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  • Rc auto: Puglia e Campania sono le regioni dove si richiedono i premi più alti

    Quando si parla di RC auto, si sa, il Sud è la parte del nostro Paese in cui i premi sono più alti, ma anche all’interno del Mezzogiorno le differenze tra città e città sono sensibili, persino se si prende in esame lo stesso profilo di automobilista. Per i più virtuosi, per esempio, vivere a Taranto piuttosto che a Enna significherebbe dover pagare un premio RC auto più che doppio. Questo quanto emerso dal focus sulla RC auto nel Sud Italia realizzato da Facile.it (www.facile.it), sito leader nella comparazione di polizze assicurative e prodotti finanziari, che ha evidenziato come Puglia e Campania siano le regioni con i premi RC auto più alti del Paese.

    Le cinque regioni di riferimento per lo studio sul Mezzogiorno condotto dal comparatore sono state: Puglia, Calabria, Campania, Basilicata e Sicilia. Per ciascuna di esse Facile.it ha confrontato le tariffe riservate a tre profili di automobilista* e registrando le variazioni di prezzo nelle diverse province.

    Nel Mezzogiorno il costo inferiore per gli automobilisti virtuosi (vale a dire quelli in prima classe di merito) è stato registrato ad Enna (290 euro) a Taranto quello maggiore (714 euro). È pugliese anche la provincia che conquista il secondo posto nella classifica delle più care per questo profilo di automobilisti, Foggia, dove il premio arriva a 684 euro.

    Quando si parla di giovani, invece, è in Campania che l’Osservatorio ha rilevato le tariffe più care con Caserta addirittura in cima alla classifica nazionale per i premi più alti legati alla quattordicesima classe, con una media di 3.061 euro. A poca distanza, troviamo le polizze per i neopatentati di Napoli, dove bisogna corrispondere 2.998 euro. Possono, invece, sentirsi privilegiati i giovani di Matera, provincia in cui si registrano i premi più bassi del Sud, fermi a 1.325 euro. A seguire ecco ancora una volta Enna, una delle province più economiche di tutto il Meridione, con 1.387 euro.

    RC auto in Puglia

    I neopatentati di Lecce saranno felici di sapere che possono considerarsi i più fortunati della regione: per loro i premi RC auto sono risultati i più bassi in Puglia, fermandosi a una media di 2.178 euro all’anno. A seguire troviamo le polizze in quattordicesima classe della provincia di Barletta-Andria-Trani in cui si pagano 2.271 euro. Nelle altre quattro province pugliesi i premi arrivano a 2.656 euro. Anche per il secondo tipo di profilo Lecce si è rivelata la provincia più economica del Tacco d’Italia con un premio medio di 518 euro all’anno; mentre la più cara è risultata Bari, dove si raggiungono i 752 euro. Guardando al profilo più virtuoso, Lecce cede il primato della convenienza a Brindisi (502 euro), mentre Taranto si rivela la più salata per i conti in prima classe con un premio annuo di 713 euro.

    RC auto in Calabria

    In Calabria, per tutti e tre i profili che Facile.it ha analizzato, la provincia in assoluto meno cara è Cosenza. I giovani cosentini entrano nel mondo RC auto con un premio medio annuo di 2.055 euro, senz’altro invidiati dai corregionali di Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia che invece devono sborsare 2.378 euro. Minore, seppur consistente, la differenza tra chi paga meno e chi più nel secondo profilo preso in esame: 394 euro a Cosenza e 668 a Vibo Valentia. Anche i più virtuosi vedono oscillare i loro premi all’interno della Regione tra la provincia più cara (Crotone, 646 euro) e quella più economica (Cosenza, 368 euro).

    RC auto in Campania

    Alla Campania spetta la maglia nera per i costi RC auto. Dall’Osservatorio di Facile.it è emerso che, per quanto riguarda la categoria dei neopatentati, le province più care d’Italia si concentrano nella regione con un primo posto nazionale per Caserta (3.061 euro annui) e un secondo posto per Napoli (2.998 euro). Come Cosenza per la Calabria, anche in Campania un’unica provincia è risultata essere la più economica per tutti e tre i profili presi in esame nello studio: Benevento. I neopatentati di quest’area si trovano a pagare oltre 900 euro in meno dei giovani casertani, arrivando a un premio di 2.137 euro. Per quanto riguarda il profilo degli automobilisti che pagano la polizza della prima classe di merito, a Benevento i premi si fermano a 418 euro, ma arrivano a 679 se ci spostiamo a Salerno, la provincia più cara della regione per i più meritevoli. Per il secondo profilo, come detto, Benevento rimane la migliore con 437 euro di media annuale, laddove all’opposto troviamo ancora Salerno dove si paga il premio più alto di 770 euro.

