Tag: community manager

  • Utilità di un community manager

    I social media hanno modificato la comunicazione all’interno delle aziende e anche il modo di rapportarsi all’utente finale. Oggi si interagisce con il proprio pubblico in tempo reale, non ci si può più nascondere, anzi. E’ necessario imparare ad utilizzare al meglio questi strumenti per mantenere una buona reputazione on/offline e apparire più competitivi rispetto ai concorrenti.

    Partecipare a qualche seminario o corso intensivo può essere senza dubbio un buon investimento. Cercando su internet espressioni tipo “formazione social media” è possibile avere un’idea delle opportunità: eventi cui partecipare, workshop, video-corsi, libri e materiale didattico esistente in merito a Social Network e Co. Oltre a Facebook, Twitter e YouTube, uno strumento da non sottovalutare è certamente il blog, che consente di presentare dettagliatamente prodotti e/o servizi, inserire risorse multimediali e lasciare spazio a feed-back e commenti dei lettori.

    Ogni azienda dovrebbe contare su un bravo community manager che sappia mantenere attiva la partecipazione.

    Non è più importante il numero dei fans o followers, ma la loro effettiva reazione. E’ ormai diffusa, infatti, la pessima abitudine di acquistare pacchetti di fans, che possono forse garantire un numero che cresce, ma non un’attività costante su blog e social. Un professionista saprà pianificare i contenuti da offrire, seguendo determinate tempistiche. Contenuti interessanti, di qualità, originali e non scopiazzati da altri siti. Inoltre, rimarrà ben lontano dallo spam e dalle pressanti richieste di call-to-action che possono creare chiusure definitive con gli utenti più riservati.

  • Social media: si può fare da soli? Dipende

    Meglio un community manager interno o qualcuno di una social media agency in grado di portare avanti il lavoro dall’esterno? Questa è forse una delle domande che la maggior parte di coloro che intendono lavorare sul web presentando un prodotto si pongono. A prescindere dal campo di appartenenza. Come sempre quando si tratta di comunicazione si potrebbe dire che la verità si trova nel mezzo o più semplicemente vi è la necessità di tenere il conto di diversi particolari. Non per ultimo il budget di riferimento per il comparto marketing.

    All’interno di una qualsiasi azienda un settore che si occupi della promozione del prodotto (sia esso fisico o intellettuale) non può mancare. Vi è la necessità di organizzarlo a prescindere dalle risorse disponibili. E se non si ha la possibilità di assumere qualcuno di esterno, che può concentrarsi in maniera adeguata sul “problema” è necessario, è assodato, studiare a fondo le strategie. Potrà sembrare assurdo ai più, ma non ci si può inventare pubblicitari dall’oggi al domani, sebbene i social network e diverse guide a riguardo siano in grado di diffondere con discreta facilità le basi.

    Detto questo, se si ha la possibilità di dare tale ruolo ad una persona esterno, di sicuro si potranno riscontrare più vantaggi rispetto al tempo speso sull’attività. Se si deve “fare da soli” sarà bene mettere a punto degli schemi, dei punti fermi della propria azione in modo da massimizzare i risultati ed ottimizzare tempi e risorse disponibili.