Tag: Associazione Italobaltica

  • Enzo Rossi Roiss. Chi è costui? Primi commenti.


    Pubblichiamo i primi commenti riferiti all’articolo http://kengaragsit.blogspot.com/2010/05/enzo-rossi-roiss-chi-e-costui.html
    6 commenti:

    anonimo ha detto…

    Finalmente qualcuno ha avuto coraggio di smascherare il personaggio! Bravi! (un ammiratore di Roiss)

    09 maggio 2010 08.47

    Francesca ha detto…

    Di certo, uno che crea un blog come www.vulvario.com deve proprio odiare le donne. Ci sono alcune immagini di tale volgarità ed aggressività che denigrano tutto il genere femminile! Il sesso femminile non è così. Così lo vede questo personaggio con animo cattivo. Forse crede di essere solo un goliardo? Per me dovrebbe farsi aiutare da un bravo psicologo.

    09 maggio 2010 22.47

    enzo ha detto…

    Cara Francesca, ho guardato il sito al quale ti riferisci e non ho resistito a commentarlo. In effetti il materiale pubblicato è alquanto volgare ed aggressivo, denigra la figura femminile. Rasserenati, noi uomini normalmente non vediamo le donne così.
    Visto l’età matura del personaggio in questione, penso che non si tratti di goliardia ma bensì di mendacismo. In sessuologia il termine mendacismo indica una parafilia caratterizzata dall’impulso ossessivo ad esprimere verbalmente, per iscritto o attraverso le immagini le proprie fantasticherie e desideri erotici facendole passare per vere. Esso rappresenta una forma di eccitamento e di soddisfacimento sessuale sostitutivo dell’atto stesso. In alcune persone il mendacismo è associato ad altre parafilie come l’esibizionismo e il voyerismo. Il mendacista dà ad intendere a se stesso e agli altri, di avere avuto tutte le possibili esperienze sessuali che in realtà soltanto ha sognato e mai praticato.
    Nel mendacismo rientrano le vanterie sessuali, la scrittura di diari erotici come espressione di avventure perlopiù inventate, la scrittura coatta di lettere oscene, il sadismo della parola. Sono forme di mendacismo anche le scritte scurrili nei bagni, i ritocchi volgari sui cartelli pubblicitari, le parole cambiate nei libri delle biblioteche pubbliche affinché assumano un significato scandaloso.
    Va però distinto il mendacismo dell’adolescente e la parafilia vera e propria in cui una persona, in modo compulsivo ed ossessivo, riesce a raggiungere il soddisfacimento sessuale solo ed unicamente in questo modo.
    Psicologo, Aied

    10 maggio 2010 14.30

    Anonimo ha detto…

    sono madre di un ragazzo adolescente. mi spaventa solo l’idea che mio figlio possa vedere le immagini così crude e volgari, un adolescente potrebbe anche subire un trauma psicologico! Mi chiedo, perché nessuno denuncia questo sito e questo personaggio?

    11 maggio 2010 14.49

    anonimo ha detto…

    Chi fa la denuncia si espone con il proprio nome, di conseguenza si rischia di essere perseguitati da rossi roiss per sempre. Ma se io fossi padre di un adolescente, farei sicuramente questa denuncia. Comunque complimenti per lo splendido saggio ricostruttivo sulla triste vita del signor vincenzo rossi. Ne so qualcosa anche io. Un bravo scrittore forse potrebbe prendere gli spunti per un romanzo. Sono una delle “vittime” e a distanza di anni me lo chiedo come potevo cadere nella sua rete, anche perché all’epoca lui si vantava in giro delle sue qualità di falsificatore

    12 maggio 2010 13.59

    bolognese ha detto…

    rossi roiss si è vantato con molti a Bologna di saper perfettamente falsificare le opere su carta di Manzoni quello della “merda d’artista”…nato nello stesso paese di Carmelo Bene aggiungeva subito “ovviamente il genio sono io “..di geniale ha avuto solo una indubbia parlantina con cui ha manipolato calunniato e truffato ovunque possibile…nell’ambito dell’arte si è sempre mosso come un camorrista nell’ambito del pizzo…minacciando ricattando millantando con chiunque avesse la sprovvedutezza-e non sono stati pochi- all’inizio di credergli….impareggiabile e rivelatorio è anche lo stile dei suoi scritti nè più nè meno che quello di un verbale di Polizia….”resocontare” “attenzionare” “rendicontare” “disconosce”.. nei suoi scritti autopubblicati e autoosannati sembra quasi muoversi più che in ambito estetico in ambito criminale, un sito questo probabilmente che gli è assai connaturato…probabilmente come intellettuale era assai dotato ma la sua psicologia era più adatta a far carriera a Corleone piuttosto che in mezzo alle persone perbene. Eppure porta i suoi settanta e passa anni in modo straordinario, forse è riuscito a truffare persino il Tempo…
    un bolognese DOC

    12 maggio 2010 20.18

  • Enzo Rossi Roiss. Chi è costui? Commenti I.

