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  • Naturale o Biologico?

    Molti si chiedono quale sia la differenza tra i cosmetici biologici e quelli detti “naturali”.

    Naturale” in sé per sé non significa niente e non vi garantisce che abbiate tra le mani un prodotto sano.

    Poiché tutto è naturale e niente lo è.

    Per esempio in commercio possiamo trovare numerosi prodotti che si definiscono naturali; tuttavia se si va a leggere l’etichetta, possiamo leggere tra gli ingredienti agenti chimici sintetici nocivi per la nostra epidermide e quindi per il nostro organismo.

    Al contrario un cosmetico biologico certificato sarà prodotto secondo rigidi parametri imposti dall’ente certificatore e conterrà unicamente ingredienti naturali e di origine naturale compatibili con il nostro organismo.

    Quindi i cosmetici biologici cos’hanno di differente da quelli tradizionali ?

    La risposta è molto semplice: quando utilizzate un cosmetico biologico, siete sicuri di utilizzare un prodotto che nutre la vostra pelle in maniera sana.

    E la certezza chi ve la da?

    La certificazione biologica che testimonia tutta una catena di controlli, da monte fino alla vostra pelle.

    Verificate la certificazione: è la vostra garanzia!

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  • AutoCert, nuova APP Android per produrre autocertificazioni in PDF

    L’articolo 46 del D.P.R. n° 445 del 28 dicembre 2000 riconosce ai cittadini la facoltà di presentare, in sostituzione delle tradizionali certificazioni richieste, propri stati e requisiti personali, mediante apposite dichiarazioni sottoscritte dall’interessato. La firma non deve più essere autenticata.

    Per avvalersi dell’autocertificazione direttamente agli sportelli degli uffici pubblici, il cittadino deve compilare il modulo previsto che, per quanto concerne le dichiarazioni sostitutive di certificazioni, non è soggetto ad alcuna autenticazione.

    Con AutoCert si possono ottenere 24 differenti certificati:

    – Autocertificazione di luogo e data di nascita
    – Autocertificazione di residenza
    – Autocertificazione di cittadinanza
    – Autocertificazione di godimento dei diritti civili e politici
    – Autocertificazione di stato civile
    – Autocertificazione di esistenza in vita
    – Autocertificazione di nascita del figlio
    – Autocertificazione di decesso di un familiare
    – Autocertificazione di iscrizione in albi o elenchi tenuti da pubbliche amministrazioni
    – Autocertificazione di appartenenza a ordini professionali
    – Autocertificazione del titolo di studio
    – Autocertificazione degli esami sostenuti
    – Autocertificazione di qualifica professionale
    – Autocertificazione di possesso di Codice Fiscale/Partita IVA
    – Autocertificazione di stato di disoccupazione
    – Autocertificazione di qualità di pensionato
    – Autocertificazione di qualità di studente
    – Autocertificazione di qualità di tutore/curatore/legale rappresentante
    – Autocertificazione di iscrizione presso associazioni o formazioni sociali di qualsiasi tipo
    – Autocertificazione di non aver riportato condanne penali
    – Autocertificazione di non essere sottoposto a procedimenti penali
    – Autocertificazione di qualità di vivenza a carico
    – Autocertificazione di di non trovarsi in stato di liquidazione o fallimento
    – Atto di notorietà

    Una volta inserite le informazioni è possibile visualizzare e scaricare direttamente il certificato in formato PDF completamente compilato oppure inviare, ad un indirizzo email indicato, un link per scaricare successivamente il documento.

  • Nasce il Timbro Digitale e finisce la fila agli sportelli


    La presentazione ufficiale è avvenuta ad EuroPA il 2 aprile scorso e ora entrerà in esercizio effettivo. Il documento viene rilasciato in formato elettronico con la firma digitale del Sindaco e mantiene la sua validità legale anche stampato, grazie all’apposizione del timbro digitale. Il Timbro digitale è oggi inserito in modo standard anche nella nuova suite software per la Pubblica Amministrazione Locale: @kropolis.
    La presentazione ha visto la partecipazione del Prefetto Annapaola Porzio, Direttore della Direzione Centrale dei Servizi Demografici del Ministero dell’Interno, del Sindaco del Comune di Ravenna, dott. Fabrizio Matteucci e della Direttrice dell’Area Servizi al Cittadino del Comune di Ravenna, Dott.ssa Anna Puritani, che è stata la promotrice dell’iniziativa nello stesso Comune.
    Con questa partnership, Data Management ha nuovamente dimostrato di essere uno dei principali innovatori nel mondo della Pubblica Amministrazione Locale e del panorama IT nazionale. Questa attenzione nasce dall’ascolto quotidiano delle esigenze degli Enti Locali e dei Cittadini, delle loro aspettative, traducendo il tutto in soluzioni effettivamente utili.
    La possibilità di rilasciare certificazioni in formato digitale, inviandole per posta elettronica, consente al cittadino di stampare autonomamente il certificato mantenendone il valore legale: questo rivoluzionerà diversi servizi con ricadute positive di efficienza e produttività, non solo sui servizi demografici ma anche sull’immagine complessiva del Comune.

