“E’ impensabile che i residenti dei quartieri Piedicosta, Sant’Ilario e Vallericca rimangano isolati dal resto della città”. Così Antonino Gatto, candidato sindaco di Monterotondo per la lista civica, commenta la condizione in cui versano centinaia di abitanti delle aree periferiche della città eretina. “La zona del fosso – continua Gatto –, isolata anche pedonalmente, strozza nettamente la viabilità, costringendo i pedoni a un percorso molto pericoloso. L’area, tristemente nota per l’annegamento di una donna avvenuto a dicembre in un sottopassaggio allagato, è al momento bloccata dalle indagini ma l’attuale giunta non ha fatto nulla per riqualificarla, né prima, né dopo il tragico incidente. La strada di Vallericca è la chiave per migliorare la mobilità – conclude Gatto – e se sarò eletto sindaco farò tutto ciò che è in mio potere per sbloccare questa situazione, a partire dalla sollecitazione del Comune di Roma, della Regione Lazio e della Provincia di Roma affinché effettuino interventi manutentivi e strutturali atti a eliminare rischi di esondazione”.
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Monterotondo, il candidato sindaco Antonino Gatto illustra il programma
Monterotondo, 2 aprile 2009 – Si è svolta oggi alle 18.00, presso la sala consiliare di Palazzo Orsini, la presentazione ufficiale della candidatura a sindaco di Monterotondo del primario chirurgo Antonino Gatto. Nel corso dell’incontro, a cui hanno partecipato oltre trecento cittadini, il noto professore ha illustrato i punti cardine del programma elettorale della lista civica che lo sosterrà nelle prossime elezioni amministrative del 6 e 7 giugno.Nato cinquantotto anni fa nella città eretina da una famiglia di origine contadina, Antonino Gatto ha costruito la propria carriera con costanza, determinazione e impegno sociale, valori che lo hanno portato a rivestire il ruolo di primario chirurgo dell’ospedale SS. Gonfalone, di docente dell’Università di Tor Vergata e di direttore del Dipartimento ospedaliero.
“La scelta di candidarmi – spiega Gatto – non è dettata da improbabili vantaggi in termini economici, di visibilità o di carriera. Ho già raggiunto una posizione professionale difficilmente migliorabile, fino a rivestire la carica di presidente del Congresso Nazionale di Chirurgia. La motivazione che più mi ha spinto a presentare la mia candidatura è la condizione in cui versa l’ospedale, per cui, nonostante tutti gli sforzi da me fatti, l’attuale amministrazione non ha realizzato ciò che avrebbe dovuto. Sono arrivato a un punto in cui o me ne andavo in una struttura romana, o rimanevo per cambiare le cose. L’ospedale necessita di lavori importanti, abbiamo un Pronto Soccorso vergognoso, sia per i pazienti, sia per gli infermieri. La facciata è disgustosa e il Dipartimento di oncologia di Palombara Sabina va riportato a Monterotondo. Insisto tanto sull’ospedale non perché sia l’unico problema della città, quanto perché è la vera cartina di tornasole dell’amministrazione uscente. Due politici, infatti, possono avere idee diverse: uno può tendere maggiormente al mantenimento di aree verdi, l’altro può avere una politica più propensa all’edificazione. La struttura ospedaliera invece è un bene comune che prescinde da interpretazioni politiche o propagandistiche. Non è una questione di essere di destra o di sinistra, bensì di buon senso. Bisogna tornare a considerare il buon senso, prima ancora delle schermaglie politiche, il metro con cui operare per la propria città. Le cose buone avviate dall’amministrazione corrente verranno proseguite e i dirigenti capaci rimarranno al proprio posto. Da qui la scelta di candidarmi con una lista civica che restituisca risalto e importanza alla società civile”.
Confronto con tutte le realtà del territorio, massima trasparenza e una maggiore collaborazione tra amministrazione e cittadini sono i punti focali del progetto di Gatto, che intende attribuire agli abitanti di Monterotondo il giusto peso specifico: “L’amministrazione comunale – spiega il primario chirurgo – non può prescindere da una partecipazione attiva della cittadinanza. Il primo passo da fare è quello di migliorare il dialogo con coloro i quali vivono direttamente i problemi del territorio, instaurando modelli comportamentali che gettino le basi per quella rivoluzione culturale necessaria a eliminare la logica del favore personale”.