    Pubblichiamo i primi commenti riferiti all’articolo http://kengaragsit.blogspot.com/2010/05/enzo-rossi-roiss-chi-e-costui.html

    6 commenti:

    anonimo ha detto…

    Finalmente qualcuno ha avuto coraggio di smascherare il personaggio! Bravi! (un ammiratore di Roiss)

    09 maggio 2010 08.47

    Francesca ha detto…

    Di certo, uno che crea un blog come www.vulvario.com deve proprio odiare le donne. Ci sono alcune immagini di tale volgarità ed aggressività che denigrano tutto il genere femminile! Il sesso femminile non è così. Così lo vede questo personaggio con animo cattivo. Forse crede di essere solo un goliardo? Per me dovrebbe farsi aiutare da un bravo psicologo.

    09 maggio 2010 22.47

    enzo ha detto…

    Cara Francesca, ho guardato il sito al quale ti riferisci e non ho resistito a commentarlo. In effetti il materiale pubblicato è alquanto volgare ed aggressivo, denigra la figura femminile. Rasserenati, noi uomini normalmente non vediamo le donne così.
    Visto l’età matura del personaggio in questione, penso che non si tratti di goliardia ma bensì di mendacismo. In sessuologia il termine mendacismo indica una parafilia caratterizzata dall’impulso ossessivo ad esprimere verbalmente, per iscritto o attraverso le immagini le proprie fantasticherie e desideri erotici facendole passare per vere. Esso rappresenta una forma di eccitamento e di soddisfacimento sessuale sostitutivo dell’atto stesso. In alcune persone il mendacismo è associato ad altre parafilie come l’esibizionismo e il voyerismo. Il mendacista dà ad intendere a se stesso e agli altri, di avere avuto tutte le possibili esperienze sessuali che in realtà soltanto ha sognato e mai praticato.
    Nel mendacismo rientrano le vanterie sessuali, la scrittura di diari erotici come espressione di avventure perlopiù inventate, la scrittura coatta di lettere oscene, il sadismo della parola. Sono forme di mendacismo anche le scritte scurrili nei bagni, i ritocchi volgari sui cartelli pubblicitari, le parole cambiate nei libri delle biblioteche pubbliche affinché assumano un significato scandaloso.
    Va però distinto il mendacismo dell’adolescente e la parafilia vera e propria in cui una persona, in modo compulsivo ed ossessivo, riesce a raggiungere il soddisfacimento sessuale solo ed unicamente in questo modo.
    Psicologo, Aied

    10 maggio 2010 14.30

    Anonimo ha detto…

    sono madre di un ragazzo adolescente. mi spaventa solo l’idea che mio figlio possa vedere le immagini così crude e volgari, un adolescente potrebbe anche subire un trauma psicologico! Mi chiedo, perché nessuno denuncia questo sito e questo personaggio?

    11 maggio 2010 14.49

    anonimo ha detto…

    Chi fa la denuncia si espone con il proprio nome, di conseguenza si rischia di essere perseguitati da rossi roiss per sempre. Ma se io fossi padre di un adolescente, farei sicuramente questa denuncia. Comunque complimenti per lo splendido saggio ricostruttivo sulla triste vita del signor vincenzo rossi. Ne so qualcosa anche io. Un bravo scrittore forse potrebbe prendere gli spunti per un romanzo. Sono una delle “vittime” e a distanza di anni me lo chiedo come potevo cadere nella sua rete, anche perché all’epoca lui si vantava in giro delle sue qualità di falsificatore

