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  • PREMIO DELLA CUCINA PER ROMA CAPITALE, SUNSWEET IN TERRAZZA AL CAMPIDOGLIO.

    Queste le linee guida dell’evento, che si è aperto con il talk show “Sana e corretta alimentazione tra scienza e falsi miti”, al quale ha preso parte il Direttore Generale del Ministero per la Salute Silvio Borrello, il Presidente della Società Italiana Scienza dell’Alimentazione Pietro Migliaccio, Andrea Ghiselli dell’Istituto Nazionale Ricerca Alimenti e Nutrizione, il Direttore Sanitario dell’Ospedale Fatebenefratelli Maurizio Ferrante. Per il giornalismo enogastronomico è intervenuto il critico Luigi Cremona (direttore Touring Club Italia), Enzo Vizzari (Direttore delle Guide de L’Espresso), Valeria Arnaldi (Leggo), Stefano Polacchi (Gambero Rosso) Per i media televisivi, Antonella Martinelli (autore Porta a Porta, Rai1), Carlo Raspollini (autore Linea Verde, Rai1),), Emilio Albertario (Tg2 Costume e Società) e Luca Montersino esperto in pasticceria salutista. Al termine del talk show, sono stati presentati i piatti dei principali Chef, che hanno ricevuto il prestigioso “Premio della Cucina per Roma Capitale”.

    E’ stato ospite della serata sulla magnifica terrazza del Campidoglio e presso l’area Sunsweet, il Colonnello Francesco Laurenzi (Mattina in Famiglia, Rai1).

    La serata si è conclusa con un pizzico di California rappresentato dalle dolcissime prugne Sunsweet presenti nel buffet come ingrediente e ideali come snack. Le prugne sono naturalmente prive di grassi, sono una buona fonte di vitamina K e potassio, di vitamina B6, rame e manganese pertanto perfettamente in linea con i temi dell’evento.

  • De Pierro, su scandalo vigili urbani da Alemanno solo lacrime di coccodrillo


    Il presidente dell’Italia dei Diritti: “Ora il sindaco sembra essersi svegliato da un lungo torpore e lancia l’ipotesi di trasferimenti funzionali e territoriali. Peccato che la proposta l’avevamo lanciata noi quattro anni or sono e ci sono voluti ben diciotto miei incatenamenti di protesta e alcuni scioperi della fame per convincerlo a comunicarci che la condivideva. Ma perché poi non ha dato seguito a quanto aveva detto di approvare?”

    Roma – “Quelle di Alemanno sono lacrime di coccodrillo. Non serve piangere sul latte versato. L’unica cosa certa è che se avesse provveduto a dare seguito a quanto da noi chiesto da quattro anni, ora, probabilmente non saremmo qui a parlare della corruzione nel corpo della Polizia Roma Capitale”.

    E’ quanto dichiarato da Antonello De Pierro, presidente del movimento extraparlamentare Italia dei Diritti, in risposta alle ultime dichiarazioni del sindaco di Roma Gianni Alemanno dopo l’arresto di due vigili urbani e un geometra, nell’ambito dell’inchiesta su un presunto giro di tangenti nell’ambito del corpo, condotta dai carabinieri del Nucleo Investigativo di via In Selci, sotto la direzione dei pubblici ministeri Ilaria Calò e Laura Condemi.

    Il leader del movimento ha poi proseguito: “Ora il sindaco sembra essersi svegliato da un lungo torpore e lancia l’ipotesi di trasferimenti funzionali e territoriali. L’idea l’avevamo lanciata quattro anni or sono e ci sono voluti ben diciotto miei incatenamenti di protesta e alcuni scioperi della fame per convincerlo a comunicarci che condivideva la nostra proposta, pur essendosi sempre sottratto a un incontro diretto con i nostri rappresentanti. Purtroppo sono passati già due anni e solo ora Alemanno sembra accorgersi realmente di questa sacrosanta priorità. La nostra impressione è che la sua condivisione sia stata un atto di circostanza per indorarci la pillola e tenerci buoni per un po’. Anche ora dubitiamo seriamente del fatto che il Campidoglio proceda con azioni tangibili in merito e che di fatto ci si trovi di fronte a proclami per attenuare l’impatto della vicenda sull’opinione pubblica, chiamata a esprimersi elettoralmente tra circa un anno. Se la lotta alla corruzione per alcuni è solo propaganda per noi è una cosa molto seria da cui non si può prescindere. Tra l’altro Alemanno minimizza l’accaduto, quasi a volerlo far passare come un caso isolato. Purtroppo, pur concedendo il beneficio della presunzione di innocenza ai vigili coinvolti, in base alle nostre acquisizioni informative il fenomeno è più diffuso di quanto si cerchi di farlo apparire, e le mele marce possono contare su una fitta rete di coperture e complicità istituzionali, che producono un atteggiamento manifestamente tronfio e trasudante un fastidioso senso di impunità. Per noi era solo una questione di tempo, prima o poi qualcosa sarebbe emerso e il caso sarebbe scoppiato, ce lo aspettavamo. Auspichiamo che altri episodi, della cui esistenza, prove alla mano, siamo certi, vengano alla luce. Sono personalmente sempre disponibile a essere sentito dagli organi inquirenti su vari atti illeciti da parte di dipendenti del comparto lavorativo de quoe sui molti esposti rimasti incredibilmente inevasi negli anni”.

