Tag: chimica

  • Inizia il conto alla rovescia per Chem-Med 2013

    Per il mondo della chimica l’appuntamento fieristico di riferimento è Chem-Med, The Mediterranean Chemical Event, che inizierà martedì 24 settembre per proseguire fino a giovedì 26 settembre 2013

    Chem-Med è l’unica manifestazione nel nostro Paese a proporre una gamma completa di prodotti, tecnologie, processi e strumentazione per i laboratori e l’industria del comparto chimico. Quest’anno presenta settori merceologici che comprendono apparecchiature, strumentazione, tecnologie e materiali di laboratorio e di processo rappresentati dallo “storico” marchio RichMac, giunto alla quarantaduesima edizione.

    In Italia l’industria chimica, nonostante le difficile congiuntura economica, ha registrato nel 2012 una crescita delle esportazioni, che sono passate da un valore di 24,9 a 25,3 miliardi di euro (+1,6%). L’aumento è da attribuire in larga parte alle esportazioni verso paesi extra-Unione Europea (+5,8%) e riguarda principalmente la chimica fine (+5%). È quanto emerge dall’ultimo Rapporto di Federchimica, che si basa anche su dati Istat.

    Il Rapporto sottolinea come l’industria chimica italiana, con un valore della produzione pari a 52,8 miliardi di euro nel 2012, si conferma il terzo produttore europeo, dopo Germania e Francia, e il decimo a livello mondiale. Il settore, con 2.800 imprese e 113mila addetti, rappresenta circa il 6% dell’intero fatturato dell’industria manifatturiera nazionale ed è il quarto comparto in Italia per esportazioni.

    Un interessante programma di convegni, con il coinvolgimento di qualificati rappresentanti di istituzioni, università, associazioni e aziende, completa la qualificata proposta di Chem-Med 2013, offrendo agli operatori opportunità di aggiornamento professionale.

    Chem-Med 2013 si svolge in contemporanea con Nuce International, il salone internazionale per l’industria nutraceutica, cosmeceutica, functional foods & drinks e health ingredients, e Food-ing International, l’esposizione e conferenza dedicata agli ingredienti food & beverage per tutti i settori dell’industria alimentare e delle bevande.

    Ulteriori informazioni su Chem-Med 2013 sono disponibili nel sito www.chem-med.eu.

  • Chem-Med, The Mediterranean Chemical Event torna a settembre

    La prossima edizione di Chem-Med, l’evento biennale internazionale dedicato al mondo della chimica, si svolgerà a fieramilanocity dal 24 al 26 settembre 2013. La manifestazione, l’unica nel nostro Paese a proporre una gamma completa di prodotti, tecnologie, processi e strumentazione per i laboratori e l’industria del comparto, si preannuncia di particolare interesse.

    Quest’anno presenterà settori merceologici che comprendono apparecchiature, strumentazione, tecnologie e materiali di laboratorio e di processo, rappresentati dallo “storico” marchio RichMac (giunto alla quarantaduesima edizione), materie prime per l’industria chimica e chimico-farmaceutica, engineering & plants, macchinari, attrezzature e componenti per la produzione e il processing chimico-farmaceutico, tecnologie e strumentazione di verifica, di controllo e per l’automazione, sicurezza industriale e del lavoro, camere bianche e attrezzature per ambienti in atmosfera controllata.

    Chem-Med 2013 prevede inoltre le aree tematiche Biotech, dedicata alle biotecnologie, e Watermed, macchinari, tecnologie e strumentazione per il trattamento, il processo, la distribuzione, l’engineering e l’analisi delle acque e dei reflui.

    Nell’ambito di Chem-Med 2013 sarà inoltre possibile usufruire di MyPartnering, efficace strumento per il business one to one che, tramite un apposito software creato da Artenergy Publishing, consentirà di individuare gli operatori più indicati per fissare incontri mirati durante i giorni di fiera in grado di favorire nuove opportunità.

    Un interessante programma di convegni, con il coinvolgimento di qualificati rappresentanti di istituzioni, università, associazioni e aziende, completa la qualificata proposta di Chem-Med 2013, offrendo agli operatori opportunità di aggiornamento professionale.

