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  • De Pierro preoccupato per vittoria Polverini nel Lazio

    Roma – “Sono seriamente preoccupato per la vittoria ottenuta da Renata Polverini in una corsa all’ultimo voto. Sono certo che l’enorme buco che la giunta uscente aveva ereditato da Storace, e che pur costringendo i cittadini a enormi sacrifici non era riuscita a colmare, ora purtroppo si allargherà irrimediabilmente. Infatti, non riesco più a vedere coloro i quali si apprestano a prendere in mano le redini della regione Lazio come dei validi amministratori, in quanto considero gran parte di questi signori una massa di incapaci, come dimostrato dalle recenti vicende che li hanno coinvolti nella presentazione delle liste. Mi chiedo, trovando agevolmente risposta, come si faccia a governare una Regione così complessa se non si è capaci neppure di ottemperare a regole così semplici come quelle da osservare nella presentazione delle liste. Il tutto tra l’altro condito dallo svarione giuridico di un decreto arrogante, autoritario e dittatoriale, quanto perfettamente inutile, poiché non applicabile nella fattispecie. Una figura da perfetti dilettanti, che potrebbero, pur con qualche dubbio sul risultato, iniziare un percorso di apprendistato politico ma non certo dedicarsi alla gestione della cosa pubblica. Mi auguro solo che la Polverini abbia il buon senso di non lasciarsi coinvolgere in alchimie partitocratiche e peschi i componenti per la sua squadra di governo tra quei pochi elementi validi che campeggiano su una schiera di inetti. Per la Sanità, ad esempio, visto che è il settore che ritengo più importante, mi permetterei di suggerirle Gigliola Brocchieri, che sicuramente potrebbe gestirne le problematiche molto meglio di altri vista la comprovata esperienza”.
    Così Antonello De Pierro, presidente dell’Italia dei Diritti, tuona sulla vittoria alla regione Lazio di Renata Polverini.

    Il leader del movimento per la difesa del cittadino si sofferma poi ad analizzare le cause che hanno decretato la sconfitta del centrosinistra: “Sugli elementi che hanno determinato questa disfatta non possono passare inosservate le responsabilità di un Partito Democratico che non ha saputo individuare un candidato valido, ma si è affidato a una scelta di ripiego come quella di Emma Bonino, che pure essendo un personaggio di grande e indubbia capacità, nonché di inoppugnabili qualità morali, non era certo rappresentativo per l’ampio ventaglio di pensiero caratterizzante le formazioni di centrosinistra. Tra l’altro la stessa Bonino ha fornito lo spunto a una chiesa, che invece di guardare con più rigore fra le proprie file, si arroga il diritto di ingerire sempre più nella vita politica italiana per strumentalizzare la sua candidatura a favore di uno schieramento che invece molto lontano è da quel concetto di famiglia indissolubile tanto decantato, ma che molti rappresentanti calpestano in realtà con i fatti visto l’alto numero di separati presenti”.

    In ultima analisi De Pierro sostiene: “È necessario che il Pd riveda con più attenzione i suoi quadri di partito, che faccia capire meglio da che parte sta e se i suoi esponenti siano più attaccati all’avanzamento delle forze democratiche, oppure, a deleteri protagonismi di potere. Non può passare inosservata infatti la blindatura di alcune candidature in qualche collegio provinciale dove si è preferito, per favorire l’eventuale elezione di pochi, candidare persone di scarsa competitività. Addirittura nella provincia di Frosinone un candidato classe ’91, che ha racimolato un’innocua manciata di preferenze. Ma nel quadro disastroso che ho tratteggiato – conclude il presidente dell’Idd – non si può non cogliere un elemento importantissimo, la sconfitta lapalissiana della politica di Gianni Alemanno nel comune di Roma. Non è un caso infatti che nella capitale la Bonino abbia stravinto”.