    Alemanno ha ribadito il fatto di non infangare e criminalizzare l’intero corpo formato da circa 6500 agenti.

    “Questo è l’unico punto su cui concordiamo col sindaco – ha risposto De Pierro – , infatti abbiamo sempre ripetuto che i trasferimenti intermunicipali da noi proposti mirano, oltre che ad assicurare la trasparenza e l’imparzialità nell’espletamento delle funzioni d’istituto, garanzia costituzionalmente codificata dall’art. 97 della legge fondamentale dello Stato, altresì a salvaguardare l’immagine e l’onorabilità di coloro i quali, la maggioranza, svolgono il loro dovere con abnegazione e irreprensibilità”.

    Il leader dell’Italia dei Diritti ha poi concluso: “Dopo aver atteso inutilmente per quattro anni, non crediamo che il primo cittadino capitolino ponga in essere proprio ora quanto sembra aver recepito, anche se si è guardato bene dal citare la paternità riconducibile all’Italia dei Diritti di tale proposta,.ma questo poco importa se procede in tal senso. Il problema è che purtroppo riteniamo che Alemanno e la sua giunta, che finora hanno amministrato malissimo la Capitale, non siano in grado di avanzare verso una soluzione definitiva operando le auspicate rotazioni, quanto mai necessarie per evitare che altri scandali si abbattano sulla città. In tal senso abbiamo le idee chiare e presenteremo un rappresentante del nostro movimento alle eventuali primarie del centrosinistra per decretare il candidato sindaco per Roma Capitale. La gente è con noi e, in tal caso, di una cosa siamo sicuri fin d’ora: le rotazioni intermunicipali degli appartenenti alla Polizia Roma Capitale e dei dipendenti degli uffici tecnici territoriali avverranno in men che non si dica e le tentazioni corruttive verranno notevolmente arginate, restituendo a quei cittadini vessati da vere e proprie estorsioni istituzionali la possibilità di riacquistare la propria legittima serenità e assicurando grande attenzione rispetto alle segnalazioni, cosa che ora spesso resta un miraggio”.


  • Dopo scandalo vigili a Roma De Pierro ritorna su rotazioni intermunicipali triennali


    Il presidente dell’Italia dei Diritti: “Se il sindaco Alemanno avesse dato seguito a quanto aveva dichiarato di aver recepito e condiviso, probabilmente le cronache ci avrebbero risparmiato l’ennesimo scandalo corruttivo

    Roma – Esplode a Roma lo scandalo tangenti nel Corpo della Polizia Roma Capitale.

    Dopo numerose denunce presentate da alcuni imprenditori, in particolar modo da Silvio e Paolo Bernabei, noti commercianti trasteverini attivi nel campo enologico, è scattata un’inchiesta divisa in più filoni, a seguito della quale sono finiti sul registro degli indagati numerosi vigili per aver preteso mazzette. Sembrerebbe che la storia di pretese pecuniarie di tipo estorsivo da parte degli agenti si sia trascinata per molti anni con vessazioni che avrebbero turbato pesantemente la serenità lavorativa degli esercenti in questione penalizzandone i profitti.

    Sulla vicenda, una volta delineatisi meglio i contorni, all’inizio apparsi un po’ confusi, soprattutto con le ultime notizie che parlano dell’arresto di due dei vigili indagati e di un geometra, si è pronunciato Antonello De Pierro, presidente del movimento extraparlamentare Italia dei Diritti, da sempre in prima linea nel combattere la corruzione dilagante in alcuni settori del corpo ad opera di cellule deviate, contro la quale propone da tempo immemore una rotazione intermunicipale degli agenti e dei dipendenti degli uffici tecnici comunali ogni tre anni. La battaglia di De Pierro è culminata in numerose azioni estreme di protesta consistenti in incatenamenti e scioperi della fame.

