Tag: Clandestini

  • Ho visto Mineo!

    di Lolita Timofeeva

    In Sicilia vi sono più strade per arrivare allo stesso punto. E per via di scarsa segnaletica ci si perde spesso, ma sempre ben volentieri. Specialmente in aprile, quando la terra esplode di verde, ti inebria di suoi profumi e colori. Quando le piantagioni di arance fiorite e appesantite da frutti ti invitano a fermarsi e ad entrare nella loro ombra per soddisfare brama di rubare… un arancia.

    Così, percorrendo una delle strade che da Catania portano a Caltagirone, ammirando un paesaggio nuovo, all’improvviso mi sono trovata in una dimensione quasi svizzera: il prati verdi ben delineati, alberi curati, pulizia straordinaria: nulla fuori posto. Un gruppetto di case sulla mia sinistra. Tutte uguali. Filo spinato. Strano. Silenzio. Nessun’anima viva… No, ci sono tre militari e un cane. Ma certo! È Mineo! Ed è proprio così come lo vedi in TV. O quasi. Mancano gli emigrati, i clandestini che dovrebbero fuggire, attraversare i campi e camminare sfiniti sotto il sole.

    I clandestini mancano. Se lo chiedi ai siciliani, i clandestini non esistono. I problemi non ci sono. Paura? Preoccupazione? Il popolo che vive sopra un vulcano non ha paura di niente. L’Etna è la mamma. I problemi non esistano, esistono solo le soluzioni.

    In dieci giorni di mia permanenza in Sicilia solo un operatore turistico si è lamentato (moderatamente) di qualche disdetta da parte dei turisti russi a causa dell’impossibilità di visitare Lampedusa.

    È sorprendente come lo stesso fenomeno può essere inteso in modo diverso da chi lo vede attraverso la televisione e da chi lo vive direttamente.

    Ah, Sicilia! Qui il giorno sembra essere più giorno, la notte è più notte, i sapori sono più pieni, gli odori più fragranti. Che suono mite: la “Residence degli Aranci”.

    10 aprile 2011, Lentini

  • Ddl sicurezza ed epidemie, i medici confermano la tesi di De Pierro


    Roma – Dopo l’allarme lanciato alcuni mesi fa da Antonello De Pierro sul rischio epidemie causato dall’art. 39 dell’ultimo Ddl sicurezza, la voce autorevole di Enrico Bartolini, presidente dell’ordine dei medici di Genova, dà l’ennesima conferma circa l’ipotesi che gli extracomunitari possano decidere di non andare più dal dottore, anche se gravemente malati, per non incorrere in denunce. Contro quel decreto l’ordine dei medici di Genova ha diramato ieri un comunicato di poche righe in cui si afferma “l’obbligo deontologico di prestare la propria opera a favore di qualsiasi individuo, indipendentemente dallo stato giuridico e senza violare il segreto professionale”. Un vuoto normativo, quello determinato dalla facoltà dei i medici di denunciare un malato extracomunitario, che si scontra con la deontologia professionale che impone di curare le persone senza mai far loro del male. “Ciò significa – ha dichiarato Marco Comaschi, direttore del dipartimento di emergenza del San Martino – che non possiamo denunciare i clandestini in quanto la nostra deontologia professionale è più importante di qualsiasi legge”.
    “Il provvedimento in questione – aveva dichiarato De Pierro non più tardi di tre mesi fa – ha, a mio avviso, una duplice ritorsione. Da un lato la paura scaturita da un’eventuale denuncia porterebbe gli extracomunitari a non curarsi; e in questo caso potremmo tranquillamente parlare di omicidio di Stato. D’altro canto si tratta di un disegno di legge che ha una forte ripercussione a livello sociale poiché genera una diffusione di patologie che possono avere conseguenze davvero dannose come l’insorgere di epidemie. E’ necessario – conclude il presidente dell’Italia dei Diritti – ritirare un Ddl che oltre a essere la manifestazione dell’incoscienza di un governo che non riesce a comprendere la propria incapacità attuativa, ha delle ripercussioni sulle quali si è cercato di stendere il velo pietoso dell’omertà.

  • Clandestini denunciati dai medici, De Pierro lancia allarme epidemie


    Roma – “Gli italiani devono avere paura del provvedimento per le conseguenze non prevedibili che potrebbe avere a livello sanitario e non degli immigrati”.
    E’ quanto sostenuto da Antonello De Pierro, presidente del movimento Italia dei Diritti, sulla tanto discussa questione riguardante la facoltà da parte dei medici di denunciare i cittadini immigrati che non siano in possesso di permesso di soggiorno. Una storia iniziata lo scorso 5 febbraio con l’approvazione del disegno di legge nelle aule del Senato e, a quanto pare, stimata come interminabile, date le conseguenze causate dall’audace proposta. Prima il dissenso dei medici, poi quella dei responsabili delle associazioni di categoria, e ancora il dietro front dei rappresentanti parlamentari di maggioranza che, con una mossa temeraria passano dall’ “obbligo” di denuncia alla “facoltà”.