    Chem-Med 2013 ha già ottenuto i prestigiosi patrocini di Aias (Associazione Professionale Italiana Ambiente e Sicurezza), Aidic (Associazione Italiana di Ingegneria Chimica), Ais-Isa (Associazione Italiana Strumentisti), Ala (Associazione Italiana laboratori Accreditati), Anima (Federazione delle Associazioni Nazionali dell’Industria Meccanica Varia ed Affine), Anctf (Associazione Nazionale Chimici e Tecnologi Farmaceutici), Anipla (Associazione Nazionale Italiana per l’Automazione), AssiCC (Associazione Italiana Commercio Chimico), Cpa (Chemical Pharmaceutical Generic Association), Fondazione Politecnico di Milano, Gisi (Associazione Italiana Imprese di Strumentazione), Ordine Interprovinciale dei Chimici della Lombardia, Sci (Società Chimica Italiana), Ice (Agenzia per la Promozione all’Estero e l’Internalizzazione delle Imprese Italiane) e Sisnir (Società Italiana di Spettroscopia).

    Chem-Med 2013 si svolgerà in contemporanea con la quarta edizione di Nuce International 2013, il salone internazionale per l’industria nutraceutica, cosmeceutica, functional foods & drinks e health ingredients, e Food-ing International 2013, l’esposizione e conferenza dedicata agli ingredienti food & beverage per tutti i settori dell’industria alimentare e delle bevande.

    Ulteriori informazioni su Chem-Med 2013 sono disponibili nel sito www.chem-med.eu.

    Ufficio Stampa: Davide Grassi, Tel. 02.66306866 – Fax 02.66305510 – e-mail [email protected]

  • LA CHIMICA NEL PIATTO: GLI OLI

    Che rapporto c’è tra chimica e cibo? Questo il tema che esperti e specialisti in campo enogastronomico e scientifico cercheranno di approfondire il 13 ottobre a Pollenzo nell’ambito di “La Chimica nel piatto: gli olii”. Organizzato dall’Ordine dei Chimici del Piemonte e della valle d’Aosta in collaborazione con l’Università degli Studi di Scienze Gastronomiche e l’Università degli Studi di Torino, l’evento inaugura la tre giorni dedicata alla Chimica pensata per avvicinare il grande pubblico a una scienza così particolare, ma che in realtà interessa il nostro vivere quotidiano.

    In particolare saranno analizzati i vari aspetti in cui la ricerca scientifica viene applicata in campo alimentare, soprattutto per quanto riguarda l’utilizzo degli olii, e quali sono le dinamiche e le combinazioni che accomunano queste due scienze apparentemente così tanto lontane, ma in fondo fortemente connesse. Il dott. Francesco Salvo, professore associato del Dipartimento di Scienze degli Alimenti e dell’Ambiente dell’Università di Messina, aprirà il dibattito illustrando gli sviluppi della ricerca scientifica in campo alimentare, cui seguirà l’intervento del dott. Paolo Branca, Polo Chimico Regionale Alimenti dell’Arpa Piemonte, sulle sofisticazioni. La mattinata proseguirà poi con l’approfondimento degli aspetti organolettici, nutrizionali e con i metodi di valutazione dell’eccellenza negli olii extravergine di oliva grazie alla partecipazione della dott.ssa Daniela Aita, Ordine dei Chimici di Catania, della dott.ssa Serafina Petrocca, nutrizionista e specializzata in Scienza dell’Alimentazione, e del dott. Claudio Peri, professore emerito dell’Università degli Studi di Milano e Presidente incaricato del Centro Studi per la Qualità dell’Accademia dei Georgofili di Firenze, nonché fondatore e presidente della “Associazione 3E” (Etica, Eccellenza, Economia), ente internazionale che persegue nel mondo la diffusione della cultura dell’eccellenza dell’olio extra vergine di oliva. A moderare il dibattito sarà Milena Boccadoro, giornalista Rai, mentre come ospite d’eccezione interverrà il giornalista e scrittore piemontese Gian Paolo Ormezzano, appassionato di olii e autore di un libro non ancora pubblicato, ma presentato in Vaticano, sull’uso dell’olio nella tradizione italiana.

    Per relatori e giornalisti accreditati presenti, vi sarà inoltre la possibilità di effettuare un esclusivo test di analisi sensoriale sugli olii, “Panel Test”, guidato dal dott. Claudio Peri e dalla dott.ssa Luisa Torri dell’Università di Scienze Gastronomiche, ricevendone relativo attestato. Nel pomeriggio, invece, i partecipanti al convegno se interessati potranno visitare la preziosa Banca del Vino dell’Università, dove sono conservate le migliori etichette italiane. Info: www.letregiornatedellachimica.it.