    Dopo aver incassato il parere favorevole proprio del comandante Angelo Giuliani, per bocca del vicecomandante Diego Porta, con cui il leader dell’Italia dei Diritti aveva avuto un incontro, la questione si è trascinata per lungo tempo in attesa della decisione del sindaco Gianni Alemanno, che alla fine, dopo che lo stesso De Pierro aveva più volte dichiarato che l’avrebbe considerato politicamente responsabile di qualsiasi comportamento illecito accertato da parte delle figure professionali in questione, ha capitolato dichiarandosi favorevole alla proposta. Ma alle promesse non sono seguiti fatti concreti e dopo circa due anni da quella affermazione, a parte qualche normale avvicendamento fisiologico, non sembra si sia mosso nulla in tal senso.

    Il numero uno del movimento non usa mezzi termini e si rivolge direttamente al primo cittadino capitolino: “Tenendo conto del beneficio afferente alla presunzione di innocenza fino all’ultimo grado di giudizio, baluardo fondamentale della nostra civiltà giuridica, nella congiuntura specifica di quest’ultima vicenda, di fatto la corruzione nel settore in questione ha raggiunto livelli spaventosi, perfettamente in linea col degrado etico-morale generale delle istituzioni del nostro paese. Purtroppo, nostro malgrado, non è possibile negare che, se il sindaco Gianni Alemanno avesse dato seguito a quanto aveva dichiarato di aver recepito e condiviso, anche se con imperdonabile ritardo e solo dopo le nostre ripetute proteste, probabilmente le cronache ci avrebbero risparmiato l’ennesimo scandalo corruttivo. Ci auguriamo che ora proceda nel verso da noi indicato, cosa che dovrebbe essere naturale per chi ha a cuore la trasparenza e la legalità nella nell’apparato istituzionale, altrimenti non avrà più scusanti”.

    De Pierro, che è a conoscenza di elementi probatori schiaccianti, raccolti nel tempo, ha poi aggiunto: “La misura è ormai colma, soprattutto nel campo dell’edilizia e in quello degli esercizi commerciali. Bisogna intervenire con urgenza tramite misure straordinarie. Abbiamo ormai poca fiducia nell’efficacia dell’azione di Alemanno e siamo pronti a scendere in campo direttamente alle prossime amministrative con un nostro candidato sindaco, ma purtroppo c’è ancora molto tempo e il ripristino della legalità non può attendere. Ho parlato personalmente con alcuni esercenti che lamentano una vera e propria estorsione istituzionale da parte di alcuni appartenenti alla Polizia Roma Capitale, in perfetto stile mafioso. Ciò è profondamente ingiusto nei confronti dei cittadini e della maggior parte dei dipendenti del corpo, che al contrario svolgono il loro lavoro con abnegazione e nel rispetto della legalità. Bisogna isolare le mele marce e assicurarle alla giustizia.

    Poi il leader dell’Italia dei Diritti si sofferma sul settore dell’edilizia, in particolar modo sul XIII Municipio che comprende il territorio di Ostia e dintorni: “Sul litorale avevo da tempo denunciato la presenza di una cricca ben organizzata, con un’azione delinquenziale assai collaudata. Purtroppo le conseguenze di tali comportamenti sono devastanti. Problemi che potrebbero risolversi in breve tempo con un intervento efficace da parte degli organi accertatori, Vigili Urbani e Ufficio Tecnico, a seguito delle collusioni e delle deviazioni illecite di alcuni componenti di questi uffici, finiscono col trascinarsi per anni, con grave disagio morale ed economico per i soggetti colpiti ingiustamente, e per la giurisdizione che si trova nelle condizioni di venir gravata da oneri di lavoro aggiuntivi, che vanno a intasare la già debordante mole di controversie da evadere. E’una triste realtà fatta di omissioni, ritorsioni, denunce penali per reati inventati, sentenze quantomeno discutibili, il tutto per fiaccare e indurre quei pochi cittadini che hanno il coraggio e soprattutto la forza economica per difendersi, a desistere e lasciare campo libero alle scorribande di questi personaggi. E chi prova a denunciare lo stato di cose come il sottoscritto e il nostro movimento, si ritrova a subire atti intimidatori di ogni genere, tentati investimenti, aggressioni da parte di noti esponenti della malavita locale, ecc. Ciò nonostante la nostra lotta continua e non ci saranno intimidazioni che fermeranno la nostra voglia di giustizia, a tutela delle persone che purtroppo subiscono ingiustamente tali atti criminali. Sono disponibile a rendere la mia testimonianza ai pubblici ministeri Ilaria Calò e Laura Condemi e ai carabinieri di via In Selci, che stanno svolgendo il loro dovere con grande abnegazione, a dispetto di tanti esposti che spesso restano incredibilmente inevasi, nonché a qualsiasi altro organo inquirente che la ritenga opportuna.

