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  • Il manager Salvo Nugnes su Ornella Vanoni: “I suoi brani hanno segnato la storia della musica italiana con 52 anni di trionfale carriera internazional

    L’affermato manager produttore Salvo Nugnes, agente di rinomati esponenti della cultura e dello spettacolo, nel commentare il grande successo dell’ultimo album di Ornella Vanoni dal titolo “Meticci (io mi fermo qui)” che coincide con la conclusione simbolica della sua strepitosa carriera dichiara “La Vanoni è un vero mito musicale, i suoi brani hanno segnato la storia della musica italiana con 52 anni di trionfale carriera internazionale“.

    E aggiunge “Davvero accattivanti e coinvolgenti le canzoni inserite nel nuovo album, molto significativo l’omaggio speciale a Lucio Dalla con -4 marzo ’43- e le straordinarie collaborazioni con Franco Battiato e Nada. Il brano -basta poco- è intriso di positivi messaggi di speranza e testimonia la preziosa eredità artistica, che questa carismatica e virtuosa signora della musica ci ha regalato nel tempo“.

    Sul fortunato tour teatrale, che la vede protagonista in giro per l’Italia e ha fatto tappa anche a New York dice “Ho avuto la piacevole opportunità di assistere più volte alle sue spettacolari performance canore dal vivo. I suoi concerti sono sempre accolti dal caloroso affetto del pubblico, che la segue da tanti anni con entusiastico trasporto. Sarebbe bello vederla come ospite tra le presenze d’eccezione nel contesto sanremese a febbraio. Io certamente non mancherò al suo ultimo concerto, che sancisce il termine ufficiale della sua strabiliante carriera, il 7 marzo nel prestigioso teatro civico di La Spezia“.

  • INTERVISTA A MORGANA MONTERMINI – CANTAUTRICE E SCRITTICE DI SASSUOLO ATTIVA NEL SOCIALE

    È IN CORSO UNA SELEZIONE NAZIONALE PER SCEGLIERE CHI INTERPRETERÀ LA CANZONE, DA LEI SCRITTA, CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE. COME NASCE QUESTO CONCORSO?

    Il concorso nasce suscitato dal mio brano, proprio perché io sono stata a contatto con una ragazza che è stata uccisa nella nostra città a Sassuolo: il caso di Giulia Galiotto, una ragazza di 30 anni, uccisa dal marito. Lei fu una mia allieva di chitarra e quindi la conoscevo e questa storia così truce ha ispirato il brano. Alcuni hanno chiesto “perché non registrare questo brano che parla un po’ di me, ma anche di tutte le donne che hanno subito violenza psicologica e che credevano nell’amore nella vita come aspirazione?”. Allora abbiamo pensato di fare qualcosa, e invece di inciderla io, ho voluto fare una cosa più bella e cercare un interprete che potesse interpretarlo e che potesse portare il testo anche come bandiera. In più, dato che è stato ispirato da una storia vera, ci tengo a sottolineare che è un testo vero, tratto da un fatto realmente accaduto, che non parla direttamente della persona, ma si ispira a chi ormai non c’è più e cerca di perdonare con l’amore. Abbiamo fissato una preselezione a maggio, per una prima scrematura, poi il termine di registrazione finale del brano è previsto a settembre, per essere pronti per la giornata contro la violenza delle donne, contro il femminicidio, a Novembre, data significativa per noi. I brani del concorso sono selezionati dai rappresentanti dell’associazione culturale “Il Coraggio di Cambiare” che formano anche la commissione. A proposito, ci tengo a dire che qualche giorno fa mi è giunta la notizia che Enzo Decaro, grandissimo attore impegnato nella ricerca spirituale, ha accettato di essere in commissione, in quanto il brano gli è piaciuto molto. Abbiamo messo un’età particolare per la selezione, dai 25 anni in su, proprio perché non volevamo che ci fossero ragazzine, che non hanno ancora la maturità per capire cosa vuol dire lottare contro questa strana piaga, che si sta diffondendo sempre più, ma che c’è sempre stata. E mi piace parlarne con Enzo, perché credo che questo testo possa portare un qualcosa, dato che è venuto spontaneamente, l’ho scritto quasi senza volerlo. Ho fatto sentire la canzone alla mamma di Giulia Galiotto, dicendole: “Scusa, ti faccio sentire questa canzone” e lei ha risposto: “E’ lei che ci ha ispirato”. Io l’ho immaginata con questo vestito da sposa, lei credeva molto nel matrimonio, e continuo a immaginarla così, con il vestito appoggiato sul cuore, con questo continuo richiamo agli angeli, una maternità negata e quindi ci sono molti riferimenti sul testo comuni a tutte le donne che hanno subito violenza. Tra i molti casi, ho sentito anche di una donna incinta uccisa di recente, tutti questi sogni negati. Giulia ci ha rappresentato tutto questo mondo della violenza sulle donne, forse è la nostra gemma dall’aldilà che ci ispira e ci spinge a fare questa cosa e spero ci aiuti in un cammino complicato. Abbiamo un compito proprio bello, la mamma ha scritto un libro “Per non dargliela vinta” e lo sta portando in tutta Italia proprio per denunciare anche gli errori della magistratura che non tengono conto di cose importanti, anche della sensibilità dei genitori, perché ormai non si pensa più al lato umano delle persone.