    “Il provvedimento in questione – dichiara De Pierro – ha, a mio avviso, una duplice ritorsione. Da un lato la paura scaturita da un’eventuale denuncia porterebbe gli extracomunitari a non curarsi. E in questo caso potremmo tranquillamente parlare di omicidio istituzionale. D’altro canto si tratterebbe di un disegno di legge che ha una forte ripercussione a livello sociale poiché genera una diffusione di patologie che possono avere conseguenze davvero dannose come il contagio di altre persone, e quando parlo di altre persone mi sembra chiaro che faccio riferimento a tutti quegli italiani che potrebbero essere contagiati a loro insaputa. Insomma questo provvedimento potrebbe divenire un pericoloso fattore scatenante di epidemie”.

    “Il nulla osta concesso a una decisione di tale portata – aggiunge il presidente dell’Italia dei Diritti – comporterebbe un notevole aumento di casi definibili veri e propri omicidi di Stato. Non dimentichiamo, poi, quanto accaduto qualche giorno fa: una ragazza malata di tubercolosi ha omesso di farsi curare a causa di un provvedimento che, e i fatti lo dimostrano, ha solo conseguenze deleterie. E’ necessario, quindi, ritirare un Ddl che, oltre a suscitare clamore tra gli animi dell’opinione pubblica e gli interessi dei partiti politici, ha delle ripercussioni sulle quali si è cercato di stendere il velo pietoso dell’omertà. E’ ora di uscire allo scoperto e di occuparsi della realtà in quanto tale. Il disegno di legge, tanto sponsorizzato dal partito leghista così come finemente criticato dal presidente della Camera Gianfranco Fini, provoca inguaribili epidemie, oltre che prevedibili omicidi di Stato”.

  • Morte Haider, per De Pierro evento positivo per i diritti


    Roma – “E’ una notizia che ci ha colti di sorpresa oltretutto ad appena due settimane dall’inaspettato successo elettorale del politico austriaco”.

    Questa la reazione di Antonello De Pierro, presidente del movimento Italia dei Diritti, all’improvviso annuncio della scomparsa di Joerg Haider, leader del partito di estrema destra Bzoe (Alleanza per il futuro dell’Austria), gruppo vincitore delle ultime elezioni politiche. “Esprimo profondo cordoglio per la perdita di una vita umana facendo anche le mie sentite condoglianze alla famiglia e ai suoi cari – dichiara De Pierro – d’altro canto apprendo questa notizia come un fatto estremamente positivo per il processo evolutivo nel campo del riconoscimento dei diritti umani che Haider, con la sua politica razzista e xenofoba, aveva fortemente penalizzato. Oltretutto suscitando pericolosi rigurgiti reazionari di stampo filonazista con un condizionamento delle coscienze più giovani anche verso episodi di violenza gratuita”.
    In effetti era stato proprio lui, nel corso della sua densa e partecipe attività politica, a rendere manifesta la sua pericolosa simpatia per il nazismo e a farsi portavoce di una ragione di stato che è riuscita, secondo una logica sfrontata e inammissibile, a calpestare i diritti fondamentali del suo popolo. L’elogio della politica di occupazione del Terzo Reich, il tributo ai reduci delle Waffen SS e l’espressione “campi penali” usata in maniera del tutto consapevole in riferimento ai campi di concentramento nazisti “lo hanno reso responsabile – come dice De Pierro – delle sanzioni bilaterali imposte all’Austria dall’UE”.
    “Anche nel nostro paese – aggiunge il presidente dell’Italia dei Diritti – avvertiamo la presenza di frange parlamentari ed extraparlamentari, spesso orbitanti intorno al movimento politico della Lega Nord, che, per quanto gravemente possano tracciare linee razziste, non arriveranno mai alla spietatezza praticata dal leader austriaco che ha avuto il primato di elevare tutto all’ennesima potenza”. Poi sposta l’attenzione sull’attuale situazione politica italiana e ammonisce così il partito leghista: “Il nazionalismo di Haider lo ha posto in una condizione sicuramente più condivisibile rispetto a quella della Lega che, al contrario, ha rivolto le sue mire di intolleranza razziale anche verso gli stessi connazionali di altre regioni”.
    Inoltre De Pierro esprime la sua incredulità sulle dinamiche dell’accaduto dichiarando apertamente di non credere nel modo più assoluto che la morte di Haider sia stata causata da un incidente. “ Ci sono troppe ombre di dubbio sull’episodio – dichiara – che fanno prevedere la nascita di un nuovo giallo internazionale che difficilmente, com’ è successo per tanti altri, sarà risolto”. “ In Italia di cose del genere ne sappiamo qualcosa – conclude con tono sarcastico e provocatorio – quest’ultimo trentennio di storia sarebbe completamente da riscrivere, in quanto rappresentato da verità dimezzate a causa della scomodità del reale divenire storico degli eventi. Mi auguro che qualcuno, ben informato e ancora in vita, avvertendo le ombre pesanti della coscienza, si decida finalmente a parlare”.

