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  • 7 ore di arte a Rimini

    Maratona d’arte per l’inaugurazione delle mostre a Castel Sismondo.

    Una no-stop di eventi a Rimini per inaugurare le nuove mostre che apriranno a partire dal 23 ottobre a Castel Sismondo e che proseguiranno fino alla primavera 2011. Le due grandi mostre raccolgono una opere di Caravaggio e pittori del seicento, l’altra capolavori dei maestri impressionisti. Per l’occasione i giardini della Rocca Malatestiana ospiteranno illustri ospiti del panorama culturale e musicale italiano.

    A partire dalle ore 17 si susseguiranno sette ore di spettacoli ed appuntamenti con la cultura per celebrare queste mostre che si preannunciano come l’evento culturale più importante dell’anno. Linea d’ombra, in collaborazione con la Fondazione CARIM, la Confcommercio di Rimini, l’Azienda di Promozione Turistica della Regione Emilia Romagna e il Comune di Rimini, organizza una straordinaria giornata di apertura delle mostre. Sarà infatti possibile ammirare le opere fino alle 2 di notte, pagando un ingresso di soli 8 euro per l’occasione. Con il biglietto d’ingresso si potrà godere di una serie di spettacoli e privilegi riservati ai visitatori che prenderanno parte alla giornata inaugurale.L’avvio, alle 17, è affidato ad Antonio Caprarica e alla rilettura della nostra storia. Il giornalista presenta il suo libro “C’era una volta in Italia. Un inviato davvero speciale nell’Italia del 1861”, rilettura dell’anno in cui nacque l’Italia unitaria .Alle 17.45, la musica con il Quartetto Desueto in concerto; ospite straordinario Andrea Mingardi. Alle 18.30 sarà di scena Marco Goldin per raccontare la mostra “Parigi. Gli anni meravigliosi”: Alle 19.30 torna la musica con un concerto di Renzo Ruggieri, alla fisarmonica, e Piero Salvatori, al violoncello. Alle 20 l’Omaggio a Elio Pagliarani, il poeta riminese esponente di punta del Gruppo 63. Sue poesie saranno lette da Carla Chiarelli, con l’accompagnamento, alla fisarmonica, di Renzo Ruggieri Alle 20.30, Tosca nello spettacolo “Anima Mundi”, concerto per una voce e due polistrumentisti Alle 21.45, omaggio alla grande letteratura francese degli “Anni meravigliosi”: Baudelaire, Rimbaud, Verlaine, letture di Gilberto Colla, al violoncello Piero Salvatori. Alle 22.15, salirà sul palco Antonella Ruggiero nello spettacolo” Tra due guerre”, concerto per una voce, un pianoforte, una fisarmonica, un violoncello. Se desiderate prendere parte all’evento e soggiornare nella città, è a disposizione dei visitatori un’ampia offerta di hotel Rimini.

  • Concerto di MORGAN a Rimini

    Consacrato, anche, come personaggio televisivo grazie alla sua partecipazione alle due ultime edizioni di X Factor, in qualità di giudice.
    In scaletta brani dell’ultimo disco “DaAadA”, oltre che dal precedente “Canzoni dell’Appartamento” ed il suo best “E’ successo a Morgan”. Non mancheranno quindi omaggi e cover, dalle canzoni dei Bluvertigo ai cantautori liguri, vera passione di Morgan:
    Tenco, Bindi e soprattutto De André, del cui album “Non al denaro, non all’amore né al cielo” (ispirato all’Antologia di Spoon River) nel 2005 ha fatto un remake integrale.
    “Canzoni dell’appartamento”, primo album solista di Marco Castaldi in arte Morgan: “Le canzoni nascono “retrò” fuori moda nel mondo contemporaneo, in una casa non d’epoca, ma abbastanza vecchia da suscitare nostalgia e interpretare perfettamente la regressione, all’indietro, sessant’anni dopo, rivivono il momento in cui fui io bambino nell’appartamento d’un tempo.
    La regressione avviene naturalmente con l’esperienza dell’infanzia rivissuta attraverso i figli, con la memoria che emerge e si tramanda, ma anche con la cosciente distanza che prendo da una modernità che non mi appartiene e di cui non accetto tutti gli aspetti.
    Perciò, in antitesi con i dischi fatti con i Bluvertigo, che rappresentano per me la possibilità di distruggere gli stili antichi, questa volta ho intrapreso una strada guardandomi indietro, ricercando nei generi tradizionali di cui ho memoria i modelli da esplorare, quindi non più operando una dissoluzione della forma musicale, semmai un’assoluzione della tradizione”.
    DaAadA suona come un’opera rock, come un disco in technicolor che cambia di continuo tonalità romatiche, mantenendo chi ascolta all’interno di un caleidoscopio di suoni e colori che sembrano fuggire verso l’eterno delle canzoni per poi tornare al loro interno., racconta dell’impossibilità di sottrarsi a se stessi o dal “buco nero” che con la sua forza gravitazionale ci assorbe e imprigiona, ma al tempo stesso sottolinea l’aspetto romantico di questa situazione di eterno ritorno. A proposito di ‘Non al denaro non all’amore né al cielo’ Morgan racconta: “La prima cosa che ho pensato quando nel 1999 è morto Fabrizio De Andrè è stato: “ora dorme sulla collina”.
    La mia versione di quest’opera si attiene ‘quasifedelmente’ all’originale, cioè non è una libera e personalissima rivisitazione ‘alla moda sonora contemporanea’, tantomeno una trasformazione-deformazione che avrebbe condotto ad un totale stravolgimento.
    Ho agito nel rispetto, mosso da curiosità e desiderio analitico verso la cosa per ciò-che-è e non per ciò-che-potrebbe-essere e, come posto di fronte ad un’opera classica (nessuno si sognerebbe mai di ‘liberamente alterare’ le partiture del Don Giovanni di Mozart nel serio e serioso universo della musica colta), ma alleggerito dal trovarmi a lavorare una materia ‘pop’, ho operato una sorta di ricostruzione filologica, soltanto filtrata inevitabilmente dai miei gusti, mezzi e possibilità. I lavori da me affrontati sinora mi hanno visto impegnato quale autore, arrangiatore, produttore e, anche se talvolta nei dischi inserivo ‘covers’, quelle erano degli episodi isolati, mai più d’una occupava lo spazio d’un album. Considero invece questo lavoro come la mia prima prova da interprete, e non solo vocalmente, poichè qui ad essere reinterpretati sono proprio gli arrangiamenti, la produzione musicale e il suono, il disco nella sua totalità”.
    Per chi volesse partecipare all’evento da fuori città sono disponibili Hotel a Rimini e Alberghi a Riccione
    Ore 21
    RIMINI
    TEATRO NOVELLI, Via Cappellini, 3
    Informazioni: Tel. 0541 24152

