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  • Seguso Experience a Murano. In sintonia con la Biennale di Venezia: proporre un “common ground” di emozioni che solo il vetro è capace di suscitare

    In contemporanea con la Biennale di Architettura 2012, un mix di design avanzato, rivalutazione di antichi saperi e un percorso multisensoriale sull’arte del vetro. Protagonista: la fornace del vetro d’arte vissuta in modo esperienziale, con un tracciato scenografico che ne fa risaltare la straordinarietà. Un luogo d’eccezione, magico, dove sabbia e fuoco producono un cambiamento alchemico che trasforma la materia in oggetti preziosi.

    Attraverso Seguso Experience – spiegano Gianluca e Pierpaolo Seguso, rispettivamente amministratore delegato e responsabile creativo dell’azienda – vogliamo trasmettere l’eccellenza del vetro di Murano, raccontarlo nella sua magia ma anche nella sua verità, nell’impegno che la sua bellezza richiede all’Uomo. Il nostro saper fare è trasmissibile solo attraverso le mani e i gesti dei maestri, per questo abbiamo voluto creare una modalità nuova per condividerlo con il mondo e – in sintonia con il tema della Biennale – proporre un ‘common ground’ di emozioni che solo il vetro è capace di suscitare”. Giuseppe Mascitelli, ad Filmare GroUP, che ha progettato l’installazione, conclude: “Nella seconda parte del percorso, dopo aver vissuto una immersione nella fabbrica dell’800 con i fumi, le fiamme, le polveri ed il calore dei forni, ci trasferiamo nella fabbrica più moderna. Ma è come se avessimo ritrovato Atlantide dove il moderno è già archeologico se pur perfettamente funzionante. In questa Atlantide fuor d’acqua, dove tutto è antico ma tutto funziona alla perfezione, scopriamo il significato di presente che, come un dono, è il magico luogo dove si incontrano passato e futuro. Qui, infatti, nelle forme antiche di Murano e dei suoi vetri, troviamo innesti di pura tecnologia come le luci led…”.

    Ingresso libero, tutte le sere dal 28 agosto al 10 settembre 2012 (eccetto il giorno 5 e 7 settembre 2012, strettamente su invito).

    Fondamenta Venier 29, Murano – Venezia.

    Informazioni e aggiornamenti:

    http://www.seguso.com/experience

    http://www.facebook.com/Seguso1397/

  • Neoludica. Art is game 2011-1966: l’arte incontra i videogiochi

    Che i videogiochi e i giochi iPhone non avessero solo conseguenze negative sulle menti nostre e dei nostri figli è già stato appurato (certo, se si usano senza esagerare); che la grafica di molti videogame in circolazione fosse migliorata al punto da catapultarci in una dimensione virtuale molto simile a quella reale ce n’eravamo già accorti. Quello che forse nessuno ancora osava fare era inscrivere i videogiochi nell’olimpo delle arti, insieme ad architettura, musica, pittura, scultura, poesia, danza e cinema. Ci ha pensato, in questi giorni, non un’organizzazione qualsiasi, ma addirittura la Biennale di Venezia, ossia uno dei principali enti che abbiamo in Italia ad occuparsi di arte e tutto quello che ci gira intorno. E se è proprio la Biennale ad organizzare una mostra dedicata ai videogame, significa che un minimo di credibilità artistica questi videogiochi ce la dovranno pur avere!

    La mostra in questione, che rimarrà aperta ancora per pochi giorni (fino al 27 novembre, per la precisione), è uno degli eventi collaterali della 54. Biennale d’Arte di Venezia e si intitola “Neoludica. Art is a game 2011-1966”, titolo che prende ispirazione da una frase pronunciata nientedimeno che da Duchamp: “Art is a game between all people of all periods”.

