Tag: autoimprenditorialità

  • Progetto Regionale Vasi Comunicanti – Agevolazioni e servizi per “Progetti di creazione d’impresa femminile”

    ROMA – Dal 23 aprile e fino al 13 maggio 2012 è disponibile l’Avviso pubblico per la creazione di progetti d’impresa femminile, tramite l’assegnazione di contributi a fondo perduto e servizi (tra cui mentoring individuale). L’iniziativa, connessa al Progetto Regionale Vasi Comunicanti, è realizzata dall’ATS con capofila Eyes S.r.l. e con soggetto responsabile dell’azione Business Value S.r.l..

    Le imprese femminili dovranno avere sede legale e operativa nei Comuni di Pomezia, Pontinia, Latina, Cisterna di Latina, Aprilia, Ardea, Anzio, Nettuno, Albano, Ciampino, Genzano, Rocca Di Papa, Velletri, Ariccia, Artena, Cori, Lanuvio, Norma, Priverno, Sabaudia, Sermoneta, Sezze, Terracina, Sonnino.

    L’Avviso ha una dotazione finanziaria pari a 50.000,00 euro per contributi a fondo perduto da concedere a donne disoccupate o inoccupate che vogliano attivare una nuova impresa o titolari di aziende già avviate dopo il 31 gennaio 2011. Gli importi finanziabili sono compresi tra 5.000,00 e 25.000,00 euro a copertura del 70% delle spese ammissibili sostenute e comunque in applicazione della regola del de minimis.

    Nei giorni scorsi, a conclusione della fase di valutazione dei progetti, terminata il 16 marzo 2012, la Commissione Tecnica di progetto ha valutato e ritenuto idonei e finanziabili 8 progetti di creazione di nuove imprese e 1 progetto su attività già costituita, per un totale di 104.879,35 euro da erogare a fronte dei previsti 155.000,00. Per permettere la copertura totale della dotazione finanziaria prevista in precedenza, si è decisa la riapertura dei termini di presentazione delle domande.

    Tra i progetti già ammessi a finanziamento, iniziative artigianali rivolte al settore alimentare e dell’abbigliamento, tra cui una sartoria di alta moda on-line, uno studio fotografico hi-tech e attività rivolte alla comunicazione e alla grafica. Ariccia, Genzano, Pomezia, Anzio, Ardea, Cisterna di Latina, Pontinia e Sabaudia i comuni di localizzazione delle imprese a dimostrazione della presenza di donne che hanno colto e valorizzato al meglio l’occasione offerta loro da Vasi Comunicanti, investendo su se stesse e di riflesso sul proprio territorio.

    Per la candidatura, il termine ultimo di invio dei progetti è fissato per le 24.00 del 13 maggio prossimo. E’ prevista un’apposita procedura on-line attiva sul sito www.progettovasi.it da dove è possibile scaricare copia dell’Avviso e visualizzare i settori ATECOFIN ammessi.

    Ufficio Stampa – Ghiga Immagina

    Tel. 06.89565525 – [email protected]

  • Progetto Regionale Vasi Comunicanti – Aperto l’Avviso pubblico per “Progetti di Creazione d’impresa femminile”

    ROMA – Dal 13 febbraio e fino al 16 marzo 2012 è disponibile l’avviso pubblico, per l’assegnazione di agevolazioni e servizi alla creazione d’impresa femminile, connesso al Progetto Regionale Vasi Comunicanti, realizzato dall’ATS con capofila Eyes S.r.l. e con soggetto responsabile dell’azione Business Value S.r.l..

    Per l’assegnazione delle agevolazioni e dei servizi, le imprese femminili, da costituire o costituite, dovranno avere sede legale e operativa nei Comuni di Pomezia, Pontinia, Latina, Cisterna di Latina, Aprilia, Ardea, Anzio, Nettuno, Albano, Ciampino, Genzano, Rocca Di Papa, Velletri, Ariccia, Artena, Cori, Lanuvio, Norma, Priverno, Sabaudia, Sermoneta, Sezze, Terracina, Sonnino.

    L’iniziativa, realizzata con il cofinanziamento dell’Unione Europea – FSE – POR Lazio, prevede l’erogazione di contributi a fondo perduto per “Progetti di Creazione d’impresa femminile” e la fornitura di servizi gratuiti di supporto allo start up attraverso mentoring individuali, assistenza allo sviluppo del piano d’impresa e alla gestione amministrativa.

