Tag: auto usate a Napoli

  • Gli enti locali e la green economy

    Nel 2010 è aumentato l’acquisto di veicoli di seconda mano; le parole più ricercate sono ad esempio “auto usate a Napoli”, “auto usate a Palermo” (a seconda della città in cui risiediamo) e vengono digitate molto di più in un periodo di crisi come questo. Queste macchine aiutano il portafogli delle famiglie italiane, ma provocano seri danni al nostro ecosistema. E’ quanto emerge da alcuni dibattiti sul mondo dell’auto e dell’ambiente che si sono svolti a Rimini presso la manifestazione Ecomondo; sindaci, assessori e amministratori si sono incotrati con il comune interesse a rendere le città più sostenibili e rispettose dell’ambiente.

    Questa fiera internazionale riunisce ogni anno molte personalità politiche per discutere anche di cambiamenti climatici, energia, pianificazione urbana, inquinamento e gestione dei rifiuti. Lo scopo è il confronto tra tante realtà diverse, ma attraverso il quale si riescano a sensibilizzare gli amministratori per intervenire sul territorio e migliorare la propria città dal punto di vista ambientale; tutti possono e devono intervenire per rendere più sostenibile la propria comunità. Inoltre workshop formativi sull’energia sostenibile, i motori non inquinanti, la gestione dei rifiuti e il green building.

    Infine, verrà presentato il Piano Clima di Agenda 21, un insieme di linee guida per 400 comuni italiani che hanno sottoscritto il Patto dei Sindaci, per raggiungere l’abbattimento del 20% delle emissioni di CO2 (fissato dalla UE per il 2020). Si tratta di uno strumento di circa 20 pagine per aiutare gli enti locali ad effettuare delle scelte ecocompatibili, che riguardino l’urbanistica, l’edilizia, lo smaltimento dei rifiuti, l’energia, coinvolgendo anche i cittadini e le imprese. Con l’impegno di ognuno si possono ridurre le emissioni e il consumo energetico.

  • I passi avanti e i passi indietro delle città italiane nella lotta all’inquinamento

    Ogni anno Legambiente analizza le fonti principali dell’inquinamento nelle nostre città, con risultati purtroppo non confortanti. Infatti l’Italia rispetto agli altri Paesi europei risulta molto indietro nella tutela dell’ambiente e nella lotta all’inquinamento; secondo questo rapporto annuale, in fondo alla classifica delle città italiane ci sono Napoli e Palermo, nelle quali le amministrazioni devono lavorare sodo per combattere soprattutto il problema dei rifiuti e del traffico. Provate a cercare su google “auto usate a Napoli” e “auto usate a Palermo”, appariranno tantissimi annunci di privati e concessionarie che vendono macchine usate (solitamente più inquinanti). Questo significa che i problemi economici degli italiani, che non possono permettersi veicoli nuovi, si riflettono anche sulla condizione dell’aria delle nostre città, che soffocano tra smog e polveri sottili.

    Inoltre Napoli e Palermo devono anche risolvere il problema dei rifiuti (ultimamente ne stiamo sentendo parlare spesso in tv), sia del loro smaltimento che di una futura organizzazione della raccolta differenziata. Secondo Legambiente alcune città italiane sono migliorate da questo punto di vista, sia a nord che a sud del nostro Paese; ad esempio Oristano e Pordenone, due piccoli comuni che sono riusciti ad recepire ed applicare la raccolta differenziata e hanno sensibilizzato i cittadini sull’importanza del riutilizzo e il rifiuto degli sprechi.

    Insomma, Legambiente presenta una situazione ancora sbilanciata nella tutela del nostro ecosistema; città che ne capiscono l’importanza e si attivano concretamente, altre che arrancano e non riescono nemmeno a gestire i rifiuti. La disparità delle nostre città appare ancora notevole anche dal punto di vista ambientale.

  • A Napoli e Palermo c’è molto da lavorare per ridurre l’inquinamento

    Secondo l’indagine annuale di Legambiente, l’Italia risulta ancora indietro rispetto agli altri Paesi europei nella preoccupazione per la tutela del nostro ecosistema; infatti secondo questo studio, in fondo alla classifica appaiono Napoli e Palermo, agli ultimi posti come città più inquinate d’Italia. Secondo Legambiente l’unico dato consolante riguarda l’aumento dei pannelli solari e dell’energia eolica, oltre ad una migliore sensibilizzazione nei confronti della raccolta differenziata. Quest’ultima però è limitata alle piccole realtà, nelle quali sembra più agevole l’organizzazione dei rifiuti; infatti alcuni comuni hanno recepito l’importanza della raccolta differenziata, che spesso garantisce anche una fonte di guadagno in termini di riutilizzo degli scarti alimentari, plastica, carta, ecc… Le città premiate da Legambiente per il 2010 sono: Oristano, Avellino, Sondrio, Isernia e Pordenone, risalite in classifica.

    Parlando di automobili invece, i risultati sono meno confortanti; l’aria che respiriamo nei grandi centri italiani è davvero irrespirabile a causa dello smog e si preferisce ricercare su internet “auto usate a Napoli” e “auto usate a Palermo”, invece che auto nuove o con alimentazioni più “pulite” (ad esempio gas e metano). Sono proprio queste due città al centro delle critiche di Legambiente, nelle quali la percentuale d’inquinamento tendenzialmente aumenta invece che diminuire. Il mercato dell’usato appare in crescita, sia per motivi economici, sia per lo scarso interesse politico ad incentivare le vendite di macchine con alimentazioni ecologiche. Questo fattore, associato alle poche zone pedonali, a traffico limitato e alla mancanza di zone verdi, non ci aiuta a respirare meglio nelle nostre città; infatti il rapporto di Legambiente presenta una situazione difficile anche a Roma e Milano, il tutto a svantaggio della nostra salute.

  • Rapporto di Legambiente per il 2010

    Il rapporto annuale di Legambiente sulle città più inquinate d’Italia afferma che nel 2010 Napoli e Palermo sono ai primi posti per il problema dell’ecosistema urbano.

    Quali le cause dell’inquinamento delle principali città italiane? Innanzitutto lo smog, causato dal numero sempre crescente di automobili. Probabilmente anche a causa della crisi e dei costi le auto ibride o meno inquinanti faticano a prendere piede a favore di temi come “auto usate a Napoli” e “auto usate a Palermo”; il mercato delle auto di seconda mano è infatti in crescita: complici le difficoltà economiche e la riduzione degli incentivi per gli impianti a gas.

    Un’altra causa dell’inquinamento in queste città non riguarda solo la qualità dell’aria (ad esempio con l’utilizzo di zone a traffico limitato o di isole pedonali), ma analizza anche l’incremento dei mezzi pubblici, la raccolta differenziata e la depurazione delle acque. Insomma l’Italia risulta ancora divisa in due, con alcune città del nord ai primi posti per l’impegno nella tutela ambientale e il Mezzoggiorno con il triste primato degli ultimi posti in classifica, che vede Napoli e Palermo in coda soprattutto per il trasporto con i mezzi pubblici e per lo smaltimento dei rifiuti.

    In questo rapporto di Legambiente, giunto alla XVII edizione, l’unico dato confortante è rappresentato dalla diffusione delle energie rinnovabili e dalla crescita della raccolta differenziata, che però riguarda solo i piccoli centri; infatti nella classifica hanno guadagnato alcune posizioni: Oristano, Avellino, Sondrio, Isernia e Pordenone. Brutta figura per Milano e Roma, mentre ai primi posti: Belluno, seconda Verbania e terza Parma.