L’alcool è una droga pericolosa per tutti, soprattutto per chi giuda automobili o moto. In Italia è la principale causa di incidenti che nel fine settimana aumentano di numero, come dimostrano tutte le statistiche scientifiche. Da qualche anno a questa parte si è notato anche che la fascia di età in cui i giovani iniziano a bere si è decisamente abbassata. La prima birra o il primo super alcolico passava per le mani dei ragazzi, donne o uomini che fossero, per la prima volta, verso il 15/16 anni. Adesso ci si trova di fronte a casi limite come 12/13 anni.
I principali effetti dell’alcool, considerati particolarmente pericolosi, per la guida sono :
– la sottovalutazione del pericolo a causa del senso di euforia che si avverte. Non si è in grado di concepire ad esempio le distanze dal veicolo davanti e quindi nel caso in cui quello davanti inchiodi il rischio di tamponarlo e causare dei problemi, fisici e materiali, è elevato;
– la riduzione della velocità di trasmissione degli stimoli e quindi si è meno coscienti e si hanno tempi di reazione più lunghi;
– la capacità di concentrazione è inferiore alla norma e la sonnolenza è un probabile effetto che sopraggiungerà;
– l’ alterazione del senso della velocità. Questo dato è stato rilevato anche da un test pratico : in alcuni paesi europei sono stati eseguiti esperimenti con conducenti in stato di ebbrezza. A questi è stato espressamente chiesto di marciare ad una velocità prestabilita e in media tutti procedevano ad una velocità doppia rispetto a quella richiesta. Ovviamente il tachimetro era nascosto.
– l’ alterazione delle capacità visive. È risaputo che chi beve e poi si mette alla guida ha la tendenza ad occupare il centro della strada in quanto, l’abuso di alcool, provoca la visione a tunnel;
– Maggiore sensibilità alla luce dei fari provenienti in senso opposto.
Va detto, soprattutto per chi giuda la moto, che l’unico metodo per proteggere la propria vita è quello di essere sempre munito di tutto : casco, guanti, tuta e protezioni. Maggiori informazioni : arlen ness.