Tag: buste

  • Stop alle buste in plastica ma ancora niente multe

    L’obbligo per gli esercizi commerciali di fornire ai propri clienti unicamente sacchetti costituiti di materiale in bioplastica, compostabile e biodegradabile è scattato nello scorso gennaio 2013. In Italia le shopper di plastica risultano già proibite dal 2011, tuttavia per i molti che ancora non rispettano la nuova legge in vigore non sono al momento previste sanzioni. A ricordarlo Quickbags, azienda operante con successo da oltre vent’anni nel mercato delle shopping bags personalizzate, con servizi attenti alle esigenze dei diversi interlocutori e basati su tecnologie produttive d’avanguardia.

    Le buste di plastica lasciate nell’ambiente rappresentano una problematica molto seria, a maggior ragione se si analizzano i dati relativi all’inquinamento marino di cui sono vittime molte specie viventi. Per questo motivo i sacchetti shopping non riutilizzabili devono dimostrare la capacità di biodegradarsi al 90% entro il termine di 6 mesi.

    La regolamentazione in materia prende forma da una Direttiva Europea del 1994, recepita in Italia dapprima con la legge cosiddetta “Ronchi” e successivamente con il decreto D.lgs 152 del 2006 recante “Norme in materia ambientale”. L’obiettivo primario è promuovere la salvaguardia dell’ambiente attraverso un impiego attento e razionale delle risorse che ci circondano, con un’azione strategica di prevenzione e riduzione dell’inquinamento.

    Con il recente decreto interministeriale 18 marzo 2013 siglato tra i ministri di ambiente e sviluppo economico sono state definite le ultime linee guida per la regolazione nell’utilizzo di buste degradabili e compostabili, come previsto dalla normativa europea. Permessi quindi gli shopper monouso biodegradabili e le buste dotate di caratteristiche tecniche che ne consentono la riutilizzazione, come quelli in carta, fibre naturali, poliammide e altre tipologie di materiale di natura diversa dai polimeri.

    Quickbags realizza shopping bags attraverso processi innovativi, con attenzione ai dettagli e ai materiali impiegati per soddisfare tutte le esigenze aziendali.

    Per maggiori informazioni:
    Quickbags
    http://www.quickbags.it
    [email protected]

  • Nuove soluzioni per il business: le shopping bags personalizzate

    Quickbags, azienda con ventennale esperienza nella produzione di shopping bags con materiali e tecnologie d’avanguardia, presenta il servizio di shopper personalizzate, come soluzione per aziende, enti, organizzazioni e associazioni che necessitano di comunicare in modo distintivo ed efficace.

    Le shopping bags sono uno strumento di marketing mirato e originale. Si tratta di un mezzo di pubblicità economico, che continua ad esercitare i suoi effetti anche oltre le consuete location aziendali. Le shopping bags sfruttano in un certo senso il concetto del passa parola e catalizzano l’attenzione sia dei consumatori che già conoscono il brand sia dei nuovi utenti.

    Ogni realizzazione è unica e va studiata nei minimi particolari, con attenzione alla brand identity e all’immagine coordinata aziendale. Personalizzare le shopping bags significa sviluppare una comunicazione globale ed entrare in grande sintonia con il consumatore che porterà con sé l’universo valoriale della marca anche in situazioni non strettamente legate all’acquisto, fornendo massima visibilità all’azienda.

    Vi sono diverse tipologie di buste e sacchetti, ognuna mirata alle specifiche esigenze e alla funzione da assolvere. Dalle buste per fiere ai sacchetti per i negozi in materiale biodegradabile, dalle borse promozionali agli shoppers regalo fino alle borse da passeggio: personalizzare con il proprio logo e i propri riferimenti questi strumenti consente di diffondere il marchio e continuare a comunicare con il cliente, fidelizzandolo e invitandolo a usufruire nuovamente del servizio o a visitare il negozio.

    L’esperienza maturata al servizio di aziende e privati permette a Quickbags di essere un punto di riferimento d’eccellenza nella fornitura di shopper e sacchetti, sia in carta che in plastica, prodotti dai dettagli unici per una comunicazione aziendale efficace e ricca di stile. L’azienda fornisce anche etichette, nastri e scatole regalo con o senza stampa.

    Per maggiori informazioni:
    Quickbags
    www.quickbags.it
    [email protected]

  • Novità un nuovo modo di stampare on-line i tuoi file con un click

    Composervice con grande orgoglio ė lieta di presentare il nuovo sito web: www.composervice.com con possibilità di fare preventivi on-line confermare, ricevere il materiale stampato in brevissimo tempo. Una vasta gamma di prodotti personalizzabili in ogni sua parte pronti per il vostro business, biglietti da visita, volantini, inviti, buste, depliant, pieghevoli, blocci, cartelline, espositori, foto quadri, gadget, adesivi ecc…..