    RC auto in Basilicata

    Nella regione di Matera e Potenza, la prima risulta essere la provincia più economica in assoluto, su tutti e tre i profili che Facile.it ha osservato. Le differenze di prezzo sono consistenti soprattutto per il profilo dei neopatentati che a Matera hanno bisogno soltanto di 1.325 euro per pagare il loro premio annuo, mentre a Potenza devono mettere sul piatto ben 2.075 euro. Più contenute le differenze degli altri due profili (vedi tabella).

    RC auto in Sicilia

    La differenza dei premi medi annui tra i neopatentati agrigentini e quelli di Enna è decisamente rilevante: 2.535 euro contro 1.387 euro, oltre 1.000 euro di distacco tra la prima e l’ultima provincia siciliana nella classifica dei premi più cari. Anche in Sicilia una sola provincia risulta essere la più economica per i tre profili ed è appunto Enna, dove anche chi è in quarta classe (vedi secondo profilo analizzato) paga i premi più bassi dell’Isola, ovvero 302 euro l’anno. Al primo posto per i prezzi più alti di questo profilo c’è Messina con 542 euro. La città dello Stretto è la più cara anche per gli automobilisti più diligenti che devono sborsare una media di 519 euro l’anno contro i soli 290 di Enna.

  • Prestiti personali in Campania: cresce dell’11,3% l’importo richiesto

    Nonostante sia diminuito il numero di persone che tenta l’accesso al credito, in Campania negli ultimi sei mesi l’importo medio delle richieste di prestito è cresciuto dell’11,3%. L’Osservatorio sul credito al consumo di Facile.it (http://www.facile.it/prestiti.html) e Prestiti.it (www.prestiti.it), ha evidenziato come la richiesta media di prestito in Campania si fermi a poco più di 10.500, cifra che rimane comunque al di sotto della media nazionale, pari a 11.000 euro.

    L’indagine, realizzata analizzando le domande presentate dai cittadini campani nel periodo compreso tra ottobre 2013 e marzo 2014, ha messo in luce un grosso divario tra uomini e donne che richiedono un prestito personale: gli uomini rappresentano, nella regione Campania, il 79,7% di chi cerca di ottenere un finanziamento. Parlando, poi, dell’età media del richiedente, questa in Campania supera la media nazionale che si è fermata a 41 anni, raggiungendo i 43.

    Con l’importo sono cresciuti anche i tempi di rimborso che, dai 63 mesi di ottobre 2013, sono diventati 65. Questo trova giustificazione nel fatto che la necessità di denaro si fa più ingente ma gli stipendi non aumentano, ed ecco così che per estinguere il debito sono chiaramente necessarie più rate.

    Tra coloro i quali hanno indicato una finalità precisa per il prestito, la motivazione più ricorrente in Campania è la ristrutturazione della casa (23% del totale), seguita dall’acquisto di auto usate (20%).

    Per quanto riguarda le differenze provinciali, gli importi maggiori si richiedono a Benevento, dove superano anche la media nazionale arrivando a 13.000 euro; segue Avellino dove se ne richiedono 11.500. A Caserta e Salerno, gli importi richiesti sono in linea con la media italiana di 11.000 euro. A chiedere cifre minori sono, invece, i cittadini residenti nel capoluogo: a Napoli la richiesta media è di 10.500 euro ed è la più bassa di tutta la regione.