    La dotazione finanziaria è pari a 150.000,00 €; i singoli progetti saranno finanziabili per importi compresi tra un minimo di 5.000,00 € ed un massimo di 25.000,00 €. I progetti presentati dovranno essere realizzati entro 6 mesi dalla data di stipula del contratto di agevolazione.

    Destinatarie della misura sono le micro-imprese e PMI femminili, da costituire o costituite dopo il 31 gennaio 2011 e promosse da donne disoccupate o inoccupate, in linea di continuità con le precedenti azioni realizzate e rivolte a porre in essere concreti strumenti di supporto e di agevolazione all’inserimento nel mondo lavorativo dei soggetti svantaggiati. Nel mese di gennaio, infatti, sono stati attivati i tirocini formativi previsti dalle precedenti misure del progetto: sono 40 le tirocinanti già attivate nel loro percorso e che in parte usufruiscono anche di opportuni servizi di conciliazione rivolti ad agevolarne l’impegno in azienda. Particolare attenzione, nell’assegnazione di agevolazioni per la creazione d’impresa, è rivolta proprio a tutte le donne disoccupate ed inoccupate che abbiano aderito già precedentemente al Progetto Regionale Vasi Comunicanti.

    La presentazione dei progetti, il cui termine ultimo di invio è fissato per le ore 24.00 del 16 marzo 2012, dovrà effettuarsi esclusivamente attraverso l’apposita procedura on line attiva sul sito www.progettovasi.it, da dove è possibile scaricare copia dell’Avviso e proporre la propria candidatura.

    Ufficio Stampa Ghiga Immagina

    Tel. 06.3244662 – [email protected]

  • Lavoro: in Italia carenza formazione condiziona desiderio di avviare un’attività in proprio

    E’ un quadro in chiaroscuro quello che emerge per l’Italia dall’ultimo sondaggio sull’autoimprenditorialità promosso in 12 paesi europei da Amway, società leader mondiale nel settore della vendita diretta. Se, da un lato, rimane forte l’interesse espresso dagli italiani nei confronti dell’autoimprenditorialità (69,7%), soprattutto tra i giovani nella fascia 20-29 (86,8%), dall’altro solo il 41,6% immagina di poter realmente trasformare tale interesse in realtà. La motivazione prevalente per mettersi in proprio è quella di rendersi indipendenti (43%), desiderio particolarmente sentito dagli uomini rispetto alle donne, dai giovani nella fascia 20-29 e dai single. Tuttavia, solo 1 italiano su 3 pensa di avere le necessarie competenze per avviare un’attività autonoma e solo il 18,7% degli intervistati ritiene che in Italia vi sia una buona offerta formativa per chi intende seguire questo percorso. La formazione resta la maggiore preoccupazione, con quasi il 70% degli intervistati che valuta insufficiente l’offerta formativa proposta da istituzioni ed enti pubblici.

    “L’idea di mettersi in proprio continua a piacere agli italiani ed in particolare ai giovani nella fascia di età universitaria, ma la trasformazione dell’ambizione in realtà sembra scontrarsi con un generale pessimismo circa le proprie capacità”, ha commentato Monica Milone, Direttore Relazioni Esterne Sud Europa di Amway Italia. “Nello specifico in Italia quasi un intervistato su due ritiene di non avere le competenze economiche per avviare un’attività autonoma mentre solo un intervistato su tre è certo di avere le conoscenze per mettersi in proprio. Tuttavia quelle che emerge con forza in tutta Europa, ma in particolare in Italia, è la necessità di avere a disposizione una migliore offerta formativa da parte di istituzioni ed enti pubblici la cui proposta formativa è spesso poco conosciuta”.

    Danesi imprenditoriali, tedeschi fanalino di coda, italiani a metà classifica

    L’idea di mettersi in proprio continua a godere di una buona reputazione in tutti i paesi europei oggetti dell’indagine con in media il 72% degli intervistati che la giudica positivamente. I più aperti all’idea risultano essere i danesi (88%) seguiti da britannici (82%) e francesi (76%). Fanalino di coda i tedeschi con solo il 61% di attitudini favorevoli mentre si posizionano a metà classifica gli italiani con il 70% degli intervistati che esprime un valutazione positiva.

