Domenica 11 maggio 2014, la storica Milano Art Gallery di via G. Alessi 11, a Milano, ha ospitato il prestigioso vernissage della mostra personale di José Dalì, il figlio dell’esimio maestro del Surrealismo Salvador Dalì, dal titolo “La verità surreale” organizzata dal manager Salvo Nugnes. Alla serata inaugurale, presente il figlio del celebre cantautore Fabrizio De André, Cristiano De André, che ha visitato la straordinaria esposizione, in allestimento in galleria fino al 26 Maggio. Ospite inoltre all’evento Nicoletta Fiorese, rinomata consulente del lavoro bassanese, che ha avuto l’occasione di fare un tour della mostra proprio assieme ai due noti figli d’arte. La Fiorese, iscritta all’ordine dei Consulenti del Lavoro di Vicenza, è conosciuta in Veneto e nel Nord Italia per la professionalità, diligenza e competenza con cui svolge la sua attività. Il suo studio privato è situato a Cassola (VI) in via Valsugana e si occupa principalmente della gestione delle risorse umane per conto di realtà imprenditoriali di piccole, medie e grandi aziende.
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RENZO ROSSO ORGOGLIOSO DELL’ARTE DEL CONCITTADINO TONI ZARPELLON
Il noto imprenditore, patron della Diesel, Renzo Rosso, supporta il concittadino bassanese Toni Zarpellon, noto artista contemporaneo, che Venerdì 12 Aprile, alle ore 18.00, inaugurerà la personale “I Colori della realtà” presso la prestigiosa “Milano Art Gallery – Spazio Culturale” situata nel cuore di Milano, in via G. Alessi n. 11. Primo sostenitore dell’artista, il manager di numerosi vip, Salvo Nugnes, organizzatore dell’esposizione e e Direttore di Agenzia Promoter.
Zarpellon è un uomo di elevato spessore intellettuale che vive in un mondo ancora incontaminato, fuori da ogni tempo, immerso nel suo personale universo, destinato a conquistare chiunque abbia la fortuna di conoscerlo e che ha colpito anche lo stesso Rosso, che definisce come una “bellissima immagine” che rende le sue opere molto creative e realiste.
A questo proposito Toni Zarpellon afferma “Ho sempre pensato, che l’arte abbia il compito di rendere visibile l’invisibile: essa non è una sorta di allucinazione privata, ma una delle forme più alte per conoscere se stessi e le realtà del mondo, di cui facciamo parte“.