    Poi De Pierro passa a raccontare una circostanza che forse può contribuire a fotografare la situazione reale: “Siamo in possesso della lettera scritta circa 5 anni or sono da una cittadina stremata, dirigente statale in pensione, dove avanza esplicite accuse parlando di ‘angherie per aver denunciato e contrastato evidenti abusi edilizi perpetrati ai miei danni’. La missiva è indirizzata all’allora presidente del XIII Municipio Paolo Orneli, e per conoscenza all’allora sindaco di Roma Walter Veltroni e ai capigruppo dei partiti del XIII Municipio. Ancorché la stessa contenga accuse ben precise, con addirittura nomi e cognomi di persone che sarebbero coinvolte nel mistificare la realtà di evidenti illeciti, ad oggi, a quanto è dato sapere, non pare sia stato fatto nulla rispetto alla denuncia se non l’opposizione di una inammissibile indifferenza, fatta eccezione per l’allora capogruppo dell’Udc Francesco Nelli che sembra abbia fatto pervenire il documento ai vertici della Polizia Municipale del XIII Gruppo, dove si sarebbe incredibilmente arenata senza avere seguito. Eppure la signora, riferendosi a soggetti nominativi ben individuati, dice che ‘le istituzioni nelle quali ho creduto e nelle quali vorrei continuare a credere, anziché bloccare l’abuso lo hanno appoggiato e coperto’, ‘l’Ufficio Edilizia del XIII gruppo vigili urbani, al quale mi sono rivolta più volte ricevendo risposte ambigue fino a verbalizzare a firma di (omissis) e (omissis) che tutto era conforme alla D.I.A, continuando che “quando è stata presentata la D.I.A. i lavori erano abbondantemente avanzati, ma nessuno si è accorto e, comunque, i lavori non sono conformi alla D.I.A’ e ancora che “l’Ufficio Tecnico, a firma dell’ingegnere (omissis) ha confermato che tutto era conforme alla D.I.A., anche se gli abusi erano e sono evidenti’. Poi, palesando la chiara sensazione di sentirsi presa in giro, dichiara che ‘conservo foto e articolo della conferenza stampa che il Comandante Moretti ha tenuto insieme alla S.V. durante la quale ha espresso la sua soddisfazione per i risultati ottenuti nella lotta all’abusivismo’. Quindi incalza con ‘tutti sapevano e hanno taciuto, anzi i vigili sono venuti incessantemente a casa mia per motivi rivelatisi sempre inconsistenti’, ‘le loro visite tendevano a scoraggiarci dall’adire le vie legali’. Poi addirittura tira in ballo un assessore asserendo che ‘dopo il tentativo non andato a buon fine di un assessore del Municipio XIII di farci desistere proponendoci che i sigg. (omissis) avrebbero pagato le spese da noi sostenute per l’avvocato, ci sono piovute addosso querele di ogni genere’. Poi, dopo aver raccontato altri particolari assurdi conclude con ‘ho fiducia in un suo tempestivo intervento, non mi deluda!’. Purtroppo, a quanto è dato sapere l’intervento non c’è mai stato e la signora è rimasta delusa”.

    De Pierro chiude con una considerazione e un appello: “Un episodio del genere, in un paese normale, si sarebbe concluso con un’inchiesta e con delle pene severe, oppure con una denuncia e con una esemplare azione giudiziaria conseguente a carico della signora, ma, a quanto pare non è successo nulla di tutto questo. Probabilmente la signora aveva ragione. Invitiamo tutti i cittadini che abbiano subito soprusi del genere e che si siano imbattuti successivamente nel muro di gomma delle istituzioni colluse o quantomeno distratte, a comunicarci la loro vicenda. E’ tutti insieme che abbiamo il dovere di debellare l’odioso fenomeno della corruzione, contro cui in effetti ci sono gli strumenti giuridici per difendersi, ma che spesso purtroppo si vanno a infrangere contro l’indifferenza di chi dovrebbe procedere ma non comprende o non vuole comprendere”.

  • Lavoratori come bestie a parcheggio San Pietro a Roma, l’Italia dei Diritti denuncia


    Il presidente del movimento, Antonello De Pierro: “Un’indecenza che mortifica e calpesta la dignità di chi è stato collocato a lavorare in questo posto”

    Roma – Al parcheggio di scambio della stazione San Pietro a Roma c’è una postazione di lavoro, riservata ai custodi, che travalica i limiti della dignità umana. In seguito alle numerose segnalazioni giunte presso gli uffici dell’Italia dei Diritti, il presidente Antonello De Pierro ha provveduto a fare un sopralluogo sul posto. Ne è scaturito un quadro allarmante, una postazione priva di qualsiasi condizione di vivibilità, apparentemente simile ad un sottoscala, lontana da ogni parametro che lasci presagire una condizione di lavoro dignitosa.

