Tag: bergamo

  • Francesco Micheli torna in scena a Bergamo con “Lucia OFF”, uno dei suoi spettacoli più amati

    Francesco Micheli torna in scena a Bergamo con “Lucia OFF”, uno dei suoi spettacoli più amati

    La rivoluzione donizettiana è stata negli ultimi anni l’azione culturale bergamasca più visibile a livello internazionale; allo stesso tempo è stata molto significativa la riappropriazione da parte della città dell’identità del compositore stesso: Gaetano Donizetti è uscito sempre più spesso dal teatro per incontrare migliaia di persone grazie ad appuntamenti come la Donizetti Night, ai progetti dedicati alle scuole, agli spettacoli per gli anziani o nel carcere.

    Proprio per segnare la possibilità di tornare a teatro, a vedere degli spettacoli tutti insieme dal vivo, Francesco Micheli, direttore artistico del Festival Donizetti Opera, si impegna in prima persona e sabato 11 luglio alle ore 21.30 porta sul nuovo palcoscenico estivo bergamasco al Lazzaretto uno dei suoi spettacoli più amati e applauditi: Lucia OFF.

    Per riprendere quindi il percorso di riscoperta donizettiana, bruscamente interrotto oltre quattro mesi fa dalla pandemia, Micheli propone la storia immortale della giovane Lucia – ragazza scozzese che sogna l’amore eterno ma che dovrà far i conti con i doveri della politica e della famiglia – attraverso un percorso di immagini, parole e musica pensato anche per chi non è appassionato d’opera. Il pubblico potrà così scoprire le tante affinità fra la vita di tutti giorni e le eroine dell’opera romantica, la capacità narrativa di Gaetano Donizetti attraverso uno dei suoi capolavori divenuto negli anni più volte fonte di ispirazione di film e altre storie. Senza mai tradire le proprie origini bergamasche, da più di due secoli le melodie immortali del compositore orobico commuovono migliaia di persone anche non appassionate d’opera che ascoltano le melodie di quest’opera e la storia narrata, simile a tante di ieri, oggi o domani.

    «Lucia di Lammermoor è una delle opere più famose al mondo – spiega Francesco Micheli – un capolavoro noto ai quattro angoli del pianeta. In quest’opera scritta per il San Carlo di Napoli, l’ispirazione parte da un grande romanzo dell’Ottocento di Walter Scott, The Bride of Lammermoor e il racconto resta la forma di comunicazione più semplice e popolare da cui prendiamo le mosse, oltreché la più duttile per entrare nel cuore della violenza subita da Lucia, fino a condurla alla pazzia e all’omicidio; ho iniziato a comporre il racconto chiedendomi: come è possibile che una creatura così pura e docile possa esplodere in una furia omicida così improvvisa e terribile?»



    Lazzaretto on stage è il progetto promosso e organizzato dal 4 luglio al 24 agosto 2020 dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Bergamo. Per la prima volta, grazie alla massima collaborazione di tutte le realtà coinvolte, un vero e proprio festival di musica, danza e teatro anima la città attraverso più di 20 appuntamenti in un’unica manifestazione, per una stagione estiva all’insegna dello spettacolo in uno dei luoghi più simbolici della città: il Lazzaretto, trasformato in un teatro a cielo aperto, in grado di ospitare fino a 300 persone, rispettando tutte le normative di sicurezza anti Covid-19. Una rassegna che fa della straordinarietà un suo tratto distintivo per la capacità, di Bergamo e dell’Amministrazione comunale, di fare rete sul territorio per promuovere il proprio patrimonio culturale dopo un periodo difficile. Bergamo, una tra le prime Città in Italia, riparte dalla cultura con Lazzaretto on stage, una linea d’azione della programmazione estiva Bergamo Torniamo in scena. Estate duemila[e]venti.

    L’iniziativa è sostenuta dalla Fondazione Comunità Bergamasca.

     

    Lucia OFF

    di e con Francesco Micheli

    Il mondo ha bisogno di Gaetano Donizetti, oggi più di ieri. Le opere del compositore bergamasco racchiudono una varietà di elementi che le rendono innovative e rivoluzionarie: i personaggi sono carichi di sentimenti estremi, giovani, vitali e mai arrendevoli; spesso vengono da paesi lontani e ci fanno scoprire come dall’Italia si osservi il resto del mondo. Simbolo della creatività donizettiana e di queste caratteristiche è Lucia di Lammermoor: titolo operistico romantico per eccellenza, immerso fra le nebbie, i castelli e i cimiteri di una Scozia medievale dilaniata dalle lotte fra i clan, narra la storia d’amore tenera e sincera di due adolescenti cresciuti troppo in fretta che si trasforma in tragedia. La giovanissima Lucia, costretta a un matrimonio combinato, ha una sola via d’uscita: la pazzia che la fa drammaticamente evadere da una vita di costrizioni e vincoli familiari. Francesco Micheli, direttore artistico del festival Donizetti Opera, racconta questa storia d’amore e le sue metafore senza tempo, svelandone i segreti anche a chi non è appassionato d’opera, con l’aiuto delle note di Donizetti e alcuni contributi video che fanno scoprire la profondità dell’opera e la sua forza espressiva ancora oggi attuale.



