degli agenti naturali.
    Il desiderio di Ravazzini, non è suggestionare lo spettatore evocando miti archeologici o spettacolari monumenti, ma piuttosto è urgente il desiderio di andare semplicemente all’aperto e recuperare la dimensione rituale e preistorica, l’estetica e la poetica sono il gesto, che trasporta la dimensione mentale umana nel divenire antropico della natura così come stare nel paesaggio e riflettere sull’uomo il tempo e la natura.

    Ilario Baudanza