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  • LA CHIMICA E L’ARTE

    Venerdì 14 ottobre, la Reggia di Venaria Reale sarà la location suggestiva per “La Chimica e l’arte”, iniziativa organizzata dall’Ordine dei Chimici del Piemonte e della Valle d’Aosta, in collaborazione con la “Società Chimica Italiana Divisione Ambiente e Beni Culturali” e il “Centro di Conservazione e Restauro “La Venaria Reale”. La giornata, inserita all’interno della manifestazione “Le Tre Giornate della Chimica”, sarà l’occasione per il pubblico presente di scoprire le magie della scienza legate alle tecniche di decorazione, di restauro e al mondo dell’arte in tutte le sue forme. L’arte e la chimica sono da sempre due discipline fortemente connesse tra loro. Lo studio e l’utilizzo di colori, materiali, pigmenti e tecniche applicate in campo artistico continuano ancora oggi a interessare il campo scientifico, in particolare il settore chimico.

    Il dott. Oscar Chiantore, professore alla Facoltà di Chimica dell’Università degli Studi di Torino, aprirà il dibattito con una panoramica sulla ricerca scientifica, indispensabile per l’evoluzione della tecnica in tutti i settori di studio, non solo in ambito artistico. Saranno poi affrontati gli aspetti applicativi e le tecniche conservative con la dott.ssa Chiara Mastrippolito, Università degli Studi di Torino, e il dott. Marco Nicola, Adamantio – Science in Conservation. Il dott. Andrea Zecchina, professore dell’Università degli Studi di Torino, e l’ing. Luigi Quaranta, presidente della Fondazione “La Venaria Reale”, si occuperanno invece più precisamente del mondo dell’arte, raccontando la storia dell’uso e dell’evoluzione dei pigmenti e della tutela dell’arte in Italia.

    A moderare gli interventi sarà il giornalista Rai Sergio Ariotti, mentre parteciperà come ospite d’eccezione Riccardo Cordero, scultore piemontese e Presidente APA, Associazione Piemontese Arte. Inoltre, nel pomeriggio, per i presenti al convegno ci sarà la possibilità di visitare i prestigiosi Laboratori di Restauro della Reggia di Venaria, esclusivamente aperti al pubblico per l’occasione. Info: www.letregiornatedellachimica.it.

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  • LA CHIMICA NELLE SCIENZE FORENSI: DALLA FANTASIA ALLA REALTA’

    Sabato 15 ottobre, la chimica applicata in ambito forense, al doping, all’alcol e alla droga sarà il filo conduttore dell’incontro “La Chimica nelle Scienze Forensi: dalla fantasia alla realtà”, organizzato dall’Ordine dei Chimici del Piemonte e della Valle d’Aosta in collaborazione con la “Società Chimica Italiana Divisione Chimica Analitica, Gruppo Interdivisionale e Gruppo di Chimica Analitica Forense”. Il Centro Regionale Anti-doping “A. Bertinaria” dell’Ospedale San Luigi di Orbassano, creato in occasione delle Olimpiadi Invernali del 2006, vedrà alternarsi nel corso della mattinata studiosi, sportivi e rappresentanti delle forze dell’ordine che porteranno la propria esperienza in materia di chimica analitica.

    Si inizia con il dott. Stefano Girotti, professore Associato all’Università degli Studi di Bologna, con una panoramica introduttiva sulla chimica analitica forense, disciplina fondamentale per le indagini scientifiche della polizia. Si passerà poi dalla teoria alla pratica grazie alla partecipazione del Maggiore Adolfo Gregori, entrambi della sezione RIS, Reparto Investigazioni Scientifiche di Parma, che parlerà della scena del crimine e illustrerà tecniche e metodi applicati dalle forze dell’ordine per costruire le indagini giudiziarie. Ma la chimica analitica forense è anche strumento indispensabile in campo sportivo. La dott.ssa Teodora Macchia, dell’ Istituto Superiore della Sanità di Roma, e il dott. Marco Vincenti, professore dell’Università degli Studi di Torino, interverranno su droghe, alcool e doping sportivo, tre fenomeni sempre più dilaganti soprattutto tra i giovani sportivi e no. La mattinata si concluderà con un’interessante tavola rotonda sul destino delle prove scientifiche, cui prenderanno parte il dott. Giovanni Mori, Professore dell’Università degli Studi di Parma, il dott. Dario D’Ottavio, direttore del Laboratorio di Chimica Analitica Clinica e Tossicologica dell’Azienda Ospedaliera S. Camillo Forlanini di Roma e il dott. Eugenio Capodacqua, giornalista sportivo de “La Repubblica”.