    Non esita a definirsi “indignato” De Pierro, di fronte a un simile scenario: “Un’indecenza che mortifica e calpesta la dignità di chi è stato collocato a lavorare in questo luogo”, sono le sue prime parole. “Mi chiedo – continua – come si possa, nel terzo millennio, agire in simili modi trattando peggio delle bestie gli esseri umani i quali stanno svolgendo il loro diritto dovere al servizio della comunità, adempiendo il compito assegnato dalla figura professionale rivestita”. Sembrerebbe infatti che, tra i custodi, alcuni abbiano manifestato più volte attacchi di panico. Spesso infatti i dipendenti si trovano a coprire turni di lavoro da soli, un fatto, quest’ultimo, che alimenta ancor più l’ira di De Pierro: “Se in quel posto venissero rinchiusi degli animali da affezione ci sarebbe, giustamente, una rivolta delle associazioni animaliste e i responsabili verrebbero denunciati per maltrattamenti ai sensi dell’Art. 727 del Codice Penale”. Una categoria sociale che, in questo preciso caso, non è stata rispettata, bensì scavalcata. Continua De Pierro. “La nostra battaglia è contro chi ha disposto che delle persone svolgessero la propria attività lavorativa in un luogo completamente incompatibile con quanto codificato da tutta la normativa vigente in materia di lavoro, ovvero dalla legge 626/94 e dalle successive modifiche e integrazioni apportate con la 81/08, nonché dai principi sanciti dal l’articolo 2087 del codice di rito civile”.

    L’Italia dei Diritti ha chiesto chiarimenti all’assessore alla Mobilità del Comune di Roma, Antonello Aurigemma, ma non sono arrivate risposte. Un fatto molto grave a detta di De Pierro: “Il silenzio delle istituzioni è inaccettabile, il solo venire a conoscenza di una simile situazione avrebbe dovuto far scattare immediatamente dei provvedimenti severi. Chiediamo con forza la chiusura di questa gabbia lavorativa per ridare dignità a dei lavoratori, una dignità che, in questo caso, è stata completamente annientata. Mi chiedo se i sindacati di categoria esistano oppure abbiano gli occhi foderati con il prosciutto, perché una situazione del genere è incredibile che passi inosservata”.

    Il leader del movimento extraparlamentare promette battaglia: “Monitoreremo tutti i parcheggi di scambio per verificare le condizioni di lavoro di persone che, ricordiamo, non sono numeri o oggetti ma prima di tutto esseri umani. Qualora quanto richiesto non venisse attuato senza indugi, avvieremo clamorose azioni di protesta in quanto – ribadisce De Pierro – l’Italia dei Diritti ha scelto di schierarsi sempre dalla parte dei più deboli, perché tale situazione non può essere tollerata in un paese civile”.


  • Questione Rom a Roma, De Pierro contro gestione Alemanno


    Il presidente dell’Italia dei Diritti : “Si cerca di correre ai ripari per arginare le polemiche, l’assenza di risultati concreti e adeguat denota un livello di competenza di gran lunga sotto la soglia necessaria per amministrare una città come Roma”

    Roma – Sfollati dai circa 200 piccoli campi abusivi sparsi per Roma e poi trasferiti in due tendopoli.

    Questa la sorte che toccherà ai cittadini d’etnia Rom della Capitale, un provvedimento preso dal sindaco Gianni Alemanno, sull’onda emotiva e polemica generata della drammatica fine dei 4 fratellini nomadi bruciati presso il loro campo.

    “Quanto avvenuto – dichiara Antonello De Pierro, presidente dell’Italia dei Diritti – è l’ennesimo episodio che conferma, qualora ce ne fosse ancora bisogno, il fallimento pressoché totale della gestione amministrativa targata Alemanno. Del problema Rom il Sindaco di Roma ne parla da sempre e ha sbandierato in maniera propagandistica la soluzione definitiva, che però non è mai riuscito ad attuare. Del resto – prosegue De Pierro – erano stati moltissimi i suoi proclami anche su altre questioni calde del territorio metropolitano, vedi prostituzione, sicurezza, ma alla fine, a parte un’ondata di promesse diffuse e chiacchiere inconsistenti, il problema è rimasto come prima o spesso peggio di prima. Senza calcolare che, in alcuni casi, addirittura sono stati procurati danni rispetto ad una situazione già precaria”.

    Tra le 400 e le 500 persone troveranno alloggio nelle strutture d’emergenza allestite, stando alle ipotesi sulla Cassia e sulla Prenestina. Piano che prevede, secondo il prefetto Giuseppe Pecoraro, un inevitabile quanto difficile sgombero di numerosi microinsediamenti abusivi e l’ausilio indispensabile di parecchi volontari.