    Francesco Micheli

    Nato nel 1972, laureato in Lettere Moderne e diplomato alla Scuola d’Arte Drammatica Paolo Grassi di Milano, ha sviluppato la sua carriera da una parte come direttore artistico di manifestazioni di rilevanza internazionale; dall’altra come regista in Italia e all’estero, senza trascurare la formazione, l’insegnamento e l’ideazione di progetti innovativi sempre in ambito operistico. Già direttore artistico del Macerata Opera Festival (2012-17), dal dicembre 2014 lo è del festival Donizetti Opera di Bergamo. Autore di spettacoli, format teatrali e di libri, l’attività divulgativa lo ha visto impegnato con Sky Classica, Sky Arte, Rai 1. Dopo gli inizi in As.Li.Co., ha firmato regie alla Fenice di Venezia, all’Arena di Verona, al Maggio Musicale Fiorentino, al Teatro Massimo di Palermo, al Comunale di Bologna e all’NCPA di Pechino. A dicembre 2019 è stato scelto dalla rivista “Classic Voice” fra i dieci personaggi più rappresentativi del mondo della musica; l’opera di Donizetti L’Ange de Nisida con la sua regia in prima mondiale nel cantiere del Teatro Donizetti di Bergamo nel novembre 2019 ha ricevuto il Premio Abbiati dell’Associazione Nazionale Critici Musicali.

     

    Biglietteria

    biglietto unico: 7 euro

    Biglietti in vendita esclusivamente on line su www.vivaticket.it

    È possibile acquistare i biglietti fino 5 minuti prima dell’orario di inizio dello spettacolo.

    In caso di maltempo lo spettacolo sarà recuperato la sera successiva.

    Durata: 1h e 30 minuti ca.

    Età consigliata: dai 10 anni

     

    Info su: www.comune.bergamo.it – Facebook: @LazzarettoOnStage – Instagram: @lazzaretto_on_stage

     

    POSTATO da Redaclem

  • Emanuela Casti, ricercatrice in geografia e in teoria della cartografia

    Emanuela Casti, ricercatrice in geografia e in teoria della cartografia

    Emanuela Casti, ricercatrice in geografia e in teoria della cartografia

    Emanuela Casti (nata nel 1950 a Mira, Venezia, Italia) è una geografa italiana e una teorica della cartografia. Professore ordinario all’Università di Bergamo  nel 2004 Casti ha fondato il Diathesis Cartographic Lab, un laboratorio permanente dedicato all’analisi territoriale, all’innovazione cartografica e alla sperimentazione. Un noto innovatore nel campo della cartografia teorica, Casti ha formalizzato una teoria semiotica delle mappe geografiche.

    Emanuela Casti - Ricercatrice in geografia e cartografia

    Carriera accademica

    Dopo essersi laureata all’Università di Padova con una tesi sull’evoluzione storica della cartografia a Mantova, la professoressa Casti ha iniziato la sua ricerca accademica nel 1983, quando è stata nominata ricercatrice presso la stessa università. Casti è diventata professore associato presso l’Università di Bergamo nel 1992 e professore ordinario nel 2001. Ha anche insegnato corsi, conferenze e seminari presso altre istituzioni accademiche sia in Italia ( Università di Torino ) che all’estero ( EPFL – École Polytechnique Fédérale de Lausanne , Parigi VII – Parigi – Diderot).
    Dalla data della sua fondazione fino alla sua conclusione ufficiale nel 2012, la professoressa Casti è stato membro del Collegio dei Docenti per il dottorato di ricerca in “Geografia dello sviluppo e delle dinamiche urbane-regionali” (Geografia dello sviluppo e di dinamica urbano-regionale). È stata coinvolta in gruppi di ricerca sia a livello nazionale (con collegamenti attivi con la rivista italiana Terra d’Africa) che a livello internazionale (all’interno della rete Eidolon). Casti è anche membro di molte importanti società italiane ( AGeI , SGI , RGI, AIIGI) e gruppi di lavoro internazionali (UGI, ICA ).




    Dopo aver iniziato la sua carriera come specialista nella cartografia storica veneziana, Casti ha ampliato la portata della sua ricerca per abbracciare vari periodi storici. Ha analizzato a fondo il ruolo delle mappe nella regione italiana della Lombardia nel Rinascimento e nei primi tempi moderni; ha affrontato temi chiave della cartografia coloniale italiana e francese e studiato esempi preistorici di mappatura incisa su roccia in Valcamonica (Valle Camonica, Italia).
    Lungi dall’essere considerati semplici artefatti storici, questi esempi cartografici hanno fornito una solida base per l’analisi empirica e applicata. Sulla base di tali mappe, la professoressa Casti ha sviluppato la sua teoria della semiosi cartografica.
    Casti ha anche usato la stessa teoria per far luce sui prodotti e sul potenziale comunicativo e pragmatico della mappatura digitale, GIS e WebGIS, con particolare attenzione alla mappatura partecipativa a sostegno della governance locale. Individuando i complessi meccanismi in atto in una mappa geografica, la ricerca di Casti ha messo in evidenza i legami tra cartografia e geografia e le discrepanze tra mappe tradizionali e digitali.

    L’Africa è stata a lungo oggetto privilegiato delle numerose indagini in loco del professor Casti, ben più di trenta dal 1992. In questo contesto, ha condotto ricerche applicate sulla protezione ambientale e la cooperazione con i paesi in via di sviluppo, lavorando nell’ambito dei programmi dell’UE, della Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN) e UNESCO . In particolare, Casti ha partecipato a progetti per la gestione delle zone cuscinetto delle aree protette nell’Africa occidentale: vale a dire il progetto di collaborazione 2002-2005 con il centro di ricerca francese CIRAD di Montpellier che coinvolge la Riserva della biosfera transfrontaliera del Niger, Benin e Burkina Faso; e la collaborazione 2006-2009 con il centro universitario di eccellenza 2iE- Institut International d’Ingéniérie de l’Eau e de l’Environnement di Ouagadougou – Unità di protezione e conservazione dell’Arly in Burkina Faso.

