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  • Email marketing spaziale: “Io ti vedo!”

    “Io ti vedo!”. Non è lo slogan di un prodotto che deterge le lenti degli occhiali, ma è la frase più sentita negli ultimi mesi, da quando i suggestivi personaggi blu del film di James Cameron hanno avuto modo di far conoscere il proprio stile di vita al genere umano. L’Avatar, nella tradizione induista, è la rappresentazione fisica di un dio; in termini informatici è la raffigurazione della propria utenza nelle comunità virtuali o nei giochi di ruolo.
    Anche le email inviate possono essere una sorta di avatar: forniscono una rappresentazione a distanza di noi, dei nostri prodotti o servizi, del nostro modo di agire, del modo in cui ci approcciamo alla realtà, al business. Se le email denotano trasparenza nei contenuti, linearità nel design, chiarezza di informazioni, parallelamente sarà così anche il vostro business: potrete in questo modo conquistare la fiducia dei destinatari delle vostre campagne di email marketing ed entrare a far parte del loro mondo.

    Vedere” i propri clienti, significa dunque conoscerli in profondità, comprenderne lo stile di vita, percepirne i reali bisogni ed intuire anche i canali comunicativi con cui è più facile entrare in sintonia. Lo scaltro, ma onesto, Jake Sull, protagonista di Avatar, conquista la fiducia dei Na’vi imparando i loro usi e costumi e ponendosi alla guida contro l’invasione dell’esercito americano nel pianeta Pandora. Alla stessa maniera chi si occupa di email marketing dovrebbe stabilire con i destinatari delle comunicazioni un rapporto empatico basato sull reciproca fiducia: dovrebbe creare una rete virtuale fatta di scambi, di comunicazioni personali e di estensione di informazioni a terze persone attraverso le operazioni di viral marketing.

    I destinatari delle comunicazioni, devono a loro volta “vedere” le vostre email al di là di ogni comprensibile filtro visivo determinato dal numero sempre più crescente di email che ognuno riceve quotidianamente e dall’ambiguità comunicativa evocata da un testo scritto. Un buon numero di utenti, nel guardare le email si soffermano solo all’anteprima in un sorta di screening superficiale che ci tutela dal dover perdere tempo in affari di dubbia utilità.

    Così come il volto di una persona è quello che per primo ci colpisce nell’analisi di un individuo, alla stessa maniera l’anteprima dell’email ne costituisce il primo bigliettino da visita: già nella parte più alta dell’email, i destinatari dovrebbero cogliere in modo immediato il logo che identifica il mittente e un testo che sintetizza il contenuto della comunicazione. Cogliendo in pieno tagli dettagli occuperanno poi un po’ di tempo a leggere le informazioni restanti o a documentarsi sui servizi offerti.

    La guerriera Na’vi Neytiri percepisce in Jake Sull i segni di Eywa, la divinità sacra e in tal senso lo identifica come speciale: il misticismo di tale manifestazione nell’email marketing è sostituito da un buon approccio comunicativo e da una preziosa strategia di marketing. Solo allora i destinatari , nel ricevere le email potranno dire “Io ti vedo!”

    Simona Ibba

    Simona Ibba è Business Development Manager della piattaforma per l’invio di newsletter Infomail.

  • Twitter e email marketing: non un semplice cinguettare

    Qual è la tipica espressione utilizzata da chi è a conoscenza di una preziosa informazione, mista tra segreto e pettegolezzo, di cui non vuole rivelare la fonte? “Un uccellino, mi ha detto…” Ed ora il buffo e minuto uccellino azzurro parla realmente nella rete ed è il veicolo di conoscenza.

    Twitter è un sistema di comunicazione diretta che si basa sulla volontà di condividere con tutti i contatti ciò che si sta facendo in quel preciso istante e di conoscere, nel contempo, le news degli altri utenti.

    Faccio finta di lavorare, ma oggi non ho proprio voglia…”

    Scrive un dipendente su Twitter

    “Sto pensando seriamente di licenziare i dipendenti meno produttivi!!!”

    Scrive un capo su Twitter

    Ogni messaggio impostato su Twitter deve avere la lunghezza massima di 140 caratteri, ma quale frase può essere più efficace di un “tweet” (cinguettare) altamente incisivo in cui la tendenza alla brevità si unisce al sarcarsmo o all’umorismo?

    Twitter e posta elettronica hanno molto in comune: il cinguettare virtuale, se ben utilizzato, può essere un ottimo strumento per l’email marketing.

    L’email ha l’oggetto, Twitter ha il tweet. Un’email ha un testo, Twitter ha un link ad una pagina di destinazione.
    Come l’email, Twitter è un sistema di messaggistica che permette di raggiungere direttamente i clienti e dà loro la possibilità di rispondere o di inoltrare (retweet) il messaggio ad altri secondo gli stili canonici del viral marketing. Il processo per cui si sceglie di seguire i post di un utente o di bloccare la visualizzazione dei messaggi è molto simile alle procedure di sottoscrizione e di deiscrizione dell’email marketing.

    Lo sforzo maggiore dovrebbe essere speso nell’integrare Twitter con gli altri canali di comunicazione e in primo luogo con le proprie e-mail. É infatti possibile promuovere il proprio URL di Twitter nelle email inviate, spiegando eventualmente quali sono i vantaggi che nascono nel seguire news aggiornate e puntuali (informazioni privilegiate, offerte speciali, sconti…) o incoraggiare i destinatari della propria newsletter a condividere le vostre informazioni con altri utenti.

    Il successo di questa integrazione nasce dalla palese volontà di umanizzare il proprio brand: ci si rende prossimi ai clienti, si crea un rapporto confidenziale, immediato, esclusivo.

    Twitter e l’email marketing hanno un sovrano comune: i contenuti! I messaggi devono destare l’interesse dei lettori. É necessario comprendere quali informazioni inserite possono essere percepite come un valore e risultino utili o divertenti.
    Se i contenuti non sono interessanti non importa se si utilizzano gli strumenti dell’email marketing, Twitter, o il proprio sito web: la campagna pubblicitaria non avrà successo!

    Simona Ibba

    Simona Ibba è Business Development Manager della piattaforma per l’invio di newsletter Infomail.