    A coordinare il dibattito sarà Claudio Gregori, giornalista de “La Gazzetta dello Sport”, affiancato da due illustri campioni dello sport italiano, l’ex calciatore Claudio Sala e il campione olimpico Livio Berruti. Info: www.letregiornatedellachimica.it.

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  • CYTEC sceglie IMAST: il distretto tecnologico italiano sull’ingegneria dei materiali compositi

    Portici, 4 maggio 2011 – IMAST: il distretto tecnologico italiano sull’ingegneria dei materiali compositi con all’attivo risultati significativi nel campo della ricerca e dello sviluppo industriale dei polimeri e dei materiali compositi rinforza il suo distretto accogliendo tra i suoi soci Cytec srl.

    Come socio membro di IMAST, Cytec parteciperà direttamente allo sviluppo di nuovi progetti di ricerca e alle attività industriali focalizzate sulle strutture ed i materiali polimerici avanzati impiegando a tale scopo le risorse della Cytec Engineered Materials, la business unit dell’azienda specializzata nel settore dei materiali compositi.

    “L’ingresso di Cytec nella nostra struttura, è un’importante riconoscimento internazionale dell’attività e dei risultati raggiunti da IMAST e contribuisce al completamento dello sviluppo della ricerca nell’ambito dei materiali compositi” dichiara il prof. Luigi Nicolais, Presidente di IMAST.

    IMAST il cui obiettivo principale è quello di favorire lo sviluppo di collaborazioni tra le istituzioni accademiche e il mondo industriale promuove la nascita, la crescita e l’insediamento nel territorio della regione, di imprese operanti nel settore dell’ingegneria dei materiali polimerici e compositi

    La presenza di Cytec Engineered Materials all’interno del distretto italiano, pone l’accento sulla linea strategica di sviluppo della società americana che, come dalle parole di Carmelo Lo Faro, Vice Presidente Tecnologia di Engineered Materials: “ha la precisa volontà di collaborare con le eccellenze tecnologiche di tutto il mondo per guidare l’innovazione”.

    IMAST è la società consortile che gestisce il distretto tecnologico italiano sull’ingegneria dei materiali polimerici e compositi fondata nel febbraio del 2004. Il distretto annovera tra i suoi soci istituzioni pubbliche come: CNR Consiglio Nazionale delle Ricerche, ENEA, Università degli studi di Napoli Federico II, Politecnico di Torino e Università degli studi di Salerno. Soci privati quali : Alenia Aeronautica, Ansaldobreda, Avio, Banco Di Napoli e Fondazione Banco Di Napoli, Centro ricerche FIAT – CFR, Cira, DOMPÈ, Elasis, Esaote, Mapei, MBDA, SELEX- Sistemi integrati, STMicroelectronics e The Boeing Company come Associated Member.

    Cytec è un’azienda americana leader nella ricerca, nella produzione e nella vendita di prodotti ad alto valore aggiunto nel campo della chimica e dei materiali compositi con sede generale a Woodland Park, New Jersey (USA). Cytec Engineered Materials (CEM) è una delle business unit di Cytec specializzata nella ricerca e fornitura di materiali tecnologicamente avanzati per l’ingegneria.

    CEM ha tredici stabilimenti di produzione e quattro centri tecnologici per la ricerca presenti in Nord America, Europa ed Asia.

    Per maggiori informazioni:

    Ufficio Stampa

    IMAST – Distretto tecnologico sull’ingegneria dei materiali compositi

    P.le E.Fermi 1, Loc. Granatello 80055 Portici (Napoli)

    Tel 081-7769241 – Fax 081-7760741 [email protected] www.imast.it

  • Energie rinnovabili: se ne discute a Benevento il 16 dicembre

    La Provincia di Benevento può vantare un gran bel primato, quella di essere la prima in Campania per il numero delle autorizzazioni energetiche rilasciate per la produzione di energia a partire da fonti rinnovabili. Un traguardo da primato che spicca ancora di più in una regione, la Campania appunto, sempre alle prese con problemi legati alla qualità dell’ambiente e al corretto utilizzo delle risorse.
    Un risultato, questo, che la Provincia di Benevento è riuscita ad ottenere grazie al sostegno dei fondi europei e al grande lavoro compiuto dall’amministrazione che ha creduto nelle capacità e soprattutto nella possibilità di realizzare un investimento e un progetto così ambizioso. Un progetto che rientra nel quadro di un più ampio programma di pianificazione e di sviluppo portato avanti dall’amministrazione comunale che mira a realizzare un vero e proprio Polo di Eccellenza delle energie rinnovabili nel Sannio.