    La Prof. Casti attualmente persegue la sua linea di ricerca teorica e applicata nel campo della cartografia, dedicandosi anche alla pianificazione urbana e alla valorizzazione e sviluppo territoriale. Attraverso la creazione di sistemi di mappatura partecipativa tra il 2012 e il 2013, Casti ha guidato il processo partecipativo per l’applicazione della città italiana di Bergamo come Capitale europea della cultura (Bergamo Open Mapping 2019) e, negli anni 2014-2015, il processo partecipativo per la rivitalizzazione degli spazi pubblici a Bergamo (BG Public Space).

    Nel 2012, con l’obiettivo di dare il via alla rigenerazione dei territori attraverso un approccio basato sul turismo, Casti ha promosso e implementato una rete europea di città a grappolo (comprendente Bergamo, Beauvais, Cambridge, Charleroi, Girona, Lubecca, Santander); tutte le città di medie dimensioni, situate in aree urbane, con un’università e un aeroporto serviti da compagnie aeree a basso costo (Progetto intitolato: Centralità dei territori, verso la rigenerazione di Bergamo in una rete europea).




    Principali risultati teorici: La teoria della semiosi cartografica

    La professoressa Casti ha elaborato la teoria della semiosi cartografica nel 1998, quando ha anche pubblicato il suo primo libro teorico L’ordine del mondo e la sua rappresentazione, tradotto in inglese nel 2005 con il titolo Reality as Representation. La semiotica della cartografia e la generazione del significato.
    La teoria di Casti si trova all’interno dell’area di ricerca chiamata “cartografia postmoderna“, inaugurata da John B. Harley nel 1989 e sviluppata nel primo decennio del 21 ° secolo con contributi di Emanuela Casti, Jeremy Crampton, Martin Dodge, Rob Kitchin, John Pickles , Denis Wood.
    L’ipotesi di base della ricerca postmoderna è un interrogatorio sull’oggettività e la neutralità delle mappe, e più specificamente un interrogatorio sulla natura scientifica delle metriche euclidee.
    Di conseguenza, le mappe non sono viste come semplici “specchi della realtà”, ma piuttosto come strumenti attraverso i quali la realtà viene modellata.
    Il contributo chiave di Casti sta nell’aver abbracciato questa ipotesi iniziale come trampolino per articolare una teoria in grado di investigare la costruzione e i meccanismi comunicativi delle mappe.
    Spostando il focus dell’interesse dalle mappe come strumenti per la mediazione del territorio alle mappe come operatori che influenzano attivamente la gamma di attività che si possono implementare sui territori, la teoria di Casti ha indicato le aree in cui è necessaria un’azione per assumere il controllo dei risultati comunicativi di Mappatura.
    Supponendo una simbiosi tra territorio e mappatura, Casti definisce in modo definitivo le mappe come complessi atti denonazionali, sulla base dei quali gli individui si appropriano del territorio intellettualmente e simbolicamente ordinando il mondo.
    Le mappe dovrebbero essere prese come esempi di “metasemiosi” – o “semiosi di secondo livello”,
    Il professor Casti esplora la transizione da una mappatura topografica, creata da agenzie governative, per aprire la cartografia, prodotta in collaborazione dalle persone (e collegata a una nuova idea di corografia).
    Quest’ultimo ha il potenziale per diventare un concetto altamente praticabile, da utilizzare come operatore per aiutare i cittadini a pensare e progettare il proprio spazio di vita e a comprendere il mondo attuale.
    In particolare, Casti sostiene che, in virtù delle sue caratteristiche altamente interattive, la nuova mappatura digitale (in particolare WebGIS ) apre nuovi scenari e pone la cybercartografia come disciplina privilegiata per il recupero e la promozione del significato sociale del territorio in tutte le sue forme (paesaggio e ambiente ).




    La strategia SIGAP e la mappatura partecipativa

    La strategia SIGAP (Sistemi di informazione geografica per aree protette / Azione partecipativa) è una metodologia di ricerca che adotta la semiosi cartografica e verifica il suo effettivo campo di applicazione. Raccoglie concetti presentati da agenzie internazionali – come “sostenibilità”, “partecipazione alla conservazione” e li trasforma in strumenti operativi per la pianificazione territoriale e ambientale.
    Testata in vari contesti nazionali e internazionali per quanto riguarda una varietà di problemi (migrazione, protezione ambientale, pianificazione del paesaggio, sistemi turistici, rigenerazione urbana, ecc.), La metodologia SIGAP implementa la gamma tipica di competenze basate sulla geografia nel campo dell’applicazione ricerca.
    Come tale, coinvolge tutte le fasi dell’analisi: l’adozione di una teoria che informa la metodologia del territorio; interazione con gli abitanti locali per la lettura dei dati; costruzione di modelli interpretativi e loro visualizzazione cartografica.
    In ciascuna di queste fasi, la cartografia assume capacità diverse a seconda dell’obiettivo da perseguire. Il prodotto finale è un sistema multimediale interattivo.




