Nuovi orari di visita per il Museo Diocesano di Arte Sacra di Tarquinia (via Roma n. 11). Dopo la cerimonia d’inaugurazione degli spazi espositivi e d’intitolazione al vescovo monsignor Carlo Chenis, del 4 giugno, la struttura è aperta al pubblico sino alla fine di giugno il venerdì, il sabato e la domenica dalle ore 10,30 alle ore 12,30 e dalle ore 17,30 alle ore 19,30. Dal 1° luglio sarà visitabile tutti i giorni dalle ore 17,30 alle ore 19,30; il sabato e la domenica dalle ore 10,30 alle ore 12,30 e dalle ore 17,30 alle ore 19,30. Il museo si compone di una galleria dei ritratti e di 11 sale, in cui è raccolta una selezione di opere appartenenti alla Diocesi di Civitavecchia – Tarquinia e al Comune, tra tavole, tele, sculture, reliquiari, vesti liturgiche e argenti realizzati nell’arco dei secoli XI-XIX. Una delle sale, collocata al centro dell’itinerario che abbraccia l’intero piano nobile del Palazzo Vescovile, è interamente dedicata alla memoria del vescovo Chenis.
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Inaugurate le nuove sale del Museo Diocesano d’Arte Sacra intitolato al vescovo Carlo Chenis.
Sono state aperte al pubblico le nuove sale espositive del MAST, il Museo d’Arte Sacra di Tarquinia intitolato al vescovo Carlo Chenis. All’evento, che si è svolto il 4 giugno, hanno partecipato il sindaco Mauro Mazzola, il vescovo della Diocesi di Civitavecchia-Tarquinia Luigi Marrucci, gli assessori comunali Enrico Leoni, Angelo Centini, Renato Bacciardi e Anselmo Ranucci, il responsabile di zona del Ministero dei Beni Culturali, la dott.ssa Benedetta Montevecchi, il rappresentante dell’Ufficio Nazionale per i Beni Culturali Ecclesiastici, monsignor Stefano Russo, e il prof. Giovanni Insolera. I lavori di riallestimento e restauro degli spazi, finanziati dal Comune, dalla Fondazione della Carivit e dalla Fondazione della Cariciv, sono stati coordinati dall’assessore Leoni, in collaborazione con l’assessore Centini e il prof. Insolera. «È un momento importante. – ha affermato il primo cittadino – L’Amministrazione dà continuità all’opera del vescovo Chenis e raggiunge un nuovo traguardo nella valorizzazione del patrimonio artistico della città, con la creazione di un secondo polo espositivo che si affianca al Museo Nazionale Tarquiniense. Ringrazio tutti coloro che hanno reso possibile oggi questa inaugurazione, in particolar modo gli assessori Leoni e Centini, il prof. Insolera e la dott.ssa Montevecchi». «Si raccoglie il frutto del seme gettato dal vescovo Carlo Chenis e di coloro che in questi anni hanno lavorato per rendere realtà questo progetto. – ha dichiarato il vescovo Marrucci – L’arte rappresenta lo strumento che lega l’uomo a Dio e questo museo ne è una chiara testimonianza». Inaugurato nel 2001, il Museo d’Arte Sacra ha sede in via Roma, in un palazzo edificato dal cardinale Pompeo Aldrovandi, tra il 1734 e il 1752, e sede vescovile fino al 1986. All’interno sono conservati beni d’interesse storico e artistico provenienti da strutture religiose e civili di Tarquinia, tra cui splendidi dipinti del XVII e XVIII secolo.
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Apertura delle nuove sale del Museo d’Arte Sacra di Tarquinia.
Saranno inaugurate sabato 4 giugno, alle ore 11, le nuove sale espositive del Palazzo Vescovile, sede del Museo d’Arte Sacra di Tarquinia (MAST), che verrà intitolato alla figura del vescovo Carlo Chenis. All’evento parteciperanno il sindaco Mauro Mazzola, gli assessori alla Cultura e ai Servizi Sociali Angelo Centini ed Enrico Leoni, il vescovo Luigi Marrucci, la Soprintendente per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici del Lazio, la dott.ssa Anna Imponente, il responsabile di zona del Ministero dei Beni Culturali, la dott.ssa Benedetta Montevecchi, il rappresentante dell’Ufficio Nazionale per i Beni Culturali Ecclesiastici, monsignor Stefano Russo, e il prof. Giovanni Insolera. I lavori di riallestimento e restauro delle sale, finanziati dall’Amministrazione, sono stati coordinati dall’assessore Leoni, in collaborazione con l’assessore Centini e il dott. Insolera. Vieni così completamente attuata la convezione firmata nel 2008 tra il Comune e la Diocesi, per mano del sindaco Mazzola e del vescovo Chenis, per recuperare e valorizzare le opere di carattere sacro appartenenti alla città ed esporle nel Palazzo Vescovile.