    Un progetto ambizioso che, tuttavia, non pare di lontana realizzazione vista l’inversione di rotta che si è deciso di assumere nel beneventano. Da tempo, infatti, questo territorio è stato al centro di progetti e di grandi interventi volti alla produzione energetica, come ad esempio i parchi eolici, i quali, tuttavia, sino ad oggi avevano avuto come unico effetto quello di stravolgere l’ambiente non producendo alcun miglioramento in termini di sviluppo. Per tale motivo si è deciso di costruire una rete di collaborazioni tra enti provinciali, comunali e locali, supportata dal sostegno dell’Università degli Studi del Sannio, che permettesse di dar vita ad una cooperazione più capillare ed efficiente e soprattutto modellata sulle specifiche esigenze locali.

    Un esempio virtuoso che potrebbe fungere da modello anche per altre Province, ma di fronte al quale il Sannio non si ferma programmando per il prossimo 16 dicembre un forum sulle Energie Rinnovabili. Un evento importante e senza dubbio dal forte impatto comunicativo che vedrà la partecipazione non solo degli enti e delle istituzioni locali, ma anche di esponenti del Governo e della Comunità Europea. Previsto nel corso del forum è, infatti, il collegamento con Gregory Balestrero, responsabile della Commissione Europea sull’Energia con il quale si discuterà appunto di quanto è stato sino ad oggi realizzato nel Sannio e di quanto si prevede di fare per il futuro. Non solo, il Forum sarà anche una ghiotta occasione per i 30 Sindaci della Provincia di aderire al Patto dei Sindaci, l’esperienza che cercherà di rappresentare la capacità degli Enti locali di fare sistema e di cooperare per il raggiungimento di obiettivi comuni.
    Infine da segnalare i momenti di dibattito e la consegna di altre autorizzazione energetiche.

    Entusiasta la politica beneventana che ha così commentato l’imminente evento:
    “Nel sistema di Governance territoriale posto in essere, una parte importante è rappresentata dalle imprese per finalizzare la costruzione di un Polo di Eccellenza nel Sannio in tema di energie rinnovabili. In tal senso siamo convinti e orgogliosi di avviare la realizzazione della rete di piccoli impianti che vedranno l’impiego di maestranze di lavoratori sanniti, invertendo decisamente la tendenza che andava nella direzione di grandi impianti che non hanno prodotto alcun beneficio”.
    Insomma un evento importante tanto in termini occupazionali quanto ambientali che dimostra come il buon lavoro comune possa portare dei risultati tangibili.

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  • Gestione dei rifiuti: quali soluzioni possibili?- Terza parte: Tritovagliatura, STIR, FOS, CDR

    L’ultima tappa nell’analisi del ciclo di gestione dei rifiuti riguarda dei processi e degli acronimi forse poco conosciuti, ma che comunque rappresentano una parte importante nello studio del ciclo dei rifiuti e delle possibili soluzioni applicabili.

    Tritovagliatura e STIR: La tritovagliatura è sostanzialmente un operazione di trattamento dei rifiuti costituita da due parti separate ma complementari: la triturazione e la vagliatura. La prima fase, quella di triturazione, serve essenzialmente per ridurre il volume dei rifiuti e deve essere eseguita sia nella fase di selezione dei rifiuti che in quella di post-trattamento meccanico. La seconda, invece, quella di vagliatura ha lo scopo di separare i diversi tipi di materiale che compongono un determinato rifiuto. Ad esempio se si sta procedendo alla vagliatura di rifiuti indifferenziati grazie alla vagliatura è possibile dividere la parte più pesante, come metalli, legno, inerti e vetro, da quella più pesante come la carta , la plastica o le sostanze organiche.

