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  • La dedica dell’astronauta Samantha Cristoforetti premio ‘Prima Donna’ 2010 inneggia al coraggio e invita al sorriso

    Passato e futuro, terra e cielo, l’antica contadina e l’astronauta, due modi di essere donna. In occasione del conferimento del premio “Casato Prime Donne” che avrà luogo a Montalcino il prossimo 18 settembre, la vincitrice, il tenente Samantha Cristoforetti, ha dettato una sua riflessione sull’universo femminile. Verrà incisa nel bronzo e collocata su un blocco di travertino lungo un percorso meditativo nei vigneti di Brunello in mezzo alla campagna capolavoro che l’Unesco ha iscritto nel patrimonio dell’umanità.

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    Samantha Cristoforetti, 33 anni ma ne dimostra di meno, minuta, capelli corti occhi sinceri, sportiva, amante della lettura, ha desiderato volare fino da quando era bambina a Malè in Trentino, due lauree in ingegneria e scienze aeronautiche, tra le prime donne italiane a diventare pilota militare, attualmente è l’unica donna nel gruppo degli astronauti ESA –Agenzia Spaziale Europea- selezionata fra 8.500 candidati.

    Le Giurate del Premio Casato Prime Donne (Francesca Colombini Cinelli, Rosy Bindi, Anselma Dell’Olio, Anna Pesenti, Stefania Rossini, Anna Scafuri e Daniela Viglione) l’hanno scelta come esempio di una nuova femminilità coraggiosa, ricca di talento e passione ma soprattutto con un successo costruito sul merito. Un esempio da proporre a tutte quelle donne che temono di non farcela e per questo, spesso, neanche provano a mettersi alla prova.

    Accanto alla dedica di Samantha Cristoforetti verrà istallata la “Vignaiola” scolpita in travertino da Michael Austin Latka. Il giovane scultore del Connecticut ( anche lui trentatreenne) che generalmente predilige l’informale, ha scelto di raffigurare in modo naturalistico un’antica contadina magra, semplicemente vestita, umile nel suo affiancarsi al lavoro degli uomini. L’ha rimessa nella vigna seguendo la filosofia della ‘Land art’ e ‘Landscape art’ secondo la quale le opere d’arte arricchiscono di nuovi significati lo scenario naturale all’interno di una logica di assoluto rispetto del paesaggio.

    Il coraggio delle donne di ieri e le speranze delle donne di oggi si incontrano nelle vigne di Brunello di Montalcino dove il trekking delle Prime Donne invita i visitatori a camminare e riflettere sulla necessità di cercare nuove armonie fra passato e futuro, natura e sviluppo ma anche fra uomini e donne.

    Il Cammino delle Prime Donne è nato per lasciare un segno permanente delle vincitrici del premio Casato Prime Donne, il percorso nei vigneti di Brunello del Casato Prime Donne a Montalcino costituisce una proposta meditativa e di grande significato simbolico. “Guardatevi intorno” scrive Carla Fracci ”siete nel centro morale del mondo”.

    Le dediche delle vincitrici accompagnano chi cammina e lo invitano a pensare al destino delle donne e alla terra, bene prezioso che dopo secoli di cura non viene più rispettato abbastanza. Accanto alle dediche ci sono le opere di giovani artisti residenti nel territorio senese che offrono nuovi spunti di riflessione a chi percorre il sentiero nelle vigne.

    L’inizio del percorso è segnato dalle colombe di Orlando Orlandini, orafo e scultore di fama internazionale. Si tratta di otto colombe in ceramica smaltata, simbolo di pace e di femminilità, che sono state collocate vicino alla poesia di Frances Mayes. Il percorso prosegue con tre enormi banderuole in ferro raffiguranti i ‘Gangheretti’, coloratissimi folletti disegnati da Alessandro Grazi, pittore e grafico senese a cui si deve il Palio di Siena del luglio 2007. Nel punto più alto del Casato Prime Donne c’è la dedica di Santa Francesca Cabrini alle donne “Vi benedica il Cuore SS di Gesù… il manto della Immacolata nostra Madre si tenda su tutte voi”. Qui Rossana Mulinari ha collocato “Animo”, una croce sorretta da sei blocchi di travertino. Sul muro della cantina Casato Prime Donne ci sono le foto “Foemina” di Bruno Bruchi e Giovanni Senatore, quattro ritratti di donna contemporanei eppure molto diversi. Sul muro della Tinaia c’è invece il calendario del Brunello in cristallo di Stefano Carlucci. Sotto le onde della canoa di Josefa Idem e le sua medaglia d’argento delle olimpiadi di Beijing. Accanto c’è la sua dedica, quasi un appello alle donne che hanno paura .

