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  • Allarme sicurezza, poliziotti malati in servizio


    Roma – “E’ una situazione assolutamente e logicamente inaccettabile, sono seriamente preoccupato a livello sociale perché a questo punto ci sono gli estremi per lanciare un concreto allarme sicurezza, anche a seguito di diverse segnalazioni giunteci da appartenenti al corpo della Polizia di Stato”.
    Questa la denuncia di Antonello De Pierro, presidente del movimento Italia dei Diritti, in relazione alla procedura alla quale vengono sottoposti gli appartenenti alla Polizia di Stato che si trovano in stato di malattia. Dopo un certo numero di giorni, la prassi infatti prevede l’obbligo di sottoporsi alla visita da parte di una Commissione Medica Ospedaliera. Successivamente, in base al giudizio, è possibile presentare ricorso avverso alle sue deliberazioni ad una Commissione Medica Ospedaliera di grado superiore, definita “di seconda istanza”. Stando alle risultanze, a partire dall’anno 2005 l’iter procedurale ha subìto una modifica per cui il ricorso non avviene più in un termine di tempo immediato ma entro 10 giorni e attraverso il proprio ufficio di appartenenza e non più la commissione di primo grado. Entro i 5 giorni successivi, questa sorta di “collegio d’appello” deve convocare il soggetto e pronunciarsi nel merito della questione. Secondo gli organi preposti, in questo lasso di tempo compreso tra primo e secondo giudizio e tra una visita e l’altra in sede di seconda istanza, gli agenti avrebbero l’obbligo di rientrare in servizio tranne che non si esibisca un certificato ostativo da parte del medico curante del dipendente. “Abbiamo dunque ragione di credere – ha precisato De Pierro – che ci siano in servizio poliziotti in condizioni precarie di salute, costituendo un pericolo per sé e per gli altri in un tipo di attività professionale che per ovvi motivi impone una perfetta integrità psicofisica oltre che un’estrema lucidità mentale. Se da quanto si apprende la questione perdura dal gennaio del 2005, mi chiedo cosa abbiano fatto finora i numerosi sindacati di polizia per porre fine ad una così grave situazione che vìola anche alcuni diritti fondamentali del lavoratore. A nostro parere verrebbe leso l’articolo 32 della Costituzione che tutela la salute dei cittadini, nonché l’articolo 2087 del Codice Civile e la Legge 626/94 e successive modifiche e integrazioni. Tra l’altro sembrerebbe che questo provvedimento, che farebbe riferimento al decreto 461 del 2001 in cui non è contemplata la fattispecie della convalescenza, venga attuato soltanto dagli uffici della Polizia di Stato e non da altri corpi, come ad esempio la Polizia Penitenziaria. Tra l’altro essendoci anche una disparità di trattamento tra dipendenti, verrebbe violato anche l’articolo 97 della nostra carta fondamentale. Noi come movimento crediamo che non si possa prescindere dall’immediata abolizione di questa fantomatica circolare che oltretutto parrebbe non essere stata diramata agli uffici operativi ma solo a quelli sanitari della Polizia di Stato, esponendo gli agenti al rischio di non presentarsi sul luogo di lavoro, anche se totalmente in buona fede. Auspichiamo che le sigle sindacali, apparentemente assopite, si attivino immediatamente per denunciare questo discutibile modus operandi, in sinergia con gli organi preposti chiamati a porre fine a questa vicenda poco chiara e vergognosa”.

  • Eleonora Vallone e Antonello De Pierro “salvano”” Elena Bonelli”