    12 maggio 2010 13.59

    bolognese ha detto…

    rossi roiss si è vantato con molti a Bologna di saper perfettamente falsificare le opere su carta di Manzoni quello della “merda d’artista”…nato nello stesso paese di Carmelo Bene aggiungeva subito “ovviamente il genio sono io “..di geniale ha avuto solo una indubbia parlantina con cui ha manipolato calunniato e truffato ovunque possibile…nell’ambito dell’arte si è sempre mosso come un camorrista nell’ambito del pizzo…minacciando ricattando millantando con chiunque avesse la sprovvedutezza-e non sono stati pochi- all’inizio di credergli….impareggiabile e rivelatorio è anche lo stile dei suoi scritti nè più nè meno che quello di un verbale di Polizia….”resocontare” “attenzionare” “rendicontare” “disconosce”.. nei suoi scritti autopubblicati e autoosannati sembra quasi muoversi più che in ambito estetico in ambito criminale, un sito questo probabilmente che gli è assai connaturato…probabilmente come intellettuale era assai dotato ma la sua psicologia era più adatta a far carriera a Corleone piuttosto che in mezzo alle persone perbene. Eppure porta i suoi settanta e passa anni in modo straordinario, forse è riuscito a truffare persino il Tempo…
    un bolognese DOC

    12 maggio 2010 20.18

  • ENZO ROSSI ROISS, CHI È COSTUI? SMASCHERIAMOLO!

    Un sondaggio sul personaggio discusso, controverso e infaticabile. Uomo – Araba Fenice.

    Enzo Rossi Roiss, all’anagrafe Vincenzo Antonio Rossi, nasce il 14 settembre 1937 a Novoli in provincia di Lecce in una famiglia numerosa. All’età di diciannove anni emigra al nord in cerca di fortuna e di una vita migliore.

    Frequenta il corso di giornalismo ad Urbino. Nel 1959 comincia a firmarsi con il nome di Enzo Rossi Roiss collaborando con dedizione ad alcuni giornali, anche se minori o di servizio.
    Nell’albo dei giornalisti, però, non abbiamo trovato di lui alcuna traccia.

    Dopo alcuni anni si trasferisce a Bologna e tenta l’attività editoriale con alcune pubblicazioni sull’arte, anche di un certo interesse, poiché riesce a coinvolgere personaggi di rilievo.
    Tale esperienza ha però una vita breve e sincopata, sia per le difficoltà di gestione economica, sia per le particolarità caratteriali del sig. Roiss, che costringono dopo un po’ le persone a prenderne le distanze.

    Enzo Rossi Roiss, che si è sempre distinto per i suoi comportamenti asociali e per l’animo rissoso e vendicativo, è solito attaccare nelle sue invettive letterarie le persone che non lo tengono nella dovuta considerazione; egli ha infatti una decisa propensione narcisistica. E’ stato più volte denunciato e processato per diffamazione (la sua vittima più illustre è il professor Concetto Pozzati, l’artista ed ex Assessore alla Cultura del comune di Bologna) e per vilipendio alla religione, fatto del quale va molto fiero e che esibisce con orgoglio nelle sue pubblicazioni.

    Per alcuni anni ha svolto l’attività di gallerista, riuscendo ad ottenere una certa qual credibilità nell’ambiente d’arte. Ha pure organizzato alcune mostre di artisti di valore, ma la sua carriera è stata compromessa da un grave inconveniente: è stato arrestato e ha scontato la pena di alcuni mesi in carcere. Lo stesso Roiss fornisce versioni alquanto improbabili e sempre diverse del motivo del suo arresto, ma a Bologna, negli ambienti legali, si vocifera che la vera causa sia stata il commercio di opere d’arte false.

    Dopo aver assaporato tutti “i piaceri dalla galera” il nostro eroe non si abbatte, ma viceversa si impegna nella stesura della “Guida pratica per chi va in galera” che esce nel 1971 autoedito. Alcune pagine di questo prezioso libro sono dedicate alla “tecnica di evasione, alle norme per costituire un’associazione a delinquere, al sistema per viaggiare gratis sulle ferrovie dello stato”, come si può leggere nella prefazione.

    La sua carriera di gallerista si è conclusa con un altro triste episodio: il sequestro della sua galleria, in via Portanova 12 a Bologna, con pignoramento di tutto ciò che conteneva.
    Correvano gli anni novanta…

    Perché mai una galleria d’arte può essere sequestrata? Forse per tasse mai pagate? O perché reclamata da un misterioso comproprietario? O forse ancora per debiti? Non lo sappiamo di certo, ma nei soliti ambienti legali bolognesi si vocifera che potrebbe essere a causa di tutti e tre questi fattori.

