Tag: Bilancio 2010

  • BANCA MARCHE APPROVA IL BILANCIO 2010: UTILI PER 93 MILIONI

    Jesi, 2 maggio 2011 – L’Assemblea degli azionisti di Banca Marche, presieduta dal prof. avv. Michele Ambrosini, si è riunita in data odierna, in sede ordinaria e straordinaria, per approvare il bilancio dell’esercizio 2010, che ha visto un utile netto pari a 93 milioni di euro e l’assegnazione di un dividendo pari a 0,037 euro per azione. Al 31 dicembre 2010 la raccolta complessiva si è attestata a 20.036 milioni di euro (+2,8%), con un progresso del 4,1% della raccolta diretta, pari a 15.669 milioni di euro. La raccolta indiretta si è attestata a 4.367 milioni (-1,7%). Gli impieghi verso clientela ordinaria, riferiti a oltre 174 mila posizioni, sommano 17.593 milioni di euro (+5,6%). Il margine di interesse è pari a 414,5 milioni di euro (+1,7%), in crescita grazie soprattutto all’aumento dei volumi intermediati, che ha più che compensato la riduzione dei ricavi percepiti causata dallo scenario dei tassi, mentre le commissioni nette si attestano a 147,3 milioni (+0,7%). Il margine di intermediazione lordo raggiunge i 612,8 milioni di euro, in crescita di 20,4 milioni di euro rispetto al 2009 (+3,4%). Le rettifiche nette di valore su crediti ammontano a 133,8 milioni di euro, con un maggior impatto a conto economico per 8,2 milioni di euro (+6,5%) rispetto al 2009, già caratterizzato da una significativa politica di copertura delle prevedibili perdite sul credito confermata nel 2010, stante la situazione congiunturale ancora difficile. Il risultato della gestione finanziaria è pari a 478,9 milioni di euro, (+12,2 milioni di euro rispetto al 2009). Per quanto riguarda gli indici patrimoniali, la Banca si è immediatamente adeguata alle novità normative introdotte con gli emendamenti del dicembre 2010 alla circolare 263 di Banca d’Italia, con la conseguente erosione del coefficiente patrimoniale. Il coefficiente complessivo di Vigilanza (Total Capital ratio), che pone in rapporto il patrimonio di vigilanza alle attività ponderate per il rischio, si è posizionato a 11,29% contro 11,84 % del 2009. Il rapporto tra patrimonio di base e attività di rischio ponderate (Tier 1 ratio) si attesta a 7,76% contro 8,20% del 2009. Entrambi i coefficienti confermano comunque la solidità patrimoniale della Banca, tanto più per il fatto che il Tier 1 è esclusivamente composto da elementi di qualità primaria (common equity), come richiesto dalle regole di Basilea 3.

    Il direttore generale di Banca Marche, Massimo Bianconi, nell’esprimere la propria soddisfazione degli ottimi risultati raggiunti dal gruppo, nonostante le oggettive difficoltà economiche, che il nostro paese sta vivendo, si è espresso sulle linee guida del management, sul tema della maggior patrimonializzazione del gruppo: “per quanto riguarda l’alienazione degli immobili siamo a buon punto, ma non venderemo i gioielli di famiglia, anche perché i gioielli sono gli impieghi” spiega Bianconi, che inoltre accenna anche a nuovi ingressi nella compagine azionaria “stiamo trattando per una partnership assicurativa”.