  • CHIUDE L’ASSOCIAZIONE ‘A VOCE D’ E’ CREATURE, INTERVISTA A DON MEROLA: NOI ABBANDONATI

    Da www.ambrogiocrespi.it – Don Luigi Merola, il prete anticamorra, da anni lotta a Napoli per togliere dalla strada i ragazzi e per rimetterli su un cammino di giustizia e legalità con la sua associazione ‘A Voce d’e’ Creature’ che ora, come spiega nell’intervista che ho realizzato per Clandestinoweb, è costretta a chiudere per mancanza di fondi. Affronta il problema con decisione e senza peli sulla lingua: “ Nessuno ha preso a cuore questa situazione, da venerdì ad oggi nessuna telefonata” ci spiega, sottolineando come al momento senta solo attorno a sé un grande tifo, ma pochi giocatori in campo.

    L’associazione, spiega ancora Don Merola, ha lavorato finora solo con l’apporto dei volontari e le donazioni dei privati, ma per sopravvivere e continuare con il lavoro di bonifica del territorio dalla camorra e dalle mafie, è necessario mettere in campo qualcosa di più, azioni concrete come ci spiega con le parole forti di chi crede fino in fondo in quello che fa.

    Don Merola, lei si è visto costretto a chiudere la fondazione di recupero minorile ‘ A Voce d’e’ Creature’ da lei fondata a Napoli, per mancanza di fondi…

    La fondazione nasce anni fa da un bene confiscato alla Camorra. Il nostro intento è quello di far tornare i bambini a scuola perché l’abbandono scolastico a Napoli è una vera e propria piaga. Abbiamo attività pomeridiane che vanno dallo sport, alla musica, ai corsi di informatizzazione; cerchiamo poi di avvicinare i ragazzi al mondo del lavoro. Fino ad ora queste attività sono state portate avanti grazie ai proventi della pubblicazione de la “Provvidenza” e del 5 per mille, ma mai nessun ente pubblico ci ha sostenuto. Purtroppo oggi ci troviamo a chiudere schiacciati dalle spese tra cui quelle delle tasse, come quella sui rifiuti solidi urbani, la Tarsu, da cui i beni confiscati non sono esentati e che ci ha messo molto in difficoltà. E’ caduto nel vuoto il nostro appello ai Parlamentari per fare una legge per tutelare chi gestisce i beni confiscati. Nessuno ha preso a cuore questa situazione, da venerdì ad oggi nessuna telefonata.

    Qual è attualmente la situazione?

    Siamo stati abbandonati, solo un imprenditore ci ha chiamato e ci ha detto di essere intenzionato a fare una donazione. Faccio un appello perché anche la vostra voce ci aiuti a diffondere la nostra richiesta di aiuto che a Napoli finora non è stata ancora preso a cuore neanche dal sindaco che ho cercato di incontrare, ma che ancora non mi ha ricevuto.

    Cosa si può fare per salvare la vostra Associazione?

    La realtà è che si tratta di un problema da risolvere a monte. Noi non riusciamo a pagare le tasse: non è possibile che a livello nazionale nessuno si faccia carico di questa situazione, che non riguarda solo l’Associazione di Don Merola. I beni confiscati non possono pagare le tasse: c’è in questo senso un vuoto legislativo che va colmato, altrimenti il lavoro delle forze dell’ordine, nel recupero e nella bonifica viene disperso e diventa inutile. Ho fatto una proposta al riguardo, ma è rimasta lettera morta e nessuno ha avuto il coraggio di portarla avanti. Nella proposta di legge chiedevamo che chi gestisce i beni confiscati sia esentato dal pagamento delle tasse e dalle utenze che vengono utilizzate per finalità sociale; tutto il conto può rientrare sul fondo unico di giustizia: i soldi sarebbero così presi dalle confische fatte alla criminalità organizzata. Altrimenti ci prendiamo in giro. L’Italia è un bel paese, ma tutti sono bravi a predicare… poi nella concretezza chi è che fa la lotta alla Camorra? Dopo le grandi operazioni e i grandi blitz, tutto ritorna come prima. Nessuno si preoccupa di mantenere nella legalità i “soldatini del boss”. Abbandonati a loro stessi non possono che ritornare a chiedere i soldi alla malavita.

    Quanto è radicata sul territorio la sua associazione, quali i traguardi raggiunti, insomma: perché è così importante per Napoli far continuare a vivere ‘ A Voce d’e’ Creature’ ?