    Già molti forum giochi stanno parlando di questa mostra, che è è il risultato di una ricerca effettuata da Musea Game Art Gallery, E-Ludo Lab e Fabbrica Arte con la collaborazione di Centro Candiani allo scopo di dimostrare come i videogame, intesi come opere multimediali interattive, possono a diritto essere considerati come una nuova forma d’arte, probabilmente ancora incompresa, ma pur sempre arte. Una nuova espressione artistica che si pone come interessante terreno di sperimentazione ma anche come fonte di ispirazione per tutte le altre arti, dal cinema alla letteratura, dalla musica alla pittura. La mostra, divisa in sei sezioni, comprende le opere di trentatré artisti e, dato da non sottovalutare, è stata realizzata con un budget ridotto e soprattutto grazie al contributo di molti supporter. Il budget limitato non ha però impedito alla mostra di essere organizzata in modo tale da riscuotere un ottimo successo, e da dare vita anche a diverse iniziative parallele e alla pubblicazione di un volume, “Arte e Videogame”, a cura di Debora Ferrari e Luca Traini.

    Se al giorno d’oggi si può parlare di videogiochi come forma d’arte, lo si deve alle profonde evoluzioni che hanno caratterizzato, nel tempo, questo specifico settore: se siete tra coloro che hanno cominciato a giocare coi videogame negli anni Ottanta, vi ricorderete la grafica non proprio eccezionale di giochi come Pac-man, e vi sembrerà praticamente impossibile riconoscere in quel videogame ancestrale l’antenato della Playstation 3 e dei moderni e raffinatissimi videogiochi, caratterizzati da una grafica curatissima, da veri e propri personaggi e da ambientazioni iperrealistiche. E come tutte le altre forme d’arte, anche i videogame sarebbero in grado di fornire un’analisi della società in cui vengono realizzati e di immergersi di volta in volta in dimensioni ed epoche storiche diverse, passando con nonchalance dalla mitologia alla fantascienza.

    Forse è ancora presto per dire se davvero i videogame saranno, in futuro, studiati a scuola come una delle principali forme artistiche del nostro tempo, ma sicuramente questa mostra fornirà ai suoi visitatori degli interessanti spunti di riflessione.

    Articolo a cura di Francesca Tessarollo
    Prima Posizione Srl – posizionamento su yahoo

  • TREND PRESENTA “WALKIN’ ON GLASS”, il progetto di eco-design firmato JOEVELLUTO (JVLT)

    Qual è lo stato dell’arte e quali le prospettive future dell’eco-design made in Italy?

    La risposta arriva da alcuni giovani designer italiani che hanno pensato e progettato in chiave ecosostenibile gli oggetti della mostra New Code Design, organizzata da Elogico nell’ambito della Sustainable Design Week (dal 26 al 29 agosto, Telecom Future Centre, Venezia), che dopo la tappa in laguna alla Biennale di Architettura proseguirà alla fiera di Verona, nel padiglione 8 di Abitare il Tempo (Dal 16 al 20 settembre).

    Trend partecipa con la collezione di agglomerati TOUCH, realizzata utilizzando fino al 69% vetro riciclato post-consumo, ottenuto dal riciclo delle bottiglie in vetro di uso comune provenienti dalla raccolta differenziata. Il materiale, interpretato dallo studio di design e comunicazione JoeVelluto (JVLT) di Vicenza nel progetto ”Walkin on glass”, grazie alle sue caratteristiche di resistenza e leggerezza e uno spessore di soli 6 mm, può ricoprire superfici già rivestite con altri materiali riducendo gli sprechi ed è particolarmente adatto per l’utilizzo a pavimento.

    L’ispirazione è il processo del riciclo che dà nuova vita al vetro. Da alcune lastre di Touch di diverso colore JoeVelluto ha ricavato attraverso la lavorazione water jet le sagome di alcune bottiglie di vetro che per un incastro perfetto si ricompongono a pavimento secondo una geometria optical.

    IL CONCEPT BY JOEVELLUTO (JVLT):

    “Walkin’ on glass”: modulo in vetro per pavimentazione – Limited edition