    I giovani italiani in età universitaria ci credono

    In Italia sono i giovani nella fascia di età 20-29 che valutano con maggiore positività l’idea di mettersi in proprio (87%), un dato questo che pone l’Italia nelle prime posizioni della classifica europea e ben al di sopra della media dell’80% espressa nei paesi oggetto dell’indagine. Il 54,4% degli intervistati italiani nella fascia 20-29 pensa di poter trasformare tale interesse in realtà, un dato significativamente più alto rispetto sia alla fascia di età immediatamente precedente (41,6%) sia a quella successiva dei 30-39enni (47,7%).

    Un problema di competenze

    Mancanza di competenze e conoscenze risultano essere a livello europeo il maggiore ostacolo allo spirito imprenditoriale. Il 40% del campione europeo intervistato ritiene di non avere le competenze economiche per mettersi in proprio, percentuale che sale al 43,9% per quanto riguarda gli italiani che si ritrovano nella parte alta della classifica insieme a russi, polacchi, tedeschi e ucraini. Oltre a una generale mancanza di competenze economiche, solo il 33% degli italiani intervistati ritiene di avere le competenze e le conoscenze per mettersi in proprio, un dato questo di 7 punti percentuali più basso rispetto alla media europea.

    Formazione: percepita carente in tutta Europa

    Se vi è una cosa che accomuna gli europei (68%9) è la convinzione che l’educazione giochi un ruolo di primaria importanza per mettersi in proprio. Convinzione questa meno condivisa dagli italiani (67%) che si collocano a grande distanza da svizzeri (83%) e austriaci (83%). Tuttavia, gli europei esprimono in media un giudizio critico rispetto all’offerta formativa del loro paese giudicata adeguata solo dal 30% del campione.

    Critica la posizione degli italiani: solo il 18,7% degli intervistati giudica l’attuale offerta formativa buona, il 46,5% lamenta una scarsa informazione sui programmi disponibili e il 69,2% ritiene che dovrebbero esserci più programmi formativi rivolti a quanti sono interessati a mettersi in proprio.

  • L’AUTOIMPRENDITORIALITA’ SOFFOCATA DALLA BUROCRAZIA

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    Bari, 14 febbraio 2011 – Oltre il 70% degli italiani ha un’opinione positiva dell’autoimprenditorialità e di questi circa il 60% immagina anche di poter avviare un’attività in proprio, ma 1 italiano su 3 considera la burocrazia un serio ostacolo al proprio sogno imprenditoriale (rispetto ad una media europea del 26,6%)*. E’ questo uno dai dati più significativi emersi nel corso dell’incontro “Modalità alternative per affrontare la crisi dell’occupazione tradizionale: la Puglia regione pilota” tenutosi questa mattina a Bari e promosso da Amway, leader mondiale nel settore della Vendita Diretta, in collaborazione con l’On. Gabriella Carlucci.

    Sempre secondo i dati della ricerca commissionata in diversi paesi europei da Amway, emerge che il 65% degli italiani intervistati preferisce l’ipotesi di un’attività in proprio senza impiegati, considerandolo il percorso più semplice per diventare imprenditori e che lo spirito imprenditoriale è particolarmente diffuso tra gli intervistati di età più giovane, con l’80% che ne dà un giudizio positivo. Il Sud appare particolarmente favorevole all’autoimprenditorialità, con un gradimento più elevato (75,7%) rispetto alla media nazionale (70,4%). Fra gli altri ostacoli percepiti si citano invece la mancanza di capitale iniziale (57,6%) e la paura di fallire (40%).

    L’autoimprenditorialità è sicuramente un’opzione lavorativa importantissima. Anche nel contesto attuale, segnato dalla lentezza dei segnali di ripresa e da un forte tasso di disoccupazione, in particolar modo nel Sud Italia, quello della vendita diretta è infatti un settore in crescita che non riesce a coprire la domanda di collaboratori” ha dichiarato Fabrizio Suaria, Amministratore Delegato di Amway Italia. “La mancanza di capitale iniziale, percepito come lo scoglio più grosso, è nel nostro caso assolutamente irrilevante. Se si possiedono capacità imprenditoriali è giusto provare a metterle a frutto: un modello lavorativo come quello promosso da Amway offre formazione continua e coniuga realizzazione professionale e personale, a fronte di un investimento iniziale minimo e totalmente rimborsabile” ha concluso Suaria.

