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  • Salvo Nugnes: il tesoro partenopeo dedicato a San Gennaro in mostra a Roma

    E’ allestita a Roma, nel pittoresco Palazzo Sciarra, la prestigiosa mostra “Il tesoro di Napoli – I capolavori del Museo di San Gennaro” organizzata in collaborazione con il Museo del Tesoro di San Gennaro a Napoli.

    Al rinomato manager Salvo Nugnes, produttore di grandi eventi in ambito artistico-culturale, a seguito della sua visita alla pregiata esposizione è stato chiesto un esperto parere di commento. Nugnes evidenzia come “la rilevanza di questa importante iniziativa è data dall’esclusiva unicità dei pezzi esposti. Inoltre, è la prima volta in assoluto, che questo stupendo patrimonio oltrepassa i confini della città di Napoli. Si possono ammirare il tesoro dedicato al Santo, ma anche documenti originali, dipinti, disegni, arredi sacri, sculture, che rappresentano la storia di un culto e di un popolo”.

    E proseguendo sottolinea “San Gennaro è uno dei Santi cattolici più famosi e conosciuti al mondo. Il tesoro partenopeo dedicato al Santo si è formato nel corso di 700 anni, in virtù soprattutto delle corpose donazione rimaste integre nel tempo da parte di pontefici, imperatori, re d’Europa. Nel percorso espositivo composto da 70 opere viene analizzato in modo scientificamente approfondito e dettagliato, il culto di San Gennaro fin dalle origini. Tra gli inestimabili capolavori si possono vedere la suggestiva collana di San Gennaro, in oro, argento e pietre preziose realizzata nel 1679 e la mitra, in argento dorato con diamanti, rubini e smeraldi, fatta nel 1713. Il valore di tali creazioni aumenta sempre di più nel tempo, poiché i gioielli sono il frutto della progettazione e lavorazione dei più eminenti e illustri maestri dell’epoca. E’ interessante partecipare anche al ciclo di conferenze in materia tenute in loco, aperte a scolaresche e famiglie, per favorire l’avvicinamento e l’approccio dei visitatori all’antica arte orafa, di cui l’Italia è da sempre eccellente testimonial nel Mondo”.

  • Intervistato il manager produttore di Promoter Arte Salvo Nugnes sull’eccezionale quadro “La ragazza con l’orecchino di perla”

    In occasione dell’eccezionale esposizione del famoso quadro del maestro Johannes Vermeer dall’8 febbraio al 25 maggio nello storico contesto di Palazzo Fava a Bologna, abbiamo interpellato il manager Salvo Nugnes, produttore di grandi eventi in campo artistico-culturale, per rilasciare un suo esperto parere sull’incantevole dipinto.

    1) Come concepisce questa straordinaria opera?

    “La ragazza con l’orecchino di perla” nota anche come “La ragazza con il turbante” si colloca tra le più significative icone pittoriche della storia dell’arte.

    E’ unanimemente considerata tra le creazioni più conosciute e rinomate insieme alla Gioconda di Leonardo e all’Urlo di Munch. Questa è un’opportunità assai rara per ammirarla da vicino in tutto il suo intrigante splendore, poiché il suo arrivo in Italia è frutto di una lunga trattativa durata due anni, con il celebre museo Mauritshuis dell’Aia, che custodisce i tesori di sommi artisti come Vermeer e Rembrandt. Infatti, il pubblico ha dimostrato di aver compreso da subito l’occasione unica e speciale e le prenotazioni sono state numerosissime già da inizio prevendita biglietti a novembre scorso.

    2) Quali sono le caratteristiche distintive, che emergono in questo dipinto?

    E’ senza dubbio uno dei capolavori più rappresentativi della Golden Age della pittura olandese, di eccelsa elaborazione. Il volto spicca in tutta la sua candida bellezza di magnifico stupore da uno sfondo nero, che però non è quello originale, in quanto nel 1994 è stato compiuto un radicale restauro e si è scoperto, che nel dipinto lo scenario era di colore verde smeraldo. Poi, è emerso, che il turbante bianco e turchese, che cinge il capo della giovane donna raffigurata non è un copricapo di abituale utilizzo nell’olanda dell’epoca, ma Vermeer si è ispirato prendendo spunto da un’opera del suo contemporaneo Michael Sweerts. Colpisce l’incredibile capacità di Vermeer di conferire all’insieme un effetto di tipo tridimensionale, che raggiunge l’apice nei dettagli più minuziosi e particolareggiati, come ad esempio nei piccoli punti luce all’angolo della bocca e nelle luminescenze ammalianti dell’orecchino con la forma di perla a goccia.

    3) Ma che notizie si hanno sull’identità della ragazza immortalata nel quadro?