    La nostra associazione non è radicata solo in Campania, ma anche fuori dalla Regione: nasce sei anni fa, ma è in rete con 1200 istituzioni scolastiche. Il nostro lavoro si basa tantissimo sul sostegno e sull’impegno dei volontari senza i quali noi avremmo chiuso già tre anni fa. Fino ad ora siamo andati avanti grazie all’esercito dei volontari, ma ormai neanche questo basta più. Serve un’analisi sociologica degna di questo paese, e si deve smettere di fare la lotta alla camorra e alle mafie solo attraverso le conferenze stampa: un quartiere non viene bonificato solo con l’arresto del boss. E in questi anni ‘ A Voce d’e’ Creature’ ha fatto questo: ha bonificato realmente il territorio e i quartieri, togliendo dalle strade i ragazzi, dando una nuova speranza. Al momento però mi sento solo: mi sembra di avere solo tanti tifosi e nessun giocatore in campo con me. Mi auguro che dalla chiusura della fondazione nasca in Italia, nei partiti, ma anche nella gente comune, la voglia di incominciare ad affrontare i problemi, chiamandoli per nome. Io devo fare il prete, non voglio fare il politico, ma non possiamo non dire che un buon amministratore, come dice il Papa deve essere un uomo umile. La politica potrà dire ancora tanto, ma nel momento in cui comincia a essere umile, semplice. E questo è il pensiero di chi la politica la ama e la intende nella forma più alta, quella della carità cristiana. A differenza di Grillo voglio prendere il popolo e dire “amiamo la politica”, per il suo vero significato, di servizio, di salvaguardia del nostro territorio, per dare occupazione.

    Come riuscite a portare questi ragazzi su un cammino di giustizia e legalità?

    I nostri ragazzi hanno bisogno di vedere immagini, di toccare con mano. Gli facciamo capire che quello del boss è un futuro già morto, già spento. Per questo gli facciamo vedere che i boss finiscono tutti in carcere o morti ammazzati, gli facciamo fare i conti con la realtà. Poi gli facciamo provare come solo lo studio e la cultura in questo momento possono salvare il nostro sud Italia, ma anche il Nord. La mafia ha le radici al Sud, ma i rami più belli, i frutti migliori li ha al nord, perché lì ci sono gli investimenti. Noi facciamo scoprire ai nostri ragazzi quanto è bello avere un lavoro onesto, rimanere sul tuo territorio; vogliamo far capire loro che le risorse sono a portata di mano, che non c’è bisogno di andarsene. Ma tutto questo con amore, l’amorevolezza, senza repressioni che non servono a niente. Diamo loro un lavoro, li facciamo appassionare.

    Un’ultima battuta: in una intervista ha detto che per lei Cosentino non è un camorrista? Come si è fatto questa idea?

    A me era stato chiesto se Cosentino fosse camorrista o meno. Questo lo dovrà stabilire un tribunale e non sta a noi cittadini: i processi si fanno nei tribunali, non sulla carta stampata e neanche per teoremi, come qualcuno purtroppo ama fare. Quello che io ho ribadito è che è immorale che sia detenuto in carcere perché non può inquinare le prove, non può fuggire perché si è costituito e non può reiterare il reato perché non è più in parlamento, non è più un uomo potente. Venute meno queste tre circostanze ho detto solo che è immorale che sia in carcere in attesa di giudizio. Può aspettare a casa il suo processo. Per aver detto questo mi hanno accusato di aver criticato i magistrati, per le mie opinioni sono stato attaccato in maniera feroce e dura come neanche la Camorra quando ero a Forcella. Siamo un paese democratico, o un paese in cui non si può esprimere le proprie opinioni?

    COME AIUTARE L’ASSOCIAZIONE DI DON MEROLA

    PER DONAZIONI

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    C.F.: 95097930630

    Per maggiori informazioni visitate http://ambrogiocrespi.it/chiude-lassociazione-a-voce-d-e-creature-intervista-a-don-merola-noi-abbandonati/

  • Concilia Debiti risolve il problema dei debiti

    Concilia Debiti è una Debt Agency che assiste le persone sovra indebitate a uscire dal tunnel nel quale sono entrate. L’agenzia nasce dall’idea di creare una figura che sappia assistere privati e micro aziende nella loro difficile situazione di indebitamento. La società è composta da un pool di esperti, avvocati, commercialisti, specialisti nel campo fiscale e del debito, nonché consulenti, preparati al fine di assistervi nella risoluzione di problematiche di indebitamento verso banche, finanziarie, fisco e privati.

