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  • Umbria, De Pierro nomina Lorenzo Lombardi vice responsabile regionale


    Il regista di San Giustino ha ricevuto la nomina direttamente dal presidente dell’Italia dei Diritti, che qualche giorno prima gli aveva già assegnato il ruolo di vice responsabile del Dipartimento Beni Culturali, e prenderà il posto del dimissionario Giampiero Prugni

    Roma – Dopo i successi cinematografici, per il regista Lorenzo Lombardi arriva un importante incarico dal movimento politico nazionale Italia dei Diritti.
    Il presidente Antonello De Pierro lo ha scelto con nomina diretta, qualche giorno fa, come vice responsabile nazionale per i Beni Culturali, e ora come vice responsabile regionale per l’Umbria.
    Con quest’ultima delega prende il posto del dimissionario Giampiero Prugni, ex candidato presidente alla Regione Umbria, che aveva, tra le altre cose, lanciato l’idea del Perugia International Film Festival, proponendo la direzione artistica all’attrice Monica Bellucci.
    L’Italia dei Diritti infatti non parteciperà alle elezioni del 31 maggio 2015 causa vizio di forma nella presentazione delle firme dei sostenitori malgrado la consegna nei termini stabiliti.

    Sono onorato di ricevere ben due nomine di tale rilievo — ha dichiarato Lombardi —. Sono orgoglioso di essere umbro e quindi italiano e questi due incarichi mi permetteranno di dare voce nuova e giovane alla mia regione e alla Cultura del nostro Bel Paese”.

    Il giovane film-maker ha poi continuato: “Sono convinto che l’epoca storica in cui viviamo ci abbia sottratto molto, ma al tempo stesso abbia scosso i nostri animi per una nuova rinascita, sia essa sociale, economica, culturale. Per l’Umbria, assieme al responsabile Massimiliano Sirchi, cercheremo di migliorare lo stato della nostra regione con proposte innovative ed efficienti focalizzando l’attenzione sui diritti che non devono essere calpestati (sanità, lavoro, infrastrutture, ambiente, innovazione), tutelando la nuova e la vecchia generazione”.

    Sulla nomina ha detto la sua anche il leader De Pierro: “Credo che Lorenzo Lombardi sia l’uomo nuovo che possa portare, grazie alle sue competenze professionali, uno slancio positivo, innovativo e rivoluzionario all’Italia dei Diritti e grazie alle sue conoscenze nel mondo dell’arte saprà valorizzare anche il cinema made in Italy”.

  • In catene in Procura contro omissioni istituzionali a Ostia a favore di persone vicine a un clan

    L’anziana preside Lucia Salvati ha manifestato ancora per portare alla luce l’incredibile vicenda che la vede coinvolta, chiedendo di parlare col procuratore capo Giuseppe Pignatone

    Roma – Continua la protesta di Lucia Salvati, l’ex preside in pensione che aveva già manifestato mesi fa in catene davanti all’Ufficio del Giudice di Pace e nella sala consiliare del Municipio di Ostia, alla presenza del sindaco Marino, in occasione dell’assemblea per l’emergenza criminalità sul litorale, denunciando vessazioni subite e omissioni commesse da parte di alcuni appartenenti alle istituzioni del X Municipio, in primis alcuni vigili urbani e dipendenti del locale ufficio tecnico, per coprire i vicini di casa, contro i quali aveva presentato un esposto per abusi edilizi ai suoi danni, e che, per costringerla a desistere dal chiedere i suoi diritti, non avevano esitato a presentarsi per minacciarla davanti casa con un noto esponente di un clan malavitoso, la cui caratura criminale è emersa in tutta la sua pienezza a seguito dell’inchiesta condotta contro le associazioni mafiose di Ostia, in cui è stato indicato come il capo del clan stesso e mandante di due omicidi.

    La donna, al centro di una vicenda kafkiana che ha coinvolto anche i suoi due figli, questa volta, come aveva già annunciato, si è presentata incatenata all’ingresso del Tribunale di Roma, chiedendo di parlare con il procuratore capo Giuseppe Pignatone, nel quale ripone la massima fiducia. Alla fine l’incontro con Pignatone non c’è stato, ma ha avuto modo di incontrare due uomini della polizia giudiziaria della procura, a cui ha raccontato, con dovizia di particolari e con l’esplicitazione di una consistente mole di ipotesi criminose, la sua assurda storia, che l’ha sfiancata fisicamente ed economicamente. La Salvati, che non ha alcuna intenzione di desistere dalla lotta intrapresa per far emergere la sua incredibile vicenda, che “in uno stato di diritto non avrebbe motivo di esistere, ma che, invece, grazie ai comportamenti omissivi di alcune cellule deviate delle istituzioni si è trasformata in un’odissea dove i delinquenti sono diventati vittime e le persone per bene delinquenti, grazie a chi ha coperto soggetti in rapporti con un clan malavitoso”.”