    S-Low Tourism

    Casti usa la frase “s-Low Tourism” per sottolineare l’assenza di una chiara rottura concettuale tra la nozione di lentezza e la nozione di velocità.
    In effetti, il suo acronimo si riferisce sia al “lento” come prerequisito per un’esperienza consapevole del territorio, sia alle compagnie aeree a basso costo che hanno rivoluzionato il modo in cui pensiamo ai viaggi aerei, come qualcosa di diverso da un viaggio, qualcosa basato sulla velocità e sicurezza.
    Da un lato, il viaggio aereo è aumentato, è più intenso e di solito copre un periodo di tempo più breve: è alla base di uno stile di vita attuale, per cui le destinazioni turistiche non vengono più analizzate sulla base di indicatori convenzionali.
    Allo stesso tempo, tuttavia, la nozione di sostenibilità applicata alla pianificazione territoriale ha ampiamente dimostrato che il turismo è una forza trainante per le comunità locali, che concepiscono e presentano il proprio spazio non solo come meta di vacanza ma come luogo da vivere nelle sue caratteristiche sociali, culturali e ambientali.
    In un salto di prospettiva, il turismo cessa di essere una semplice forza trainante per lo sviluppo economico e diventa un’opportunità per la rigenerazione regionale, al fine di produrre sviluppo sociale attraverso il recupero di un senso del luogo, vale a dire del valore chiave di territorio.
    Questo è un tipo di rigenerazione che si concentra sulle risorse culturali e naturali dei territori, ora rese disponibili online per un nuovo tipo di turista che è intriso di tecnologia dell’informazione e abituato a nuove modalità di viaggio.
    Questo nuovo turistaviaggiatore cerca un’esperienza di viaggio basata su un apprezzamento lento, sulla mobilità ecologica, ambientale e verde. Eppure, allo stesso tempo, la mobilità deve essere veloce affinché i viaggiatori possano sperimentare più destinazioni tematiche che condividono caratteristiche culturali comparabili.
    A livello locale, questo nuovo turismo si basa sulla valorizzazione dei progetti di piccole imprese, della tecnologia intelligente e della partecipazione dei cittadini.
    A livello internazionale, deve basarsi su una sinergia tra istituzioni pubbliche e private, volta a promuovere politiche comuni per lo sviluppo del turismo e dell’accessibilità.




    Il metodo RIFO

    Il metodo deriva da uno studio di monitoraggio su aree in disuso e obsolete (edifici costruiti tra il 1950 e il 1980) in Lombardia.
    Si basa su tre presupposti: la simbiosi tra rigenerazione del territorio e ristrutturazione urbana; uno spostamento dell’attenzione che coinvolge le “città” non più viste come strutture territoriali ma come siti che incarnano uno stile di vita ecologico; la prospettiva di una ristrutturazione circolare delle aree dismesse e fuori produzione, con la partecipazione attiva degli abitanti locali.

    Emanuela Casti - Metodo Rifo
    Operativamente, questo metodo mira a sostituire gli edifici obsoleti (in termini di sicurezza, risparmio energetico, nuove forme di vita e servizi igienico-sanitari) con nuovi edifici che soddisfano le attuali esigenze di vita e allo stesso tempo recuperano lo spazio sprecato.
    Infatti, pur mantenendo lo stesso volume per gli edifici, il metodo RIFO espande anche l’uso dello spazio sotterraneo e prevede quindi una riduzione della superficie occupata dalle aree coperte, con la possibilità di liberare terra per un uso successivo come parchi e aree verdi .
    RIFO prevede un processo circolare di demolizione e ricostruzione di aree obsolete e in disuso, e quindi comporta il trasferimento di abitanti che vivono in vecchi edifici in affitto all’interno dello stesso distretto. Tale trasferimento a corto raggio mira alla ristrutturazione inclusiva attuando strategie partecipative nelle fasi di pianificazione, garantendo un ruolo attivo per gli abitanti locali all’intero processo di demolizione e costruzione.

    Una metodologia partecipativa – la strategia SIGAP – recupera il capitale spaziale, vale a dire l’insieme di conoscenze e abilità degli abitanti che gestiscono attivamente i luoghi in cui vivono. SIGAP fa anche luce sull’uso di risorse spaziali presenti nelle aree RIFO pubbliche (servizi pubblici, accessibilità, patrimonio naturale); rileva priorità e criticità (fattori di inquinamento, necessità di spazi verdi, disagio sociale e sicurezza) e recupera i valori stratificati attribuiti ai siti.

    FONTE: en.wikipedia.org/wiki/Emanuela_Casti
    IMMAGINE: wikipedia.org | pixabay.com

  • Luca tom Bilotta, erede di Ken Follet, presenta mercoledì The Orange Hand alla Feltrinelli

    La vicenda dello scrittore rappresenta la consacrazione del sogno che diventa realtà. Partito un mese fa per l’America con il suo romanzo in valigia è tornato in Italia con il successo in mano. La prospettiva americana di Luca Tom Bilotta si è concretizzata grazie ad Albert Zuckerman, fondatore della Writers House, l’agenzia letteraria dei principali protagonisti della letteratura internazionale, tra cui spicca Ken Follett.

    Zuckerman ha dimostrato interesse per il lavoro di Luca Tom Bilotta, che ha potuto riprendere l’aereo verso casa con la certezza che il suo immediato futuro lo vedrà nella Grande Mela, fra gli autori di una delle più importanti agenzie al mondo. Nel frattempo continua in Italia il tour di presentazione di The Orange Hand, un thriller dal ritmo intenso ambientato nel mondo delle case farmaceutiche. Un romanzo che ha già riscosso notevole successo e che diventerà il soggetto di una serie televisiva per il mercato Canadese.

