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  • I Testimoni di Geova di San Benedetto celebrano la commemorazione della morte di Cristo

    I Testimoni di Geova di San Benedetto commemoreranno lunedì 14 aprile dopo il tramonto la morte del nostro Signore Gesù Cristo radunandosi nelle Sala del Regno di Via Manara 136 e nella Sala Smeraldo dell’Hotel Calabresi.

    Lo scorso anno hanno assistito alla celebrazione oltre 500 persone, tra testimoni di Geova e simpatizzanti provenienti da San Benedetto e dintorni.

    Quest’anno una delle celebrazioni verrà tenuta anche in lingua spagnola.

    In tutta Italia sono stati oltre 460 mila coloro che si sono radunati per l’evento nelle oltre 3mila comunità sparse su tutto il territorio nazionale.


    Come avviene in tutti gli incontri dei Testimoni, l’ingresso è libero e non si fanno collette. Ogni anno la Commemorazione della morte di Gesù viene celebrata dai testimoni di Geova nel giorno in cui secondo la tradizione morì il Figlio di Dio, corrispondente al 14 nisan del calendario ebraico.


    La celebrazione avrà inizio con un canto e una breve preghiera. Dopodiché un ministro di culto pronuncerà un discorso per chiarire le ragioni per cui Geova Dio mandò Suo Figlio sulla terra a morire per tutta l’umanità. Come fece Gesù durante l’ultima cena, saranno passati fra i presenti pane non lievitato e vino rosso, che per i testimoni di Geova simboleggiano rispettivamente il corpo e il sangue del Figlio di Dio.
    Infine, un altro canto e una preghiera concluderanno la cerimonia, che durerà complessivamente circa un’ora.

    Ricordiamo gli orari e i luoghi:

    · Sala del Regno dei Testimoni di Geova – Via Manara 136 – San Benedetto del Tronto – ore 19,30 (spagnolo)

    · Sala Smeraldo Hotel Calabresi – Via Milanesi 1 – San Benedetto del Tronto – ore 20,00

    · Sala del Regno dei Testimoni di Geova – Via Manara136 – San Benedetto del Tronto – ore 21,00

    L’invito è esteso anche per uno speciale discorso domenica 27 aprile dall’interessantissimo tema: “Perché mai un Dio di amore permetterebbe il male?” in programma nelle sedi dei Testimoni di Geova di tutto il mondo.

    Per qualsiasi altra informazione relativa questi due eventi e tutto ciò che riguarda i Testimoni di Geova, si può visitare il sito ufficiale www.jw.org disponibile in circa 600 lingue.

  • I Testimoni di Geova di S.Benedetto ricordano la morte di Cristo

    I testimoni di Geova di S.Benedetto commemoreranno la morte del nostro Signore Gesù Cristo martedì 26 marzo radunandosi nella Sala del Regno in Via Manara 136 alle 20,30 e nella Sala Smeraldo dell’Hotel Calabresi alle 20,00.



    Si tratta della più importante celebrazione di questa confessione cristiana, che trae origine dal comando che diede Gesù stesso agli apostoli durante l’ultima cena: “Continuate a fare questo in ricordo di me”. Lo scorso anno hanno assistito alla celebrazione centinaia di persone, tra testimoni di Geova e simpatizzanti provenienti da S.Benedetto e dintorni.

    In tutta Italia sono stati oltre 460 mila coloro che si sono radunati per l’evento nelle oltre 3mila comunità sparse su tutto il territorio nazionale.


    Come avviene in tutti gli incontri dei Testimoni, l’ingresso è libero e non si fanno collette. Ogni anno la Commemorazione della morte di Gesù viene celebrata dai testimoni di Geova nel giorno in cui secondo la tradizione morì il Figlio di Dio, corrispondente al 14 nisan del calendario ebraico.


    La celebrazione avrà inizio con un canto e una breve preghiera. Dopodiché un ministro di culto pronuncerà un discorso per chiarire le ragioni per cui Geova Dio mandò Suo Figlio sulla terra a morire per tutta l’umanità. Come fece Gesù durante l’ultima cena, saranno passati fra i presenti pane non lievitato e vino rosso, che per i testimoni di Geova simboleggiano rispettivamente il corpo e il sangue del Figlio di Dio.

    Infine, un altro canto e una preghiera concluderanno la cerimonia, che durerà complessivamente circa un’ora.

  • AGENZIA PROMOTER PRESENTA IL PREMIO VAJONT: PER NON DIMENTICARE

    Si terrà a Longarone, il Premio Vajont, il riconoscimento, dedicato a tutte le vittime di tragedie accadute ieri e oggi, creato allo scopo fondamentale di sensibilizzare, far riflettere e approfondire, il tema del disastro del Vajont, al preciso fine di non dimenticare ciò che è successo.

    Nell’immaginario di molti, la diga del Vajont, progettata dall’ingegner Carlo Semenza e costruita tra il 1957 e il 1960 lungo il corso del torrente omonimo, si ruppe in quanto mal costruita. Non tutti infatti sanno che, ciò che successe il 9 Ottobre 1963, fu ben altro. Si ruppe a seguito di una colossale frana, di una parte del monte Toc, che cadde facendo tracimare l’acqua contenuta nell’invaso e generando un’onda talmente imponente da inondare il fondovalle veneto, tra cui la città di Longarone, portando morte e devastazione.

    Il progetto del Premio Vajont, nasce da un’idea di Salvo Nugnes, Direttore di Agenzia Promoter, nonché manager di noti personaggi, che, essendo molto legato a quelle terre fin dalla prima giovinezza, ha voluto attivarsi, per imprimere nella memoria questo terribile disastro che ha contato, quasi 2000 vittime e che la storia tramanda come una delle inondazioni più tragiche.

    Un comitato di esperti ed intellettuali, formato da personaggi illustri del panorama italiano, premierà le personalità che più sono distinte a livello sociale e umanitario, nei campi del volontariato, della scienza, dell’ingegneria, della cultura e dell’arte, durante una cerimonia di forte risonanza a livello nazionale, che ripercorrerà le fasi di una dramma così imponente, affinché non venga riposto nel dimenticatoio.

    Una ricca lezione e un importante impegno, quindi, per il Premio Vajont, finalizzato alla conoscenza e alla commemorazione, per non permettere che errori del genere si ripetano in futuro, perché il passato non va ignorato, bensì bisogna imparare da esso.

    Premio Vajont. Per non dimenticare.