    Basta fare un sopralluogo in loco – ha spiegato l’anziana preside – e leggere attentamente le carte per comprendere immediatamente ciò che è successo. Continuerò a protestare affinché gli organi competenti facciano luce e puniscano quei comportamenti illegali che denuncio da tempo, ma che per coprire non si è esitato a muovere accuse inventate contro la mia famiglia, traendo a volte in inganno anche i giudici chiamati a decidere, anche se fortunatamente in alcune circostanze qualche magistrato particolarmente attento ha rilevato le false accuse limitando i danni di una storia che ha seriamente minato la serenità della vita mia e della mia famiglia. Abbatterò quel muro di omertà istituzionale che si è creato intorno all’intera vicenda e quella coltre censoria che alcuni media inspiegabilmente hanno opposto finora. Le mie proteste continueranno in forma sempre più eclatante, anche presso le sedi di quegli organi di stampa che finora hanno ignorato la notizia. Hanno provato di tutto per farci desistere dal denunciare gli abusi commessi. Dalle denunce per inesistenti abusi edilizi da parte di alcuni vigili urbani, o più precisamente vigilesse, corredate di dichiarazioni false in merito alla regolarità dei lavori eseguiti da coloro che avevo denunciato, alle intimidazioni dei vicini da me denunciati in compagnia di un noto esponente malavitoso, indicato da inquirenti e media a capo di un clan mafioso. E proprio per distogliere l’attenzione da quest’ultimo episodio, di tale gravità, non hanno esitato a farci piovere addosso, a iniziare dal mese successivo, denunce di ogni tipo, assolutamente inventate, che spesso, come già detto, hanno tratto in inganno anche alcuni giudici, con l’utilizzo di affermazioni che viaggiano tra il surreale e il tragicomico. Si parla addirittura di minacce di morte con l’utilizzo di armi, collocate temporalmente addirittura un anno e mezzo prima. Se hanno sentito il bisogno di denunciare solo dopo così tanto tempo, la paura deve essere stata veramente tanta! Io personalmente, e credo chiunque capace di intendere e di volere, mi sarei barricata in casa e avrei immediatamente allertato le forze dell’ordine. Oppure, in relazione all’episodio dell’intimidazione con il capo del clan, quest’ ultimo sarebbe rimasto talmente impaurito dalla presenza di mio figlio che, ‘vista la pericolosità del soggetto’, sarebbero stati costretti a farlo nascondere dentro la loro autovettura. O ancora, riferendosi all’altro mio figlio, l’hanno definito ‘soggetto molto pericoloso, in quanto esperto di arti marziali’. Peccato che questi non abbia mai messo piede in una palestra e per di più è affetto da serie patologie alla colonna vertebrale. Se chi ha scritto non si è sentito ridicolo, spero che le istituzioni deputate affrontino finalmente tutta la vicenda con attenzione, per ridare a me serenità e fiducia nelle istituzioni, che ho rappresentato fedelmente per 42 anni, e perseguano le condotte di chi finora ha potuto bellamente fare e dire ciò che ha voluto, con la certezza di godere, come più volte anche dichiarato a mo’ di vanto, di varie protezioni. Confido nella presenza a Roma del procuratore Pignatone e del suo pool, a cui aggrappo la mia speranza di far emergere la verità e ottenere giustizia”.

  • Italia dei Diritti vera novità a elezioni amministrative di Perugia


    Grande entusiasmo ha suscitato la presenza del presidente del movimento Antonello De Pierro alla presentazione delle liste a sostegno del candidato sindaco di centrosinistra Wladimiro Boccali

    Perugia – Sono stati il sindaco Wladimiro Boccali e l’Italia dei Diritti, con a capo il suo presidente Antonello De Pierro, i veri protagonisti dell’incontro organizzato per la presentazione della coalizione di centrosinistra a Perugia l’altra sera nei locali dell’ex lanificio in località Ponte Felcino. Un appuntamento a cui i sostenitori della parte politica fedele al ricandidato sindaco uscente hanno risposto in massa in un’atmosfera festosa, con un fiume di gente che è scivolato entusiasta nella grande sala dove la ressa era imponente, tanto rendere ardua ogni stima circa il numero dei presenti, tra cui anche la presidente della Regione Umbria Catiuscia Marini e l’assessore Silvano Rometti.