    “Chiaramente ora – asserisce il presidente dell’Italia dei Diritti -, sull’ondata emotiva di 4 bambini morti che, probabilmente, si sarebbero salvati se Alemanno avesse messo a punto solo una piccola percentuale di quanto aveva sbandierato, si cerca di correre ai ripari per arginare le polemiche, che stanno inevitabilmente montando nell’opinione pubblica. Anche questa volta non credo che si riusciranno ad ottenere risultati soddisfacenti, purtroppo è brutto da dire, ma dobbiamo ammettere, e non me ne voglia il Sindaco, che l’assenza di risultati concreti e adeguati, in conseguenza di quanto proclamato, denota incapacità reale e quindi – chiosa De Pierro – un livello di competenza di gran lunga sotto la soglia necessaria per amministrare una città come Roma”.

  • Ennesima vittoria dell’Italia dei Diritti, marcia indietro Anas pedaggio Gra di Roma


    Il presidente del movimento Antonello De Pierro: “Prendiamo atto di questa conquista parziale e sospendiamo i programmati incatenamenti ma siamo pronti anche a bloccare il raccordo se alle parole non seguiranno i fatti”


    Roma – Un’ennesima vittoria per l’Italia dei Diritti, in quanto a seguito del preventivati incatenamenti di Antonello De Pierro, leader del movimento, c’è da registrare il passo indietro del presidente dell’ANAS Pietro Ciucci, che a margine della riunione del Cipe ha dichiarato che non verranno applicati pedaggi per coloro che utilizzeranno il Gra per spostamenti urbani, senza imboccare autostrade.

    “Sospendiamo l’iniziativa che avrebbe visto protagonisti insieme a me numerosi esponenti del movimento e tanti cittadini indignati che hanno manifestato partecipazione tramite i nutriti gruppi su Facebook e attraverso numerose mail e telefonate ricevute. E’ tuttavia incredibile, – dichiara stupefatto De Pierro – che solo con la minaccia di proteste estreme si riesca a ottenere sospensione di provvedimenti oltremodo lesivi nei confronti di migliaia di romani che quotidianamente utilizzano il sistema viario di raccordo capitolino”.

    Una tregua, quindi, annunciata per sottolineare un successo considerato parziale: “Prendiamo atto di questa dichiarazione, ma all’Italia dei Diritti non basta – annuncia il fondatore del movimento extraparlamentare – Se queste parole non saranno seguite dai fatti prevediamo una mobilitazione che potrebbe arrivare anche a bloccare la circolazione sul raccordo e non solo, affinché venga eliminato ogni possibile richiamo ad un’imposizione ingiusta che andrebbe a ripercuotersi soprattutto sulle fasce meno abbienti della popolazione”.

    Alle roboanti dichiarazioni di Alemanno, il quale aveva detto che in caso di imposizione del pedaggio avrebbe sfondato con la sua auto i caselli, De Pierro ricorda che questi non esisterebbero, non ci sarebbe nulla da sfondare con la forza. “Il sindaco pertanto prenda in considerazione atti concreti, invece di pronunciare sterili e goliardiche dichiarazioni d’intenti propagandistici, quando il suo vicesindaco Mauro Cutrufo ha votato a favore dell’ingiusta gabella in Senato. Si levi Alemanno dalla sua genuflessione nei confronti del sovrano di Arcore”.

  • De Pierro annuncia incatenamenti contro pedaggio su Gra di Roma


    Il presidente dell’Italia dei Diritti: “A differenza dei goliardici proclami del sindaco Alemanno noi siamo pronti a scendere in strada per una concreta battaglia civile a tutela dei cittadini”


    Roma – “L’Italia dei Diritti è pronta a mobilitarsi e a scendere in campo compatta contro questo ennesimo ‘scippo’ alle tasche dei cittadini.

    Non digeriremo mai tale sopruso legislativo senza lottare per salvaguardare l’intera collettività. Perciò, nel ribadire la nostra dura battaglia contro il pedaggio sul Gra, annunciamo un’imminente protesta che si concretizzerà con una seria di incatenamenti lungo il Raccordo”. Così Antonello De Pierro, presidente dell’Italia dei Diritti, lancia la sua nuova iniziativa a tutela della più bistrattata categoria sociale italiana: i cittadini contribuenti. Nel caso specifico gli automobilisti, che ogni giorno percorrono le trafficate strade del Grande Raccordo Anulare di Roma, sul quale pende l’intenzione dell’Anas di apporre il pagamento di un dazio per chiunque transiti in entrata o in uscita dalla Capitale.