  • Antonello De Pierro esprime solidarietà a Daniela Santanchè


    Roma – Ieri sera ad Annozero, programma di approfondimento politico-culturale condotto da Michele Santoro su Rai 2, durante la puntata dedicata alla strage di Castelvorturno e all’inasprimento della violenza a sfondo razzista nel nostro paese un caso di violenza si è consumato nel mezzo di una pausa pubblicitaria nello stesso studio televisivo: due ragazzi di colore si sono alzati e si sono diretti verso Daniela Santanchè insultandola pesantemente con epiteti quali “bastarda”, “delinquente”, “troia”.

    Il presidente dell’Italia dei Diritti, Antonello De Pierro, esprime il suo rammarico e il suo dispiacere per questo evento che coinvolge una donna da lui apprezzata e nella quale riscontra anche un certo fascino nonostante le idee politiche lontane.
    “Solidarietà alla Santanchè in un momento come questo in cui il clima politico ha inasprito gli scontri razziali – dice De Pierro, e continua – qualsiasi atto di violenza, anche verbale, va condannato. La Santanchè politicamente è lontana da me ma su alcuni punti dice cose giuste. Gli stranieri regolarti vanno tutelati, ma bisogna anche chiedersi come facciano a vivere i clandestini. La legge Bossi-Fini ha portato scompiglio rendendo la vita difficile agli immigrati che vogliono vivere e lavorare regolarmente in Italia rendendo più ostiche le procedure di accesso al nostro paese”.
    Rincara il presidente: “Questa legge ha solo peggiorato le cose: chi vuole delinquere entra nel nostro paese senza crearsi il problema di essere clandestino, a chi vuole entrare regolarmente viene opposta una serie di ostacoli improponibile”. Aggiunge De Pierro: “La Bossi-Fini è una legge che va bene solo a livello statistico-pubblicitario ma ha contribuito a insabbiare le richieste oneste di chi vuole mettersi in regola nel nostro paese, che spesso viene addirittura costretto a essere clandestino.”
    “A causa della politica sulla sicurezza da parte del governo, che ha prodotto un livello di insicurezza elevato quanto ingiustificato, criminalizzando a priori gli stranieri quali maggiori autori di reati si è creato un clima di scontro razziale in preoccupante ascesa. Senza contare che poi il governo si è fatto carico di tagliare i fondi a favore del comparto sicurezza di ben 3,2 miliardi di euro”.
    Conclude De Pierro: “L’incidente occorso ieri sera a Daniela Santanchè è anche frutto di questa politica governativa sbagliata”.

  • De Pierro, immigrati costretti a mangiare gatti per fame


    Roma – La denuncia partiva la settimana scorsa dall’ Aidaa, Associazione Italiana Difesa Animale e Ambiente, il presidente della quale, Lorenzo Croce, si faceva portavoce di un fenomeno inquietante: la scomparsa di 240 gatti nelle zone di Ladispoli Cerenova e Cerveteri.

    Croce aveva collegato tale scomparsa alle manifestazioni di alcuni culti pseudo-religiosi e di fanatici del satanismo che con il sacrificio di questi animali portano avanti una ritualistica di tipo demoniaco.
    L’Italia dei Diritti, nella persona del suo Presidente Antonello De Pierro, sempre attento a tematiche che riguardano il rispetto dei diritti degli esseri umani ma anche degli animali, aveva fatto propria la causa e aveva rilanciato la denuncia. Il Movimento è però andato oltre e, in base ad altre denuncie ascoltate, può affermare che dietro la scomparsa di questi animali randagi, riferibile anche alle zone di Roma, si nasconde qualcosa di più grave.
    Molti immigrati ma anche molti italiani (tra cui pensionati che non arrivano alla fine del mese o padri separati costretti a vivere in macchina per pagare il mantenimento a mogli e figli) spinti dalla fame sono costretti a cibarsi di animali randagi pur di sopravvivere.
    “Il degrado sociale e psicologico raggiunto da alcuni individui che vediamo tutti i giorni rovistare nei cassonetti dell’immondizia in cerca di cibo ci fa capire la gravità della situazione” dice De Pierro. “Queste persone, a causa della cattiva gestione dell’ economia sociale, sono costrette a vivere al di sotto della soglia di povertà”.