    Da una parte la curiosità di conoscere la nuova offerta politica da portare in dote alla città, su cui Boccali non ha deluso le aspettative parlando di quanto di buono è stato fatto dalla sua squadra negli ultimi 5 anni e tracciando le linee programmatiche future nei più disparati settori, leggendo tutto d’un fiato un ottimo e condivisibile discorso scritto forse per evitare di omettere qualche punto importante. Dall’altra quella di iniziare a mettere a fuoco una figura nuova che, negli ultimi mesi si è imposta sempre più nel panorama politico perugino, l’Italia dei Diritti appunto, fondata alcuni anni or sono dal giornalista romano Antonello De Pierro come movimento extraparlamentare e che proprio dal capoluogo umbro aveva lanciato, nell’ultimo scorcio dell’anno scorso, la sua trasformazione in entità politica lanciata verso l’ingresso nelle sedi istituzionali.

    E c’era molta attesa in sala per l’annunciata presenza del leader De Pierro, che è giunto accompagnato dal responsabile nazionale del Coordinamento Territoriale e Circoli Ivano Saitta e dai vertici umbri del movimento, il responsabile regionale Massimiliano Sirchi e il vice Giampiero Prugni, nonché dalla vice responsabile perugina Catia Gori, a locale già pieno ai limiti della capienza. Il termometro dell’entusiasmo ha fatto registrare improvvisamente una consistente e repentina impennata verso l’alto, vista la notevole attività svolta a livello nazionale sempre a tutela dei diritti dei più deboli, che gli ha fatto conquistare ad oggi il 12° posto nella speciale classifica dei politici italiani più amati sul web http://www.baroncelli.eu/politici_italiani/.

    Un tripudio che per qualche minuto ha oscurato e marginalizzato nell’attenzione dei presenti quanto avveniva sul palco degli interventi e ha fatto salire notevolmente le quotazioni della lista che ospita i candidati dell’Italia dei Diritti, Ivano Saitta, Massimiliano Sirchi, Catia Gori ed Elena Prugni. Una lista voluta fortemente dal vice sindaco uscente Nilo Arcudi, che ha chiesto aiuto all’Italia dei Diritti per l’apporto di un valore aggiunto alla formazione di una compagine competitiva, che potesse offrire alla città un’iniezione benefica di ossigeno nei centri tessutali più importanti. Un sos accolto immediatamente dal responsabile del Coordinamento Territoriale Saitta e dal responsabile regionale Sirchi che, dopo aver incassato l’approvazione del presidente De Pierro, hanno dato via a un progetto ambizioso che ha coinvolto gran parte delle realtà associazionistiche di Perugia, confluite nella solida formazione “Unione Civica”.

    Ho immediatamente sposato quest’idea – ha dichiarato De Pierro – per fornire ai cittadini di Perugia il supporto rappresentato dai nostri valori portanti, che trovano compiuta espressione nei principi di legalità e giustizia e nel rispetto assoluto dei diritti sanciti dalla nostra Carta costituzionale, che sono alla base del nostro concetto di politica. Il nostro impegno è volto a porre costantemente i corpi collettivi al primo posto, puntando in particolar modo sul rispetto dell’etica in ogni manifestazione comportamentale nell’espletamento del mandato affidato dall’elettorato tramite l’espressione di suffragio. Chi crede di poter fare politica al servizio e nell’interesse supremo del popolo può andare d’accordo con noi, ma chi invece nasconde sotto una parvenza di devozione istituzionale un orientamento intenzionale che mira al mero esercizio del potere affidatogli per la salvaguardia dei suoi tornaconti personali con noi dovrà fare i conti e sarà battaglia. Oggi è quanto mai necessario riavvicinare la gente alla politica e soprattutto favorirne la partecipazione attiva. E’ questa la vera sfida che lo spaccato attuale ci impone altrimenti, e siamo fuori tempo massimo, continueremo la nostra marcia su binari morti che ci condurranno verso un punto di non ritorno. E il nostro dnatico propugnare l’etica è esteso chiaramente a tutto il parenchima istituzionale e non solo alle cariche elettive. La corruzione in Italia supera la metà di quella di tutta l’Europa, credo che la politica non possa più permettersi di tollerare ma è chiamata a interventi decisi e risolutivi. Noi ci siamo e non abbiamo mai avuto dubbi in merito, auspichiamo che anche gli altri vadano in questa direzione”.

    (Foto di Franco Simonetti)

  • De Pierro, ecco perché non mi sono candidato a sindaco di Roma


    Il presidente dell’Italia dei Diritti, che ha sostenuto Ignazio Marino, spiega le ragioni del cambio di rotta rispetto a quanto annunciato mesi fa dichiarando di essere scettico sulla presenza del partito socialista in coalizione

    Antonello De Pierro

    Roma – Aveva annunciato mesi fa la sua candidatura alla carica di sindaco di Roma Capitale, passando per le primarie del Centrosinistra, e aveva iniziato un duro lavoro preparatorio per perseguire l’obiettivo auspicato, ma alla fine ha deciso di non candidarsi e di sostenere Ignazio Marino.