    “Il pedaggio sul Gra è pura follia – insiste irritato De Pierro –. A preoccuparmi di più sono le conseguenze di una simile decisione. Penso a quei pendolari che per evitare l’ingiusto tributo saranno obbligati a ripiegare sulle già congestionate strade consolari. Ma penso soprattutto ai tanti commercianti e rappresentanti di vendita che per lavoro percorrono il Gra diverse volte al giorno, quindi con un esborso economico notevole, e che, per ammortizzare i costi, inevitabilmente faranno ricadere queste loro spese maggiorate sui consumatori finali dei loro prodotti”. Proprio in merito a questo disagio, il numero uno del movimento extraparlamentare mette in risalto come “gli onesti cittadini, oltre ad essere penalizzati dal pedaggio, saranno danneggiati anche dall’aumento dei prezzi per alcuni beni di consumo”.

    Ribadendo le ragioni del suo dissenso, De Pierro conclude con una critica pungente al primo cittadino dell’Urbe: “A differenza dei goliardici proclami del sindaco Alemanno, che tempo fa aveva platealmente annunciato di sfondare con la propria auto un casello in caso di tassazione sul Gra, noi preferiamo parlare meno e agire di più: i nostri incatenamenti di protesta sull’anello viario capitolino si iscrivono proprio in questa direzione, con la convinzione che i cittadini saranno ancora una volta dalla nostra parte”. Una tangibile dimostrazione di tale appoggio arriva, infatti, dalle migliaia di sostenitori che hanno aderito ai gruppi aperti su Facebook per supportare questa battaglia civile che l’Italia dei Diritti sta conducendo.

  • A Roma strana multa “ad personam” per De Pierro


    Il presidente dell’Italia dei Diritti: “Presenterò denuncia per omissione di atti d’ufficio”


    Roma – Continuano gli episodi quantomeno sospetti nei rapporti tra Antonello De Pierro, presidente dell’Italia dei Diritti, e la polizia municipale di Roma. L’ultimo atto ha visto due vigilesse, probabilmente del I Gruppo, multare il leader del movimento extraparlamentare a piazza Navona. De Pierro, che a causa di un principio di disidratazione aveva fermato la macchina per acquistare una bottiglia d’acqua in un bar, al suo ritorno ha trovato due agenti del corpo di polizia municipale nell’atto di compilazione di una multa per divieto di sosta. Le vigilesse hanno poi lasciato la zona, noncuranti delle decine di auto potenzialmente sanzionabili per lo stesso motivo parcheggiate davanti a quella di De Pierro. “Non contesto la multa, che è sacrosanta e pagherò senza fare ricorso – ha commentato il presidente dell’Italia dei Diritti –, bensì lo strano comportamento delle vigilesse, apparse dal nulla nel tempo necessario ad acquistare una bottiglia d’acqua e interessate a multare soltanto me nonostante ci fossero diverse autovetture davanti alla mia in sosta vietata”. De Pierro, che ha poi segnalato l’accaduto a una volante della Polizia che ha provveduto a prendere nota delle targhe delle altre automobili, sta valutando di avanzare una richiesta d’incontro al comandante del I Gruppo Cesarino Caioni e la presentazione di una denuncia per omissione di atti d’ufficio, anche se l’indagine dovrebbe partire automaticamente vista la procedibilità d’ufficio del presunto reato.


  • Colata di cemento a Casalpalocco e Axa, De Pierro punta il dito accusatorio

    Il presidente dell’Italia dei Diritti:“Categorica opposizione ad un intervento che soddisfa gli appetiti dei costruttori, e palesa l’incoscienza di un’Amministrazione in teoria preposta a tutela del verde”