    DOPO DARIO FO E IL PRESIDENTE NAPOLITANO, MORGANA MONTERMINI ED ENRICO MONTI, AUTORI DEL LIBRO “DIECI UOMINI PER MARILYN MONROE”, OSPITI LO SCORSO 7 FEBBRAIO AL CARCERE DI SAN VITTORE DI MILANO. COM’È STATO PRESENTARE IL VOSTRO LIBRO IN UN COSÌ IMPORTANTE CONTESTO DAL VALORE ETICO-SOCIALE, E DOPO DELLE PERSONALITÀ COSÌ ILLUSTRI?

    È stata una forte emozione, perché abbiamo trovato i detenuti attenti alle nostre parole e molto partecipi. È stato un pubblico molto più caloroso rispetto quello incontrato in altri posti. È stata un’esperienza unica, perché non ci capiterà di andare un’altra volta al carcere, quindi ce la siamo proprio goduta e abbiamo cercato di capire le sfumature dei commenti dei carcerati, che si sono espressi sulla Diva e abbiamo potuto, anche noi, imparare molto su come la vedono, molti non la conoscevano bene. Quindi abbiamo cercato di dare anche un piccolo sogno di evasione, come se fosse possibile, parlando di Marilyn, che ha fatto sospirare numerose generazioni. È stata un’esperienza molto bella e unica, direi anche irripetibile.

    COME SI È CREATA QUESTA FORTE SINERGIA CON IL CO-AUTORE ENRICO MONTI?

    Sinergia, perché noi lavoriamo già insieme nel mondo della musica e allora è stato un passo quasi dovuto. Lavoravamo insieme, era presente ai miei concerti di Marilyn e quindi abbiamo pensato di scrivere un libro insieme e quindi è nato quasi per caso, ma comunque dopo insieme è diventato un percorso abbastanza convinto. Abbiamo fatto una serie di ricerche approfondite, anche sull’autopsia, dopo è arrivato tutto da sé. All’inizio tutto questo proprio perché noi lavoriamo insieme in campo musicale e del benessere, lui come medico, io come musicista, poi è diventato un viaggio, quasi comune, giornaliero, di scambi di impressioni anche su Marilyn, uno scambio fruttuoso che ha portato al libro “Dieci uomini per Marilyn Monroe” e altre cose che stiamo scrivendo.

    QUANDO È NATA IN LEI, QUESTA PASSIONE PER LA GRANDE DIVA?

    È nata da piccolissima. Alle elementari vidi il primo film e un po’ la dolcezza che aveva, mi aveva catturato e da allora ho iniziato a cantare anche il jazz che cantava Lei, ho amato subito la musica. Nei film di Marilyn c’era tantissimo jazz. Ero piccolissima, avevo 8-9 anni quindi in corrispondenza delle elementari, difatti sentivo questi grandi film dedicati a questa Diva e le mie suore non capivano, era un istituto religioso che non capiva perché parlassi di questa Diva. Parlavo di Marilyn e di San Francesco, i temi su San Francesco chiaramente erano più apprezzati, le suore non erano molto d’accordo su Marilyn, era un amore incontrastato da bimba. Ma ero appoggiata da mia mamma e mia nonna che mi aiutavano a vedere questi film e a cercare le registrazioni , adesso i bimbi hanno tante cose, io avevo solo Marilyn, i film e le sue musiche che mi hanno portato poi a diventare jazzista, questo amore per il jazz nato con Marilyn.

    OLTRE CHE SCRITTRICE È ANCHE CANTAUTRICE. CI PARLI DEL SUO PERCORSO ARTISTICO.

    Io ho cominciato a scrivere fin da piccola, scrivevo piccole poesie e canzoni. Ma direi che il momento più importante è stato da più matura verso i 20 anni quando ho iniziato a scrivere di cose che mi colpivano di cronaca, poi ultimamente scrivo sulle donne e quindi ciò che leggo mi ispira. Poi ho cominciato a scrivere pensando anche di andare al premio più importante della mia vita che è il Premio Tenco, con mia mamma oltre a Marilyn abbiamo ascoltato insieme quando era in gravidanza le musiche di Tenco e Dalidà cioè tutto quel cantautorato francese, e il mio sogno era di andare al Premio Tenco e ci sono arrivata, pensi come i sogni si realizzano. Sono riuscita ad arrivare con un disco autoprodotto “Bambole allo specchio” che è piaciuto anche non avendo produttore, produzione e casa discografica e è piaciuto quasi miracolosamente agli addetti ai lavori e agli organizzatori del premio e ho avuto l’onore di essere a trent’anni dalla morte di Tenco, e a trent’anni io, sul palco. Io sono nata a qualche giorno dalla morte di Tenco, ti dico questa cosa perché è abbastanza significativa mia mamma ebbe un aborto quasi spontaneo un parto anticipato perché lei era molto devota a Tenco e morendo lui sono nata prima io, ero già di nove mesi ma di qualche giorno, quindi lei rimase così colpita dal suo idolo che si toglieva la vita e io sono nata a ruota e a trent’anni sono arrivata sul palco, mi ricordo proprio che festeggiavano il trentennio della morte di Tenco e io avevo trent’anni e mi sono goduta quel palco, anche se il Tenco è una delle manifestazioni meno visibili nel mondo discografico ma solo perché è per cantautori, viene trasmesso la notte su rai tre. È una cosa di valore, non è che mi abbia reso molta pubblicità ma dentro la mia anima era la soddisfazione più grande, sono stata molto soddisfatta della partecipazione al Premio Tenco, sono arrivata a coronare un sogno da cantautrice che è stato come concluso. Scrivo continuamente sulle donne, da molti anni i miei testi sono dedicati a donne, notizie sulle donne, molto femminili proprio perché mi sento di difendere la mia appartenenza a un genere molto spesso sottovalutato proprio artisticamente. Le donne che scrivono sembrano sempre le più difficili da trovare, ma ce ne sono invece e tante anche, le cantautrici sembrano rare ma ce ne sono che scrivono, e scrivono tutti i minuti.