    Infatti, Antonello De Pierro, presidente dell’Italia dei Diritti, è in prima linea nel sostegno al grande chirurgo che sta correndo per il massimo scranno del Campidoglio e ha scelto di spiegare la sua scelta rinunciataria: “Quando ho preso la decisione di tentare la scalata al Campidoglio, pur essendo trascorso un lasso di tempo piuttosto breve, il panorama politico era in gran parte diverso rispetto ad oggi. Da allora, e parliamo di settembre scorso, abbiamo assistito ad uno sconvolgimento rilevante dell’assetto e degli equilibri partitici, soprattutto con la quasi estinzione dell’Italia dei Valori, partito a cui noi dell’Italia dei Diritti facevamo molto riferimento, e al cui declino, paradossalmente proprio io ho in parte contribuito, col ruolo avuto, che rivendico orgogliosamente, nella vicenda che ha portato allo smascheramento delle condotte quantomeno poco etiche di Vincenzo Maruccio. L’operazione che avevamo in mente di concretizzare era molto simile a quelle che hanno portato alla vittoria di Luigi de Magistris a Napoli e di Leoluca Orlando a Palermo, e per realizzarla contavamo sul sostegno proprio dell’Idv, oltre che a quello di Sel, della Federazione della Sinistra e dei Verdi Ecologisti. E’ logico che con la caduta del partito di Antonio Di Pietro, che avrebbe dovuto essere il pilastro dell’iniziativa, si è sgretolato inevitabilmente tutto l’impianto progettuale”.

    Poi il leader dell’Italia dei Diritti, che attualmente figura al 40esimo posto nella classifica ufficiale dei politici più amati su Facebook, con un trend di crescita che da un mese oscilla permanentemente tra il 3° e il 5° posto, avanza una piccola critica alle primarie a cui avrebbe dovuto partecipare: “Se fossi stato in gara sarei stato molto polemico su come sono state impostate le consultazioni selettive per la scelta del candidato sindaco. Infatti non comprendo perché debbano essere connotate come ‘Primarie del Pd’ e non della coalizione”.

    De Pierro, che in questi mesi è passato anche per una soddisfacente candidatura al Senato nelle liste di Centro Democratico nel collegio molisano, a seguito di un accordo siglato con la formazione di Donadi, Formisano e Tabacci, spiega la scelta da parte del movimento di sostenere Marino, anche se con qualche riserva per la presenza dei socialisti in coalizione: “Alla luce della riduzione del flusso consensuale su cui contavo alle primarie avevo deciso comunque di non proseguire nel progetto della mia candidatura a sindaco e quando ho saputo della presenza di Ignazio Marino tra candidati non ho avuto più dubbi, sarebbe stato lui il nostro candidato. Ed ora, superate le Primarie, anche grazie al nostro contributo, stiamo lavorando per giungere alla vittoria finale del centrosinistra con colui che riteniamo essere il più valido rappresentante della coalizione per indossare la fascia tricolore. Però non possiamo esimerci dall’esprimere il nostro scetticismo per la presenza del Psi in coalizione, e non certo per fattori ideologici o per la presenza nel partito di persone non gradite, anzi l’attuale capogruppo alla Regione Lazio Oscar Tortosa è un nostro validissimo e commendevole esponente, abbiamo sostenuto fortemente la sua elezione e gode di tutta la nostra stima e fiducia. Le ragioni dei nostri dubbi affondano le loro radici nell’incapacità gestionale e organizzativa della dirigenza locale del partito, che già temevamo da tempo e che si è palesata in tutta la sua interezza in occasione della presentazione delle liste per il Comune di Roma Capitale. Basti pensare al fatto che nei Municipi sono state presentate solo quattro liste su quindici e, per giunta, di gran lunga ridotte nei componenti. Addirittura nel X (ex XIII) Municipio si è sfiorato il ridicolo quando da una lista di diciotto persone (la lista completa è di 24) è stata esclusa senza motivo una donna, con il risultato definitivo di un elenco votabile di 17 candidati e con buona pace delle pari opportunità e delle quote rosa. A nostro avviso ciò arreca un danno inestimabile in afferenza ai consensi e penalizza l’intera coalizione e naturalmente il partito stesso che fu, suona un po’ strano, di Pertini e di Nenni. Auspichiamo in merito un intervento deciso e risolutivo da parte del segretario generale Riccardo Nencini, a cui stiamo valutando la possibilità di chiedere un incontro”.