    La tritovagliatura viene eseguita presso gli Stabilimenti di Tritovagliatura ed Imballaggio dei Rifiuti (STIR), i quali, quindi, hanno l’importante compito di produrre combustibile CDR, il Combustibile Derivato dai Rifiuti, destinato agli inceneritori, e FOS, ovvero la Frazione Organica Stabilizzata, che invece può, senza alcuna conseguenza, essere depositata presso le discariche. Un ciclo “virtuoso”, questo, se venisse applicato nella maniera corretta, ma che a volte può subire delle distorsioni. E’ questo il caso della Campania, dove, a causa di una impiantistica falsata, gli STIR altro non sono che degli “imbustatori” di rifiuti che producono, piuttosto che FOS, un umido non stabilizzato che poi viene depositato nelle discariche.
    Così in Campania le balle che escono dagli STIR non fanno altro che innalzare le temperature di combustibile, con la conseguenza di creare delle forti difficoltà agli impianti, mentre l’umido non stabilizzato finisce in discarica producendo percolato che rallenta notevolmente le fasi di scarico. Il tutto senza contare i deficit industriali che gli STIR mal gestiti finiscono con il creare e la saturazione delle stesse discariche che non sono capaci di far fronte ai rifiuti, mal “stabilizzati”, ivi depositati.

    Combustibile Derivato dai Rifiuti (CDR): Il Combustibile Derivato dai Rifiuti (CDR), traduzione dell’acronimo inglese RDF (Refuse Derived Fuel), altro non è che un combustibile triturato secco che viene ottenuto grazie al trattamento degli RSU (i rifiuti solidi urbani), che solitamente vengono raccolti in grossi blocchi cilindrici che prendono il nome di ecoballe. Ne consegue che il CDR altro non è che il prodotto finale di un lungo e complesso processo, tecnicamente definito come “filiera di differenzazione, recupero e riciclo di rifiuti non pericolosi”. Tale processo prevede innanzitutto il recupero di tutto quel materiale che può essere riciclato, ovvero, materiale organico da avviare al compostaggio: carta, vetro, plastica, legno, alluminio e altri tipi di metalli. Tutto quello che resta finisce con l’essere trasformato in CDR mediante una serie di lavorazioni che permettono la stabilizzazione delle proprietà, evitando allo stesso tempo che si verifichino dei processi di frammentazione o di degrado. Ne segue che la produzione di CDR è una attività complementare ed integrata alla differenziazione dei rifiuti, visto che senza la separazione del materiale riciclabile non è possibile ottenere un combustibile dal potere calorifero ridotto, senza contare il mancato reimpiego di materiali come vetro e metallo nei rispettivi cicli produttivi. I CDR presentano numerosi vantaggi e potenzialità, soprattutto quando assumono la forma di CDR-Q, ovvero di Combustibile Derivato dai Rifiuti di Qualità. Questo prodotto, a differenza delle tradizionali ecoballe, permette di ottenere delle performance superiori sia per quanto riguarda potere calorifico che dal punto si vista dell’inquinamento.

    Frazione Organica Stabilizzata (FOS): Si tratta di un compost che proviene dagli impianti di trattamento meccanico e che ad oggi rappresenta una quota significativa dei rifiuti urbani. In linea di massima il FOS non è un terriccio di buona qualità, vista la contaminazione determinata dalle microfrazioni di rifiuti impossibili da separare tra loro. Ecco perché il FOS viene solitamente avviato ad attività di gestione delle discariche, ovvero impiegato in usi come la ricopertura giornaliera e la ricopertura finale. In alcuni casi si era ipotizzato di poter utilizzare il FOS in attività agricole o per impieghi paesaggistici e di ripristino ambientale. Per molto tempo si è dubitato di questo possibile utilizzo del FOS, anche perché assenti o poco rilevanti erano i riscontri sugli effetti di apporti elevati di frazioni organiche selezionate, in miscele con inerti, per utilizzi di questo tipo. Queste obiezioni erano e sono senza dubbio fondate, sebbene non si possano non citare i numerosi studi oggi attivi per cercare di valorizzare un possibile impiego alternativo del FOS.

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  • Ecosistema Urbano 2010: ecco i dati sulla vivibilità delle città italiane – 1° Parte

    Sono stati presentati nei giorni scorsi a Firenze i risultati del XVII Rapporto “Ecosistema Urbano”, l’annuale analisi effettuata da Legambiente per sondare lo stato di salute delle città italiane. E i dati raccolti non sono affatto incoraggianti, ma vanno a confermare una tendenza negativa che sembra interessare un po’ tutto il territorio, con punte molto preoccupanti al Sud.

    Ma cosa è emerso da Ecosistema Urbano 2010?

