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  • Posizionamento sui motori 2015: 10 trends che ogni Marketer deve sapere

    Il posizionamento sui motori oggi è strettamente connesso alla capacità di aggiornarsi in tempo reale sui principali trends del mercato. Non è un caso, che strumenti come Google trends, il cui fine è l’analisi “stagionale” di quali siano i momenti migliori per occuparsi della SEO di un sito web oppure per intraprendere una campagna adWords , siano sempre più tenuti in considerazione dai marketers e dagli esperti SEO.

    Puntare sulla localizzazione delle imprese

    Nonostante la globalizzazione abbia reso una serie di prodotti e servizi acquistabili anche ad una certa distanza, soprattutto tramite tecnologie informatiche e digitali all’avanguardia, oggi le imprese locali hanno nuovi strumenti per rendersi visibili ai consumatori. Il posizionamento sui motori geolocalizzato può essere considerato un potente strumento di marketing a servizio delle imprese.

    Il posizionamento sui motori di ricerca è quindi legato a logiche di marketing che oggi possono contare su nuovi strumenti basati sulle ricerche locali, come è stato analizzato dall’editorialista americano Wesley Giovane per l’anno 2015, e prontamente riportato dalla rivista Searchengineland. I trend analizzati in questo contesto sono 10, vediamoli uno ad uno:

    1. Ricerche via mobile. Secondo una recente indagine Nielsen, comScore e StatCounter, gli utenti sono sempre più dipendenti dalle ricerche su smartphone e tablet, con una penetrazione negli States del 72% e stime di crescita del 90% entro il 2016. Il traffico web, invece, proviene per il 35% da device in mobilità. Da questi dati si evince l’importanza per tutte le imprese che operano a livello locale di collegarsi con dispositivi mobili quali smartphone e tablet abbracciando una strategia digitale di consumo.

    2. Pagamenti via mobile. I device mobile sono utilizzati dai consumatori anche per i pagamenti. Apple Pay, piattaforma dedicata esclusivamente ai pagamenti digitali via mobile, debutta il 20 ottobre e ha già stretto accordi con circa 500 banche. Inserzionisti ed aziende dovranno tener conto di questo se non vogliono perdere il treno dell’innovazione che non ammette ritardi e inefficienze tecnologiche.

    3. Annunci digitali personalizzati. Utilizzo di strumenti come Datalogix, Adometry, e LiveRamp, che aiutano le imprese locali con annunci digitali in base alle visite nei loro negozi online e su criteri di vendita e stime di traffico.

    4. Servizi di localizzazioni e di targeting, grazie ai quali imprese ed inserzionisti possono migliorare la pertinenza delle ricerche per ottenere un posizionamento sui motori migliore ed un ROI in attivo: la personalizzazione degli annunci e delle ricerche si ottiene utilizzando i dati demografici, ovvero dati come reddito, età, casa di proprietà, ecc. In questo modo si va dritti al target di riferimento, senza perdere tempo e denaro.

    5. L’aumento dei dispositivi indossabili o “wearable” che sta cambiando anche i modelli di business: l’interazione costante con il consumatore consente al mercato di ottenere visioni in tempo reale sulle abitudini e preferenze degli utenti collegati.

    6. La diffusone dei Social Media con i vari meccanismi di condivisone influenza sempre di più i consumatori nelle loro decisioni di acquisto. Nel 2013 Gallup ha rivelato in un sondaggio che il 35% delle decisioni di acquisto dei consumatori sono state influenzate in maniera più o meno determinante dai social, con le loro opinioni e recensioni. Allo stesso tempo, Vision Critical ha analizzato il contesto rilevando che il 43% degli utenti dei social media ha acquistato un prodotto dopo condivisioni e preferenze espresse tramite Pinterest, Facebook o Twitter. Proprio per questo è necessario che le imprese si organizzino con strategie di social media marketing adeguate e coerenti, con contenuti aggiornati ed accattivanti, interessanti per gli utenti ed in grado di catturare il loro segmento di mercato magari guidando le vendite ed influenzando il comportamento del consumatore in questo senso.

    7. Assistenti digitali per il consumatore: Siri, Google Now, o Cortana cominciano ad avere un impatto sul consumatore sempre più importante. In base al rapporto di Thrive Analytics 2014 il 56% di chi possiede uno smartphone ha usato un assistente digitale per le ricerche su informazioni a livello locale, il 64% lo utilizza settimanalmente mentre il 50% delle conversioni si rilevano con gli utenti connessi a questi servizi

    8. L’integrazione tra i vari dispositivi digitali è oggi una necessità impellente per i consumatori, che si aspettano un’interconnessione perfettamente funzionante. Smartphone, occhiali, automobili, e perfino droni, sono percepiti dal consumatore come mezzi per migliorare la propria vita. Su queste basi le aziende dovranno lavorare per individuare opportune strategie di business rivolte all’acquisto tramite questi dispositivi.

