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  • Olio nuovo e Chef Emergenti

    COMUNICATO STAMPA

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    Roma, 13 novembre 2013

    GIOVANI PROMESSE: OLIO NUOVO E CHEF EMERGENTI.

    INCONTRO-DEGUSTAZIONE A PALAZZO DELLA VALLE

    MERCOLEDI 20 NOVEMBRE, ORE 18

    Scopriamo insieme l’olio nuovo! Confagricoltura organizza, nella propria sede di Palazzo della Valle, mercoledì 20 novembre, alle ore 18, una serata speciale dedicata agli oli extravergini di qualità di quest’annata.

    Il settore olivicolo, per dinamismo, tradizione e peso economico è da sempre uno dei più importanti della nostra agricoltura ed uno dei più rilevanti in termini di aziende e superfici interessate. La ricchezza dell’olivicoltura italiana è dimostrata anche dalle numerose varietà presenti sul territorio e dagli importanti riconoscimenti ottenuti dai nostri oli a livello internazionale.

    La produzione di quest’anno si preannuncia di grande qualità. E per assaggiarla in anteprima Confagricoltura propone una originale degustazione di oli ottenuti dalle varietà di olive tipiche delle tante zone di produzione italiane.

    Per esaltare l’olio nuovo, dal sapore forte e deciso e dai profumi intensi, così come appena uscito dal frantoio, niente di meglio che le zuppe, che per l’occasione saranno interpretate da tre chef emergenti, “giovani promesse” come gli oli nuovi, che porteranno a Roma la tipicità e la tradizione dei loro territori. Alessandro Dal Degan de “la Tana”, di Asiago; Marco Martini della “Stazione di Posta”, di Roma; Vito Giannuzzi della “Masseria Torre Maizza” di Savelletri da Fasano (BR).

    Accanto alle zuppe sarà presente il nostro pane Dop e Igp.

    Interverranno all’incontro, il presidente della Confagricoltura Mario Guidi e il presidente della Federazione nazionale olivicoltura di Confagricoltura Donato Rossi.

    Condurrà la serata il giornalista enogastronomico Luigi Cremona.

  • MONCELLI (UDC): FINANZIARE GLI AGRICOLTORI

    Gli agricoltori stanno vivendo in questo momento uno dei periodi di maggior crisi, sia per quanto riguarda l’aspetto dei prezzi sia per l’accesso al credito.

    Le Banche, infatti, non sempre riescono a valutare a pieno la capacità reddituale delle imprese agricole, e questo per l’assenza di competenze specifiche che portano a non comprendere la specificità del credito agrario, che ha bisogno di rientri legati ai cicli produttivi

    Le difficoltà in proposito sembrano derivare dall’evoluzione rapida di due mondi che solo per brevi momenti sono riesciti a trovare equilibri soddisfacenti per entrambi.

    L’intesa di Basilea. con il nuovo metodo di valutazione dei fabbisogni patrimoniali in relazione ai rischi, sta comportando una sorta di “selezione naturale” del credito, della quale le prime vittime sono proprio le aziende agricole, ed in particolare i coltivatori diretti.

    Occorre una politica di programmazione in grado di aiutare le banche ad approfondire la conoscenza del settore primario, che per le sue caratteristiche è fondamentalmente diverso dagli altri, e, contestualmente, gli agricoltori, sviluppando forme di garanzia sussidiaria e finanziando strutture di ingegneria finanziaria.

    Nessuna Basilea 2 e nessuna norma potrà eliminare alcuni fatti, che persisteranno a prescindere dall’evoluzione dell’agricoltura, come quelli concernenti la specificità dei cicli produttivi che esigono competenze speciali sia nella valutazione dei fabbisogni finanziari delle aziende del settore, sia nella valutazione del relativo merito creditizio, sia infine nella valutazione e nella gestione delle garanzie collaterali.

    Occorre istituire una Consulta per il credito agrario che includa le banche, la regione, le associazioni degli agricoltori e i consorzi di garanzia, per trovare insieme soluzioni che evitino la chiusura di moltissime aziende.