    Mercoledì 29 ottobre alle 18.00 Luca Tom Bilotta presenterà il suo romanzo alla Libreria Feltrinelli di Bergamo in via XXSettembre 55.

  • SUMMER UNIVERSITY: VACANZE LOW COST CON AEGEE-BERGAMO

    Sono più di 80 le mete europee nelle quali poter trascorrere le proprie vacanze low cost grazie al progetto Summer University di AEGEE. Questʼanno tra le destinazioni è presente anche Bergamo, la quale a luglio ospiterà 40 ragazzi europei per trascorrere una settimana a tema sportivo.

    AEGEE è la più grande Associazione studentesca europea a carattere multidisciplinare, la quale si batte per unʼEuropa democratica, diversa e senza confini. Come organizzazione no-profit, non-governativa e politicamente indipendente, AEGEE è aperta a studenti e giovani di tutte le facoltà e discipline. Fondata a Parigi nel 1985, oggi AEGEE è cresciuta fino ad avere un Network di 13.000 membri, presenti in 200 città in 40 nazioni in tutta Europa. Tra i progetti più famosi che contribuì ad istituire, annovera il famosissimo programma Erasmus.

    Da 25 anni a questa parte AEGEE-Europe promuove il progetto Summer University, il quale permette a giovani europei, dallʼAzeirbaijan alle Isole Canarie, dalla Svezia a Malta di incontrarsi durante lʼestate. Grazie a questa iniziativa, ogni anno da Bergamo numerosi ragazzi colgono questa possibilità e tornano a casa con unʼidea diversa di Europa, consapevoli di aver trascorso la “migliore estate della loro vita!”.

    Per poter partecipare è necessario tesserarsi alla sede locale più vicino a casa propria, in questo caso AEGEE-Bergamo, avere unʼetà compresa tra i 18 e i 35 anni, e scegliere la propria destinazione preferita. La peculiarità delle Summer University si percepisce nei suoi principî fondanti: sono organizzate tassativamente da giovani volontari residenti nei luoghi in cui si viene ospitati, sono a prezzo stracciato e perseguono lʼidea di uno scambio linguistico e culturale.

    Per poter visualizzare le destinazioni del 2014 basta visitare il sito www.aegee.org/su e decidere se si preferisce fare surf a Las Palmas, attraversare in treno con la famosa Transiberiana la Russia, passeggiare tra le strade di Parigi o nuotare nelle pesanti acque del Mar Morto. Durante il processo di selezione si sarà seguiti ed aiutati dai ragazzi volontari dellʼassociazione di partenza.

    Questʼanno finalmente anche Bergamo ne organizza una tutta per sé, cercando di intrecciare la bellezza della nostra città e la grande tradizione che da anni abbiamo nellʼambito sportivo. Quindi dal 19 al 27 luglio, verranno ospitati 40 ragazzi europei, i quali si misureranno negli sport più disparati, grazie anche alla collaborazione con le Politiche Giovanili del Comune di Bergamo.

    Per promuovere questo evento e mostrare in anteprima la sorprendente bellezza nascosta di Bergamo, AEGEE-Bergamo ha prodotto un video sulle note di Happy di Pharrell, alimentando la lista di città nella quale è stato girato quello che ormai è diventato un video virale. Per poter visionare il video vai a questo link: http://youtu.be/QHIw5t0MLqc

    Per info:
    AEGEE-Bergamo

    [email protected]

    www.aegeebergamo.eu

    FB: Aegee Bergamo

    Summer University: www.aegee.org/su

    Video promo: http://youtu.be/QHIw5t0MLqc

  • Stella Polare: il nuovo libro di Claudio Sottocornola

    Crisi del sacro, scuola ed educazione, recessione economica, critica alla civiltà tardo-capitalistica, questione gay: l’ultima fatica del ‘filosofo del pop’ è un saggio mémoire sulle transizioni della contemporaneità, dedicato a Giacomo Leopardi e Johnny Hallyday

    CLD – Claude Productions
    e
    Marna Editrice
    sono lieti di presentare

    STELLA POLARE
    il nuovo libro di Claudio Sottocornola

    Si intitola Stella Polare (Ed. Marna, pp.240, euro 15.00) il nuovo libro di Claudio Sottocornola, il popolare uomo di cultura lombardo noto per la sua esperienza multidisciplinare tra divulgazione filosofica, musica e cultura pop. L’ultima fatica del docente bergamasco – meglio noto come ‘filosofo del pop’ per l’ampiezza degli interessi e la poliedricità delle attività – si ricollega direttamente alle “questioni” poste nel precedente I Trascendentali Traditi (2011). Dopo il ponderoso lavoro multimediale di Working Class, che lo ha visto operativo dal territorio al web tra musica e filosofia, Sottocornola torna alla scrittura: Stella Polare è una raccolta di saggi sullo status quaestionis dell’attuale crisi di civiltà, una sequenza di interventi che passano in rassegna i temi più cari al filosofo orobico, dal declino del sacro alla cultura pop, dal problema educativo al pensiero debole, dalla ridefinizione dei ruoli alla questione gay, dalla recessione economica al mutamento dei paradigmi culturali in atto, nella ricerca di verità esistenziali e non ideologiche.