  • Concerti in Emilia Romagna: Luca De Nuzzo al MEI di Faenza 2008


    La canzone d’autore popolare è in scena sabato 29 novembre al MEI di Faenza 2008, con la partecipazione di Luca De Nuzzo, cantautore di San Severo, che porta a Faenza la canzone d’autore in dialetto pugliese.
    La serata, ideata dal noto giornalista ed esperto musicale Enrico Deregibus, ha in programma anche un’intervista a cura di Annino La Posta, dedicata a tematiche diversificate, dove si intrecciano musica e linguaggio, società ed impegno culturale.

    Luca De Nuzzo presenterà al Mei di Faenza alcuni dei brani più conosciuti del suo repertorio musicale, tra i quali, la canzone vincitrice del Premio De André 2004: ‘A mòstre ballerine. Brano dai toni drammatici ed amari, ‘A mòstre ballerine (Il Mostro Ballerina) si ispira ad una storia vera di una giovane ragazza con sembianze da volatile, un “mostro” inaccettabile per una società propensa alla perfezione, troppo debole per accettare il diverso.
    In un atto liberatorio di iniziazione alla vita, la ragazza decide di mostrarsi in piazza in una danza d’improvviso commovente: la sua diversità mostruosa scava nell’animo di chi guarda, genera vergogna ed emozione, scuote l’anima e ridona una dignità alla sua anima. È una canzone amaramente ironica, che parla del diverso e di una società che si limita spesso a “guardare” senza avere il coraggio di “vedere”. La ballerina, nella sua danza di imposizione del sé, costringe lo spettatore a vedere crudamente la diversità fisica: ma cos’è più mostruoso di una società che non accetta di contemplare e capire tutta l’imperfezione dell’umano? E proprio qui, l’arte, che sia danza o musica, corre in soccorso all’espressività personale di chi sfugge agli schemi. L’arte diventa la sola capace di mettere in comunicazione la quotidianità e lo spirituale, in una sorta di incontro propiziatorio.

    Trasportati dalle note del liuto greco acustico, della chitarra classica, del basso elettrico, violino, violoncello e zarb, tra pause, sussurri e ascese eclatanti, i contenuti non ci fanno piombare nel mero pessimismo. Le parole e le immagini aspre trasmettono in realtà un ottimismo puro; un ottimismo amaro ma leale, che contrasta stereotipi lontani e crudeli. Trionfa il riscatto della ballerina e la forza della realtà sulla finzione, risuonante nella ripetizione “Stìte zìtte e m’barète a vedè! Nùde e crùde m’avìte vedè! Sò revète pe fàrme vedè! Lòre sò bèlle e vù stìte a vedè!”. (State zitti e imparate a guardare! Nuda e cruda mi dovrete vedere! Sono arrivata per farmi vedere! Loro son belli e voi state a guardare!).
    Anche in questo brano di Luca, il dialetto acquista un ruolo fondamentale. La lingua familiare “incorruttibile”, che non conosce bugie rincuoranti, la lingua del quotidiano e della spontaneità è quella che si presta meglio ad esprimere il dolore tagliente, dai toni provocatori e schietti, capaci di creare una forte empatia tra la protagonista e il suo pubblico. La danza riporta all’elevazione, al sogno, alla stessa speranza di “’A cantète d’ù sugnatòre”, dedicata all’eterno amico sognatore, custode di valori ed ideali, scherzo e pensiero, l’amico che ci tiene strettamente ancorati alla nostra identità: “…e non voglio crederci che a questo mondo non arriva il sole, e non voglio crederci che questo mondo è senza amore…”.

    Tutto il repertorio dell’artista è disponibile on line al sito www.lucadenuzzo.com, con le traduzioni dei testi, video e recensioni dei brani, che ascolterete dal vivo al Mei di Faenza, sabato 29 novembre, nella serata musicale con De Nuzzo e Annino La Posta, dedicata al linguaggio, alla società ed alla ricchezza della canzone d’autore contemporanea.