  • De Pierro dice addio a Di Pietro e si candida in Molise con Donadi


    Dopo aver siglato un accordo nazionale con Centro Democratico, il presidente dell’Italia dei Diritti ha accettato la candidatura al Senato della Repubblica proprio nella regione dell’ex pm

    Antonello De Pierro

    Roma – Dopo aver annunciato, nel settembre scorso a Vasto, il sostegno del movimento Italia dei Diritti, da lui presieduto, al partito Italia dei Valori di Antonio Di Pietro, ma solo a precise condizioni, Antonello De Pierro fa sapere che la linea è cambiata ed è stato siglato un accordo con la neonata formazione Centro Democratico, che fa capo a Massimo Donadi, Nello Formisano e Bruno Tabacci. In seguito all’intesa raggiunta il leader dell’Italia dei Diritti è stato schierato in Molise per un seggio al Senato della Repubblica. E’ lo stesso De Pierro, che ha svolto per quattro anni l’attività di Capo Ufficio Stampa per la segreteria romana del partito dipietrista e ha fornito un notevole contributo a smascherare le condotte discutibili dell’ex pupillo del capo Vincenzo Maruccio, a svelare i retroscena della vicenda e a illustrare il percorso che ha condotto all’intesa raggiunta.

    “Da anni, pur senza una presa di posizione netta e ufficiale – ha dichiarato il leader dell’Italia dei Diritti -, abbiamo propugnato le battaglie dell’Italia dei Valori, in quanto le ritenevamo molto vicine alle finalità socio-politiche del nostro movimento, sempre mantenendo comunque la nostra assoluta indipendenza e lasciando ad ogni dirigente la piena libertà di scelta in afferenza alla compagine politica a cui affidare il proprio consenso. E proprio in virtù di quest’affinità ideale, ci siamo recati l’estate scorsa a Montenero di Bisaccia, a un party a casa di Di Pietro per ribadire la nostra vicinanza e, successivamente, a Vasto, quando ormai soffiavano i venti avversi e incombevano le grigie nubi del declino, dove abbiamo lanciato la nostra ciambella di salvataggio per risollevare le sorti del partito, sia in virtù del nostro serbatoio di consensi puliti e spontanei, sia tramite l’impiego delle nostre risorse all’avanguardia nel campo della comunicazione. Nell’occasione abbiamo dettato comunque le nostre condizioni, che non erano cose dell’altro mondo, bensì le più naturali esigenze di chi ha scelto di fare politica per il bene dei corpi collettivi: l’allontanamento delle mele marce e la presenza, subordinata naturalmente alla prima, di nostri rappresentanti nelle liste elettorali. L’appello non è stato purtroppo accolto da un partito, che ancorché propugnasse un’idea sana e assolutamente condivisibile, ha visto suonare il de profundis solo a causa di una gestione forse poco avveduta dei quadri dirigenti, alcuni dei quali, sfuggiti al controllo, hanno dato libero sfogo alla propria vocazione di spregiudicati affaristi, calpestando e mortificando il sacrosanto principio dell’impegno politico a favore della collettività. Rivendico orgogliosamente di aver dato il mio personale contributo per far emergere alcune di queste riprovevoli espressioni comportamentali che, al di là dei risvolti riconducibili a fattispecie con integrazioni penalmente rilevanti, che di certo non sta a noi giudicare, implicano congiunture che impongono un lapalissiano problema etico, dal quale in politica, a nostro avviso, non si può prescindere, ritenendo che l’etica debba rappresentare la quintessenza della politica stessa”.

    Poi il numero uno dell’Italia dei Diritti, che raffigura l’emblema della lotta alla corruzione, in particolar modo quella capitolina, con le sue numerose battaglie e manifestazioni di protesta, è passato a spiegare le motivazioni della scelta di Centro Democratico: “Negli anni in cui, seppur senza una espressione preferenziale ufficiale, siamo stati in contatto con l’Italia dei Valori, abbiamo imparato ad apprezzare la grande professionalità e lo spessore politico, nonché la rettitudine morale, di Massimo Donadi e di Nello Formisano. Alla luce di questo, dopo il terremoto politico e giudiziario che ha investito l’Idv, la formazione Centro Democratico ci è apparsa come la nostra collocazione naturale, ci siamo sentiti a casa, e siamo stati accolti a braccia aperte. Tra l’altro, anche se la nostra storia si è sviluppata su percorsi differenti, nutriamo stima profonda per Bruno Tabacci. Siamo certi di poter apportare un utile contributo a livello nazionale nelle consultazioni elettorali imminenti, con l’auspicio che sia solo l’inizio di una sempre più proficua collaborazione, naturalmente nell’interesse supremo dei cittadini, imperativo costante del nostro impegno politico, che ci impone di orientare la nostra azione sempre verso le cellule più deboli del parenchima sociale”.