    9. L’implementazione di sistemi di CRM( customer relationship management) si rende sempre più urgente per migliorare l’esperienza di approccio al prodotto e di acquisto sul web tramite i vari dispostivi digitali. In questo contesto si inseriscono elementi come la pianificazione di appuntamenti, pagamenti e fatture. Yelp, Swipely, Pingup, sono servizi e piattaforme concepite allo scopo di migliorare questa tipologia di esperienza innescando azioni del consumatore rivolte ad una riduzione dei costi per il vostro business.

    10. Aumento del Crowdsourcing & Resource Sharing, ovvero mezzi e piattaforme nate per mettere in condivisone fondi e strutture ( ad esempio le case) ottimizzando al massimo il tempo a disposizione. Gli esempi sono Airbnb che consente ai consumatori di affittare le loro case quando sono in vacanza oppure Uber e Kickstarter, studiate per raccogliere denaro per diverse tipologie di progetti anche commerciali. Si tratta di siti molto popolari tra gli utenti ed in grado di influenzarne scelte e comportamento. Ecco perché vale la pena per le imprese studiare questa tipologia di risorse per approntare un piano di marketing profilato e di successo.

  • Come realizzare un blog in chiave SEO per il posizionamento sui motori di ricerca

    Oggi realizzare un blog in chiave seo e quindi finalizzato al posizionamento sui motori è indispensabile per avere la giusta visibilità sul web. A prescindere dall’argomento, un buon blog che abbia un fine commerciale, ma non solo, deve essere ottimizzato per i motori di ricercaed in primo luogo Google.

    Per realizzare un blog ottimizzato per il posizionamento sui motori di ricercaè importante procedere con alcuni step, tenendo conto del CMS che si utilizza, ovvero del content management system( wordpress, blogger.it, ecc) in uso. Prima di tutto occorre individuare le parole chiave che abbiano un buon volume di ricerca per il nostro target di utenza e di conseguenza anche stime di traffico adeguate.

    Se con il blog vogliamo attirare una determinata clientela su Internet, dobbiamo cercare di farlo proponendo contenuti interessanti e targettizzati: se vendiamo divani, pentole o vestiti, dobbiamo sapere in un mese quante sono le parole chiave associate al nostro dominio web, alla nostra attività e a quella dei nostri competitors e decidere magari con un esperto seo, quali possono essere le keyword che fanno al caso nostro. Bisogna quindi ottimizzare tutti o alcuni post presenti nel blog, nonché il blog stesso a partire dalle sue impostazioni per singole parole chiave targettizzate, utilizzando i plugin All in Seo Pack e Yoast SEO sui siti WordPress, ad esempio e garantendo che la parola chiave utilizzata sia presente:

    • Nel titolo del post blog
    • Nell’URL del post del blog
    • Nel contenuto del post
    • Nella meta description del post

    Per conoscere quali parole chiave utilizzare per ottimizzare il blog per il SEO, ci sono a disposizione di versi strumenti, seo tools e keyword tools, che consentono di analizzare le keywords in base al numero di query mensili( la quantità di interrogazioni mensili al grande database del web).

    Come utilizzare gli strumenti per le parole chiave nella realizzazione di un blog per il SEO | Posizionamento motori di ricerca

    Gli strumenti per le parole chiave valutano, inoltre, la concorrenza media di una keyword rispetto ad un’altra, come accade ad esempio nelle campagne pay per click in cui il valore della key è espresso con il CPC( costo per click). La concorrenza si stima anche in base al traffico organico, ovvero alla quantità di utenti che approdano ad un sito web tramite una data parole chiave. Questi strumenti aiutano anche a capire quali sono i trend di oscillazione delle parole chiave nell’arco di un anno: ci sono periodi, infatti, in cui le ricerche sul web aumentano o calano, in base all’andamento del mercato, alla stagione.

    Gli strumenti per le parole chiave suggeriscono keywords che abbiano una corrispondenza semantica con il nostro blog/sito, strettamente o largamente correlate alla key principale.

    Tra i vari strumenti c’è Ubersuggest fornisce suggerimenti basandosi sulla rete ed interessanti variabili per le nostre key), Kgen, ovvero l’estensione di Firefox per le parole chiave( istallabile direttamente dal browser: un tool grazie al quale è possibile analizzare le varie combinazioni di parole chiave relative al nostro blog), Semrush, uno strumento che consente un’analisi approfondita delle parole chiave( è un tool completo disponibile nella versione gratuita-base e in quella a pagamento: a partire da 69$ è possibile conoscere tutte le variabili associate alle keyword del sito/blog ).

    Tra tutti gli strumenti per le parole chiave utilizzabili per ottimizzare la SEO del nostro blog, c’è senza dubbio Google trend: grazie a questo strumento è possibile conoscere l’andamento della keyword nel corso dell’anno e quando è più conveniente posizionarla o fare una campagna adWords. Infine, se intendiamo inserire dei video sul nostro blog, possiamo consultare il Youtube Keyword Tool, che vi spiega come posizionare i video. In questo contesto infatti, anche le query sono molto diverse e rivolte ad altri segmenti o nicchie di mercato.