Tag: balbuzie

  • Cura della balbuzie, è necessario l’uso dei farmaci?

    La balbuzie è un disturbo del linguaggio, che diventa stentato e meno fluente. Ne è colpito l’1% della popolazione, compare nell’85% dei casi tra i 18 e i 42 mesi di età e i maschi ne sono soggetti quattro volte più delle femmine.

    Segni evidenti del problema sono: ripetizione di parti di parole o di intere frasi, prolungamenti di suoni, blocchi e interiezioni. Parlare implica il controllo e la coordinazione di oltre 100 muscoli contemporaneamente, per cui è bene non prendere sul serio tartagliamenti di un bambino sotto i sei anni, ma non trascurare tali sintomi se presenti in età successive, quando ciò la formazione e coordinazione di tali muscoli dovrebbe essere al completo e il coordinamento delle singole parti che, attivandosi nel momento giusto, funzionanti per permettere la comunicazione.

    Da sempre il fenomeno della balbuzie si distingue a causa dei suoni particolari emessi dai soggetti, ed anche dei comportamenti e degli atteggiamenti che vi sono associati, la balbuzie è stata oggetto d’interesse scientifico, curiosità, discriminazione e canzonamento.

    La balbuzie è stata, e in linea di massima ancora è, un argomento con una lunga storia d’interesse e speculazioni sulla sua causa e sulle possibili cure.

    E’ sempre possibile indirizzarsi alla cura della balbuzie escludendo l’uso dei farmaci, come benzodiazepine, farmaci anti-convulsioni, antidepressivi, antipsicotici, anti-ipertensivi e antagonisti della dopamina, perché studi a riguardo mostrano una riduzione nella frequenza dei blocchi fino a meno del 5% delle parole pronunciate e sono stati notati effetti collaterali potenzialmente gravi legati all’uso dei trattamenti farmacologici.

    Una terapia che implichi esercizi e un supporto emotivo permetterà al paziente di uscirne fuori senza alcun effetto collaterale, risolvendo non solo la balbuzie ma anche l’emarginazione provocata da quest’ultima, permettendogli una nuova vita sociale e lavorativa.

    Marinalogica

    www.psicodizione.it

  • Disturbi della Comunicazione

    Disturbi della ComunicazioneDisturbi della Comunicazione

    Tante volte l’“ignoranza” conduce a delle soluzioni sbagliate o solo apparentemente giuste, non risolvono il problema, lo nascondono e lo minimizzano permettendo, alle volte, che covi in silenzio. Quando si parla di disturbi della comunicazione è un po’così. La scarsa conoscenza di queste problematiche potrebbe portare a soluzioni sbagliate o addirittura a mal interpretare il disturbo.

    Disturbi dell’età evolutiva

    Innanzitutto va chiarito che i disturbi della comunicazione appartengono alla classe dei disturbi dell’età evolutiva e già questo ci conduce a delimitare il campo ovvero i soggetti che possono esserne colpiti. Parliamo di bambini, bambini da 5/6 anni fino ai 10. Tra i disturbi della comunicazione si possono annoverare: balbuzie, deficit di attenzione/Iperattività, disturbo dell’espressione del linguaggio, disturbo di fonazione, mutismo selettivo e tic. Sono disturbi che si manifestano in maniera diversa ma hanno in comune l’interferenza sulla normale comunicazione del bambino. Questa interferenza è causata da ansia, stress o paure che i bambini possono avere durante importanti cambiamenti della loro vita come ad esempio iniziare a frequentare la scuola elementare, affrontare le prime “interrogazioni” davanti alla maestra e ad una classe intera, distaccarsi dai genitori ed altri. Ma vediamoli nel dettaglio.

    La balbuzie si caratterizza per l’interruzione, ripetizione e prolungamento di sillabe e parole. Può essere più o meno grave e avere diverse conseguenze. Curata tempestivamente può scomparire del tutto. La sindrome di deficit di attenzione-Iperattività si caratterizza per inattenzione, impulsività ed iperattività motoria prolungate nel tempo (più di sei mesi). Il disturbo dell’espressione del linguaggio è un disturbo della normale comunicazione ovvero la difficoltà, dei soggetti che ne soffrono, di pronunciare alcuni vocaboli o frasi complesse. Da qui ne derivano tutta un’altra serie di problemi come, ad esempio, il cattivo andamento scolastico. Il disturbo di fonazione è l’incapacità di utilizzare alcuni suoni. Può essere grave o meno ed influire sulla vita sociale e scolastica del bambino. Il Mutismo Selettivo si caratterizza per il fatto che il bambino non riesce a parlare soltanto in determinate situazioni. I tic sono delle scosse muscolari che si manifestano in modo rapido e ripetuto. Aumentano quando il bambino è sottoposto a stress e nervosismo e sono la manifestazione esterna di qualcosa che accade all’interno.