    Cultura di massa e nuovi media, buona e cattiva televisione, raduni giovanili, maternità ed evoluzione del ruolo femminile, senso della festa e crisi della religione: tematiche che un intellettuale inquieto come Sottocornola inquadra all’interno di una civiltà percepita come sempre più degradata, claustrofobica, autoreferenziale. Dopo aver dedicato il precedente libro a Pier Paolo Pasolini, ora l’autore rivolge il suo pensiero a Giacomo Leopardi, poeta del desiderio da lui particolarmente amato, al quale associa sorprendentemente il divo del rock Johnny Hallyday, ribadendo così il valore dirompente che egli attribuisce alle icone della popular music.

    Docente di Filosofia e Storia al Liceo Mascheroni e di Storia della canzone e dello spettacolo alla Terza Università di Bergamo, Sottocornola conferma la sua visione non convenzionale, addentrandosi in un’indagine che utilizza poesia, musica, immagini per esprimere un pensiero olistico e circolare, che punta a includere e valorizzare ogni posizione teoretica, ogni approccio esistenziale, ogni ambito di realtà. Sottocornola torna sulla pista autobiografica sia nel saggio mémoire che nella poesia, soffermandosi sulle difficoltà della spiritualità occidentale, avvicinata come àmbito di una più autentica fenomenologia della vita nella sua concretezza e quotidianità.

    Claudio Sottocornola:
    www.cld-claudeproductions.com

    Marna Editrice:
    www.marna.it

    Ufficio stampa Synpress44:
    www.synpress44.com

  • Esperti del verde da tutto il mondo a Bergamo

    Bergamo2 settembre 2013 – Piet Oudolf, rivoluzionario plant designer, che ha fatto di una ferrovia sopraelevata e abbandonata di Manhattam un’area verde. Tom Stuart Smith, autore del giardino realizzato in occasione del Giubileo della Regina al castello di Windsor. I progettisti del pluripremiato studio Hargreaves di San Francisco e autori del waterfront di New Orleans e del Parco Olimpico di Londra 2012. Sono solo alcuni dei Paesaggisti, Garden Designers e Landscape Architects selezionati e invitati da Arketipos e dal Comune di Bergamo per la terza edizione de “I Maestri del Paesaggio-International Meeting of the Landscape and Garden, tra le manifestazioni più significative a livello internazionale sulle tematiche del paesaggio e del binomio tra natura e architettura, in programma dal 7 al 22 settembre 2013 a Bergamo Alta. Due settimane di appuntamenti, seminari e workshop, eventi culturali e enogastronomici, mostre e concorsi dedicati a turisti, cittadini, appassionati dei fiori e dei giardini oltre che esperti dell’architettura del verde.

    Fulcro della manifestazione saranno le due giornate dedicate al Meeting, sabato 14 e domenica 15 settembre al Teatro Sociale di Bergamo Alta e cornice dell’evento sarà Piazza Vecchia trasformata in un bosco-giardino con filari di carpino, albero tipico della pianura e del paesaggio italiano, che verranno installate in mezzo ad arredi appositamente concepiti per permettere alla gente 24 ore su 24 per tutta la durata della manifestazione di sostare, osservare e sentirsi parte della natura, come vuole lo spirito di questo evento. L’installazione temporanea a verde, progettata da Lucia Nusiner dello studio GPT, sarà infatti piattaforma di incontri ed eventi, portavoce dei valori e dei messaggi del Meeting, che quest’anno verterà sul tema “FEEL THE WATER“.

    Tra le novità di quest’anno gli “Aperitivi di paesaggio”, che si svolgeranno nei locali di Città Alta, dove esponenti del mondo culturale, letterario, accademico e sportivo evidenzieranno i valori del paesaggio dal loro originale punto di vista. In programma anche uno spettacolo di video mapping in 3D proiettato sulle antiche pietre della Torre del Campanone e da non perdere i Mini cakes di piselli, fave e patate la ricetta benvenuto della manifestazione, scelta nei mesi scorsi tra le numerose proposte studiate ad hoc da amanti della cucina di tutta Italia, ora “patrimonio de I Maestri del Paesaggio”. Le mini cakes saranno offerte gratuitamente nei locali di Città Alta, insieme a tanti altri spuntini “golosi” che faranno da sfondo alle giornate della manifestazione, dove il gusto e la tradizione delle ricette locali si uniranno all’inventiva e alla creatività di chef famosi.

    La manifestazione conferma la visione internazionale di Bergamo, candidata anche a diventare Capitale Europea della Cultura per il 2019 e già riconosciuta come città paesaggio per eccellenza. Per info: http://www.arketipos.org/organizzazione-2013/la-manifestazione/

    Per accrediti :

    Ufficio stampa – Informa adv

    Claudia Rota[email protected]

  • L’acqua e il bosco in Piazza – Il linguaggio degli alberi diventa internazionale

    Il cuore di “I Maestri del Paesaggio-International Meeting of the Landscape and Garden, dal 7 al 22 settembre 2013, a Bergamo Alta, ruota intorno alle due giornate dedicate al Meeting (14-15 settembre) inserite in un evento che coinvolgerà turisti, cittadini, appassionati dei fiori e dei giardini oltre che esperti dell’architettura del verde. Due settimane ricche di appuntamenti, seminari e workshop, eventi culturali e enogastronomici, mostre, aperitivi del paesaggio e concorsi.