    Enzo Rossi Roiss ha un’ottima considerazione di se e si dipinge colto. Noi vogliamo usare un termine diverso, definendolo molto informato e soprattutto assai scaltro: uomo dal comportamento camaleontico che sa rinascere come l’Araba Fenice.
    Spesso si serve di altre persone per architettare le sue rappresaglie che pianifica con maniacale cura. Ama infatti definirsi come “il burattinaio”.

    Spesso manipola fotografie, testi ed immagini. È impareggiabile nell’esaltare le proprie opere più insignificanti come nello sminuire il lavoro altrui.

    Enzo Rossi Roiss è iperattivo ed è una delle poche persone anziane arrivata ad impadronirsi magistralmente dell’uso di Internet. Da alcuni anni infatti opera nella grande rete, cercando di costruirsi un’identità molto diversa da quella ben nota a Bologna.

    È l’ideatore dell’Associazione Italobaltica, nel cui sito si legge: “Chi siano e quanti siano i soci dell’Italo-Baltica non lo riveliamo per rispettare la privacy”.

    Ma la realtà è molto diversa: soci semplicemente non ce ne sono. Il nostro simpatico Enzo Rossi Roiss è l’unico associato. Tiene vivo il sito dell’Associazione riportando piccole notizie sui Paesi Baltici tratte da altre pubblicazioni e attaccando qualsiasi iniziativa intrapresa sul territorio italiano da parte di qualsivoglia persona che abbia fatto a meno di lui, ma soprattutto lo usa per decantar se stesso.

    L’Associazione ha la sede in un monolocale in via Senzanome 2, a Bologna, dove in realtà il sig. Rossi risiede da single; ai visitatori, però, esibisce questo spazio presentandolo come un suo studio… e noi ammiriamo la sua inventiva nell’arte di arrangiarsi.

    Enzo Rossi Roiss è reduce da due matrimoni naufragati. Abbiamo deciso di non approfondire questo tema per rispetto dei famigliari, ai quali esprimiamo tutta la nostra solidarietà.

    Con la famiglia d’origine ha mantenuto un rapporto piuttosto distaccato: nelle sue autobiografie non indica quasi mai il luogo di nascita. Ritorna raramente in patria e non ha nemmeno partecipato ai funerali di sua madre; quel giorno infatti è stato visto aggirarsi per Artefiera a Bologna in compagnia di alcune giovani pulzelle vestite di magliette con stampato il titolo del suo ennesimo libro a contenuto erotico, appena pubblicato.

    L’erotismo è stato sempre il suo tema prediletto. Si è cimentato nel comporre poesie, nello scrivere prosa, nel provocare le giovani donne su Facebook. Ma il suo vero capolavoro è la creazione del sito dedicato all’organo sessuale femminile www.vulvario.com, ovviamente sconsigliato ai minori. Di certo dobbiamo riconoscergli il coraggio di non preoccuparsi del senso del ridicolo.

    Per le nostre ricerche su Enzo Rossi Roiss abbiamo provato ad accedere ai siti internet da lui pubblicati, ma li abbiamo spesso trovati oscurati in tutto o in parte a causa delle numerose violazioni denunciate.

    Siamo riusciti, tuttavia, a risalire alla persona che in questo momento rappresenta il bersaglio prediletto del nostro sig. Roiss: la pittrice Lolita Timofeeva.

    L’artista lettone vive in Italia dal 1991 e ha appena vinto causa legale da lei intentata all’editore “QuattroVenti “ per la pubblicazione non autorizzata di alcune sue opere e di una biografia falsa: tutto materiale fornito da Enzo Rossi Roiss.
    Questa, d’altronde, è la seconda causa promossa dalla pittrice lettone per analoghe ragioni; la prima, contro l’editore di “Eurocarni”, si è risolta con una transazione a favore della Timofeeva.

    Lolita, da noi interpellata, ha preferito non commentare l’accaduto, ma ci ha inviato in alternativa l’immagine di un suo dipinto che pubblichiamo con piacere (con dovuta autorizzazione).

    Cari lettori e cari bersagli del sig. Roiss,

    siamo certi, con queste poche righe, di aver reso un prezioso e utile servizio alla collettività tutta. Dulcis in fundo, agli eventuali editori consigliamo di controllare con cura il materiale loro fornito da Enzo Rossi Roiss, onde evitare spiacevoli conseguenze.
    Alle malcapitate vittime del sig. Roiss e delle sue malsane attenzioni, consigliamo invece di non perdersi d’animo e soprattutto di non intraprendere mai eventuali azioni legali direttamente contro la persona dello stesso Enzo Rossi Roiss, in quanto trattasi di “pensionato nullatenente”, fatto che lui stesso esibisce per ostentare la propria impunità.