    A tutto ciò va aggiunto che i bambini che soffrono di disturbi della comunicazione sono “normali” ovvero sono dei bambini intelligenti come tutti gli altri, magari solo un po’ più deboli e sensibili. Per aiutarli sono necessarie tanta pazienza, calma e l’aiuto di un professionista competente, psicologo o logopedista che conducano il bambino all’accettazione del problema e all’eliminazione dell’ansia. A nulla servono punizioni o proibizioni che potrebbero portare soltanto il bambino a chiudersi maggiormente e ad avere maggiore paura delle situazioni a “rischio”. Il problema può essere completamente risolto o per lo meno possono essere eliminate o alleviate tutte le ansie e le paure che si sviluppano successivamente.

    Studio Associato Logos
    Centro di Psicoterapia a Roma
    www.centropsicoterapia.it

  • Cos’hanno in comune il film Il discorso del re e Forrest Gump?

    Il film Il discorso del re ha vinto molti premi nel corso dell’ultima edizione degli Oscar, alla 83ma cerimonia che si è tenute il 27 febbraio scorso a Los Angeles, al teatro Kodak di Hollywood. Il film ha ricevuto per l’occasione l’oscar per il miglior film dell’anno ma anche l’oscar per il miglior regista (Tom Hooper) e per il miglior attore (Colin Firth) e altri sette Golden Globes sempre per il miglior attore protagonista. Si tratta di un racconto storico, dove il protagonista Colin Firth, recita il ruolo del Principe Albert, Duca di York. Questo principe ha un problema particolare, è infatti balbuziente e per superare questo disturbo si rivolge a Lionel Logue, interpretato da Geoffrey Rush, uno strano ed originale terapeuta per la cura balbuzie I discorsi tenuti dal re e le sue difficoltà di espressione disturbano il pubblico nel corso delle sue apparizioni pubbliche. Il principe prova allora diversi terapisti nel corso della sua vita, ma tutti si rivelano degli insuccessi. Solamente il terapeuta australiano Lionel Logue, suggerito dalla duchessa, riesce a fare la differenza, i suoi trattamenti sono alternativi e la procedura fin dalla prima lezione ha i suoi frutti. Come quando gli fa leggere un pezzo tratto dall’Amleto ascoltando contemporaneamente un pezzo di Mozart e registrando la sua voce.

    Questo è stato un duro lavoro e fin dal suo inizio vi furono dei problemi, ma i progressi sono evidenti e Logel trova e scopre anche le radici psicologiche della balbuzie, in particolare il principe rivela alcuni avvenimenti importanti della sua infanzia: il padre era molto severo, la repressione della sua tendenza ad essere mancino e altri eventi traumatici del suo passato come la morte del suo fratellino più piccolo, il principe John. Logue e il principe divengono presto amici e il trattamento balbuzie continua con successo. Questo è solo l’inizio del film ma è abbastanza per confermare che quando si parla di disturbi del linguaggio e problemi simili in un film il successo è assicurato.

    Un altro esempio viene dalla storia di Forrest Gump, una commedia americana dei primi anni 90, basata sul libro di Winston Groom. Anche qui il protagonista Forrest Gump, interpretato da un bravissimo Tom Hanks, ha disturbi del linguaggio e in questo caso ha anche un ritardo mentale e dei problemi fisici. Ma questi ‘problemi’ sono anche la forza e la peculiarità del personaggio. La storia rappresenta la sua vita fin dalla sua infanzia, un uomo semplice che viaggia nel mondo. Il film è stato un successo commerciale, e ha vinto anche numerosi premi alla 67ma notte degli Oscar, come miglior film, miglior attore per Tom Hanks, miglior regista (Robert Zemeckis), migliori effetti speciali. Il protagonista ha una sensibilità unica assieme ad una purezza e intelligenza confermate dalle sue stesse parole nel film: La vita è come una scatola di cioccolatini, non sai mai quello che ti capita! A volte un problema è un’opportunità unica.

    Articolo a cura di Elena Tondello
    Prima Posizione srl – copywriting

  • LA BALBUZIE : UN MODELLO SEMEIOTICO E RIABILITATIVO”

    a roma presso il centro metropolis il 20 e 27 marzo 2010 marzo un corso del dott. di somma su:

    LA BALBUZIE : UN MODELLO SEMEIOTICO E RIABILITATIVO”

    Il Corso verte in una fase iniziale sui vari modelli semeiotici e riabilitativi che si sono succeduti negli anni. In particolare ci si sofferma su quelli psicologici, ponendo in evidenza i limiti che spesso hanno portato a risultati minimi. L’ipotesi che il nostro gruppo sposa, supportata da una serie di dati clinici, è di tipo neurologico. Riteniamo che il disturbo balbuzie sia di natura organica ed in particolare pensiamo che la difficoltà sia nella resa fonetica della produzione linguistica che presenta una normo – programmazione “a monte” ed un disturbo di realizzazione “a valle”. La nostra proposta prevede quindi un lavoro di facilitazione linguistica ed un trattamento psicologico a carattere cognitivo – comportamentale. I dati da noi presentati sono confermati da casi clinici da noi seguiti.
    12 crediti formativi ecm

    info: 0815790743 ; [email protected] www.ipertesto.org