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  • Flavio Cattaneo e Terna: una blue chip ad alto dividendo

    Flavio Cattaneo su Corriere Economia Borsa: le azioni al test della super cedola. Terna, una blue chip ad alto dividendo con chance di capital gain.

    Azioni con una marcia in più. Ovvero titoli capaci di remunerare gli investitori a caccia di alti rendimenti con un dividendo annuale superiore al coupon offerto dalle obbligazioni proprie. E’ il focus del Corriere Economia che oggi punta i fari sulla strategia possibile per il “cassettista”: Attualmente, dice Marco Sabella nel suo articolo, sono circa sessanta, in tutta Europa, le società quotate che offrono questa non comune opportunità di rendimenti superiori a quello dei bond stessi.

    Fra queste una pattuglia di aziende italiane, come Terna, guidata da Flavio Cattaneo, e ancora Telecom Italia, Eni, Enel, Mediobanca e Banco Popolare. Mentre fra i nomi europei hanno grande evidenza il Banco Santander in Spagna, Basf, in Germania, British American Tobacco in Gran Bretagna.

    Nella tabella pubblicata dal Corriere Economia viene presentata una selezione di alcune delle più interessanti società ad altissimo rendimento per dividendi (dividend yield) elaborata dai gestori di Ignis Argonaut, una società-boutique del gruppo britannico Ignis, specializzata nelle gestioni ad alto rendimento.

    “Le aziende che offrono dividendi più elevati della media di mercato, o che addirittura riescono a battere con il dividendo annuale il rendimento delle proprie emissioni obbligazionarie, nel lungo periodo tendono ad avere anche una performance di prezzo superiore alla media del listino”
    , dice Oliver Russ, gestore del fondo Ignis International Argonaut European Dividend Income Fund.

    In pratica, secondo il gestore, non solo il monte dividendi di queste società finisce per rappresentare una fonte di performance tutt’altro che marginale, ma la stessa componente di guadagno data dal capital gain risulta in qualche modo “trainata” dagli alti dividendi offerti. La tabella pubblicata evidenzia che l’extrarendimento per dividend yield atteso nel 2010 dalle società considerate è pari a circa il 2% (in più, appunto) rispetto alla cedola delle obbligazioni emesse dalla società stessa.

    Il giornalista prosegue sottolineando come sia “molto elevato il premio di rendimento rispetto all’obbligazione anche nel caso di società come il gruppo telefonico olandese Kpn (3,1%), Banco Santander (2,9%), Enel (2,9%), e Terna, dove raggiunge il 3,4% rispetto all’emissione con scadenza 2014”.

    Il gestore del fondo Ignis, Oliver Russ, conclude dicendo “dopo la grande corsa degli investitori ai titoli più ciclici, che nel 2009 hanno registrato performance superiori al 30-40%, il 2010 vista l’incertezza della ripresa economica potrebbe essere l’anno dei difensivi”. Di conseguenza, spiega Sabella, proprio le utilities, le telecom e i farmaceutici potrebbero realizzare performance superiori alla media di mercato e continuare ad offrire più dei bond. Tra le scommesse potenzialmente vincenti il gestore ricorda Terna: “l’utility italiana è addirittura il primo titolo nel nostro portafoglio”.

  • Corriere Economia: i “campioni” in corsa a Piazza Affari, Terna tra i favoriti

    “Alla corsa di Piazza Affari è il momento dei grandi maratoneti, di chi sarà capace di sfruttare al meglio una ripresa economica che si annuncia lenta e misurata”. Parte così l’articolo del supplemento del Corriere della Sera, di Marco Sabella che prende in esame uno studio di Unicredit che prova ad individuare le blue chip e le taglie medie più adatte a sfidare la ripresa.

    Roberto Odierna, responsabile della ricerca azionaria per l’Italia di Unicredit, crede nel potenziale dei settori più veloci dell’economia, come i consumi, l’industria, i media e l’high tech.I loro atleti, Fiat, Luxottica, L’Espresso o STM, sono in grado di intercettare meglio la decisa crescita degli utili attesa per il prossimo biennio.

    “Ma anche i comparti più lenti delle utilities – dice l’articolo del supplemento economico del Corsera – dei finanziari e del risparmio gestito, in cui la ripresa dei profitti si annuncia meno esplicita rispetto al resto dell’economia, hanno una loro pattuglia di campioni”.

    Come Ubi e Intesa nel settore creditizio, Azimut tra i gestori del risparmio, oppure Terna tra le utilities regolamentate. Sono questi, in sintesi, i risultati della ricerca Unicredit sulle grandi e medie capitalizzazioni di Piazza Affari, che devono essere osservate “con lenti differenti”, come suggerisce il titolo dello studio. “L’idea che il mercato sia sopravvalutato dopo un rialzo di quasi il 90% dai minimi di marzo scorso non regge all’analisi dei numeri”, commenta Odierna.