    Invitiamo piuttosto tutti voi ad inviarci segnalazioni e commenti che possano aiutarci ad approfondire l’argomento ([email protected]).

    E siate vigili: l’arzillo vecchietto può colpire ancora!

  • ENZO ROSSI ROISS, CHI È COSTUI?

    SmascheriamoLO!

    Un sondaggio sul personaggio discusso, controverso e infaticabile. Uomo – Araba Fenice.

    Enzo Rossi Roiss, all’anagrafe Vincenzo Antonio Rossi, nasce il 14 settembre 1937 a Novoli in provincia di Lecce in una famiglia numerosa. All’età di diciannove anni emigra al nord in cerca di fortuna e di una vita migliore.

    Frequenta il corso di giornalismo ad Urbino. Nel 1959 comincia a firmarsi con il nome di Enzo Rossi Roiss collaborando con dedizione ad alcuni giornali, anche se minori o di servizio.
    Nell’albo dei giornalisti, però, non abbiamo trovato di lui alcuna traccia.

    Dopo alcuni anni si trasferisce a Bologna e tenta l’attività editoriale con alcune pubblicazioni sull’arte, anche di un certo interesse, poiché riesce a coinvolgere personaggi di rilievo.
    Tale esperienza ha però una vita breve e sincopata, sia per le difficoltà di gestione economica, sia per le particolarità caratteriali del sig. Roiss, che costringono dopo un po’ le persone a prenderne le distanze.

    Enzo Rossi Roiss, che si è sempre distinto per i suoi comportamenti asociali e per l’animo rissoso e vendicativo, è solito attaccare nelle sue invettive letterarie le persone che non lo tengono nella dovuta considerazione; egli ha infatti una decisa propensione narcisistica. E’ stato più volte denunciato e processato per diffamazione (la sua vittima più illustre è il professor Concetto Pozzati, l’artista ed ex Assessore alla Cultura del comune di Bologna) e per vilipendio alla religione, fatto del quale va molto fiero e che esibisce con orgoglio nelle sue pubblicazioni.

    Per alcuni anni ha svolto l’attività di gallerista, riuscendo ad ottenere una certa qual credibilità nell’ambiente d’arte. Ha pure organizzato alcune mostre di artisti di valore, ma la sua carriera è stata compromessa da un grave inconveniente: è stato arrestato e ha scontato la pena di alcuni mesi in carcere. Lo stesso Roiss fornisce versioni alquanto improbabili e sempre diverse del motivo del suo arresto, ma a Bologna, negli ambienti legali, si vocifera che la vera causa sia stata il commercio di opere d’arte false.

    Dopo aver assaporato tutti “i piaceri dalla galera” il nostro eroe non si abbatte, ma viceversa si impegna nella stesura della “Guida pratica per chi va in galera” che esce nel 1971 autoedito. Alcune pagine di questo prezioso libro sono dedicate alla “tecnica di evasione, alle norme per costituire un’associazione a delinquere, al sistema per viaggiare gratis sulle ferrovie dello stato”, come si può leggere nella prefazione.

    La sua carriera di gallerista si è conclusa con un altro triste episodio: il sequestro della sua galleria, in via Portanova 12 a Bologna, con pignoramento di tutto ciò che conteneva.
    Correvano gli anni novanta…

    Perché mai una galleria d’arte può essere sequestrata? Forse per tasse mai pagate? O perché reclamata da un misterioso comproprietario? O forse ancora per debiti? Non lo sappiamo di certo, ma nei soliti ambienti legali bolognesi si vocifera che potrebbe essere a causa di tutti e tre questi fattori.

    Enzo Rossi Roiss ha un’ottima considerazione di se e si dipinge colto. Noi vogliamo usare un termine diverso, definendolo molto informato e soprattutto assai scaltro: uomo dal comportamento camaleontico che sa rinascere come l’Araba Fenice.
    Spesso si serve di altre persone per architettare le sue rappresaglie che pianifica con maniacale cura. Ama infatti definirsi come “il burattinaio”.

    Spesso manipola fotografie, testi ed immagini. È impareggiabile nell’esaltare le proprie opere più insignificanti come nello sminuire il lavoro altrui.

