Tag: biodiversità

  • Caldaie a biomassa per riscaldare le serre

    Per far fronte alla crisi si può scegliere di protestare in piazza oppure trovare un sistema per ridurre i costi, come investire sulle caldaie a biomassa per riscaldare le serre riducendo il consumo energetico e rispettando la natura.

    Puntando sull’istallazione di una caldaia a biomassa, infatti, le aziende agricole che scommettono sull’energia rinnovabile possono accedere agli incentivi previsti in Italia, i cosiddetti certificati bianchi, chiamati più precisamente Titoli di Efficienza Energetica (TEE).

    Chiedendo la consulenza di Tecno srl, società di servizi energetici accreditata dall’Autorità per l’energia elettrica e il gas (AEEG) si può accedere ai TEE in tempi brevi recuperando così in fretta l’investimento iniziale.

    Inoltre, riducendo i costi le aziende agricole che puntano sulle caldaie a biomassa, cippato e pellet per riscaldare le serre avranno la serenità di dedicarsi anche a coltivazioni per cui sono necessarie alte temperature, facilitando in questo modo la biodiversità.

    Per maggiori informazioni su come acquisire i TEE è possibile consultare il sito di Tecno srl http://www.tecnosrl.it/.

  • Il valore della diversità. Quando la scienza si scontra con il pregiudizio

    Era atteso da tempo il nono volume della storica collana curata dal laboratorio di antropologia dell’Università di Firenze, pubblicazione ufficiale dell’International Institute for Humankind Studies diretta dall’emerito prof. Brunetto Chiarelli edita da Edizioni Altravista.

    Il tema è di estrema attualità e si inserisce in un vivace dibattito scientifico e accademico di notevole interesse internazionale.

    Un nuovo passo verso la consapevolezza della necessità di cancellare dal nostro lessico il termine “razza”. «Sarebbe scientificamente e “politicamente” scorretto insistere nella definizione di razza quando ci riferiamo all’essere umano» dichiara il prof. Brunetto Chiarelli, uno dei massimi esponenti della ricerca antropologica nel mondo e curatore della rivista Systema Nautrae e prosegue «dovremmo considerare la concezione di “specie” umana per cancellare il termine ingiusto e storicamente abusato di “razza”».

    L’Italia sta vivendo una fase in cui si susseguono episodi di intolleranza e discriminazione verso le persone di colore, gli immigrati e verso gli stranieri in generale: occorre riflettere ed opporsi alle violenze ed ai pregiudizi. I nostri sensi percepiscono differenze fisiche tra le persone che spesso vengono associate a differenze culturali ed interpretate sulla base di vecchi pregiudizi, secondo i quali l’umanità sarebbe suddivisibile in gruppi biologicamente distinti, alcuni dei quali sarebbero “superiori” ad altri.

    Le gerarchie tra le “razze” umane, proposte nel XIX secolo, altro non erano che lo strumento ideale per giustificare sistemi colonialistici, di apartheid e di imperialismo, fino al caso estremo del nazismo. A questo proposito, è bene chiarire che nessun biologo umano o antropologo serio ha mai sottoscritto o approvato questo tipo di teorie e che coloro che lo hanno fatto, strumentalizzando la scienza per i propri interessi politici od economici, non sono mai riusciti a definire quante fossero le “razze” umane, producendo stime diverse, oscillanti fra le due e le duecento.

    L’analisi del patrimonio genetico umano ha dimostrato che la variabilità della nostra specie si esprime tra gli individui della stessa popolazione così come tra individui di popolazioni diverse: paragonando i geni di due individui appartenenti alla stessa popolazione, le differenze sono poco inferiori a quelle rilevate paragonando i geni di due individui che vivono in continenti diversi.

    Il problema del razzismo e della discriminazione di individui che hanno determinate caratteristiche fisiche e culturali, va ben oltre i confini della biologia ed investe la politica e la società. Oggi il mondo globalizzato impone il confronto diretto con persone provenienti da ogni parte della terra, costringendo la società ad una risposta. Se la risposta sarà la paura, questa non potrà essere giustificata da alcuna prova biologica o teoria antropologica: non c’è nulla di naturale nel razzismo nella nostra specie, esso è un artefatto arbitrario, prodotto da ideologie politiche.

    Un testo necessario per comprendere il valore della diversità umana in termini culturali, biologici ed evolutivi, un volume di importanza scientifica e culturale, un manifesto per la nuova umanità multietnica.

    Vai alla scheda del libro»»»

    http://www.edizionialtravista.com/il-valore-della-diversita-brunetto-chiarelli.html

  • A Gragnano nasce il Museo della Biodiversità CITES

    Sarà inaugurato mercoledì 11 maggio 2011 alle ore 10.00, presso la Biblioteca Comunale di via dei Sepolcri a Gragnano (Na), il Museo della Biodiversità e CITES. , unico esempio nel suo genere, di rappresentazione delle azioni dell’uomo a tutela della Biodiversità minacciata dalle condotte criminali con l’applicazione di una Convenzione internazionale (Convenzione di Washington – Convention on International Trade of Endangered Species – CITES).

