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  • Il nuovo codice della strada

    Approvato con decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285 ed entrato in vigore il 1° gennaio 1993, il Codice della Strada è attualmente composto da 240 articoli suddivisi in sette titoli. È accompagnato da un Regolamento di attuazione che comprende 408 articoli.

    Il testo del codice, per esigenze di congruità al progresso sociale e alla normativa europea, viene costantemente aggiornato e per questo gli editori giuridici dedicano particolare attenzione alla sua ristampa periodica aggiornata.

    Già la legge n. 214 del 1 agosto 2003 aveva introdotto salienti novità, quale il noto meccanismo della “patente a punti”, in base al quale ad ogni titolare di patente di guida viene attribuito un punteggio, decurtato in caso di infrazioni. Quando i punti disponibili vengono esauriti, è necessario superare nuovamente sia l’esame di teoria che di guida.

    La recentissima legge 29 luglio 2010, n. 120 ha riformato il Codice della Strada irrigidendo ulteriormente la disciplina relativa all’assunzione di alcol, allo scopo di ridurre il numero di morti in incidenti stradali causati dall’abuso di sostanze invalidanti.

    Per i giovani che sono titolari di patente di guida da meno di tre anni, è stato introdotto il divieto assoluto di assumere sostanze alcoliche: se chi guida in stato di ebbrezza provoca un incidente in cui l’investito subisce gravi lesioni, scatta l’immediata revoca della patente. E’ prevista anche la possibilità dell’affidamento ai Servizi sociali, a scopo rieducativo.

    Il rigido divieto è esteso anche agli autisti di professione, come autisti, tassisti e camionisti. Se questi soggetti subiscono la sospensione della patente per guida in stato di ebbrezza, è previsto il licenziamento per giusta causa.

    Quanto ai locali pubblici, il divieto di vendita di bevande alcoliche scatterà alle tre di notte e durerà fino alle sei di mattina, con deroghe previste solo per Ferragosto e Capodanno. Per gli Autogrill previsioni più severe: non potranno vendere superalcolici già a partire dalle 22. I ristoranti, poi, hanno l’obbligo di possedere un etilometro, da mettere a disposizione dei clienti per ‘provare’ il tasso alcolemico prima di mettersi alla guida.

    Altre novità introdotte nell’estate nel 2010 riguardano il via libera alla targa personalizzata; l’obbligo per i patentati ultraottantenni di sottoporsi a una visita medica ogni due anni; la possibilità per le società autostradali di portare i limiti a 150 km/h nei tratti a tre corsie, laddove sia presente il ‘tutor’.

    Giro di vite sui produttori di mincar e motorini, con la decuplicazione delle sanzioni per chi produce e commercializza minicar che superano i 45 km/h: si rischia fino a 4.000 euro di multa e per le officine che truccano i motocicli, multe fino a 3.119 euro. Introdotto anche l’obbligo di uso delle cinture sulle minicar.

    Se vuoi approfondire l’argomento Codice della Strada segui questo link, troverai una buona selezioni di libri: http://www.libreriadelgiurista.it/reparti/libri/codici-e-raccolte-di/codice-della-strada/1941.html

  • Ancora vittime sulla strada per alcool, per De Pierro è l’ora della tolleranza zero

    Roma – Tra i vari obiettivi che l’Italia dei Diritti persegue da tempo, c’è quello della sicurezza stradale.

    “Ancora una volta ci troviamo a dover parlare di vite spezzate sulle strade italiane a causa dell’eccesso di alcool o di sostanze stupefacenti da parte di chi guida”, ha commentato così Antonello De Pierro, presidente dell’Italia dei Diritti, le notizie che la cronaca di questi giorni sta portando alla luce sulle vittime dei pirati della strada. “Ormai siamo talmente abituati a questi eventi che i nomi delle vittime diventano dei numeri che rientrano nella normale contabilità giornaliera.

    Non possiamo e non dobbiamo dimenticarci che dietro a ogni morto c’è una tragedia di vaste proporzioni: famiglie distrutte, conseguenze psicologiche. Nel caso di Anna, la ragazza di 23 anni morta ad Ardea, oltre al tragico evento di una vita così giovane distrutta in pochi attimi si accosta il dramma di un bimbo di 5 anni che resta solo al mondo. Anna, infatti, era una ragazza madre. Non si può più rimanere indifferenti di fronte a questa strage, le istituzioni devono fare il loro dovere prendendo i dovuti provvedimenti. È ora di finirla con la propaganda, le intenzioni sbandierate devono tradursi in atti concreti ed efficaci. Noi da sempre sosteniamo l’introduzione dell’arresto obbligatorio per chi viene fermato alla guida di un automezzo sotto effetto di alcool o droghe. Abbiamo anche proposto di elevare l’attuale limite che magari può sembrare troppo basso. Una volta colti in flagrante i trasgressori però bisogna usare il principio della tolleranza zero – conclude De Pierro – e poco importa se tra le persone coinvolte ci siano indisciplinati rampolli di politici o potenti di turno. Non sarà qui forse la chiave di cotanto permissivismo?”

  • Assessore triestino irascibile, l’Italia dei Diritti ne chiede le dimissioni


    Trieste – “Una persona che non rispetta il lavoro degli altri, soprattutto se questa persona ricopre un incarico politico istituzionale, il minimo che dovrebbe fare è dimettersi perché palesa un evidente conflitto con le regole della buona educazione”.
    Durissimo il commento di Luigino Smiroldo, responsabile per il Friuli Venezia Giulia dell’Italia dei Diritti, nel commentare la notizia di come Franco Bandelli, assessore ai Lavori pubblici del comune di Trieste, ha reagito di fronte alla multa comminatagli da una vigilessa che gli contestava la sosta vietata per la sua automobile. Giunto immediatamente sul posto l’assessore, appartenente ad Alleanza Nazionale, ha inscenato una plateale lite con l’agente che, per niente intimorita dall’accesso d’ira e dalle urla furiose dell’uomo, ha continuato imperterrita a fare il suo lavoro. L’inquietante siparietto si è protratto per qualche minuto. Alla fine il vulcanico assessore dovrà pagare 74 euro di multa. E forse non solo questo.

    “Se questa persona non si rende conto del ruolo pubblico che riveste – rincara Smiroldo – e soprattutto degli oneri che tale ruolo comporta, allora non ha capito nulla. Di conseguenza non è più in grado di espletare il mandato affidatogli dai cittadini. La sua reazione scomposta è frutto del mancato rispetto per l’altra persona, e come aggravante di ciò c’è anche la mancanza di riguardi per il lavoro altrui, in questo caso un pubblico ufficiale. Perciò – conclude seccamente Smiroldo – ribadiamo a gran voce la richiesta di dimissioni per Bandelli”.

    Ad avvalorare le dichiarazioni del suo rappresentante, interviene sul fatto anche il presidente dell’Italia dei Diritti Antonello De Pierro che lapidario afferma: “Invito immediatamente il sindaco a ritirare la delega a questo assessore che, a giudicare da quanto è successo, non sembrerebbe più in grado di assicurare quanto richiestogli dal suo ruolo istituzionale”.