    L’Agenzia è nata con la convinzione che tutti i problemi di debiti sono risolvibili, quando c’è la volontà e l’onestà di volerli risolvere.

    Il primo problema di chi ha debiti è di volere sempre rinviare, di fingere che gli stessi non esistano, di vivere male le pressioni dei propri creditori.

    Un debito lasciato sospeso non è un debito estinto, è solo un debito che sta maturando altri costi ed altre spese che prima o poi dovrete pagare.

    La Concilia Debiti si rivolge a quelle persone che si sono trovate sovra indebitate e non sanno più gestire la propria situazione finanziaria e magari, per rimediare, hanno emesso titoli poi non pagati, trovandosi anche segnalati nel registro protesti oltre che in centrali rischi o centrali cattivi pagatori.

    I debiti creano una situazione psicologica di grande confusione, ansia e stress, Concilia Debiti aiuta le persone a raggiungere quella tranquillità psicologica che dà la possibilità di rimettere in piedi la propria situazione finanziaria e non solo. La consulenza dell’Agenzia Concilia Debiti ha la funzione principale di ‘tutoraggio’ dei casi affrontati, cioè di ‘accompagnamento’ della persona indebitata fino alla ripresa di una normale vita economico-finaziaria.

    Il compenso è concordato con l’indebitato, con costi direttamente collegati al risultato ottenuto.

    Numero Verde (solo da numeri fissi): 800.587327

    Telefono: 081.9221125

    Email: [email protected]

    Sito Web: www.conciliadebiti.it

  • Costruire pace e tolleranza attraverso i Diritti Umani

    Roma 9 Ottobre 2012 – . Nella giornata di domani i volontari della sezione romana di Gioventù per i Diritti Umani Internazionale inviteranno i cittadini a per la petizione popolare che invita a far divenire i Diritti Umani soggetto di studio in ambito scolastico.

    L’iniziativa si svolgerà nella città campana di Benevento dove i volontari ribadiscono ancora una volta il loro appello per l’insegnamento della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani nelle scuole.

    La petizione quindi chiede alle istituzioni di prendere in esame la possibilità di insegnare ai milioni di ragazzi in età scolare questo importante documento sancito dalle Nazioni Unite nel 1948 che prevede 30 articoli che sanciscono i diritti fondamentali cui ogni uomo, donna e bambino sulla terra possiede per nascita. Gioventù per i Diritti Umani ha prodotto un vasto programma informativo in linea con l’invito dell’Assemblea Generale dell’ONU a “far conoscere” ampiamente la Dichiarazione. Fra questi vi è appunto la “Guida per l’Insegnante” un piano di lezioni preparate che facendo uso di materiale audiovisivo rende facilmente accessibile la Dichiarazione Universale anche ai più giovani.

    La guida prevede l’uso di presentazioni video dei 30 articoli con gli annunci contenuti nel DVD “30 Diritti. 30 Articoli”. Si tratta di 30 annunci di pubblica utilità, uno per ciascuno dei 30 diritti. A questo strumento si aggiunge il documentario di 9 minuti e mezzo “La Storia dei Diritti Umani”, ovvero la travagliata battaglia dell’uomo per giungere alla Dichiarazione Universale per “riaffermare la fede nei diritti fondamentali dell’uomo, nella dignità e nel valore della persona umana” e per “salvare le future generazioni dal flagello della guerra”.

    I volontari romani chiederanno inoltre ai cittadini di attivarsi personalmente nel promuovere la cultura dei diritti inviolabili dell’uomo affinché “i diritti umani diventino una realtà, non un sogno idealistico”, come osservò l’umanitario L. Ron Hubbard.