    Roma – “Come Italia dei Diritti ci opporremo categoricamente a questo scempio, che soddisfa gli appetiti dei tanti, voraci costruttori orbitanti nel XIII Municipio e che allo stesso tempo palesa un atteggiamento alquanto incosciente di questa amministrazione; in prima fila appoggiamo senza alcuna riserva le coraggiose associazioni che si stanno battendo per salvare un territorio dove palazzine di quattro cinque piani non farebbero altro che deturpare il paesaggio della zona”. La netta e dura presa di posizione del presidente dell’Italia dei Diritti, Antonello De Pierro, è in riferimento al programma urbanistico denominato “Piccola Palocco”, che prevede la realizzazione di duecentomila metri cubi di edilizia commerciale e residenziale, in una zona da adibire, stando all’ultimo piano regolatore, a verde privato attrezzato. Sconcertato dal leggere già gli annunci di vendita degli apprtamenti, De Pierro si chiede “ cosa ne pensino l’assessore all’ambiente del XIII Municipio Giancarlo Innocenzi oppure quello capitolino Fabio De Lillo, preposti alla tutela del verde ma che nei fatti dimostrano il contrario, dal momento che quell’area, in precedenza adibita a pascolo, era destinata successivamente a verde privato attrezzato”. Il leader del movimento a tutela del cittadino non esita a definire il progetto “un’aggressione ambientale in un territorio dal recente ed esponenziale sviluppo edilizio e demografico, che già ha perso tanto verde con l’incendio alla pineta di qualche anno fa. È ora di frenare l’assalto degli “attila” locali – tuona De Pierro – ammesso che vi sia la volontà di farlo. Purtroppo non si riesce a calmare la brama speculativa di alcuni palazzinari locali – prosegue il presidente dell’Italia dei Diritti – visto il loro impegno in campagna elettorale per foraggiare faraoniche azioni di propaganda. Mi domando perciò se chi ha stilato l’eventuale relazione di impatto paesaggistico abbia preso in considerazione tutti gli aspetti necessari”. Sarcasticamente, De Pierro tira in ballo ulteriori dannose conseguenze del progetto edilizio a Casalpalocco: “Capisco che chi deve rimpinguare le proprie casse ignora eventuali conseguenze a danno dei cittadini ma una colata di cemento di tale portata avrebbe ripercussioni notevoli e inesorabili sulla viabilità della zona, già al collasso. Da tempo si parla della costruzione delle complanari sulla Cristoforo Colombo, ma la loro realizzazione sembra essere sottovalutata dai soggetti competenti. Ribadisco – conclude De Pierro – la nostra vicinanza e il nostro impegno in direzione di un no secco a questa cementificazione, plaudendo all’azione e all’impegno profuso dalle associazioni attive nella zona”.

  • I tentacoli di una cricca sull’edilizia di Ostia, De Pierro lancia l’allarme


    Roma – L’Italia dei Diritti interviene apertamente per portare alla luce un corposo sistema di affari illeciti radicato nel tessuto socio-politico del XIII municipio. In base a informazioni di cui l’organizzazione extraparlamentare presieduta da Antonello De Pierro è in possesso, sembrerebbe che una parte dell’edilizia di Ostia sia gestita da una “combriccola” dedita al controllo del territorio, con la complicità di alcuni pezzi deviati delle istituzioni locali.

    “È una situazione giunta ormai oltre la normale soglia di sopportabilità”, dichiara preoccupato il leader del movimento De Pierro, che poi illustra gli aspetti di criticità della vicenda: “È importante che l’attenzione dell’opinione pubblica si soffermi su questo problema che attanaglia tutta Roma, e che nel XIII municipio raggiunge il suo apice. Abbiamo deciso che è venuto il momento di denunciare questo stato di cose sulla base di risultanze documentali che formano una piattaforma probatoria molto solida. Non esito a dichiarare che parte dell’edilizia di Ostia e delle zone adiacenti è in mano a una cricca politico-affaristica che gestisce interessi piuttosto considerevoli. È ormai ora – tuona De Pierro – che la magistratura cominci a indagare con particolare impegno su un fenomeno che partorisce danni quotidianamente e colpisce spesso i diritti dei privati cittadini, vessati a tal punto da fronteggiare inermi una piovra che muove i suoi tentacoli in diversi settori istituzionali deviati a vari livelli”.

    Poi, il numero uno dell’Italia dei Diritti si schiera in difesa dei cittadini e di quei valori morali costantemente violati dal dilagare di spregiudicate lobby delinquenziali, specificando che: “Quanto sto affermando, e che noi del movimento abbiamo intenzione di perseguire come nel nostro naturale percorso di impegno civile, trova riscontro sia in una documentazione cartacea da noi posseduta sia in segnalazioni che giungono puntualmente dai residenti delle aree in questione, spesso schiacciati dallo strapotere di soggetti senza scrupoli che possono avvalersi di notevoli coperture, con sommo sprezzo di ogni principio di legalità e giustizia, e con alla base un protagonista assoluto che è il dio denaro”.

    “Sono disponibile a fornire tutti gli elementi necessari alla procura, qualora si palesasse un avvio di accertamenti su ciò che sto portando alla ribalta”, precisa De Pierro, che inoltre lancia un messaggio a tutti coloro che sovente si trovano a essere vittime di questa corruzione sistemica: “L’invito che rivolgo ai cittadini, costretti a soccombere di fronte a un sodalizio che non esiterei a definire criminale, è di segnalare sempre qualsivoglia sopruso subito e, tengo a precisare, di farlo non con esposti che lasciano il tempo che trovano, ma con dettagliate denunce all’autorità giudiziaria, senza tralasciare di fare presente anche al nostro movimento i casi più eclatanti, come peraltro accade con sempre maggiore frequenza”.