    Ci sono vari segreti ancora rimasti celati dietro questa esotica e misteriosa “tronie” che consiste nella tipizzazione di un volto, realizzata comunemente su commissione nell’olanda del ‘600. Il primo interrogativo riguarda proprio l’identità dell’affascinante ragazza ritratta. Del suo autore Vermeer, soprannominato la “Sfinge di Delft” si conosce ancora oggi molto poco e risulta quindi difficile identificare con esatta precisione i personaggi protagonisti delle sue opere. La tesi più accreditata ipotizza, che il pittore si sia ispirato alla giovane figlia Maria, lasciando spazio all’estro creativo per evocare il suo ideale di innocenza. Ma si pensa possa essere anche una fanciulla del popolo, la sua serva personale presa a modella per l’occasione.

    4) Quali altri dipinti è possibile ammirare a Palazzo Fava?

    Sono esposti altri 40 quadri di illustri artisti, che offrono una carrellata completa dell’epoca della Golden Age in Olanda, come i 4 maestosi Rembrandt visibili in tutta la loro meravigliosa suggestione.

  • Milano, la curiosa mostra sull’arte e la scienza del gusto commentata dal manager di Promoter Arte Salvo Nugnes

    “E’ certamente un appuntamento, che incuriosisce e interessa non soltanto gli addetti di settore, ma anche l’opinione pubblica in generale, questo progetto espositivo realizzato dalla triennale di Milano, in cui l’evoluzione dei tempi moderni lancia la sfida alla tradizione”.

    Così il noto manager produttore di grandi eventi, nonché agente di nomi di spicco della cultura, esordisce per esprimere le sue riflessioni sulla mostra “Gola. Arte e Scienza del Gusto” allestita fino al 12 marzo all’interno di cinque ambienti predisposti per offrire ai visitatori un percorso completo e coinvolgente.

    Nugnes afferma come “E’ un’ottima occasione per analizzare ed esplorare le modalità in virtu’ delle quali le intuizioni dell’arte contemporanea si intrecciano ai complessi e articolati meccanismi evolutivi celati dietro il piacere connesso al cibo, dove il gusto assume la connotazione simbolica di ingrediente chiave della vita”.

    E sottolinea “Quando l’arte incontra la scienza nel piacere della tavola, è positivo anche individuare un filo conduttore per fare emergere le attuali tematiche sui gravi problemi di salute diffusi nella società dell’opulenza alimentare sfrenata e sui disturbi legati al rapporto con il cibo, stimolando un costruttivo approfondimento sulla delicata questione del connubio tra piacere e corretta nutrizione”.

  • Milano: il grande Museo del Duomo commentato dal manager produttore Salvo Nugnes

    Finalmente dal 4 novembre scorso è stato riaperto al pubblico il grande Museo del Duomo di Milano, un coreografico spazio di 2000 metri quadrati, composto da 27 sale suddivise in 13 aree tematiche, che venne inaugurato nel 1953 da Ugo Nebbia.

    Salvo Nugnes, manager produttore e agente di noti personaggi della cultura dichiara “E’ stato fatto un intervento di restyling molto utile ed efficace, con una consistente ristrutturazione e un riallestimento globale. Il museo è struttura di notevole rilevanza in ambito nazionale e internazionale, poiché raccoglie e conserva un patrimonio storico-artistico di enorme pregio e valore, è una preziosa testimonianza del cantiere del Duomo giunta fino ai giorni nostri”.

    E proseguendo evidenzia come “C’è una ricca varietà di materiale esposto: sculture, anteli di vetrata, dipinti, arazzi, ricami, bozzetti in terracotta e imponenti modelli architettonici. Queste opere coprono un arco cronologico, che va dal XV al XX secolo. Nel tesoro della cattedrale sono inseriti anche oggetti più antichi, come dittici eburnei del V-IX secolo, creazioni di raffinata oreficeria, smalti e sbalzi del XVI-XVII secolo. E’ quindi possibile tracciare un pezzo di storia di un popolo, che si è protratta simbolicamente al presente e si proietta nel futuro”.

  • Mostra dei grandi pittori romantici a Londra: il giudizio del noto manager Salvo Nugnes

    In virtù della sua visita alla mostra “Dialoghi con la natura” allestita nella rinomata “Courtauld Gallery” di Londra il manager Salvo Nugnes agente di noti personaggi in ambito cultural artistico ha dichiarato “Un’allestimento espositivo completo e ben congegnato, nel quale viene proposta una rassegna comparata dei diversi -dialoghi con la natura- dei più rappresentativi artisti inglesi e tedeschi del periodo romantico, che erano proiettati alla ricerca di un’espressione artistica capace di evidenziare la dimensione spirituale della natura e attribuire significato alle cose appartenenti alla quotidianità. Attraverso questa mostra è possibile individuare i punti e gli elementi, che hanno accomunato il lavoro pittorico di tali artisti, seppur provenienti da tradizioni diverse e operando con stili propri e personalizzati”.