  • BANCA MARCHE PRESENTA IL BILANCIO 2010: RISULTATI LUSINGHIERI NONOSTANTE LA CRISI

    Jesi, 3 marzo 2011 – Il 2010 è stato un anno positivo per Banca Marche. Dal bilancio approvato dal consiglio di amministrazione, presieduto dal dott. Michele Ambrosini, si evince un utile netto complessivo di 93 milioni di Euro. Il risultato è davvero soddisfacente se si pensa che è maturato in un periodo di crisi e in uno scenario di tassi non favorevole.
    Il margine di interesse è stato di 414,5 milioni di Euro, in crescita dell’1,7% rispetto al 2009 nonostante il calo dei tassi, grazie all’aumento dei volumi intermediati.
    Il bilancio ha mostrato il complessivo stato di salute e solidità della banca, che ha visto aumentare la
    raccolta complessiva del 2,8% e gli impieghi presso la clientela del 5,6%. Il Roe (Return on equity) si attesta sull’8%, ben al di sopra della media di sistema stimata intorno al 2,1%.
    Anche i parametri patrimoniali della banca denotano una struttura solida, con un rapporto tra patrimonio di base e attività di rischio ponderate del 7,69%, un parametro di tutto rispetto considerando anche l’adeguamento alle nuove normative della Banca d’Italia con la circolare 263.
    “Il gruppo – dichiara il direttore generale Massimo Bianconi – ha raggiunto nel 2010 tutti i risultati prefissati, confermandosi a livelli di eccellenza sotto il profilo della redditività, circostanza che continua a generare mezzi utili al rafforzamento patrimoniale. Abbiamo continuato, peraltro, a sostenere l’economia del nostro territorio aumentando gli impieghi verso la clientela e migliorando anche la nostra presenza verso i mercati di riferimento mediante la riorganizzazione della struttura commerciale. Con i piani industriali 2010-12 abbiamo rafforzato i principi di autonomia, crescita sostenibile e vocazione al modello di banca retail, mantenendo nel breve periodo gli obiettivi dell’equilibrio patrimoniale e di liquidità strutturale senza ricorrere ad aumenti di capitale o a interventi pubblici. La Banca ha infine destinato rilevanti investimenti al
    miglioramento dei processi di controllo all’interno dell’azienda.”

    Per maggiori informazioni, consultare il sito web di Massimo Bianconi:
    http://www.massimobianconi.it/news_dettaglio.php?

  • CARLO MAFFIOLI, PRESIDENTE DI PROMOS E PROMANAGEMENT, PRESENTA I RISULTATI OTTENUTI DAL PALMANOVA OUTLET VILLAGE NEL 2010.

    Un 2010 di successi su tutti i fronti per l’outlet friulano che registra fatturato e presenze in crescita.

    Il Palmanova Outlet Village chiude positivamente il 2010 con un fatturato in crescita del 18% rispetto all’anno precedente, e un incremento del 9% rispetto al 2009 nel numero dei visitatori, che sono stati 2.950.000. Per il terzo anno consecutivo, il Palmanova Outlet Village registra risultati in crescita.

    “A quasi tre anni dall’apertura del maggio 2008 – dichiara soddisfatto Carlo Maffioli, presidente di Promos e di Promanagement, società che si occupano rispettivamente della promozione e della gestione della struttura – il Palmanova Outlet Village, collocato strategicamente vicino al confine, riconferma la grande qualità dell’offerta e dei servizi. I risultati ottenuti evidenziano il consolidamento della formula dei factory outlet village, che va incontro alle esigenze di acquirenti sempre più attenti al rapporto qualità-prezzo e al mix merceologico proposto. A conferma di ciò, la fidelizzazione dei visitatori e l’altissimo tasso di conversione visitatore-acquirente registrato.”

    Il Palmanova Outlet Village, prima città dello shopping a prezzi scontati del Friuli Venezia Giulia, situato strategicamente a ridosso dell’autostrada A4 Venezia-Trieste, intercetta un costante flusso di visitatori provenienti da tutto il Nord Italia e dai vicini stati di Austria, Slovenia, Croazia e Serbia (soltanto da questi paesi proviene il 40% dei visitatori totali). Non sono mancati, soprattutto nel periodo estivo, ma anche in quello natalizio, turisti inglesi, tedeschi e russi. L’outlet, infatti, è anche un ottimo punto di partenza per visitare le città ricche di storia e di arte della regione e le località marittime di Lignano Sabbiadoro e Grado.

    Per quanto concerne il piano occupazionale, attualmente l’outlet di Palmanova offre lavoro a circa 600 persone, per la maggior parte provenienti dai comuni limitrofi. Rispetto al 2009, il personale dell’outlet è aumentato grazie all’apertura di alcuni nuovi punti vendita e al potenziamento dell’organico degli esercizi già presenti. Da rilevare anche il fatto che oltre l’85% del personale impiegato nella struttura è composto da donne, dato totalmente in controtendenza rispetto alle stime Istat che rivelano un tasso di occupazione femminile nazionale pari al 46,5%.

    Il Palmanova Outlet Village, con oltre 90 negozi di marca, si conferma dunque una delle realtà più dinamiche e attive del territorio. Da Alberta Ferretti a Pollini, da Calvin Klein a Iceberg, da Nike a Valentino Fashion Group, molti sono i marchi nazionali e internazionali che hanno scelto il Palmanova Outlet Village per l’elevata redditività, per la forte internazionalità del bacino d’utenza e per lo strategico posizionamento della struttura.