  • Antonello De Pierro annuncia candidatura a sindaco di Roma Capitale


    Il presidente dell’Italia dei Diritti ha sciolto ogni riserva e parteciperà alle eventuali primarie del centrosinistra contando sui voti dell’Italia dei Valori e di Sel

    Roma – Ormai è ufficiale: Antonello De Pierro, presidente del movimento extraparlamentare Italia dei Diritti, si candiderà alla carica di sindaco di Roma Capitale in occasione delle prossime elezioni amministrative del 2013.

    La notizia era già nell’aria da tempo, ma De Pierro non aveva ancora sciolto le numerose riserve personali, nonostante da più parti gli giungessero, sempre più numerose, manifestazioni incoraggianti di sostegno in tal senso, da cittadini ormai esasperati dallo strapotere di politicanti e gerontocrati che hanno occupato gli apparati istituzionali, diventati il più delle volte meta per spregiudicati affaristi, che coltivano all’ombra della politica i loro interessi personali, piuttosto che centri di servizio sociale per la collettività.

    E’ lo stesso leader dell’Idd a spiegare le motivazioni che hanno portato a questa svolta decisionale: “Abbiamo assistito impotenti, in questi ultimi anni, alla disastrosa gestione amministrativa della giunta (o meglio delle giunte) Alemanno, con una città che sta pagando un duro prezzo all’insipienza politica di queste persone. Ma nonostante i numerosi scandali che hanno bersagliato implacabilmente il povero, e credo incolpevole, Sindaco, vogliamo concedere l’alibi a questi amministratori dell’errore e non della dolosità, che tra l’altro non spetta a noi giudicare, e attribuire loro un’incapacità operativa disarmante.

    Per quanto riguarda Alemanno, la non colpevolezza diretta che sentiamo di riconoscergli in afferenza agli scandali, non lo assolve certo dalla piena responsabilità politica di aver operato delle scelte collaborative dilettantistiche, che dovrebbero suggerirgli di dedicarsi, magari con successo, ad altra attività, liberando i cittadini dalla sua pressoché inutile presenza nel panorama politico.

    Sono molti mesi che ricevo da ogni parte sollecitazioni e inviti a candidarmi alla carica di sindaco a Roma, e di trascinare in campo quel concentrato di onestà, legalità e trasparenza, che contraddistingue le coscienze soggettive di tutti gli esponenti dell’Italia dei Diritti. Ebbene non potevo deludere siffatte aspettative e ho preso la decisione, per portare nella competizione, ed eventualmente alla guida della città, un forte vento di rinnovamento, stavolta reale e non solo nascosto nella retorica dei proclami elettoralistici di gran parte della nomenclatura che ha rappresentato finora la vita politica nella Capitale.

    La nostra sfida inizia dalla legalità, soprattutto negli stessi apparati comunali, che in alcuni comparti le corruttele e le connivenze hanno ridotto al lumicino. Non si può parlare di sicurezza se non si educa verso il rispetto delle regole chi dovrebbe farle rispettare. E’ chiaro, in questo caso, che mi riferisco alle battaglie portate avanti con decisione dal nostro movimento contro i numerosi comportamenti omissivi e i favoritismi da parte di alcune cellule deviate dei vigili urbani e dei dipendenti degli uffici tecnici comunali, con concrete proposte per arginare il fenomeno, che il sindaco Alemanno ha finto di recepire e di condividere, lasciando poi tutto invariato.

    I cittadini romani, e soprattutto chi delinque sfruttando a proprio e altrui vantaggio posizioni professionali favorevoli, devono sapere che con noi, in tal senso, vigerebbe la tolleranza zero, con vigorosa attività preventiva e, se necessario, repressiva all’insegna dell’esemplarità.

    La gente comune, i più deboli, sarebbero altamente tutelati dall’arroganza di pochi eletti, che con sprezzo della legalità, agitano impunemente lo scettro del potere.

    La nostra sfida si sostanzia inoltre nella promozione culturale, soprattutto nelle periferie, settore che è stato mortificato da persone incapaci di valorizzarlo.

    Soprattutto l’obiettivo da perseguire è quello di una città che risponda totalmente alle esigenze dei cittadini e combatta i privilegi di pochi.

    Sappiamo che la nostra linea non farà piacere ad una certa classe politica ancorata saldamente ai benefici, che cercherà di boicottarci in ogni modo.

    A noi poco importa, a noi interessa il benessere dei corpi collettivi e non certo di un manipolo di politicanti che deve aver scambiato gli scranni istituzionali come la meta di spregiudicati affaristi.