    L’incontro, aperto dall’On. Carlucci, è stato l’occasione per fare il punto sulla situazione occupazionale della regione e individuare possibili opportunità nell’ambito del mercato del lavoro.

    * Risultato di un sondaggio condotto da GfK per conto di Amway effettuato da agosto a ottobre 2010 su un campione di 12.510 persone in 11 Paesi europei. I risultati sono rappresentativi della popolazione delle seguenti nazioni: Austria, Danimarca, Francia, Germania, Regno Unito, Italia, Polonia, Russia, Svizzera, Turchia e Ucraina. Un approfondimento sui dati relativi all’Italia è disponibile a questo indirizzo: https://rcpt.yousendit.com/1043742651/acfcb60a8efbf06247d0660017ba1888

    – fine –


    Amway

    Pioniere e leader nel settore della vendita diretta, Amway commercializza i propri prodotti tramite una rete di imprenditori presenti in oltre 80 paesi in tutto il mondo e nel 2009 ha registrato un fatturato di 8,4 miliardi di USD (pari a circa 6,6 miliardi di euro). L’azienda è presente in Italia dal 1985 e conta 59 dipendenti.

    I principali marchi Amway comprendono i prodotti della gamma nutrizione e benessere NUTRILITE™ e i prodotti per la cura della pelle e la cosmesi ARTISTRY™. NUTRILITE è oggi la marca leader del settore degli integratori alimentari. ARTISTRY è una delle cinque marche di prestigio del settore cosmesi e cura della pelle, ed è riconosciuta come marca leader nello sviluppo di prodotti destinati al mercato asiatico e nello sviluppo di creme anti-age.

  • E’ FORTE IN EUROPA E IN ITALIA LO SPIRITO IMPRENDITORIALE

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    Milano, 19 novembre 2010 – In Europa l’autoimprenditorialità gode di ottima reputazione. Oltre il 69% delle persone intervistate all’interno degli 11 Paesi europei oggetto della ricerca dichiara infatti di avere un’opinione positiva nei confronti di questo tipo di attività lavorativa. E’ questo uno dei risultati emersi da un sondaggio sull’autoimprenditorialità promosso da Amway, leader mondiale nel settore della Vendita Diretta, in occasione della “Settimana Globale dell’Imprenditoria 2010”.

    La maggioranza degli intervistati, inoltre, immagina di poter avviare un’attività in proprio senza impiegati. “In media, il 46% degli intervistati provenienti dai mercati presi in considerazione è a favore di un lavoro in proprio senza dipendenti, considerato il percorso più semplice per diventare imprenditori” ha dichiarato Michael Meissner, Vice President Corporate Affairs di Amway Europe.


    Un forte potenziale in tutta Europa

    Il sondaggio rivela che in Europa il potenziale per la nascita di questo tipo di attività imprenditoriale è forte. Da un confronto fra i diversi Paesi, l’atteggiamento più favorevole è quello dimostrato in Danimarca (89%), seguito da Francia (79%) e Regno Unito (74%), mentre Ucraina (61%), Germania e Austria (entrambe al 56%) mostrano le percentuali meno elevate. In media, circa la metà degli intervistati favorevoli all’autoimprenditorialità può immaginare di avviare un lavoro in proprio, e le percentuali più elevate si registrano in Italia, Turchia e Svizzera.

    Lo spirito imprenditoriale è particolarmente diffuso tra gli intervistati di età più giovane, nella fascia fra i 14 e i 29 anni. Il 79% di coloro che si affacciano sul mondo del lavoro dichiara, infatti, di avere un’opinione positiva sull’autoimprenditorialità e quasi un intervistato su due sotto i 30 anni (il 49%) pensa di poter avviare un’attività in proprio.


