Tag: Commissione Europea

  • Confronto, a più voci, sul tema della dispersione scolastica e delle competenze

    L’associazione E.RI.FO e gli altri partner di 8 Paesi Europei illustreranno, mercoledì 19 novembre in via Adriano Fiori 32b a Roma a partire dalle ore 8.30, i prodotti del progetto RAPPORT: KIT multimediale capace di intervenire in diverse fasi nello sviluppo della problematica dell’abbandono scolastico e basato sulla visione di video che illustrano l’impatto della dispersione delle competenze nella vita reale.

    Fondamentale risulta, infatti, agire a vario livello, innanzitutto cercando di eliminare gli elementi che possono favorire difficoltà nel percorso educativo di uno studente, in secondo luogo, contrastando i casi già manifesti e, infine, fornendo una seconda chance a chi ha abbandonato gli studi e necessita di un percorso formativo particolare, capace di garantire un inserimento lavorativo efficace.

    L’evento si baserà sul confronto e sullo scambio di idee ed esperienze tra operatori settoriali come scuole, istituti di formazione ed esponenti del mondo del lavoro.

    Nell’inquadrare l’argomento all’interno delle attività dell’Unione Europea, interverrà Michela Beati, responsabile per la comunicazione e la disseminazione del programma Erasmus+ presso l’Agenzia per l’Educazione, la Cultura e gli Audiovisivi (EACEA).

    Parlando invece delle strategie nazionali, è previsto un intervento di Speranzina Ferraro, esperta delle tematiche relative alla dispersione scolastica e alla formazione dei giovani presso il Ministero dell’Istruzione.

    Oltre al KIT multimediale, il progetto Rapport prevede, tra le altre cose, una guida per insegnanti utile a presentare la metodologia autobiografica quale strumento di stimolo nelle relazioni tra insegnanti e studenti e la metodologia Flipped, attraverso la quale viene invertito il canonico equilibrio tra attività in classe e a casa. In questo modo, le lezioni diventano un momento di approfondimento e di superamento dei dubbi e delle incomprensioni che possono essere maturati durante lo studio a casa. Risulta più facile, quindi, evitare sul nascere possibili ritardi nell’apprendimento.

    Di particolare importanza, nell’analisi del tema, è comprendere quanto esso sia un gravissimo ostacolo alla crescita della persona e della società nel suo insieme, nonché un fattore di rischio per altre emergenze sociali ed economiche.

    Tutto ciò è particolarmente vero in un paese come l’Italia dove la percentuale di giovani tra i 18 e i 24 anni che non possiedono un titolo di studio superiore all’istruzione secondaria di primo grado è pari al 17%, valore decisamente superiore a quello della media europea. Allo stesso modo, i risultati scolastici degli studenti italiani risultano ampiamente al di sotto della media dei paesi OCSE.

    Giacomo Fabbio

    Communication and Partnership Responsible E.RI.FO.

    E.RI.FO. Ente per la RIcerca e FOrmazione

    via Adriano Fiori 32/b, 00156, Roma

    Tel. 06.86325125

    [email protected]

    www.erifo.it

  • UniCredit partner della Commissione Europea nella gestione dei pagamenti SEPA

    La Commissione Europea ha affidato a UniCredit la gestione di una parte consistente dei suoi pagamenti SEPA. UniCredit diventa così uno dei quattro gruppi bancari responsabili dei pagamenti SEPA effettuati dalla Commissione Europea a partire da oggi.
    Per Sergio Ermotti, Vice Amministratore Delegato di UniCredit, “Questo mandato dimostra la qualità del Global Transaction Banking di UniCredit che consente al Gruppo di servire i clienti in 22 paesi europei.” Marco Bolgiani responsabile del Global Transaction Banking di UniCredit aggiunge: “L’impegno di UniCredit nei confronti del sistema unico dei pagamenti SEPA è stato il fattore premiante alla base della scelta della Commissione Europea, insieme alle dimensioni del nostro network in Europa”.
    UniCredit ha ottenuto il mandato al termine di un procedimento di gara rivolto a tutte le banche europee. “Con una quota tra il 25 e il 35% del volume totale dei pagamenti in gara, abbiamo dimostrato ancora una volta la nostra competitivita’”, ha affermato Marco Bolgiani.
    Il numero totale di transazioni internazionali ammonta ad oltre un milione e seicentomila, con un volume totale di 33 miliardi di euro.
    La decisione della Commissione Europea di applicare il sistema SEPA di pagamento ed affidarsi esclusivamente a quattro banche si inquadra nel progetto di adozione di un sistema uniforme di pagamenti in Europa e comporta il graduale abbandono del modello precedente nel quale le transazioni della Commissione Europea erano affidate alle banche locali di ogni paese.