    DAL LIBRO “DIECI UOMINI PER MARILYN MONROE” È STATO TRATTO UNO SPETTACOLO OMONIMO. COM’È STRUTTURATO? CHI PARTECIPA A QUESTO SPETTACOLO?

    La regia è di Corrado Ravazzini che è un regista della mia città che porta delle immagini durante la recitazione di un attore di Torino che si chiama Ermanno Bellucci e sul palco c’è un pianista che suona i brani di Marilyn, alcuni che abbiamo scritto insieme altri miei inediti, si chiama Stefano Calzolari è un pianista di Modena molto bravo. Per ora siamo in tre su palco, io lui e l’attore e il regista che ci segue facendo una coreografia di immagini molto suggestive dedicata agli uomini ma anche a Marilyn, scatti molto particolari che non sono i soliti che si vedono. Io canto i brani di Marilyn sul palco, quelli appunto che rievocano un po’ i momenti storici, i brani dedicati a Joe DiMaggio e alcuni che ho scritto anche in italiano dedicati alla Diva, con un attore molto bravo di Torino, non è un professionista ma è molto devoto ai dieci personaggi e li interpreta molto bene perché li ha studiati bene insomma.

  • Esce il primo singolo di Angie, nuova artista italiana

    Angie debutta a 30 anni nel panorama musicale italiano con un singolo pop-rock di cui ha scritto il testo. Il brano Sedotta e abbandonata è arrangiato e prodotto da Niccolò Bossini, dal 2005 chitarrista di Ligabue. Tra i musicisti che accompagnano Angie spiccano nomi del calibro di Paolo Gialdi al basso, Cesare Barbi alla batteria e Gianfranco Fornaciari alle tastiere.

    Grinta e semplicità contraddistinguono la personalità e il talento di Angie, nati lontano dai riflettori: da tempo scrive testi di canzoni – offrendo spesso uno sguardo inusuale sulla quotidianità – ma il suo debutto è segnato dall’incontro con Niccolò Bossini con cui sta lavorando ai prossimi brani e con cui ha registrato Sedotta e Abbandonata alle Officine Meccaniche di Mauro Pagani a Milano.

    Il video di Sedotta e Abbandonata è stato invece girato a Cremona, con la regia di Andrea Bacigalupo ed è disponibile online sul canale ufficiale YouTube, su iTunes e sulla Fan Page Ufficiale Facebook di Angie.

    Sedotta e Abbandonata rappresenta anche la volontà di realizzare una comunicazione musicale ‘diretta’ attraverso i canali digitali. Credendo nelle potenzialità comunicative della rete, infatti Angie ha scelto di promuoversi attraverso il web.

    Il video del suo primo singolo è stato presentato in anteprima alla blogosfera per un confronto diretto con esperti e appassionati di musica. La Fan Page Facebook è il luogo digitale dove comunicare in real time con i fan, gli utenti e appassionati di musica.

    Il brano può essere acquistato su iTunes al costo di 0,99€.

    Info

    Cristiana Mainardi

    [email protected]

  • La cantautrice romana Sabrina Zunnui ci presenta il suo singolo “Il Giardino” già apprezzato da critica e pubblico

    Sabrina Zunnui, interprete autrice, compositrice presenta il suo singolo “Il Giardino” un brano nato dall’esigenza di raccontare e dare un senso al proprio percorso artistico e per la voglia di poter comunicare e descrivere le proprie impressioni, esperienze, un modo di dialogare con se stessa e fare i conti con la propria vita per poi capire che tante persone si possono rispecchiare nelle sue parole.

    Un linguaggio non banale e sonorità Pop Rock contaminate da colori Blues, Jazz ed Elettronica. Un sound che è il risultato di un percorso artistico, umano e delle esperienze musicali vissute…Non ultima la collaborazione negli arrangiamenti con un musicista creativo come Fabiano Lelli ( Enrico Capuano, Grazia De Michele, Marina Rey , Il Piotta ).