    Land Art

    Le otto opere d’arte del percorso che sale nei vigneti di Brunello della collina di Montalcino, vanno inquadrate nella ‘Land art’ proposta culturale in armonia con l’ambiente e il paesaggio. Una proposta che porta le istallazioni artistiche fuori delle città e accresce la dignità degli scenari naturali conferendo loro un nuovo aspetto e un nuovo significato. Opere enormemente grandi, oppure, e questa è la nuova frontiera, “artistically correct” cioè compatibili con l’ambiente per materiali e soggetto. L’installazione 2009 va in questa direzione e sembra un comunissimo lastricato toscano. Le “Pietre Parlanti” di Jeff Shapiro, scrittore statunitense residente a Siena parlano con chi ci cammina sopra. Iniziano con un invito “See what’s growing”, “See in order to grow”, continua con una. sollecitazione “Do you see?” e si conclude con un monito “And are you growing?”. L’opera accompagna la dedica della virologa Ilaria Capua, una delle cinque “Revolutionary Minds” scelte a livello mondiale .

    Ancora nello spirito della Land Art l’opera realizzata dal giovane architetto montalcinese Marco Pignattai, Ardita è una vacca chianina a grandezza naturale in travertino che trascina un aratro come le vere vacche hanno fatto per secoli.

    Per maggiori informazioni

    Casato Prime Donne Montalcino – Fattoria del Colle Trequanda

    Alessia Bianchi

    +39 0577 662108

    [email protected]

    Antonella Marconi

    +39 0577 849421

    [email protected]

    Antonio Gnassi

    +39 347 5822282

    [email protected]

    Marzia Tempestini

    +39 335 6130800

    [email protected]

    Alessandra Vallo Yilanli

    ESA European Astronaut Centre

    LEX-COA

    PR & Communication

    Linder Hoehe

    D-51147 Koeln

    Tel. +49 2203 6001 111

    Fax +49 2203 6001 112

    http://www.esa.int

    http://www.eac.esa.int

  • Turismo in Vespa. In Toscana è slow e bello

    La visita di 4 allegri turisti di un Vespa club austriaco, che si sono fermati due giorni allaFattoria del Colle di Trequanda, nel loro viaggioda Salisburgo a Roma ha suscitato curiosità e qualche riflessione.

    Il turismo in Vespa è un modo nuovo, sportivo e divertente per viaggiare “slow”. La Vespa impone la scelta di percorsi alternativi all’autostrada e fa traversare piccole città d’arte, borghi, castelli, bellissime campagne e tutto ciò che, nei secoli, è stato costruito lungo le strade storiche cioè le vie consolari, realizzate dai romani (come la Cassia e l’Aurelia) e la via Francigenache fu l’asse stradale principale del medioevo.

    A conferma di ciò le affermazioni di Robert, uno dei nostri ospiti Vespaentusiasta che, pur volendo custodire gelosamente la storia delVespa Club di Salisburgo, si fa portavoce di questo piccolo gruppo in viaggio dalla città centro-settentrionale dell’Austria a Roma: “Tra gli obiettivi di questo viaggio vi era il visitare uno dei posti più belli d’Italia e le Crete Senesi rappresentano un’area meravigliosa della Toscana testimoniata brillantemente da strutture come la Fattoria del Colle“. E quando gli chiediamo quale sia lo spirito che anima il loro gruppo, ci risponde: “Fine and tasting eating, good hotels and slowness of movement.. La Vita è Bella”.

    Dunque un viaggio, quello in Vespa, a contatto con la storia. Infatti lo scooter permette di arrivare facilmente vicino ai centri storici, che generalmente sono chiusi al traffico e costringono le auto in parcheggi periferici. Con la Vespa il problema è risolto:niente costo parcheggio e niente ricerca del posto perché un angolino per posteggiarla c’è sempre. Tutto il tempo della sosta può essere dedicato ai monumenti e ai panorami. Anche il rapporto del turista in Vespa con la natura è maggiore di chi è in auto: è possibile sentire gli odori della campagna e del mare. Ovviamente esiste il problema della pioggia ma quello fa parte delle incognite di ogni viaggio sportivo e un po’ avventuroso.

    In fondo Robert ce lo conferma e quando la nostra Alessia Bianchi gli chiede quali siano i

    Il gruppo di Vespa entusiasts del Vespa Club di Salisburgo a riposo alla Fattoria del Colle in Trequanda. www.cinellicolombini.it

    Il gruppo di Vespa entusiasts del Vespa Club di Salisburgo a riposo alla Fattoria del Colle in Trequanda. www.cinellicolombini.it

    programmi di viaggio e i progetti delVespa Club di Salisburgo risponde: “Continuare a scoprire l’Italia e l’Europa per scoprire le bellezze e le unicità del territorio di particolari regioni“.


    Ultimo e non meno importante è ilcarattere “socializzante” del viaggio in Vespa. Si fa turismo in gruppo con la massima autonomia individuale ma con il piacere di vivere insieme le esperienze e conoscere insieme i luoghi lungo il percorso.

    I Vespa Club sono ovunque e quindi, usando Internet prima di partire, è anche possibile incontrare nuovi amici lungo la strada. Perché no! Anche questo fa parte di un bel viaggio.

    Approfondimenti? Eccoli qui…
    http://www.vespaclub-salzburg.at/
    http://www.vespaclub.com
    http://www.vespaclubditalia.it/
    e ovviamente su Facebook
    http://www.facebook.com/group.php?gid=57939119157


    Per maggiori informazioni e foto:
    Alessia Bianchi
    Fattorie di Donatella Cinelli Colombini
    +39 0577 662108
    [email protected]
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    Antonio Gnassi
    [email protected]