    Perciò, se i cittadini riusciranno, nonostante i boicottaggi, a sintonizzare le loro coscienze sulle nostre frequenze innovative, potranno assistere ad una vera e propria rivoluzione nella gestione della cosa pubblica, che darà ossigeno vitale a tutte le attività quotidiane, che spesso ora si trasformano in odissee per chi è costretto ad affrontarle.

    Si preparino, i signori dei privilegi, a rinunciare a ciò che credono un diritto, ma che è solo una concessione di un potere gestito sui percorsi clientelari.

    Si apprestino ad affidare a sbiaditi ricordi l’uso e l’abuso di auto blu.

    La politica dei trombati inseriti ad ogni costo si abitui a rinunciare a incarichi e consulenze faraoniche: se i compensi proposti non fossero di gradimento esiste un esercito di giovani disoccupati che li accetterebbe volentieri e magari raggiungendo risultati più proficui”.

    De Pierro ha poi concluso: “Se ci saranno le condizioni e i margini necessari per esplicitare e concretizzare in ambito coalizzativo la nostra linea ideale è molto probabile che parteciperò alle eventuali primarie del centrosinistra, per le quali conto sull’appoggio dell’Italia dei Valori, della Federazione della Sinistra, di Sinistra Ecologia e Libertà e dei Verdi Ecologisti, da dove intendo iniziare a edificare la struttura portante per la realizzazione del progetto propugnato. In caso contrario valuteremo il da farsi, cercando di maturare le scelte migliori per trarre i maggiori benefici per la cittadinanza, che a quel punto diventerà decisiva e parte integrante di un progetto ambizioso per consegnare a Roma l’efficienza che le compete di diritto”.


  • Elezioni regionali, De Pierro punta il dito sul Pd

    Roma – “Quello che ci hanno restituito le urne è un risultato da analizzare con grande attenzione sia per quanto concerne gli aspetti positivi che quelli negativi.

    È chiaro che il Pd, che ancora riesce a intercettare consensi considerevoli, debba far capire da che parte sta. È proprio questa la fetta di rappresentanza partitica che, con la sua opposizione vacanziera, ci ha regalato la deleteria piaga del berlusconismo, non intesa come legata alla figura del premier in se ma a concetti secondo cui alcuni comportamenti deprecabili sono leciti, e dipingendo come demonio chi invece li persegue e li reprime.” Queste le prime parole a caldo che il presidente del movimento Italia dei Diritti Antonello De Pierro esprime in merito all’esito delle ultime elezioni regionali. “Sono tante le responsabilità del partito di Bersani in questi risultati che purtroppo aprono scenari apocalittici al nostro orizzonte – continua De Pierro –. Fortunatamente il successo di alcuni validi e coraggiosi politici come Nichi Vendola ha limitato le dimensioni della disfatta, ma è chiaro a tutte le persone di buon senso che bisogna cambiare rotta prima che sia troppo tardi per non giungere al punto di non ritorno, costruito sull’illecito e che possa addirittura confondersi con condotte moralmente impeccabili. È suonata l’ora del risveglio da un torpore durato troppo a lungo – tuona ancora il leader del movimento a tutela dei diritti dei cittadini –, bisogna contrastare l’invasione mediatica e l’agitazione sconsiderata e irresponsabile dello scettro del potere da parte di chi attualmente ci governa. Il Pd dovrebbe fare un po’ di pulizia al suo interno per cercare di mettere in campo forze limpide e scevre da qualsiasi ombra o macchia per fare crescere nuovamente fiducia in una fetta di popolazione disillusa e che ormai non si sente più rappresentata. L’astenzionismo registratosi presso i seggi ne è la prova più evidente e concreta. Quest’opera di rinnovo mi sembra l’unico modo – continua De Pierro – per scongiurare il pericolo, da sempre sottovalutato ma che è un dato di fatto maledettamente reale, rappresentato dal periglioso avanzamento della Lega Nord, con la sua cultura xenofoba, omofoba nonché secessionista anche se convenientemente ammorbidita in federalista. Non dobbiamo poi sottovalutare in merito alla crisi del Pd – conclude De Pierro –, il grande successo fatto registrare dalle liste del comico Beppe Grillo che poteva indubbiamente essere coinvolto in una schieramento compatto e vincente piuttosto che essere snobbato e che ha dimostrato di essere determinante specialmente in Piemonte. Non rinuncerò mai ad insistere sul grande errore che ha contraddetto in maniera eclatante l’aggettivo che identifica il Partito Democratico, quando solo per paura, fu rifiutata l’iscrizione e la candidatura del comico genovese con una decisione che con la democrazia aveva ben poco a che vedere”.