    In linea di massima lo stato ambientale della città del Bel Paese viene giudicato alquanto allarmante mentre particolarmente preoccupante è la situazione registrata nei centri urbani con più di mezzo milione di abitanti, che hanno visto un peggioramento generalizzato, con l’unica eccezione di Torino, del proprio stato di saluto.
    Lo studio, anche quest’anno condotto da Legambiente con la collaborazione di Ambiente Italia e Il Sole 24 Ore, mette in evidenza come la vivibilità e le condizioni ambientali delle metropoli italiane siano andate incontro ad un significativo peggioramento, sebbene le “cause” siano diverse da città a città.
    Se, infatti, Milano perde posizioni a causa del peggioramento della qualità dell’aria e delle concentrazioni di ozono, alcune grandi città del Mezzogiorno, come Napoli e Palermo, soffrono a causa della crisi dei rifiuti. Non va meglio nella Capitale dove il problema del traffico e dello scarso funzionamento dei mezzi pubblici compromette la vivibilità della città oltre a rendere complicati i collegamenti tra le zone centrali e le periferie.

    Le grandi città: Come detto il dato più allarmante registrato da Ecosistema Urbano 2010 è proprio la caduta libera dei grandi centri che, rispetto allo scorso anno, hanno perso molte posizioni in classifica. Tranne Torino, che si piazza al 74esimo posto, Genova perde ben 10 posizioni, passando da 22esima a 32esima, seguita dal crollo di altri centri importanti come Roma, 75esima(62esima nel 2009), Napoli, 96esima(89esima nel 2009), o Palermo, 101esima(90esima nel 2009). I motivi di queste performance non proprio incoraggianti sono diversi e vanno dalla qualità dell’aria alla gestione dei rifiuti, passando per la cattiva viabilità, lo scarso funzionamento dei mezzi pubblici che oltre a paralizzare i centri urbani, ad arrecare problemi ai cittadini non aiutano certo a mantenere la salubrità della città. Non va meglio sul fronte della gestione dei rifiuti, in particolare sul versante della raccolta differenziata che a Roma resta al 19,5% mentre a Palermo crolla addirittura al 3,9%, sebbene Napoli conservi ancora la maglia nera, costantemente alle prese con un’emergenza rifiuti che non pare vicina ad una soluzione.

    Guardando nel complesso i dati più allarmanti relativi ai gradi centri riguardano la scarsa presenza di isole pedonali, delle zone a traffico limitato e delle aree verdi. Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale di Legambiente, ha commentato così i dati relativi ai grandi centri:
    ”La vera emergenza nelle nostre città è rappresentata spesso dalla scarsa lungimiranza, dalla mancanza di coraggio e di modernità da parte di chi le governa. Perché se è vero che lo Stato investe pochissimo nelle infrastrutture per il trasporto pubblico urbano, questo non può diventare l’alibi per l’immobilismo delle grandi città che oggi invece potrebbero rappresentare il fulcro del cambiamento, improntando da subito interventi sostanziosi a costo zero”.
    Tuttavia qualche barlume di speranza c’è visto che anche tra i grandi centri urbani esistono delle città “virtuose” che si distinguono per la loro attenzione alla qualità della vita e all’ambiente. Tra queste spiccano Belluno, Verbania e Parma che si piazzano tra le prime posizioni, seguite da Trento, Bolzano, Siena, La Spezia, Pordenone, Bologna e Livorno. Tutte città, come si può notare, del Nord a riconferma del forte gap ancora esistente tra il Settentrione e il Meridione che vede le sue città occupare solo i posti bassi della classifica. Vanno male, anzi malissimo, regioni come la Sicilia, la Calabria, la Campania, che fanno registrare qualche risultato positivo solo in relazione ai medi e piccoli centri.

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  • Gestione dei rifiuti: quali soluzioni possibili?- Seconda parte: la raccolta, il compostaggio, la raccolta differenziata, le discariche