    Per informazioni

    youthforhumanrights.org

    [email protected]

  • Valutare le bellezze nostrane prima di prenotare l’estero

    Quando parliamo di vacanze siamo soliti pensare a posti esotici situati in paesi esteri e a considerare un po’ meno le bellezze nostrane. Se è vero che le vacanze in Italia spesso costano più di quelle all’estero è anche vero che il bel paese ha dei luoghi che non hanno da invidiare al resto del mondo, sia per quanto riguarda le bellezze paesaggistiche che i servizi offerti dal turismo. Uno di questi luoghi è la Sicilia la quale non solo è stupenda da visitare e a livello balneare ma possiede anche un incredibile patrimonio artistico e culturale che permette di combinare vacanza di mare e vacanza culturale. Per quanto riguarda i prezzi ci sono veramente per tutte le tasche infatti proprio perché è molto amata dal turismo questa regione ha un’ottima organizzazione turistica e quindi strutture di ogni livello e alla portata di tutti. Molto quotati sono i villaggi sicilia i quali offrono una vacanza organizzata a 360° ideale sia per i giovani che hanno voglia di divertirsi con serate e animazione, sia per le famiglie che cercano un luogo sicuro ed organizzato anche per i bambini. Un altro luogo in Italia abbastanza quotato per le vacanze è la Campania in quanto è nota sia per la costiera amalfitana e sorrentina, sia per il cilento. Ed è proprio nel Cilento che si concentrano la maggior parte dei Villaggi Campania sempre per chi desidera una vacanza organizzata. In alternativa numerosi sono gli hotel, i b&b e gli appartamenti che si possono affittare nel periodo estivo.

  • Prenotare le vacanze balneari in Campania

    Quando parliamo di Campania solitamente la prima località che ci viene in mente è Napoli, la quale logicamente viene presa in considerazione soprattutto per le vacanze culturali, magari per un week end primaverile o natalizio alla scoperta del capoluogo partenopeo. In realtà la Campania è molto adatta alle vacanze estive e in particolare per chi vuole la vacanza nei villaggi Campania in quanto ci sono molte località balneari che fanno di questa regione il posto ideale per le vacanze di mare. Ma quali sono i posti migliori per le vacanze estive in Campania? Quando cerchiamo un villaggio turistico o una vacanza di mare al sud di solito optiamo per la sicilia, la puglia oppure i villaggi calabria ma in Campania ci sono luoghi davvero incredibili come ad esempio le tre isole: Capri, Ischia e Procida! Già loro tre sono un valido motivo per scegliere la Campania per le vacanze in quanto ognuna di loro è adatta a diversi tipi di turisti. Capri è la regina delle tre isole e solitamente attira un turismo più di “lusso”, Ischia invece è adatta veramente a tutte le esigenze e ha tantissimo da offrire oltre al mare in quanto sappiamo bene che è nota soprattutto per i suoi centri termali. Infine troviamo Procida la quale è più isola di pescatori e quindi più alla mano per chi vuole vivere la vera atmosfera marinara. Queste sono solo alcune delle località per le vacanze in campania ma ci sono anche tutte quelle che fanno parte della costiera amalfitana e sorrentina e tutta la parte del Cilento.

  • Turismo: il 17% di chi offre case-vacanze parla 4 lingue

    Meno del 28% dei nostri connazionali afferma di parlare più di una lingua, ma le cose cambiano radicalmente se si guarda a chi gestisce una casa che viene affittata per le vacanze.

    Secondo l’analisi effettuata da Immobiliare.it su questo aspetto della professionalità ricettiva, il 50% degli italiani che affittano immobili per le vacanze parla almeno una lingua straniera.

    «Le percentuali continuano a essere positive anche quando aumenta il numero di lingue parlate – afferma Carlo Giordano, amministratore delegato di Gruppo Immobiliare.it – un italiano su tre, tra coloro che propongono case per le vacanze, parla due lingue oltre all’italiano, e ben il 17% addirittura tre.»

    Basandosi sui dati ricavati attraverso il proprio sito CaseVacanza.it (www.casevacanza.it), Immobiliare.it ha potuto evidenziare anche alcune curiosità. Inglese e francese rimangono le lingue straniere più diffuse nel nostro Paese (rispettivamente parlate dal 46% e dal 25% di chi affitta), a notevole distanza da tedesco e spagnolo che seguono con il 10% e l’8%. Se queste quattro lingue rappresentano il 98% di quelle totali dichiarate negli annunci, è importante notare come al quinto e al sesto posto ci siano lingue che “parlano” di un nuovo turismo: russo, arabo e giapponese (pari merito alle spalle del russo).