    Siamo al Gilda di Roma, fiore all’occhiello del pianeta imprenditoriale di Giancarlo Bornigia.
    L’atmosfera appare quella delle grandi occasioni, con un servizio d’ordine imponente, i camerieri tirati a lucido, pronti a distribuire agli invitati il pantagruelico buffet organizzato con impareggiabile cura da Antoine Amato. L’indefesso e celebre decano dei p.r. Angelo “Ciccio” Nizzo, da sempre anfitrione indiscusso e icona emblematica del locale, storico punto di riferimento capitolino per vip internazionali, è pronto ad accogliere i numerosi ospiti previsti. Al suo fianco sfodera il suo charme la bella e conturbante Deborah Bettega, un concentrato di avvenenza e cultura, che ha impreziosito col suo ingresso nello staff il già notevole grado di qualità del numero uno dei templi della notte romana. Si festeggia il compleanno della cantante Elena Bonelli, che per l’occasione è fasciata in uno strettissimo abito nero con annessa pelliccia rigorosamente bianca, lasciata cadere appositamente dalle spalle per scoprire una spalla decisamente sexy. Si aggira frenetica tra i tavoli a cercare con lo sguardo i suoi ospiti, previsti in numero massiccio, ma che per il momento hanno disertato il locale, nonostante l’orario d’inizio sia già passato da circa un’ora. Fortunatamente ad elevare il tono della serata ci hanno pensato con la loro presenza il grande Tony Binarelli, fra i primi ad arrivare, e il noto produttore cinematografico Angelo Bassi. Tra i volti annoiati si scorgono due politici, i simpatici parlamentari Giorgio Osman e Beatrice Lorensin, visibilmente fuori habitat, certamente più avvezzi all’attività istituzionale che ai fasti mondani. Avvolto dalla noia mortale che si può tagliare a fette il frizzante don Santino Spartà, che com’è sua consuetudine prova a rendere più agevole la permanenza dei convitati più vicini, ma senza ottenere risultati soddisfacenti. Qualcuno invoca il passare del tempo, per giungere all’apertura ufficiale del Gilda e aggrappare le speranze ricreative all’invasione del popolo della notte, autentica e canonica ondata di sana allegria e divertimento nelle notti della discoteca di via Mario de’ Fiori. Ma poco prima dell’apertura del buffet, la festa cambia registro, si movimenta, una ventata di vitalità invade le eleganti sale e avviluppa gli ospiti. Giunge la splendida e conturbante Eleonora Vallone, accompagnata dal noto giornalista e leader dell’Italia dei Diritti Antonello De Pierro, inattesi dalla festeggiata in quanto l’invito è stato loro rivolto direttamente dai p.r. Ciccio e Deborah Bettega, i veri e impeccabili padroni di casa, di cui la Bonelli è ospite, che disperatamente agitano le redini organizzative per ricondurre sui giusti binari le sorti che competono allo svolgendo evento, che incredibilmente e ingiustamente è stato probabilmente sottovalutato da invitati e addetti ai lavori. Sulla coppia si abbattono i flash dei pochi fotografi presenti, fino ad allora pressoché inoperosi, che continuano a immortalare poi per tutta la serata l’effervescente Eleonora, che animerà praticamente l’intera festa, diventandone involontariamente la protagonista. Infatti tra un ballo e l’altro, la bellissima figlia del grande e indimenticato Raf Vallone, nel privè centrale viene letteralmente assalita dai presenti, curiosi di porgerle domande su una recente iniziativa partorita del suo eclettico estro inventivo. Infatti ogni mese, da lei organizzati, si svolgono dei weekend ritempranti all’insegna del benessere, itineranti nelle più note e prestigiose località termali. Affermerà più tardi De Pierro: “Ho accettato volentieri l’invito del mio caro amico Angelo Nizzo e della meravigliosa Deborah, in quanto ho sempre considerato la Bonelli l’emblema canoro dell’unità nazionale, essendo legato mnemonicamente alla sua interpretazione dell’Inno di Mameli. Per me che ho un forte senso delle istituzioni questa cosa ha il suo valore, essendo stata tra l’altro accompagnata in quell’occasione dalla Banda dell’Arma dei Carabinieri. Evidentemente alla luce dell’esiguo numero di presenti non tutti sono in grado di apprezzare certi valori, in una nazione che purtroppo si nutre di Grande Fratello e di programmi spazzatura. D’altronde nemo profeta in patria”.
    Poi tutti a deliziarsi della succulenta cena, squisita e inevitabilmente abbondante, mentre a fare gli auguri giungono Guglielmo Marconi Giovannelli, Jocelyn e più tardi Maria Monsé con marito al seguito. Poi il canonico taglio della torta a coronare una festa che partita in sordina ha saputo ritrovare nel finale, almeno in parte, il copione stilato dalle aspettative. Dopo la mezzanotte un trionfo di musica e danze, con un locale debordante ai limiti della capienza, preso d’assalto dalla ressa degli affezionati “gildini”, ma questa è un’altra storia, una storia di successo incessante che da vent’anni continua ininterrotto, nutrito amorevolmente e con passione dai coniugi Giancarlo e Lucia Bornigia, che da sempre si divertono facendo divertire gli altri.