  • Tre mesi di carcere per un filone di pane, la polemica di De Pierro


    Roma – “Rimango sconcertato davanti a notizie di questo tipo.
    Chi ruba oggetti per un valore di uno o due euro, si ritrova in carcere, com’e successo già qualche tempo fa, quando una persona è stata condannata a tre anni di reclusione per avere rubato un pacco di biscotti”. Queste le parole con le quali, Antonello De Pierro, presidente dell’Italia dei Diritti, ha commentato la notizia di un barbone arrestato, mentre era ricoverato all’ospedale Santo Spirito, per fargli scontare una pena residua di tre mesi perché aveva rubato un filone di pane in un supermercato romano, nel quartiere di Monte Mario.

    “Per fortuna non sono situazioni molto diffuse – continua De Pierro – e trattandosi di notizie eccezionali trovano ampio spazio sulle prime pagine dei quotidiani nazionali. Nulla da eccepire per quanto riguarda il livello giuridico, perché il giudice applica alla lettera il codice, ma sicuramente a livello logico si percepisce chiaramente che c’è qualcosa che non va, se poi chi ruba miliardi, o si sottrae al fisco per cifre molto più consistenti, grazie a sotterfugi, leggi ad hoc e cavilli giudiziari, riesce spesso a farla franca.

    Un’iniquità di trattamento, indubbiamente preoccupante, anche perché spesso per la pena relativa ai reati di poco conto si va a determinare un sovraffollamento delle carceri, che sta portando le strutture al collasso. Se il reo è responsabile di un reato più o meno lieve è lo Stato che poi si trova nella posizione incredibile e imbarazzante di violare la legge. Ad esempio spesso non viene rispettato il principio di territorialità della pena.

    Per ritornare al barbone che sta scontando i tre mesi di reclusione, a quanto pare nel braccio infermeria del penitenziario, ci sono da fare alcune riflessioni.

    Non dimentichiamo che il valore di quel filone di pane viene abbondantemente ripagato al supermarket dai cittadini, con l’imposizione del pagamento della busta, che reca tra l’altro la pubblicità del supermercato stesso, contro cui noi dell’Italia dei Diritti stiamo portando avanti una battaglia da diverso tempo. Secondo i nostri calcoli questo stratagemma farebbe incassare circa 60.000 euro in più all’anno ad ogni esercizio. L’altra faccia della vicenda ha dell’incredibile. Per un furto di una oggetto dal valore inferiore ai due euro lo Stato si ritrova a spendere un cifra molto più sostanziosa per la detenzione del barbone. È probabile che al termine della pena – conclude il presidente del movimento – l’uomo esprima la volontà di rimanere in carcere, con un letto e un pasto caldo assicurato, per non essere di nuovo costretto a rubare un tozzo di pane per mangiare”.

  • Stop a buste spesa a pagamento, Italia dei Diritti al fianco dei consumatori


    Roma – “E’ giunto il momento di occuparsi attivamente di questa problema”.
    Con questa frase il presidente del movimento Italia dei Diritti Antonello De Pierro ha lanciato un’iniziativa a tutela dei consumatori che prevede la pubblicazione sul sito del movimento e sul portale d’informazione Italymedia.it, da lui diretto, di una lista dei supermercati romani disponibili a non far pagare le buste della spesa ai propri clienti. “E’ veramente assurdo – ha aggiunto De Pierro – che la grande distribuzione costringa i cittadini a questo ulteriore esborso di denaro. Tradotto in cifre significa far confluire nelle casse di questi punti vendita una cifra annuale che si attesta intorno ai sessantamila euro. Di cinque centesimi in cinque centesimi, in dodici mesi un nucleo familiare di tre persone spende venti euro. In tempi di crisi economica e finanziaria anche una somma così apparentemente irrisoria può fare la differenza. Tanto più che si tratta, in effetti, di contenitori in plastica altamente inquinanti che hanno stampato il logo della catena a cui il supermercato appartiene. Un sistema oltraggioso per i cittadini che sono così costretti a pagare la loro pubblicità. Anche per questa battaglia, come per altre, Italia dei Diritti è pronta a scendere in piazza, chiedendo interventi legislativi che, oltre a non consentire questo utilizzo improprio, mirino a favorire l’adozione di buste ecocompatibili. Abbiamo già messo a punto un piano strategico che da una parte darà visibilità alle realtà commerciali che aderiranno alla nostra iniziativa, dall’altra incentiverà i cittadini a boicottare quanti invece continueranno ad imporre questa assurda gabella”.