    Fonte: UniCredit Group News

  • Per favore, non trascurate il cuore delle donne! Un appello ai legislatori europei e agli scienziati

    Nizza, 5 novembre 2009 – Si svolge in queste ore presso la Heart House a Sophia Antipolis – Nizza (Francia) la conferenza “Red Alert for Women’s Hearts”: affronta il tema dell’incidenza delle malattie cardiovascolari declinata al femminile, secondo i nuovi orientamenti richiesti dalla medicina di genere.

    La conferenza, organizzata da EHN – European Heart Network e da ESC – Società Europea di Cardiologia, permetterà di presentare i dati del Work Package 6 – WP6 del progetto EuroHeart (1).

    ALT – Associazione per la Lotta alla Trombosi e alle malattie cardiovascolari Onlus e la Fondazione italiana per il Cuore, da anni impegnate nella prevenzione delle malattie cardiovascolari, hanno collaborato alla realizzazione del progetto EuroHeart in Italia, raccogliendo dati sull’impatto delle campagne di sensibilizzazione rivolte alle donne e dei programmi di formazione ed educazione destinati agli operatori sanitari nazionali.

    Le malattie cardio e cerebrovascolari (ictus, infarto, trombosi arteriose e venose) rappresentano la principale causa di morte nelle donne in tutto il mondo, causando la morte di oltre 8 milioni di donne ogni anno, più del totale dei decessi provocati da cancro, tubercolosi, AIDS e malaria messi insieme.

    A questo numero contribuisce il fatto che la percezione del rischio cardiovascolare nelle donne è troppo spesso sottovalutata, da parte delle donne stesse e troppo spesso anche dai medici. Una spiegazione potrebbe essere il fatto che l’esordio delle malattie cardiovascolari nelle donne avviene di solito circa dieci anni più tardi rispetto a quanto accade negli uomini: è noto che il rischio aumenta dopo la menopausa, in parte per il diverso equilibrio ormonale legato alla perdita di fertilità, che favorisce l’insorgere di ipertensione, diabete, dislipidemia, obesità e sindrome metabolica.

    «Le donne sono diverse dagli uomini non solo per l’aspetto fisico – afferma la dott.ssa Lidia Rota Vender, Presidente di ALT Onlusma anche, e soprattutto, per le caratteristiche anatomiche, biologiche, ormonali, metaboliche che nelle donne sono peculiari e determinanti».

    Il prof. Rodolfo Paoletti, Presidente della Fondazione italiana per il Cuore, concorda con la dott.ssa Vender e sottolinea «l’esigenza di conoscere le differenze tra la donna e l’uomo che si manifestano già a livello cellulare, per le differenze cromosomiche (XX e XY) la dotazione dei telomeri (legati alla aspettativa di vita) nei confronti della resistenza agli insulti biochimici e fisici; tali differenze si innestano poi sul patrimonio endocrino e biochimico tra i due sessi. E’ noto – aggiunge il prof. Paoletti – che il metabolismo dei farmaci è spesso differente tra uomo e donna, e questo va tenuto presente anche perché ancora oggi si usano farmaci studiati molti anni fa sull’uomo e meno sulla donna» .

    La conferenza “Red alert for women’s hearts” pubblica i risultati di un lungo lavoro di revisione dell’approccio all’universo cardiovascolare femminile in termini di letteratura scientifica, sperimentazioni cliniche, linee guida e processi normativi.

    Obiettivo della ricerca è la formulazione di raccomandazioni destinate agli opinion leader, ai politici, alle agenzie per il finanziamento della ricerca ed agli enti di regolamentazione, a livello nazionale e comunitario.

    Il prof. Marco Stramba Badiale, del Dipartimento di Medicina Riabilitativa dell’Istituto Auxologico Italiano IRCCS, conferma che le donne sono sottorappresentate nell’ambito della ricerca cardiovascolare in Europa. «Su 62 studi clinici, pubblicati tra il 2006 e il luglio 2009, solo il 33,5% dei partecipanti erano donne». In particolare negli studi mirati a valutare l’efficacia di farmaci che riducono i livelli di colesterolo e in quelli che riguardano la cardiopatia ischemica e lo scompenso cardiaco. (2)

    Il prof. Roberto Ferrari, Presidente della Società Europea di Cardiologia, aggiunge che in ambito cardiovascolare vi è una carenza di dati sulle donne, semplicemente perché i trials clinici sono condotti sugli uomini. E’ importante avere studi clinici condotti solo sulle donne, perché la patologia cardiovascolare delle donne è diversa da quella degli uomini.