    Immobiliare.it ha poi focalizzato la sua attenzione su alcune regioni particolarmente interessanti da un punto di vista turistico. Secondo i dati la Liguria, la Sardegna e la Campania si dimostrano le regioni italiane più pronte ad accogliere in case vacanza turisti provenienti da tutto il mondo. Qui parlano almeno due lingue, rispettivamente, l’89%, il 76% e il 75% di coloro che offrono una sistemazione di questo tipo.

    Se il dato ligure colpisce perché racconta di una ricettività sempre più orientata alla casa vacanza, per il motivo opposto sono interessanti i risultati di Emilia Romagna e Marche, ancora molto legati alla vacanza in hotel. In entrambe queste regioni, la possibilità di parlare inglese o francese è indicata solo nel 36% degli annunci per le case vacanze.

  • A Gragnano nasce il Museo della Biodiversità CITES

    Sarà inaugurato mercoledì 11 maggio 2011 alle ore 10.00, presso la Biblioteca Comunale di via dei Sepolcri a Gragnano (Na), il Museo della Biodiversità e CITES. , unico esempio nel suo genere, di rappresentazione delle azioni dell’uomo a tutela della Biodiversità minacciata dalle condotte criminali con l’applicazione di una Convenzione internazionale (Convenzione di Washington – Convention on International Trade of Endangered Species – CITES).

    Obiettivo primario la diffusione dell’universalità del sistema natura, la sensibilizzazione all’educazione ambientale e alla tutela della Biodiversità, la diffusione e la valorizzazione del ricco patrimonio ambientale e naturalistico dei Monti Lattari e della Penisola Sorrentina.

    Circa 200 i reperti presenti, frutto di sequestri e confische ad opera del Corpo Forestale dello Stato e concessi in comodato d’uso, che raccontano storie diverse e drammatiche di impossessamento illegale di risorse naturali. Tra questi, anche la Loxodonta africana (elefante africano, avorio lavorato, manufatti, orecchini) , il Crocodylus porosus (coccodrillo tassidermizzato, borse), il Puma concolor (pelliccia), la Tridacna gigas-tridacna squamosa (molluschi bivalve) e la Caretta caretta (tartarughe marine).

    Nato per iniziativa dell’Associazione Pro Natura di Castellammare di Stabia e del Comune di Gragnano, il progetto si avvale della preziosa collaborazione dell’Azienda di Cura, Soggiorno e Turismo di Castellammare di Stabia, del dott. Marco Fiori, Responsabile della Sezione Investigativa Cites – Corpo Forestale dello Stato, dell’Istituto Alberghiero IPSAR “Raffaele Viviani” di Castellammare di Stabia e della Pro Loco di Gragnano.

    All’evento sono stati invitati importanti esponenti del mondo civile, amministrativo, militare e imprenditoriale della Campania tra cui: il Presidente della Regione, il Presidente della Provincia di Napoli, l’Assessore al Turismo della Regione Campania, l’Assessore al Turismo della Provincia di Napoli, tutti i sindaci dei Monti Lattari, il sindaco della Città di Castellammare di Stabia.

    Sarà presente, inoltre, una rappresentanza del Corpo Forestale dello Stato – Ufficio Generale di Roma e Uffici Periferici Territoriali.

    A supporto dell’evento è stata realizzata un’apposita pubblicazione di cui sarà fatto omaggio agli intervenuti. A fine manifestazione, sarà offerto un gradito buffet curato dall’Istituto Alberghiero IPSAR “Raffaele Viviani” di Castellammare di Stabia.

    Castellammare di Stabia, 4 maggio 2011

    Ufficio Stampa

    Tiziana Adolescente

  • Workshop sulla Sicurezza Ambientale e Idrogeologica per la Regione Campania

    Il Centro Studi per la Difesa e la Sicurezza (Ce.S.Di.S.) Distretto Regione Campania, la SmartCare s.r.l., l’Ordine degli Ingegneri ITC di Napoli e di Salerno, il C.N.R. (Consiglio Nazionale della Ricerca) l’ IMAA (Istituto di Monitoraggio per le Analisi Ambientali) l’ AMRA (Analysis and Monitoring of Environmental Risk) la GEOSDI (Network per le Informazioni e Dati Geospaziali) il SIN (Sistema Informativo Nazionale per lo Sviluppo dell’Agricoltura) e il Dipartimento della Protezione Civile Nazionale, a seguito degli ultimi episodi accaduti, in relazione ai dissesti idrogeologici, alle esondazioni e alle frane che hanno colpito la Regione Campania, organizzano Domenica 30 Gennaio 2011, alle ore 9:30, il workshop “La Sicurezza Ambientale e Idrogeologica e sue Applicazioni”.