    Enzo Rossi Roiss è iperattivo ed è una delle poche persone anziane arrivata ad impadronirsi magistralmente dell’uso di Internet. Da alcuni anni infatti opera nella grande rete, cercando di costruirsi un’identità molto diversa da quella ben nota a Bologna.

    È l’ideatore dell’Associazione Italobaltica, nel cui sito si legge: “Chi siano e quanti siano i soci dell’Italo-Baltica non lo riveliamo per rispettare la privacy”.

    Ma la realtà è molto diversa: soci semplicemente non ce ne sono. Il nostro simpatico Enzo Rossi Roiss è l’unico associato. Tiene vivo il sito dell’Associazione riportando piccole notizie sui Paesi Baltici tratte da altre pubblicazioni e attaccando qualsiasi iniziativa intrapresa sul territorio italiano da parte di qualsivoglia persona che abbia fatto a meno di lui, ma soprattutto lo usa per decantar se stesso.

    L’Associazione ha la sede in un monolocale in via Senzanome 2, a Bologna, dove in realtà il sig. Rossi risiede da single; ai visitatori, però, esibisce questo spazio presentandolo come un suo studio… e noi ammiriamo la sua inventiva nell’arte di arrangiarsi.

    Enzo Rossi Roiss è reduce da due matrimoni naufragati. Abbiamo deciso di non approfondire questo tema per rispetto dei famigliari, ai quali esprimiamo tutta la nostra solidarietà.

    Con la famiglia d’origine ha mantenuto un rapporto piuttosto distaccato: nelle sue autobiografie non indica quasi mai il luogo di nascita. Ritorna raramente in patria e non ha nemmeno partecipato ai funerali di sua madre; quel giorno infatti è stato visto aggirarsi per Artefiera a Bologna in compagnia di alcune giovani pulzelle vestite di magliette con stampato il titolo del suo ennesimo libro a contenuto erotico, appena pubblicato.

    L’erotismo è stato sempre il suo tema prediletto. Si è cimentato nel comporre poesie, nello scrivere prosa, nel provocare le giovani donne su Facebook. Ma il suo vero capolavoro è la creazione del sito dedicato all’organo sessuale femminile www.vulvario.com, ovviamente sconsigliato ai minori. Di certo dobbiamo riconoscergli il coraggio di non preoccuparsi del senso del ridicolo.

    Per le nostre ricerche su Enzo Rossi Roiss abbiamo provato ad accedere ai siti internet da lui pubblicati, ma li abbiamo spesso trovati oscurati in tutto o in parte a causa delle numerose violazioni denunciate.

    Siamo riusciti, tuttavia, a risalire alla persona che in questo momento rappresenta il bersaglio prediletto del nostro sig. Roiss: la pittrice Lolita Timofeeva.

    L’artista lettone vive in Italia dal 1991 e ha appena vinto causa legale da lei intentata all’editore “QuattroVenti “ per la pubblicazione non autorizzata di alcune sue opere e di una biografia falsa: tutto materiale fornito da Enzo Rossi Roiss.
    Questa, d’altronde, è la seconda causa promossa dalla pittrice lettone per analoghe ragioni; la prima, contro l’editore di “Eurocarni”, si è risolta con una transazione a favore della Timofeeva.

    Lolita, da noi interpellata, ha preferito non commentare l’accaduto, ma ci ha inviato in alternativa l’immagine di un suo dipinto che pubblichiamo con piacere (con dovuta autorizzazione).

    Cari lettori e cari bersagli del sig. Roiss,

    siamo certi, con queste poche righe, di aver reso un prezioso e utile servizio alla collettività tutta. Dulcis in fundo, agli eventuali editori consigliamo di controllare con cura il materiale loro fornito da Enzo Rossi Roiss, onde evitare spiacevoli conseguenze.
    Alle malcapitate vittime del sig. Roiss e delle sue malsane attenzioni, consigliamo invece di non perdersi d’animo e soprattutto di non intraprendere mai eventuali azioni legali direttamente contro la persona dello stesso Enzo Rossi Roiss, in quanto trattasi di “pensionato nullatenente”, fatto che lui stesso esibisce per ostentare la propria impunità.

    Invitiamo piuttosto tutti voi ad inviarci segnalazioni e commenti che possano aiutarci ad approfondire l’argomento ([email protected]).

    E siate vigili: l’arzillo vecchietto può colpire ancora!