  • De Pierro chiede introduzione reato sciacallaggio


    Roma – “Auspichiamo un disegno di legge per punire in maniera esemplare chi si rende colpevole di reati di sciacallaggio.
    I recenti fatti avvenuti a seguito del devastante terremoto che ha colpito l’Aquila ce ne dà dimostrazione. In caso di calamità, chi crede di poter approfittare della situazione non può essere perseguito per furto, anche se aggravato. Andrebbe introdotta una fattispecie di reato specifico, che preveda pene molto severe”. Antonello De Pierro, presidente dell’Italia dei Diritti, si dichiara così favorevole all’introduzione di una norma apposita, per combattere le deplorevoli pratiche purtroppo emerse in questi giorni.
    “Con il termine precedentemente usato – continua De Pierro – non mi riferisco solo a furti commessi in zone disastrate, ma anche a quelle pratiche di speculazione sui generi di prima necessità o di particolare utilità. La cronaca, ad esempio, ci ha parlato di benzina venduta a ben cinque euro al litro. Per la repressione di questi fenomeni noi dell’Italia dei Diritti chiediamo l’istituzione di un corpo speciale delle forze dell’ordine. Non vogliamo credere al fatto che crimini di tale portata siano stati commessi anche da chi è giunto nel capoluogo abruzzese per prestare soccorso alla popolazione, come è stato lasciato intendere da qualcuno. In ogni caso si tratta di una questione da affrontare con urgenza e con la massima serietà”.

  • Terremoto in Abruzzo, solidarietà dell’Italia dei Diritti


    Roma – “Un evento catastrofico che ci tocca profondamente da vicino tra l’altro in una regione che ci sta particolarmente a cuore dove il nostro movimento si sta adoperando da tempo a favore dei diritti dei cittadini.
    Esprimo a nome di tutto il movimento la più totale solidarietà e vicinanza alle popolazioni colpite e alle istituzioni locali che si trovano in questo frangente a fronteggiare una grossa emergenza.” Queste le dichiarazioni del presidente dell’Italia dei Diritti Antonello De Pierro alla notizia del forte sisma che ha colpito l’Abruzzo. Prosegue De Pierro: “Un ringraziamento va ai volontari della protezione civile, all’esercito, alle forze di polizia, ai sanitari e a quanti si stanno adoperando con grande impegno per affrontare la più grande tragedia avvenuta in Italia dall’inizio di questo millennio.” De Pierro è in queste ore in costante contatto col responsabile abruzzese dell’Italia dei Diritti Emiliano D’Alessandro che si associa esprimendo “Massima solidarietà per i miei corregionali.” Il movimento sarà concretamente partecipe mediante la presenza del suo vicepresidente Roberto Soldà che si recherà sul posto nelle prossime ore.