Quanto al miglioramento delle infrastrutture del territorio eretino, la linea delineata dal professor Gatto solca un tracciante preciso verso operazioni di project financing: “Bisogna sostenere l’economia locale, favorire lo sviluppo, adeguare la distribuzione urbanistica e creare infrastrutture moderne. Tutto ciò si può fare con l’intervento di imprenditori che, se correttamente incentivati, investiranno risorse sul territorio, quindi senza alcuna spesa per il Comune. Bisogna conferire prestigio a Monterotondo attraverso iniziative culturali che puntino al miglioramento delle feste esistenti e alla creazione di nuovi eventi come, ad esempio, la festa del tulipano”.
Un’attenzione particolare è stata riservata per Monterotondo Scalo, la cui valorizzazione è ritenuta da Gatto tra le priorità più incombenti del territorio: “Punterò a migliorare i collegamenti con il centro e a valorizzare la zona con la creazione di cinema, negozi e uffici comunali decentrati”.
Infine la sicurezza, tema allarmante alla luce dei fatti di cronaca degli ultimi mesi: “Aumentare la vigilanza sul territorio è un obiettivo assolutamente primario. Pertanto verrà potenziato il corpo dei vigili urbani, sarà istituito il vigile di quartiere e punterò alla realizzazione di un posto di polizia da affiancare a quello dei carabinieri, che, seppur efficiente, è ancora inadeguato in termini quantitativi”.
Il candidato sindaco di Monterotondo chiude il proprio intervento stroncando con un pizzico d’ironia la principale critica mossagli dal rivale Alessandri: “Dicono che per via dei miei impegni sarei un sindaco a metà? Io non ho orari, non ne ho mai avuti come primario e non ne avrei come sindaco. E’ solo una questione di impegno. Obama governa il mondo, non Monterotondo, eppure la sua giornata dura ventiquattro ore come la mia. Evidentemente basta circondarsi di persone valide”.
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Monterotondo, il primario chirurgo Antonino Gatto si candida a sindaco
Un uomo nuovo per una nuova Monterotondo. Antonino Gatto, primario chirurgo dell’ospedale di Monterotondo, annuncia ufficialmente la sua candidatura a sindaco della città presso la quale è nato e cresciuto, dove risiede con la moglie e i due figli e in cui svolge la sua professione.Proveniente da una famiglia di estrazione sociale medio-bassa, il professor Gatto, rimasto orfano di padre a dodici anni, riesce a conseguire la laurea a pieni voti in Medicina e Chirurgia grazie al sostegno economico e morale della famiglia, in particolare del fratello Gerardo. All’assiduo lavoro in camera operatoria aggiunge successivamente il prestigioso incarico di docente presso l’Università di Tor Vergata. Tali risultati sono il segno tangibile di come, grazie allo spirito di sacrificio, all’impegno e alla dedizione costante, sia possibile raggiungere gli obiettivi più ambiziosi.
Tuttavia, la decisione di entrare in politica non rientra affatto in queste ambizioni. Il professor Gatto, più volte in passato reticente a calarsi nell’agone politico, ha maturato l’idea di avanzare la sua candidatura come risposta ai problemi e ai bisogni della cittadinanza eretina. In un momento obiettivamente difficile per l’intera società, le richieste, le aspettative e le necessità provenienti dalla gente comune meritano non solo di essere ascoltate, ma anche di ricevere appoggio e considerazione. In tal senso esistono valori morali, idee, proposte, onestà intellettuale e buon senso che prescindono da qualsiasi collocazione politica. Antonino Gatto si identifica pienamente in questi valori e in queste caratteristiche. Si tratta, infatti, di un professionista serio e onesto, una persona totalmente estranea a qualsiasi logica politica o dogmatismo partitico. Un uomo al di fuori delle parti. Un volto nuovo che rappresenta un’opportunità unica per riorganizzare e modernizzare Monterotondo puntando forte sul rinnovamento politico, sociale e culturale di cui la città ha bisogno. Occorre, infatti, una urgente riqualificazione urbana, un significativo potenziamento della sanità pubblica e dei servizi sociali, un miglioramento della viabilità per agevolare il commercio e lo sviluppo economico, un concreto e rapido intervento per incoraggiare e sostenere l’occupazione, un impegno deciso nelle politiche giovanili, culturali, sportive e nella solidarietà sociale agli anziani.
Monterotondo necessita di un grande cambiamento. Antonino Gatto lo incarna alla perfezione.