    Continuando il nostro viaggio nel mondo dei rifiuti e della loro possibile gestione, parliamo di termini oggi molto diffusi nell’uso quotidiano sui quali, tuttavia, non tutti possono avere le idee proprio chiare. Si prchè il sistema di gestione dei rifiuti si presenta come un processo abbastanza articolato che segue due vie completamente diverse nel caso in cui si opti per la raccolta indifferenziata e quella differenziata, sebbene ad alcuni “livelli” le due diverse vie possano incrociarsi. RACCOLTA RIFIUTI: Il ciclo naturale che scandisce la vita di tutti gli esseri viventi non prevede il concetto di rifiuto, visto che ciò che viene scartato o eliminato da un individuo può essere utilizzato da altri ed addirittura divenirne la risorsa. Al contrario le attività umane si fondano sul prelievo di materia prima ed energia dall’ambiente circostante per la produzione di beni di consumo, la cui utilizzazione produce dei rifiuti che poi vengono scaricati nell’ambiente stesso. Il rifiuto è quindi essenzialmente uno scarto che si deve imparare a gestire e a riutilizzare in quanto può trasformarsi in una nuova fonte di approvvigionamento. Il Decreto Ronchi del febbraio 1997 ha introdotto una interessante distinzione tra i rifiuti che precedentemente non esisteva. Oggi i rifiuti vengono classificati in: 1)RSU:Rifiuti Solidi Urbani 2)RS: Rifiuti Speciali 3)RP:Rifiuti Pericolosi Sino alla metà degli anni Sessanta, quando il problema della gestione dei rifiuti era diventato già preoccupante a causa dell’affermazione della società “usa e getta”, ci si limitava esclusivamente alla raccolta indifferenziata dei rifiuti e del loro deposito presso enorme discariche dove si tendeva a nascondere gli scarti noncuranti dell’inquinamento causato. COMPOSTAGGIO: Solo verso gli inizi degli anni Settanta cominciarono a fiorire delle iniziative volte al recupero dei materiali e al loro riciclaggio, sebbene in un primo tempo tali “strategie” non furono supportate da idonee basi scientifiche. Tra queste, numerose puntavano al compostaggio degli RSU indifferenziati, ma il compost che si otteneva era contaminato da sostanze nocive e da materiali non idonei, come plastica e vetro, che successivamente finirono con l’accumularsi nei terreni. Ma che cos’è il compostaggio? Il compostaggio è essenzialmente un insieme di tecniche che consente di riciclare rifiuti organici evitando che questi vengano scaricati nelle discariche. Il “compost”, quindi, è il risultato del processo di decomposizione naturale delle sostanze e l’impianto di compostaggio altro non fa che trasformare la parte umida dei rifiuti (come scarti di cucina, foglie, legno e derivati) in compost attraverso una accelerazione dei tempi di decomposizione naturale. E’ quindi “un processo aerobico di decomposizione biologica della sostanza organica che avviene in condizioni controllate (Keener,1993) che permette di ottenere un prodotto biologicamente stabile in cui la componente organica presenta un elevato grado di evoluzione”, il che lo rende adatto ai più svariati impieghi. Tuttavia, come è evidente, non tutti i rifiuti possono essere smaltiti con questa tecnica a causa della loro “natura”. RACCOLTA DIFFERENZIATA: A partire dagli anni Ottanta si cominciò a capire che un efficace recupero dei materiali era possibile solo attraverso una separazione “alla fonte” delle sostanze, sviluppando poi negli anni successivo un sistema di differenziata integrata, ovvero basata sulla separazione a livello domestico in frazione organica e frazione secca. Le frazioni organiche finiscono prevalentemente negli impianti di compostaggio, dove i compost di qualità vengono separati dagli scarti e quanto si è recuperato utilizzato soprattutto in agricoltura. I secondi, invece, finiscono nella linea di selezione del secco, dove gli scarti vengono eliminati mentre il secco pulito usato nei consorzi di riciclaggio o di rete pulita. La raccolta differenziata è quindi un processo di grande utilità perchè consente di produrre energia o beni, risolvendo allo stesso tempo il problema degli scarti. Tuttavia non si tratta di una soluzione “assoluta” e le difficoltà maggiori si riscontrano soprattutto per la raccolta differenziata dei rifiuti organici che, economicamente, non porta grandi vantaggi non eliminando inoltre il problema degli scarti che non si possono riutilizzare. DISCARICHE: Un sistema per smaltirli è quello del confinamento in discariche controllate, ovvero un’area di terreno appositamente attrezzata dove i rifiuti vengono sistemati in modo tale da attenuare al massimo i loro effetti negativi sull’ambiente e sulla salute umana. In quest’ottica si dovrebbe provvedere affinchè i rifiuti non inquinino le acque sotterranee e superficiali, non degradino il paesaggio, non siano fonti di polveri, rumori, cattivi odori, non sviluppino colonie di topi o insetti. Inoltre non si deve dimenticare che questi rifiuti possono ancora essere utili, visto che decomponendosi producono biogas, u gas combustibile che incanalato in un sistema di tubazione e depurato produce energia termica. Tuttavia la cronaca ci insegna purtroppo come di discariche di questo tipo ne esistano ben poco e come nella maggior parte dei casi le discariche sono soltanto degli immensi e nocivi depositi di rifiuti.

    Ufficio Stampa Maia Design

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