  • De Pierro, test psicoattitudinali quinquennali per le forze di polizia


    Roma – “E’ assurdo che una persona sia arruolata e poi per quarant’anni di servizio non venga più valutata.
    Perciò è necessario che gli appartenenti alle forze dell’ordine vengano sottoposti a test psicoattitudinali almeno ogni cinque anni. Si tratta, infatti, di persone soggette a forte stress psicologico, di uomini che hanno gli ammortizzatori psichici più cagionevoli e inclini a indebolimento, proprio in virtù dell’arduo e periglioso compito nella prevenzione del crimine e al servizio della collettività. Pertanto occorre costantemente monitorare se ci sono ancora quei requisiti idonei emersi in sede di arruolamento”. Lo dichiara con fermezza il presidente del movimento nazionale Italia dei Diritti Antonello De Pierro, il quale ritiene indispensabile intervenire il prima possibile affinché ci sia un maggior controllo su quei tutori dell’ordine che quotidianamente sono chiamati a salvaguardare e difendere l’ incolumità altrui. Il tutto finalizzato sempre a garantire la totale sicurezza dei cittadini, come precisa lo stesso De Pierro: “Chi possiede in dotazione un’arma di ordinanza deve essere messo in condizione di espletare il proprio lavoro in condizioni di tranquillità estrema e sicurezza assoluta. Proprio per questo – continua – è necessario che venga sottoposto costantemente a verifiche, al fine di impedire che possano crearsi falle a livello psichico”.
    Nel suo intervento, il massimo esponente dell’Italia dei Diritti mette in luce, come già evidenziato da lui stesso in precedenza, anche un altro aspetto, spesso latente ma potenzialmente latore di conseguenze preoccupanti: il fattore mobbing, un fenomeno molto accentuato tra i rappresentanti delle forze di polizia. “L’eventuale cedimento psicofisico non è dovuto solo al lavoro stressante, a motivi familiari o a fattori personali. Infatti, non va dimenticato il mobbing. E questo rischio non riguarda solo il soggetto mobbizzato, ma anche il mobber, cioè colui che esercita azione di mobbing sugli altri proprio perché ha di fondo dei problemi caratteriali, delle frustrazioni, dei tratti di personalità deviati e virtualmente pericolosi, cosa a maggior ragione allarmante in quanto trattasi di persona dotata di un arma”. I test psicoattitudinali servirebbero anche a bloccare questo genere di rischi, contribuendo ad individuare sia il mobber sia il mobbizzato, salvaguardando tutti, tutori dell’ordine e cittadini.
    “L’introduzione di questi test – conclude perentorio De Pierro – è una cosa da cui non si può più prescindere se pensiamo sia alla salute di queste persone che subiscono particolari pressioni psicologiche e stress, sia alla sicurezza della gente comune”.

  • Assocral Europa e TUI.it insieme per viaggi scontati agli associati.


    Assocral Europa associazione leader nella ricerca di convenzioni per oltre 250 CRAL Associazioni e enti, ha siglato un’accordo di convenzione che permetterà, ai soci di ottenere viaggi scontati tramite le prenotazioni on line di TUI.it. L’azienda, leader mondiale nel turismo, opera in 180 paesi in tutto il mondo e fino ad oggi ha fatto viaggiare più di 30 milioni di viaggiatori offrendo un’ampia scelta di soluzioni turistiche. ‘Siamo onorati di avere con noi la TUI.it – dichiara il presidente di Assocral Europa Carlo Tatti – con loro i nostri associati potranno scegliere le vacanze direttamente tramite il portale www.assocral.net con sconti e prezzi trasparenti’. TUI.it entra così a far parte del Circuito Assocral Europa aggiungendo ulteriori potenzialità di scelta ai possessori della tessera Assocard

  • De Pierro, basta con i ‘poliziotti da scrivania’


    Roma – “Alla luce dei recenti provvedimenti sulle ronde e di tutto quanto abilmente e demagogicamente propagandato dall’attuale esecutivo in tema di sicurezza, noi dell’Italia dei Diritti abbiamo monitorato il panorama organizzativo del personale appartenente alle forze dell’ordine ed evidenziato una girandola di contraddizioni”.

    Con questa frase Antonello De Pierro, presidente del movimento Italia dei Diritti, ha espresso il suo disappunto sull’operato del governo in materia e ha avanzato delle critiche sulla distribuzione delle unità di personale deputato al mantenimento dell’ordine pubblico e prevenzione. “ Non possiamo credere – ha sottolineato De Pierro – che si discuta tanto di ronde e si organizzi la carnevalata dell’esercito per le strade, svilendo e colpendo al cuore la dignità dei corpi di polizia che quotidianamente si adoperano per salvaguardare la sicurezza dei cittadini. E’ lo Stato che deve farsi carico di questa esigenza primaria, non certo con trovate folkloristiche che hanno l’unico effetto di amplificare il senso di paura, stornando l’attenzione dai reali problemi che attanagliano il Paese. A fronte di quanti rischiano la loro vita per le strade, esiste un impressionante numero di poliziotti, carabinieri e finanzieri che espletano il loro ruolo comodamente seduti davanti ad una scrivania a parità di stipendio ma con molti meno oneri. Preferisco poi sorvolare su quanti tra questi prestano servizio presso edifici istituzionali, ricevendo un’indennità di palazzo tutt’altro che trascurabile oltre che del tutto ingiustificata, che crea dei consistenti divari reddituali rispetto a quanti sono impiegati in operazioni ad alto rischio. E’ giusto che si metta la parola fine a questa vergogna che consente agli amici degli amici di fare gli ‘impiegati con le stellette’. A nostro avviso è questa la strada da percorrere a garanzia della tranquillità dei cittadini, evitando categoricamente assurdi proclami pubblicitari ”.