    E proseguendo sul loro rapporto con l’Italia quale fonte ispiratrice di riferimento, dice “E’ interessante riscontrare come sia i pittori inglesi sia quelli tedeschi si sono spesso recati nel territorio italiano per osservarne la natura e scoprire quei paesaggi di impronta drammatica perfetti nella visione dell’immaginario romantico, attingendo poi utili stimoli e spunti per la produzione dei dipinti”.

  • Giovanni Gelmetti ospite all’incontro con Felicita e Piero Chiambretti alla Milano Art Gallery

    Avvincente incontro quello che ha visto Felicita Chiambretti accompagnata dal figlio Piero, alla Milano Art Gallery, Giovedì 23 Gennaio 2014, per presentare la sua raccolta di poesie “Farfalle di Verso” per il Festival Artistico Letterario “Cultura Milano”. Ospite dell’evento, Giovanni Gelmetti, imprenditore immobiliare milanese, ideatore della Giax Tower, grattacielo residenziale sotto i riflettori dei media italiani ed internazionali, come Panorama e TgCom.

    “Mi fa sempre molto piacere partecipare a conferenze dove la cultura viene messa al primo posto” afferma Gelmetti e continua “E’ stato interessante vedere madre e figlio insieme per presentare il libro scritto dalla signora Felicita ed edito da un grande showman come Piero Chiambretti, dimostrazione del loro straordinario legame affettivo e del loro affiatamento professionale”.

  • Milano Art Gallery: Salvo Nugnes soddisfatto dell’incontro con Felicita e Piero Chiambretti a “Cultura Milano”

    Il manager produttore Salvo Nugnes, è stato raggiunto telefonicamente per commentare la partecipazione di Felicita Chiambretti accompagnata dal noto figlio Piero, al Festival Artistico Letterario “Cultura Milano” da lui ideato e organizzato. L’evento si è tenuto con grande successo Giovedì 23 Gennaio presso la rinomata galleria milanese “Milano Art Gallery” in via Alessi 11.

    Nugnes spiega “Una presenza graditissima quella di Felicita Chiambretti, che affiancata nell’occasione dal figlio Piero, ha parlato del suo libro di poesie appena pubblicato dal titolo -Farfalle di Verso- dinanzi al nutrito pubblico del Festival -Cultura Milano- raccontando poi dei simpatici aneddoti dello stupendo rapporto, che hanno tra loro. È un legame fortissimo, che li unisce anche nelle importanti iniziative a scopo benefico solidale, di cui spesso si rendono testimonial e portavoce. Infatti, tutti i proventi della raccolta poetica saranno devoluti per sostenere l’Istituto di Candiolo, che opera attivamente per la ricerca oncologica e la cura dei tumori. Direi, che si tratta di un’iniziativa umanitaria davvero encomiabile, che dimostra la sensibilità e la generosità di Piero e Felicita nel mettere la loro notorietà a favore di giuste cause e finalità sociali di tale portata”.

    E aggiunge “Da lungo tempo supportano la Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro e Piero nel maggio scorso ha dato un consistente contributo attraverso la storica partita del cuore svoltasi a Torino nello Juventus Stadium”.

  • Il manager di noti personaggi della cultura Salvo Nugnes commenta l’allestimento di Ermanno Olmi alla Pinacoteca di Brera

    L’innovativa idea di Sandrina Bandera, Soprintendente per il Patrimonio storico artistico ed entroantropologico di Milano, ha fatto si che con grande stupore la Sala VI della Pinacoteca di Brera ritornasse a brillare. La Bandera ha infatti incaricato il rinomato regista Ermanno Olmi di occuparsi del riallestimento e della ricollocazione di capolavori dal valore inestimabile, del calibro de “Il Cristo morto” di Andrea Mantegna e la “Pietà” di Giovanni Bellini.

    Il manager Salvo Nugnes, agente di note personalità della cultura, nonché organizzatore di prestigiose mostre d’arte ed eventi culturali commenta “Olmi è stata un’ottima scelta. È un uomo di grande sensibilità e passione e dalla mente geniale, caratteristiche che emergono sia nello svolgimento della sua professione sia nella vita privata” e continua “Nonostante non sia un esperto del settore, è riuscito a concretizzare una sua personale visione emozionale di questi capolavori rinascimentali, valorizzandone, tramite un sottile gioco di contrasti, chiaroscuri e posizionamenti, le autentiche potenzialità espressive”.

    Il progetto di Olmi è stato un piano studiato nel dettaglio: le prestigiose opere sono state disposte nel contesto espositivo, a seconda del loro impatto emozionale e dei loro dati storici e compositivi, donando così nuova vita alla sublime sala dedicata ai Maestri del Rinascimento veneto.