    La facilità di avvio dell’attività, l’aspetto più allettante

    Diventare imprenditori deve innanzitutto essere semplice. Le maggiori attrattive dell’autoimprenditorialità sono l’indipendenza da un datore di lavoro (40%), la realizzazione personale (35%) e la prospettiva di una seconda entrata (34%). Secondo gli intervistati, un’attività in proprio senza impiegati e un’attività in proprio come seconda occupazione sono le opzioni che riscuotono di gran lunga i maggiori consensi. L’attività in proprio senza dipendenti è il modello più attraente per italiani, tedeschi e francesi. L’attività imprenditoriale come seconda occupazione è invece il modello preferito da tedeschi, svizzeri, polacchi e austriaci.

    “Il nostro Paese ha una forte propensione all’automprenditorialità, ed è interessante notare che, in controtendenza rispetto al resto d’Europa la maggior parte degli italiani intervistati (46%) preferisce inquadrare il lavoro autonomo come prima occupazione, e quindi come fonte di redito primaria” ha dichiarato Monica Milone, Direttore Relazioni Esterne di Amway Italia.

    Non sono le idee che mancano, ma il capitale e il coraggio

    Secondo gli intervistati, i maggiori ostacoli per diventare un imprenditore autonomo sono l’assenza di un capitale iniziale (54%) e la paura di un fallimento (34%). Solo un quinto degli intervistati (20%) percepisce tuttavia la mancanza di un’idea imprenditoriale come un problema. Gli ostacoli sono presi in considerazione soprattutto dai tedeschi. Di tutt’altro parere sono invece gli inglesi, i meno propensi a lasciarsi influenzare da possibili impedimenti.

    Alcuni dati sul sondaggio

    Il sondaggio, per il quale è disponibile un approfondimento sui dati relativi all’Italia all’indirizzo http://www.yousendit.com/download/dklwZ285bThmVFpjR0E9PQ, è stato effettuato da agosto a ottobre 2010 su un campione di 12.510 persone in 11 Paesi europei. I risultati sono rappresentativi della popolazione delle seguenti nazioni: Austria, Danimarca, Francia, Germania, Regno Unito, Italia, Polonia, Russia, Svizzera, Turchia e Ucraina.


    Amway

    Pioniere e leader nel settore della vendita diretta, Amway commercializza i propri prodotti tramite una rete di imprenditori presenti in oltre 80 paesi in tutto il mondo e nel 2009 ha registrato un fatturato di 8,4 miliardi di USD (pari a circa 6,6 miliardi di euro). L’azienda è presente in Italia dal 1985 e conta 59 dipendenti.

    I principali marchi Amway comprendono i prodotti della gamma nutrizione e benessere NUTRILITE™ e i prodotti per la cura della pelle e la cosmesi ARTISTRY™. NUTRILITE è oggi la marca leader del settore degli integratori alimentari. ARTISTRY è una delle cinque marche di prestigio del settore cosmesi e cura della pelle, ed è riconosciuta come marca leader nello sviluppo di prodotti destinati al mercato asiatico e nello sviluppo di creme anti-age.

  • WorkingRom: economia ed integrazione si incontrano


    C’è la voglia di stare insieme, prima di tutto. E poi la volontà di creare qualcosa di utile. Con questo spirito di cooperazione hanno preso il via da qualche giorno, presso i locali di Spazio Sociale ZEI, a Lecce, i laboratori di sartoria-maglieria e costruzione di gioielli con materiale semplice, nell’ambito del progetto WorkingRom. Si tratta di un’iniziativa ideata proposta alla Regione Puglia dallo Spazio Sociale ZEI Circolo Arci -www.arci.it- in collaborazione con “Meticcia” cooperativa sociale e “Naemi”, associazione delle donne native e migranti, con lo scopo di creare punti di incontro tra la cultura locale, la cultura rom e quella delle altre comunità migranti presenti nel territorio. Allo stesso tempo, i laboratori permettono di sviluppare e promuovere capacità manuali e artigianali atte a favorire lo sviluppo di competenze base di auto-imprenditorialità. I prodotti realizzati saranno esposti in un’ultima fase del progetto, a partire da fine maggio. Ai laboratori prendono parte oltre a donne italiane, sessanta ragazze rom del campo sosta Panareo di Lecce che, situato a pochi chilometri dal centro abitato, ospita da qualche decennio circa duecento persone provenienti dal Montenegro e dal Kosovo. Chiunque fosse interessato all’iniziativa o a possibili collaborazioni può contattare Valeria Cirillo (Spazio Sociale ZEI) al 339/7582963.