  • De Pierro, mobbing causa un terzo delle malattie nel pubblico impiego


    Roma – “Dopo l’entrata in vigore dell’ormai famoso decreto Brunetta ci siamo attivati con il movimento per evidenziare tutti i fattori influenti negativamente sul personale al quale il provvedimento è rivolto.
    Non sappiamo, ma alla luce dei fatti riteniamo di no, se il ministro Brunetta sia a conoscenza di un fenomeno denominato mobbing che, purtroppo in maniera molto diffusa, affligge parte del personale della Pubblica Amministrazione”. Parole pesanti quelle pronunciate da Antonello De Pierro, presidente del movimento Italia dei Diritti, che hanno come unico bersaglio il ministro per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione Renato Brunetta, reo di una politica propagandistica di caccia alle streghe (valga su tutte la lotta ai “fannulloni”), ma ignaro o peggio ancora del tutto indifferente ai reali problemi che attanagliano l’amministrazione pubblica, troppo spesso protagonista di episodi spiacevoli. Tra questi la pratica del mobbing sul posto di lavoro.

    Afferma De Pierro, da sempre sensibile e attento a portare alla luce questi esempi di cattiva governance: “Dalla nostra inchiesta, fatta di sondaggi e interviste, è emerso che parte delle patologie lamentate dai dipendenti traggono origine dalla pressione psicologica e dalle vessazioni subite sul luogo di lavoro. A tutto ciò – prosegue – va aggiunto anche un discreto numero di disturbi che gli impiegati sono costretti a volte ad accusare per sfuggire ai deprecabili e biasimevoli comportamenti legati al fenomeno in questione”.

    Altro aspetto inquietante della vicenda riguarda le azioni mobbizzanti a cui molto spesso sono sottoposti i rappresentanti delle forze dell’ordine, anche in virtù dei delicatissimi compiti a cui devono adempiere nell’esercizio del proprio mestiere: “Non è un caso – chiarisce De Pierro – che nell’Arma dei Carabinieri si registrino numerosi casi di suicidio. Dalla nostra inchiesta sono emersi soprusi che definirei agghiaccianti e che spesso i malcapitati non denunciano per paura di ritorsioni o per la complessità che comporta una citazione in giudizio su questo tema. Tra l’altro, il mobbing spesso va ad agire sulle condizioni psico-fisiche: per chi ha in dotazione un’arma è sempre un rischio dichiarare tali patologie per ovvi motivi di opportunità che metterebbero in discussione il mantenimento stesso del posto di lavoro”.

    Dai risultati in possesso dell’Italia dei Diritti, ottenuti con una specifica inchiesta, si desume un dato allarmante: circa un terzo delle patologie lamentate dagli impiegati della P.A. è causato direttamente o indirettamente dal mobbing. “Noi come movimento – sottolinea il presidente De Pierro – chiediamo al ministro Brunetta di prendere in considerazione e approfondire tale fenomeno, e successivamente attivarsi affinché venga, se non debellato, almeno arginato il più possibile. Tra quegli impiegati «fannulloni» che sono stati lo slogan propagandistico della campagna di Brunetta figurano persone che quotidianamente vengono a contatto e in contrasto con superiori o pari grado che hanno seri disturbi dei tratti di personalità. Pertanto con il loro atteggiamento condizionano pesantemente il buon funzionamento della Pubblica Amministrazione”. Chiaro il riferimento al mobbing verticale o bossing che si esercita quando l’attività persecutoria è condotta da un superiore verso un subordinato per screditarlo e costringerlo alle dimissioni.