    La rosa di relatori dell”edizione 2013 include le più autorevoli firme tra Paesaggisti, Garden Designers, Landscape Architects selezionati e invitati da Arketipos per questa terza edizione: Sophie Agata Ambroise (CH), che ha progettato resort di lusso in tutto il mondo, Marco Bay (IT), firma del giardino dell’Hangar Bicocca e dei giardini storici del Lago d’Orta, George Heargreaves (USA), autore di tanti progetti di altissimo livello tra cui il masterplan per le Olimpiadi di Sidney del 2000 e il suggestivo South Point Park di Miami, Piet Oudolf (NL),uno dei più geniali paesaggisti contemporanei, considerato un monumento vivente alla progettazione green, Tom Stuart Smith (UK), autore del nuovo giardino del Castello di Windsor per il cinquantesimo anno di regno della Regina Elisabetta, Hinnerk Wehberg (DE), vincitore di numerosi premi in competizioni internazionali, e il primo classificato del Chelsea Flower Show 2013.

    Il programma è aperto al contributo di altri esponenti della cultura, tra cui quello del filosofo Silvano Petrosini che porterà il suo contributo sul tema “L’etica di abitare la terra “.

    Non mancheranno occasioni di confronto diretto con l’eccellenza del Paesaggio, grazie ai workshop e ai seminari disponibili su iscrizione. Appuntamenti in cui sarà possibile interfacciarsi con i Paesaggisti già ospiti della Manifestazione nelle edizioni precedenti come John Brookes (UK), Gabriele G. Kiefer (DE), Marco Pozzoli (IT), Arend Jan van der Horst (NL). Molto atteso il workshop di fotografia tenuto da Clive Nichols (UK), riconosciuto come uno dei migliori fotografi del paesaggio al mondo.

    Dal 7 al 22 settembre la splendida Piazza Vecchia di Città Alta, prestigioso salotto di Bergamo, diventa un giardino in città – anzi quest’anno un bosco in città – che permetterà di “toccare con mano” i temi della manifestazione. L’installazione temporanea a verde sarà piattaforma di incontri ed eventi, portavoce dei valori e dei messaggi del Meeting, che quest’anno verterà sul tema “FEEL THE WATER“.

    Un evento che testimonia il profondo legame tra i beni del territorio, le tematiche della tutela del paesaggio e più in generale la cultura. Sono mille gli esempi letterari, musicali, poetici che hanno come oggetto l’emozione del paesaggio. E’ questo dunque uno dei filoni che può autorevolmente segnare il ruolo culturale di Bergamo, candidata europea della cultura 2019, come Città del Paesaggio.

    Un evento di grande successo, come hanno dimostrato le edizioni degli anni precedenti (2011 e 2012). Parlano le cifre: 200 mila visitatori, centinaia di partecipanti ai meeting, workshop ed eventi, relatori internazionali di prestigio. Torna a Bergamo un evento d’eccellenza, unico al mondo, che fa del paesaggio il suo protagonista d’eccezione. Un’organizzazione complessa ed efficiente che si realizza attraverso l’attenta regia dell’associazione Arketipos, sostenuta, tra gli altri, dall’Associazione Italiana di Architettura del Paesaggio.

    I Maestri del Paesaggio è ormai un evento internazionale, patrimonio della città di Bergamo, patrocinato dalle istituzioni, tra cui Regione Lombardia, Provincia e Comune di Bergamo oltre che da numerose associazioni nazionali e internazionali.

    Ufficio stampa

    Claudia Rota

    [email protected]

  • Auchan dona 20 ovetti al reparto neonatale del nuovo ospedale di Bergamo

    L’attenzione verso le problematiche sociali è sempre stata un punto fermo della filosofia di Auchan, oltre all’attenzione per le esigenze del territorio e per le problematiche ad esso riferite. Ed è con questo spirito che Auchan lunedì 17 dicembre consegnerà all’ospedale di Bergamo gli ovetti necessari per trasferire i neonati dal vecchio nosocomio al Papa Giovanni XIII.

    Mercoledì, infatti, sarà il turno della Patologia Neonatale a trasferirsi nella nuova struttura, con la necessità anche di un apporto logistico per lo spostamento dei bambini da una sede all’altra.

    In un’ottica di collaborazione e di attenzione verso la comunità, il direttore dell’Ipermercato, Alberto Ferrari, ha aderito con grande slancio all’iniziativa per sostenere il nuovo ospedale intitolato a Papa Giovanni XXIII. «Questo dimostra quanto ci sentiamo vicini alla città e alle sue esigenze – ha dichiarato il direttore – Da oltre 35 anni l’Ipermercato Auchan di Bergamo è sinonimo di convenienza e qualità ed è da sempre in prima fila con la gente per la gente»

    Dopo il trasferimento, i 20 ovetti donati da Auchan saranno devoluti alle mamme ricoverate che più necessitano di un sostegno.

  • L’Afghanistan è a Bergamo, dove la brace arde!