  • De Pierro, mobbing causa un terzo delle malattie nel pubblico impiego


    Roma – “Dopo l’entrata in vigore dell’ormai famoso decreto Brunetta ci siamo attivati con il movimento per evidenziare tutti i fattori influenti negativamente sul personale al quale il provvedimento è rivolto.
    Non sappiamo, ma alla luce dei fatti riteniamo di no, se il ministro Brunetta sia a conoscenza di un fenomeno denominato mobbing che, purtroppo in maniera molto diffusa, affligge parte del personale della Pubblica Amministrazione”. Parole pesanti quelle pronunciate da Antonello De Pierro, presidente del movimento Italia dei Diritti, che hanno come unico bersaglio il ministro per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione Renato Brunetta, reo di una politica propagandistica di caccia alle streghe (valga su tutte la lotta ai “fannulloni”), ma ignaro o peggio ancora del tutto indifferente ai reali problemi che attanagliano l’amministrazione pubblica, troppo spesso protagonista di episodi spiacevoli. Tra questi la pratica del mobbing sul posto di lavoro.

    Afferma De Pierro, da sempre sensibile e attento a portare alla luce questi esempi di cattiva governance: “Dalla nostra inchiesta, fatta di sondaggi e interviste, è emerso che parte delle patologie lamentate dai dipendenti traggono origine dalla pressione psicologica e dalle vessazioni subite sul luogo di lavoro. A tutto ciò – prosegue – va aggiunto anche un discreto numero di disturbi che gli impiegati sono costretti a volte ad accusare per sfuggire ai deprecabili e biasimevoli comportamenti legati al fenomeno in questione”.

    Altro aspetto inquietante della vicenda riguarda le azioni mobbizzanti a cui molto spesso sono sottoposti i rappresentanti delle forze dell’ordine, anche in virtù dei delicatissimi compiti a cui devono adempiere nell’esercizio del proprio mestiere: “Non è un caso – chiarisce De Pierro – che nell’Arma dei Carabinieri si registrino numerosi casi di suicidio. Dalla nostra inchiesta sono emersi soprusi che definirei agghiaccianti e che spesso i malcapitati non denunciano per paura di ritorsioni o per la complessità che comporta una citazione in giudizio su questo tema. Tra l’altro, il mobbing spesso va ad agire sulle condizioni psico-fisiche: per chi ha in dotazione un’arma è sempre un rischio dichiarare tali patologie per ovvi motivi di opportunità che metterebbero in discussione il mantenimento stesso del posto di lavoro”.

    Dai risultati in possesso dell’Italia dei Diritti, ottenuti con una specifica inchiesta, si desume un dato allarmante: circa un terzo delle patologie lamentate dagli impiegati della P.A. è causato direttamente o indirettamente dal mobbing. “Noi come movimento – sottolinea il presidente De Pierro – chiediamo al ministro Brunetta di prendere in considerazione e approfondire tale fenomeno, e successivamente attivarsi affinché venga, se non debellato, almeno arginato il più possibile. Tra quegli impiegati «fannulloni» che sono stati lo slogan propagandistico della campagna di Brunetta figurano persone che quotidianamente vengono a contatto e in contrasto con superiori o pari grado che hanno seri disturbi dei tratti di personalità. Pertanto con il loro atteggiamento condizionano pesantemente il buon funzionamento della Pubblica Amministrazione”. Chiaro il riferimento al mobbing verticale o bossing che si esercita quando l’attività persecutoria è condotta da un superiore verso un subordinato per screditarlo e costringerlo alle dimissioni.

    “Auspico – conclude polemicamente De Pierro – che il ministro si renda conto del doppio disagio a cui viene sottoposto un dipendente vessato da un lato dai mobber e dall’altro da un accanimento deciso dello Stato nel penalizzare l’evolversi clinico delle patologie accusate, un diritto garantito dall’articolo 32 della Costituzione ma che sembrerebbe, in questo frangente, palesemente disatteso”.