  • Gelli premiato a Ostia, De Pierro furibondo


    Roma – “Sono esterrefatto di fronte alla notizia della consegna di un premio letterario a Licio Gelli. In questi giorni un esercito di sostenitori sta bersagliando me e il movimento con messaggi di protesta chiedendoci di assumere una posizione decisa”. Questo il primo commento del presidente dell’ Italia dei Diritti Antonello De Pierro alla notizia dell’imminente premiazione di Licio Gelli il prossimo 13 giugno al teatro Nino Manfredi di Ostia. “In una nazione civile e democratica – prosegue sdegnato De Pierro – è assurdo che ci debba essere una protesta contro un evento di questo tipo perché è assurda l’esistenza stessa dell’evento. Da quanto è dato sapere la giunta e il consiglio del XIII Municipio parteciperanno in massa in maniera bipartisan salvo qualche sporadica defezione. Non riesco a comprendere il senso di ciò, posso solo attribuire il fatto a pura ignoranza: probabilmente i signori in questione non conoscono le pagine dolorose, oscure e sinistre scritte da Gelli nella storia d’Italia. Mi auguro che il motivo sia questo – polemizza De Pierro – non voglio neanche credere che questi, purtroppo rappresentanti istituzionali, si riconoscano nel piano di rinascita democratica della loggia P2 o in altre peculiarità della non certo invidiabile carriera criminale di Gelli. D’altronde non dimentichiamoci che elementi presenti nelle liste scoperte nel covo del Venerabile a Castiglion Fibocchi siedono attualmente in Parlamento o addirittura nel Governo o in altri posti di grande importanza strategica”. Amara e incisiva la conclusione del presidente dell’Italia dei Diritti: “Mi auguro che i rappresentanti politici che gestiscono l’amministrazione di Ostia e dintorni rinuncino a presenziare a questa deprecabile iniziativa altrimenti, vista la palese mancanza di senso delle istituzioni, resterebbe un’indelebile macchia sul già ampiamente criticabile governo del territorio. Comprendo che per chi è relegato ai margini della politica centrale in realtà periferiche ha obiettivamente poche occasioni per mettersi in mostra ma questo è di certo il modo e il frangente peggiori per pavoneggiarsi sotto i riflettori”.”

  • Trasformismo politico, De Pierro dice basta a questa vergogna


    Roma – “Alla luce dei sempre più frequenti cambi di casacca, abbiamo scelto di denunciare con forza il malcostume del trasformismo politico”.

    Con questa frase Antonello De Pierro, presidente del movimento Italia dei Diritti, ha annunciato una iniziativa a tutto campo per preservare la dignità e il valore della democrazia rappresentativa, sempre più prostrata da comportamenti di dubbia correttezza ed opportunità. “Il fatto che un eletto a vari livelli politico-amministrativi – ha continuato De Pierro – transiti con disinvoltura da un partito a un altro, quando non da uno schieramento ad un altro, è un chiaro sintomo di carenza di senso delle istituzioni, oltre che un grave tradimento del mandato elettorale espresso dai votanti. Se un elettore sceglie un candidato perché ne sposa idee e progetti oltre che linea politica della lista di appartenenza, deve essere rispettato fino in fondo. Se un parlamentare o un consigliere entrano in contrasto con il gruppo politico di appartenenza, invece di cimentarsi nel tanto consueto quanto vergognoso ‘ salto della quaglia’, dovrebbe dimettersi o quantomeno aderire ad un gruppo misto indipendente, all’uopo costituito. Quest’ultima soluzione, appannaggio esclusivo dei due rami del parlamento, andrebbe esclusa solo a beneficio dell’eletto che altrimenti potrebbe sentirsi sotto ricatto da parte del suo stesso partito per indurlo alle dimissioni e a lasciare spazio al primo dei non eletti, magari più nelle grazie dei vertici politici. Noi dell’Italia dei Diritti attiveremo tutti i canali a nostra disposizione per sensibilizzare l’opinione pubblica e i vertici decisionali sul tema e per caldeggiare il varo di un provvedimento legislativo che metta un punto definitivo su questa questione”.