    Obiettivo primario la diffusione dell’universalità del sistema natura, la sensibilizzazione all’educazione ambientale e alla tutela della Biodiversità, la diffusione e la valorizzazione del ricco patrimonio ambientale e naturalistico dei Monti Lattari e della Penisola Sorrentina.

    Circa 200 i reperti presenti, frutto di sequestri e confische ad opera del Corpo Forestale dello Stato e concessi in comodato d’uso, che raccontano storie diverse e drammatiche di impossessamento illegale di risorse naturali. Tra questi, anche la Loxodonta africana (elefante africano, avorio lavorato, manufatti, orecchini) , il Crocodylus porosus (coccodrillo tassidermizzato, borse), il Puma concolor (pelliccia), la Tridacna gigas-tridacna squamosa (molluschi bivalve) e la Caretta caretta (tartarughe marine).

    Nato per iniziativa dell’Associazione Pro Natura di Castellammare di Stabia e del Comune di Gragnano, il progetto si avvale della preziosa collaborazione dell’Azienda di Cura, Soggiorno e Turismo di Castellammare di Stabia, del dott. Marco Fiori, Responsabile della Sezione Investigativa Cites – Corpo Forestale dello Stato, dell’Istituto Alberghiero IPSAR “Raffaele Viviani” di Castellammare di Stabia e della Pro Loco di Gragnano.

    All’evento sono stati invitati importanti esponenti del mondo civile, amministrativo, militare e imprenditoriale della Campania tra cui: il Presidente della Regione, il Presidente della Provincia di Napoli, l’Assessore al Turismo della Regione Campania, l’Assessore al Turismo della Provincia di Napoli, tutti i sindaci dei Monti Lattari, il sindaco della Città di Castellammare di Stabia.

    Sarà presente, inoltre, una rappresentanza del Corpo Forestale dello Stato – Ufficio Generale di Roma e Uffici Periferici Territoriali.

    A supporto dell’evento è stata realizzata un’apposita pubblicazione di cui sarà fatto omaggio agli intervenuti. A fine manifestazione, sarà offerto un gradito buffet curato dall’Istituto Alberghiero IPSAR “Raffaele Viviani” di Castellammare di Stabia.

    Castellammare di Stabia, 4 maggio 2011

    Ufficio Stampa

    Tiziana Adolescente

  • Sostenibilita’: Flavio Cattaneo con la liberazione del falco pellegrino Terna inaugura nuove iniziative

    Con il progetto ‘Nidi sui tralicci’, la società che gestisce le linee elettriche ad alta tensione, ha installato sui propri tralicci del Lazio, Toscana, Umbria ed Emilia-Romagna oltre 500 nidi artificiali per la nidificazione dei rapaci. E con ‘Birdcam’ ha acceso le webcam sull’attività riproduttiva di alcune specie di uccelli. E così ogni anno oltre 1.000 nuovi nati prendono il volo.

    Può suonare strano ma anche le linee elettriche possono contribuire positivamente alla tutela della biodiversità. Lo dimostrano le iniziative sostenute da Terna in collaborazione con l’associazione Ornis Italica.

    Con il progetto ‘Nidi sui tralicci’, la società che gestisce le linee elettriche ad alta tensione, ha installato sui propri tralicci del Lazio, Toscana, Umbria ed Emilia-Romagna oltre 500 nidi artificiali per la nidificazione dei rapaci. E con ‘Birdcam’ ha acceso le webcam sull’attività riproduttiva di alcune specie di uccelli. E così ogni anno oltre 1.000 nuovi nati prendono il volo.
    Il 16 febbraio 2011 nel Parco della Riserva Naturale Valle dell’Aniene è stata liberata una splendida femmina di falco pellegrino di circa 2 anni, reduce da un periodo di cure e rieducazione al volo presso la Riserva Naturale del Lago di Vico.

    Il falco pellegrino è un rapace che, assieme a gheppi, assioli e ghiandaie marine, sceglie i nidi artificiali posti sui tralicci dell’alta tensione di Terna e monitorati dai ricercatori dell’associazione ornitologica Ornis italica per riprodursi. Contrariamente a Pellegrina, la femmina liberata un anno e mezzo fa, questo esemplare non era inanellato, ossia monitorato, al momento del suo ritrovamento: non si tratta quindi di una figlia di Aria e Vento, la coppia ‘storica’ di falchi che nel 2005 ha scelto come dimora il tetto della Facoltà di Economia dell’Università ‘La Sapienza’ di Roma e seguita da anni grazie ad una webcam.
    Il successo di questa iniziativa che offre la possibilità di seguire in diretta, 24 ore su 24 (www.birdcam.it), la vita all’interno di un nido fornendo alla comunità scientifica una serie di informazioni altrimenti difficili da reperire, ha spinto Terna e Ornis italica a potenziarla ulteriormente.