    L’ Afghanistan come non lo ha mai raccontato nessuno

    a BERGAMO, il 3 ottobre 2012

    La verità, tutta la verità, nient’altro che la verità sull’Afghanistan raccontata da chi si è introdotto nel Paese dei talebani privo di credenziali, senza mansioni e scorta armata. È la sostanza di cui è fatto L’inferno chiamato Afghanistan, il nuovo libro dello scrittore Giuseppe Bresciani, in cui si raccontano tre mesi vissuti intensamente, come un viaggiatore d’altri tempi, con la sensazione di essere invisibile, per quanto sia impossibile rendersi tali in un Paese in guerra, e per essere creduto un agente segreto o un pazzo. Per cogliere il genius loci e raccontarlo senza reticenze, schierandosi dalla parte della verità e denunciando gli intrighi del potere. Per dipingere l’affresco di una realtà che conosciamo superficialmente, attraverso i reportage dei giornalisti embedded e per fondere nel crogiolo della scrittura molteplici pietre preziose. L’inferno chiamato Afghanistan è un libro difficile da inquadrare ma che si legge tutto d’un fiato. È un mosaico narrativo che prende forma in virtù di tessere vivacissime su cui sono fissati come sullo smalto le condizioni disperate e i rari attimi sereni che scandiscono la vita del popolo afghano. Ogni tessera è un’illustrazione incisiva, documentata, piena di passione, ma è il loro insieme a configurare la storia. Il racconto è attuale, coinvolgente. Ci mostra la vita e la morte e di entrambe è testimone oculare. Mette a nudo la condizione femminile e quella non meno drammatica dei bambini, la quotidianità nelle carceri e nei campi per sfollati, i retroscena delle operazioni di guerra e di pace a un tempo del nostro contingente militare e degli aiuti umanitari, il fenomeno dilagante della droga, il vuoto sanitario, la corruzione politica. Ma coglie anche gli aspetti poetici e spirituali di un popolo condannato all’inferno pur amando la vita. Le parole squarciano l’omertà e scuotono le coscienze. Come un plettro, la lettura solletica le corde del cuore e le fa vibrare, ora con vigore ora dolcemente, suscitando sentimenti di segno opposto: sdegno, rabbia e disgusto accanto alla commozione, all’empatia e al sentire più intimo, permeabile al fascino dell’Oriente misterioso e del sogno infranto. Il lettore si trova obbligato a una scelta: odiare o amare. L’indifferenza non è più plausibile.

    L’inferno chiamato Afghanistan sarà presentato a BERGAMO, presso Il Caffè letterario di via San Bernardino 53, il 10 ottobre alle ore 20,30.

    Dialogherà con l’autore, il giornalista Giorgio Gandola, direttore de L’Eco di Bergamo.

  • Il nuovo saggio di Claudio Sottocornola alla Buona stampa


    Claudio Sottocornola
    e
    Velar Edizioni

    sono lieti di presentare:

    I trascendentali traditi

    Venerdì 16 dicembre 2011
    ore 18.00
    Libreria Buona stampa – saletta presentazioni
    Via Paleocapa 4/E

    Bergamo

    Interverranno:
    Alessia Biasiolo, Agata Salamone e Donatella Merigo.


    Una dedica a Pier Paolo Pasolini e nove brevi conversazioni sui trascendentali, ovvero quei “caratteri che appartengono all’essere in tutta la sua estensione”, secondo la rigorosa definizione di Vanni Rovighi, che delinea con chiarezza la portata di quei concetti, come bene, verità, bellezza, unità che i filosofi medievali predicavano di tutto il reale, nel solco di un ottimismo metafisico culminante nel pensiero di Tommaso d’Aquino, che apre sotto forma di citazione, accanto ad altro autore classico o moderno, ogni capitoletto. Questa è la struttura di I trascendentali traditi (pp. 164, Ed. Velar, euro 9.00), la nuova fatica di Claudio Sottocornola, che l’autore presenterà a Bergamo il 16 dicembre. Come di consueto, il filosofo lombardo non manca di stupire: dopo le recenti e apprezzate incursioni nella storia d’Italia con spettacoli e lezioni-concerto in occasione dei 150 anni dell’Unità d’Italia, egli affronta con il consueto rigore creativo temi cardine del pensiero occidentale in un saggio che interpreta – e valorizza grazie a originali chiavi di lettura – il contemporaneo.

    Sottocornola – filosofo, docente, interprete, saggista – utilizza musica, poesia e immagine come strumenti di lavoro privilegiati: non a caso la critica lo ha definito efficacemente ‘il filosofo del pop’ grazie all’uso delle categorie “popular” per la sua attività ermeneutica. I trascendentali traditi si sofferma sulla contemporaneità e le sue derive, sul declino di una civiltà e sul pensiero debole, ma anche sui valori tenacemente ricercati nonostante scetticismo e disillusioni. Come accadeva per i collage di Eighties, nei quali Sottocornola operava senza cesure tra cultura alta e bassa, popular e arte sacra, anche in I trascendentali traditi si muove fra pensiero debole e pensiero forte, “ove alla fine orizzontale e verticale, universale e particolare, verità e dubbio, anarchia e dogma convivono danzando mirabilmente sotto lo stesso cielo”. Perché “tutto è grazia”, secondo la celebre affermazione del curato di Bernanos, ma non tutto è uguale e bisogna saper scegliere quale intensità di vita e di valore vogliamo realizzare”, sostiene con forza Sottocornola. C’è nell’intero percorso un forte richiamo alla responsabilità: come docente l’autore si è ispirato ai bisogni e alle domande dei suoi studenti, a un’idea di filosofia come “testamento minimo”, come una testimonianza e un impegno a orientare nel cammino una generazione che si smarrisce.

    I trascendentali traditi verrà presentato al pubblico e alla stampa venerdì 16 dicembre alle ore 18.00 presso la Libreria Buona Stampa a Bergamo, in Via Paleocapa, 4/E. Interverranno Alessia Biasiolo (direttrice di testata e scrittrice), Agata Salamone (docente di Filosofia e Storia), Donatella Merigo (lettrice).


    Claudio Sottocornola:
    http://www.cld-claudeproductions.com

    Libreria Buona stampa:
    http://www.buonastampa.it