    Il Workshop/Convegno si terrà a Paestum (Sa) presso il Savoy Beach Hotel, dove prenderanno parte esperti della sicurezza, rappresentanti delle Istituzioni, dell’ Università, Professori e Ricercatori.

    Lo scopo del workshop è presentare i risultati di ricerca del programma GeoSDI e le sue applicazioni nel campo della Sicurezza Ambientale e Idrogeologica, suscitare interesse in ambito Campano, in modo da sviluppare possibili collaborazioni tra Imprese, Università, Regione, Province e Comuni.

    GeoSDI è il programma che un gruppo di ricercatori del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR – IMAA), su mandato e coordinamento della Presidenza del Consiglio dei MinistriDipartimento di Protezione Civile, sta studiando e implementando mediante soluzioni Open Software per la gestione di Spatial Data Infrastructure.

    Inoltre, il convegno vuole essere anche un luogo di incontro e dibattiti tra, idee e progetti sulla Sicurezza Idrogeologica e Ambientale nonché un’analisi sui disastri accaduti in Campania in quest’ultimo anno, del come provvedere alla prevenzione e messa in sicurezza delle aree a rischio e di quali mezzi le Istituzioni devono dotarsi per far fronte ad eventuali rischi.

    “La Campania” – afferma il responsabile del Ce.S.Di.S. Glicerio Taurisano,– “è una regione soggetta ai processi morfogenetici, i quali rimodellano il suo paesaggio, il suo territorio, ottenendo così numerose aree a rischio geologico-idraulico, obiettivi di diverse tipologie di dissesto idro-geologico, spesso interconnesse tra di loro. A questo, ne è vero, va aggiunta la componente umana: disboscamento, incendi dolosi, abbandono delle aree montuose e collinari, tecnologie agricole invasive,estrazione dal sottosuolo, espansione urbana su aree a rischio, sfruttamento di cave.” “Ciò rappresenta – continua il responsabile del Ce.S.Di.S. – un problema di grande spessore, nonché presume alte preoccupazioni in termini sociali, di vittime, di danni alle infrastrutture e alle industrie. Potenzialmente, questo fenomeno è crescente sia perché gli scenari futuri, connessi al cambiamento climatico, ne consentono la seria preoccupazione, sia perché non si procede ad una determinata e forte fase preventiva nel ridurre, in modo sufficientemente notevole, i danni che questi possano causare. Nell’anno appena trascorso, la Campania, si è rivista piombare nella più profonda e tragica sequenzialità di eventi catastrofico – ambientali, smottamenti, esondazioni, straripamenti, frane e allagamenti, che hanno messo in ginocchio cittadini, aziende, infrastrutture e territori e a volte con perdite di vite umane”. “Occorre quindi” – conclude Taurisano – “che le istituzioni territoriali, le Province, la Regione, manifestino un vivo interesse verso mezzi, risorse e strutture organizzate che non solo siano preparati e celere nell’intervenire a seguito di un rischio verificatosi ma soprattutto che siano predisposti alla cultura della ricerca, dello studio e dell’Istituire dipartimenti i quali si occupino anche e soprattutto di prevenzione. Invitiamo, quindi, le Province e tutti i Comuni della Regione Campania a prendere parte al workshop, attraverso i Sindaci o gli Assessorati alla protezione civile e sicurezza, al fine di convenire, all’unisono, verso obiettivi di certa e programmata attività di prevenzione”.

    Per maggiori Informazioni sul Workshop e per conoscere il programma dell’evento, collegarsi al sito web: www.workshopsicurezza.campania.it

    La Sicurezza Ambientale e Idrogeologica

    “Campania Security & Safety Conference” ufficiostampa [at] workshopsicurezza.campania.it