    “Red alert for women’s hearts” valuta anche le misure con le quali i diversi Paesi Europei cercano di supplire alla disinformazione della popolazione e degli operatori sanitari, fornendo una panoramica delle campagne realizzate e analizzandone l’impatto a livello nazionale.

    Negli ultimi 20 anni, nei 19 Paesi della UE che partecipano al WP6 del progetto EuroHeart, sono state organizzate oltre 60 campagne focalizzate alla sensibilizzazione sul problema specifico della relazione tra donne e malattie cardiovascolari, a riprova del fatto che le Associazioni, le Fondazioni e le Società scientifiche sono ben consce dell’urgente bisogno di sensibilizzare le donne e gli operatori sanitari.

    Le campagne hanno ottenuto un aumento della consapevolezza che le malattie cardiovascolari rappresentano la principale causa di morte nelle donne, ma ciò nonostante, in troppi Paesi della UE, mancano ancora programmi di formazione specifica per i cardiologi in merito alle differenze di genere.

    Dallo studio emerge, inoltre, che solo il 50% degli studi clinici condotti negli ultimi tre anni ha analizzato i risultati in base al genere.

    Susanne Løgstrup, direttore di EHN – European Heart Network, sottolinea che «la sicurezza e l’efficacia dei diversi farmaci sono state valutate prevalentemente sulla popolazione maschile».

    Il prof. Marco Stramba Badiale si augura che questa conferenza possa avviare fra gli scienziati un nuovo approccio che coinvolga sistematicamente le donne negli studi clinici. «I risultati di studi condotti in questa nuova prospettiva dovrebbero migliorare la gestione clinica delle malattie cardiovascolari nella donna e, in futuro, permettere lo sviluppo di nuove possibili strategie diagnostiche e terapeutiche specifiche in base al genere».

    ALT – Onlus dedica il 2010 alla prevenzione delle malattie cardiovascolari da Trombosi nella donna: per questo motivo l’Agenda del Cuore di ALT 2010 sarà interamente rivolta all’universo femminile.

    La Fondazione Italiana per il Cuore da anni è impegnata insieme alla Fodazione Giovanni Lorenzini sul fronte della protezione della salute della Donna con una serie di campagne attivate fin dal 1995 a sensibilizzare la attenzione verso la prevenzione delle malattie dopo la menopausa. Più recentemente la Fondazione Giovanni Lorenzini in collaborazione con gli NIH (Istituti Nazionali per la Salute Americani) coordinava una ricerca internazionale dedicata a conoscere la realtà di dette patologie, con una serie di stimoli di intervento per ridurne l’effetto.

    «Anche nei prossimi anni – afferma la dott.ssa Folco, Segretario Generale della Fondazione Italiana per il Cuore e della Fondazione Giovanni Lorenzini – proseguirà Red Dress Italia. Il progetto dal 2007 con il patrocinio del Ministero della Salute si è innestato sulle esperienze precedenti e sta individuando concretamente percorsi scientifici che mettano in evidenza le differenze tra uomo e donna nello studio e nel trattamento delle patologie del cuore e dei vasi. Il Comune di Milano e in particolare l’Assessorato alla Salute ci sono vicini e ci sostengono con la loro guida».

    Per maggiori informazioni:

    Associazione per la Lotta alla Trombosi e alle malattie cardiovascolari – Onlus

    Viola Dapiaggi- Responsabile Ufficio Stampa

    Via Ludovico da Viadana, 5 – 20122 Milano

    Tel. 02. 58 32 50 28 – fax 02.58 31 58 56

    [email protected]www.trombosi.org

    Fondazione Italiana per il Cuore

    Maria Luce Ranucci

    Via Appiani, 7 – 20121 Milano

    Tel. 02 29007018 ; fax 02 29007018

    [email protected]www.fondazionecuore.it

    Riferimenti:

    1. EuroHeart coinvolge 21 Paesi europei ed è co-finanziato dal Public Health Programme 2003-2008 della Commissione Europea.

    http://www.escardio.org/about/what/advocacy/EuroHeart/Pages/Presentation.aspx

    2. Ricerca pubblicata da ESC – European Society of Cardiology e EHN – European Heart Network nel report: Red Alert for Women’s Hearts, Women and Cardiovascular Research in Europe (Novembre 2009).