    Fonte (AdnKronos)

    Social Media Communication
    Phinet
    Roma Italia
    Alessandra Camera
    [email protected]

  • A Tavola di ottobre in “Tre domande a…” Chiara Spadaro

    Nel libro, cerca di spiegare le cause dell’erosione della biodiversità tracciando una mappa delle varietà di semi e le istruzioni per scoprire i frutti dimenticati. “I dati parlano chiaro – spiega Chiara – dall’inizio del secolo scorso il 75% delle varietà vegetali è scomparso: delle 8.000 varietà di frutti presenti in Italia, oggi ne rimangono 2.000, e il 90% delle oltre 400 varietà di grano diffuse è andato perduto. L’erosione è conseguenza diretta dell’istituzione negli anni ’70 dei Registri delle varietà ammesse alla vendita. Ogni seme – continua la ricercatrice – per essere commercializzato, deve essere iscritto in tali registri. Tutti i semi che non sono in lista, sono di fatto ‘illegali’. Quando furono istituiti i Registri, oltre 1.500 varietà furono dichiarate ‘sinonimi’, duplicati con nomi diversi in Paesi diversi, ma di fatto uguali”. Chiara Spadaro ci offre inoltre le sue indicazioni per salvaguardare la biodiversità nella spesa e nelle scelte che tutti i giorni ognuno di noi può operare.

    Questo e molto altro ancora nel numero di Ottobre di A Tavola in edicola adesso.


    Contatti Ufficio Stampa

    045 584525

    [email protected]

  • Concluso il progetto didattico promosso da Conapi e Accademia del Miele-Mielizia. 3249 le scuole primarie coinvolte per la I Edizione.

    Milano, 30 giugno 2010 – Si è chiuso l’anno scolastico 2009-2010 ed è giunta a termine anche la I Edizione del progetto didattico “Il Mondo di Milli”, promosso da Conapi e Accademia del Miele-Mielizia, per coinvolgere gli alunni delle scuole primarie in un percorso pedagogico a tema ambientale.

    L’attività ha coinvolto 3249 istituti che hanno seguito un percorso che, attraverso il parallelo tra classe e alveare, ha sviluppato lo spirito di gruppo e il senso di responsabilità nei confronti dei compagni e della comunità, sia in termini sociali che ecologici e ambientali.

    Studiando i diversi compiti delle api nell’alveare e paragonandoli ai propri nella classe, osservando il ruolo dell’alveare nel nostro ecosistema e l’impatto umano sull’ambiente, i bambini sono stati chiamati a riflettere sulle piccole grandi azioni di rispetto quotidiano per l’ambiente; infatti alla fine del percorso (supportato da strumenti e materiali didattici), alle classi è stato chiesto di individuare e assumere un impegno comune nei confronti dell’ambiente. Alle prime dieci classi sono stati poi assegnati ricchi premi didattici per la scuola. Il primo premio è stato vinto dalla classe IVA della scuola primaria Domenico Moro di Milano.

    L’attività ha previsto inoltre una serie di eventi nelle classi nel corso dei quali un apicoltore di Conapi, attraverso un’arnia chiusa e trasparente, ha illustrato ai bambini i delicati segreti dell’alveare, in modo sicuro e divertente.

    “E’ stato sorprendente vedere come i bambini – spiega Chiara Marzaduri dell’Accademia del Miele – Mielizia- si siano riconosciuti nella capacità delle api di agire insieme, ognuna con le proprie peculiarità, per il buon funzionamento dell’alveare e di come l’abbiano confrontata con le loro responsabilità all’interno della classe e più in generale dell’ambiente.”

    Per avere informazioni sul progetto, trovare tante informazioni e ricette al miele basta cliccare www.ilmondodimilli.it

    Conapi

    Il Consorzio Apicoltori e Agricoltori biologici Italiani nasce nel 1979 e oggi raggruppa centinaia di aziende apistiche e di singoli apicoltori di tutta Italia. Una rete che lo rende la cooperativa apistica piu’ rappresentativa in Europa. Oggi Conapi consente agli apicoltori soci di controllare direttamente tutta la filiera, dalla raccolta alla commercializzazione del miele, e di avere uno scambio continuo di conoscenze tecniche al fine di migliorare costantemente la qualita’ del prodotto. Leader nella produzione di miele italiano biologico, che commercializza prevalentemente con il marchio Mielizia, il Consorzio produce numerose varieta’ di mieli regionali e monoflora raccolti nei territori piu’ vocati d’Italia. Lo stabilimento, a Monterenzio (Bologna) e’ certificato ISO 9001 per la gestione della qualita’ ed ISO 14001 ed Emas per la certificazione ambientale. Ha ottenuto inoltre, la certificazione UNI 10939 per la rintracciabilita’ di filiera. Conapi ha infine scelto la certificazione biologica per oltre il 40 per cento della produzione. Il fatturato dell’esercizio luglio 2008 – giugno 2009 e’ stato di 10,5 milioni di euro.

    L’Accademia del Miele-Mielizia nasce per valorizzare da un punto di vista culturale, storico e gastronomico questo alimento dalle grandi proprietà ancora poco conosciute. L’obiettivo che l’Accademia del Miele persegue è quello di accompagnare un numero sempre maggiore di persone alla scoperta del mondo del miele attraverso degustazioni guidate da esperti, visite presso gli apicoltori e lo stabilimento di lavorazione di Conapi, corsi di approfondimento e pubblicazioni dedicate.