  • “Votate Grillo”, provocazione di De Pierro per le primarie del Pd

    Roma – “Sulle primarie di domenica per l’elezione del segretario del Partito Democratico, che hanno visto il materializzarsi di una battaglia senza esclusione di colpi soprattutto tra i due contendenti maggiori, Franceschini e Bersani, aleggia la pesante ombra dell’esclusione di Beppe Grillo.

    La gran parte delle persone ha rimosso questo episodio che noi invece teniamo a rievocare, affinchè l’oblio non abbia il sopravvento sulla verità storica, come spesso è consuetudine nelle italiche vicende anche in contesti molto tragici. L’esclusione del comico genovese è stata un segnale molto forte e grave di antidemocrazia nell’ambito di un partito che il nobile aggettivo ‘democratico’ ce l’ha integrato nel nome”. Così Antonello De Pierro, presidente del movimento Italia dei Diritti, ha espresso il suo parere sulle consultazioni del principale partito di opposizione che nella giornata di domenica prossima vedranno la mobilitazione di iscritti e simpatizzanti nei gazebo per esprimere una preferenza su chi vorranno alla guida del nuovo soggetto politico nato dalla fusione di Ds e Margherita. “ Non è possibile non ravvisare nel diniego della tessera a Beppe Grillo – ha poi aggiunto De Pierro – il germe di una inconfessabile paura che potesse risultare vincitore e turbare gli equilibri interni. Noi intendiamo lanciare un segnale forte di democrazia, invitando tutti a scrivere il nome del comico sulla scheda e quindi far invalidare il voto stesso. Qualora dovessero prevalere le schede nulle, anche se non ci spero molto perché i votanti sono stati perfettamente addestrati e manipolati nelle coscienze dalle varie correnti in gara, il risultato sarebbe una grande vittoria della democrazia e della libertà. Valori che il Pd dovrebbe riappropriarsi dal suo patrimonio storico, per poter scagliare un’offensiva valida e credibile verso il sistema politico-affaristico e plutocratico che sta conducendo l’Italia a una deriva istituzionale senza precedenti”.

  • Minacce a De Magistris e Alfano, la condanna dell’Italia dei Diritti


    Roma – Ingiurie di morte all’ex magistrato Luigi de Magistris e a Sonia Alfano, figlia di Beppe Alfano, giornalista ucciso dalla mafia nel 1993, sono oggi apparse sui muri di un edificio a Mosciano Sant’Angelo, in provincia di Teramo.

    “È un episodio molto grave – afferma Antonello De Pierro, presidente dell’Italia dei Diritti – tra l’altro non abituale per una regione come l’Abruzzo, e mi auguro che sia solo una messa in atto di un mitomane o di alcuni fanatici inebriati dal recente exploit del centrodestra”. Dichiarazione che fa da eco a quella di Emiliano D’Alessandro, responsabile per l’Abruzzo dell’Italia dei Diritti: ”Sono sconvolto e voglio esprimere la mia solidarietà nei confronti di De Magistris, Sonia Alfano, e di tutte le persone coinvolte da questa infame minaccia”. Una preoccupazione comune, quella dei due esponenti, motivata dalle parole dello stesso messaggio: «De Magistris, Alfano, Nodari siete condannati a morte». “Purtroppo – riprende De Pierro – quando persone come De Magistris vengono attaccate anche da settori dell’apparato istituzionale solo per aver svolto con diligenza e con coriaceo senso dello stato il proprio lavoro, il messaggio che viene trasmesso alla popolazione può creare alterate convinzioni”. Una posizione che trova in accordo lo stesso D’Alessandro, che si dice inoltre fiducioso su una possibile reazione rapida da parte degli Abruzzesi: “I nostri cittadini non sono abituati a stare in silenzio in un clima di omertà, e anche se apparentemente insignificante, questo gesto è un campanello d’allarme. Si devono svolgere subito indagini approfondite per prendere i responsabili del gesto e schiacciare sul nascere una possibile infiltrazione da parte di movimenti mafiosi nel territorio Abruzzese”. Su questo De Pierro aggiunge: “Spero che in Italia questo episodio non vada dimenticato a causa di tutti quegli operatori dell’informazione illuminati da vocazione al servilismo e perfettamente genuflessi al potere”.

  • Antonello De Pierro presenta nuovo canale di informazione libera


    Il direttore di Italymedia.it e leader dell’Italia dei Diritti Antonello De Pierro presenta un nuovo canale sul web per la diffusione di video a difesa della libera informazione, con l’obiettivo di raccontare la verità storica dei fatti nell’ambito di avvenimenti di cui è stata abilmente confezionata una verità di comodo.