    “Auspico – conclude polemicamente De Pierro – che il ministro si renda conto del doppio disagio a cui viene sottoposto un dipendente vessato da un lato dai mobber e dall’altro da un accanimento deciso dello Stato nel penalizzare l’evolversi clinico delle patologie accusate, un diritto garantito dall’articolo 32 della Costituzione ma che sembrerebbe, in questo frangente, palesemente disatteso”.

  • Italia dei Diritti e prostituzione, panico tra i clienti


    Roma – “La nostra iniziativa ha determinato vibranti proteste da parte di alcuni clienti che ci hanno telefonato lamentando l’insorgere di discordie familiari.
    Per due di loro sono addirittura iniziate le pratiche legali per la separazione. Anche per questo abbiamo temporaneamente abbassato il livello di guardia, non vogliamo affatto passare per coloro che rovinano le famiglie. Semplicemente vogliamo tutelare un diritto e perseguire un obiettivo che dovrebbe essere garantito istituzionalmente”. Così si esprime Antonello De Pierro, presidente del movimento Italia dei Diritti, illustrando la sua battaglia sociale – iniziata già nei primi giorni di dicembre 2008 – di pubblicare su un apposito blog (www.targheclienti.wordpress.com) le targhe dei clienti del sesso, come deterrente assai più incisivo per debellare la piaga della prostituzione nelle strade della capitale.
    “Il ritorno in strada di prostitute e transessuali – continua De Pierro – quasi ai livelli precedenti l’ordinanza di Alemanno, sancisce il fallimento totale del provvedimento comunale. È singolare che, passato l’impatto iniziale, la giunta di centro-destra non ne parli più, come se il problema fosse definitivamente risolto. Gli unici ad essere titubanti – aggiunge – sono alcuni clienti, non certo per l’ordinanza Alemanno, ma per la nostra concreta iniziativa di procedere alla pubblicazione delle targhe sul web. Infatti, man mano che noi abbiamo abbassato la guardia, a livello di verifiche e controlli, i clienti sono tornati ad essere presenti in maniera capillare”.
    “Noi dell’Italia dei Diritti – afferma determinato De Pierro – continueremo con questa iniziativa, seppur a livelli più blandi, anche se crediamo di aver dimostrato che con i provvedimenti reali si ottengono risultati. Il fenomeno si può arginare solo con la reale volontà e non con gli slogan propagandistici e strumentali. Purtroppo – chiosa polemico – nelle istituzioni manca questa volontà di risolvere le cose, si fa credere alla gente che si sta facendo qualcosa, ma di fatto non si conclude nulla”.

  • De Pierro manifesta solidarietà al regista Calvagna


    Roma – “Esprimo la mia solidarietà a Stefano Calvagna.”
    Con queste parole Antonello De Pierro, Presidente dell’Italia dei Diritti, rivolge il suo pensiero al regista romano che nella tarda serata di ieri è stato ferito ad una gamba da uno dei colpi di pistola esplosi contro di lui all’uscita del teatro Anfitrione, in via San Saba a Roma.
    “Lo conosco personalmente da molti anni e, avendolo intervistato più volte, ho avuto modo di apprezzare il suo grande impegno sociale trasferito in celluloide ma soprattutto il coraggio e la determinazione profusi nel confezionare le sue pellicole ‘forti’.
    Quanto successo mi colpisce profondamente e spero che presto i responsabili vengano assicurati alla giustizia. Trovo comunque assurdo che la lotta a fenomeni quali l’usura sia affidata interamente all’alacre lavoro delle forze dell’ordine e all’iniziativa di coraggiosi cittadini mentre la politica resta spesso a guardare saldamente ancorata ad un inammissibile immobilismo.
    Conoscendo Stefano sono certo che questo episodio non lo fermerà nel portare avanti le sue denunce, ma auspico una maggiore attenzione da parte delle istituzioni.
    Presto gli proporrò di entrare a far parte attivamente del nostro movimento e mi auguro che possa accettare.”