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  • Antonello De Pierro interviene sul caso Granbassi


    Roma – “Il tutto è nato da una richiesta legittima che Margherita Granbassi ha fatto al ministro della Difesa” ha esordito il presidente del movimento Italia dei Diritti Antonello De Pierro, commentando la nota vicenda della fiorettista azzurra.

    “Ignazio La Russa, da persona gentile qual è, si è reso disponibile a parlare con i vertici dell’Arma dei Carabinieri affinché la Granbassi potesse partecipare, come valletta, alla trasmissione di Santoro. Non ci vedo niente di male – ha continuato De Pierro – nonostante ciò sul caso si è scatenata una polemica certamente ingiustificata. Naturalmente – ha osservato – per quei carabinieri che svolgono servizio operativo in reparti speciali, la cosa potrebbe far emergere qualche incompatibilità, ma l’atleta è già un personaggio pubblico e quando ha vinto il bronzo alle Olimpiadi di Pechino ha dato grande prestigio all’Arma. In quell’occasione il nome che è spiccato è stato il suo e credo che pochi abbiano pensato, in quei momenti, alla sua appartenenza corporativa”.
    Il presidente del movimento Italia dei Diritti ha proseguito sostenendo che “tale vicenda andrebbe conclusa al più presto, senza ulteriori sterili polemiche, anche perché l’affascinante ragazza aveva già da subito rinunciato all’ingaggio, accontentandosi di mantenere il suo canonico stipendio e successivamente ha dimostrato attaccamento ai Carabinieri chiedendo un periodo di aspettativa non retribuita. Probabilmente, se l’Arma non farà marcia indietro, Margherita Granbassi sarà costretta a dimettersi, ma questo – conclude De Pierro – suonerebbe come una pesante sconfitta per il prestigio stesso dell’Arma, che sicuramente potrebbe trarre più giovamento mantenendola in servizio tra le sue file”.

  • Antonello De Pierro esprime solidarietà a Daniela Santanchè


    Roma – Ieri sera ad Annozero, programma di approfondimento politico-culturale condotto da Michele Santoro su Rai 2, durante la puntata dedicata alla strage di Castelvorturno e all’inasprimento della violenza a sfondo razzista nel nostro paese un caso di violenza si è consumato nel mezzo di una pausa pubblicitaria nello stesso studio televisivo: due ragazzi di colore si sono alzati e si sono diretti verso Daniela Santanchè insultandola pesantemente con epiteti quali “bastarda”, “delinquente”, “troia”.

    Il presidente dell’Italia dei Diritti, Antonello De Pierro, esprime il suo rammarico e il suo dispiacere per questo evento che coinvolge una donna da lui apprezzata e nella quale riscontra anche un certo fascino nonostante le idee politiche lontane.
    “Solidarietà alla Santanchè in un momento come questo in cui il clima politico ha inasprito gli scontri razziali – dice De Pierro, e continua – qualsiasi atto di violenza, anche verbale, va condannato. La Santanchè politicamente è lontana da me ma su alcuni punti dice cose giuste. Gli stranieri regolarti vanno tutelati, ma bisogna anche chiedersi come facciano a vivere i clandestini. La legge Bossi-Fini ha portato scompiglio rendendo la vita difficile agli immigrati che vogliono vivere e lavorare regolarmente in Italia rendendo più ostiche le procedure di accesso al nostro paese”.
    Rincara il presidente: “Questa legge ha solo peggiorato le cose: chi vuole delinquere entra nel nostro paese senza crearsi il problema di essere clandestino, a chi vuole entrare regolarmente viene opposta una serie di ostacoli improponibile”. Aggiunge De Pierro: “La Bossi-Fini è una legge che va bene solo a livello statistico-pubblicitario ma ha contribuito a insabbiare le richieste oneste di chi vuole mettersi in regola nel nostro paese, che spesso viene addirittura costretto a essere clandestino.”
    “A causa della politica sulla sicurezza da parte del governo, che ha prodotto un livello di insicurezza elevato quanto ingiustificato, criminalizzando a priori gli stranieri quali maggiori autori di reati si è creato un clima di scontro razziale in preoccupante ascesa. Senza contare che poi il governo si è fatto carico di tagliare i fondi a favore del comparto sicurezza di ben 3,2 miliardi di euro”.
    Conclude De Pierro: “L’incidente occorso ieri sera a Daniela Santanchè è anche frutto di questa politica governativa sbagliata”.

  • De Pierro, Dl Brunetta su assenze malattia ancora più assurdo applicato ai poliziotti


    “Esprimo le mie condoglianze alla famiglia dell’agente della Polizia di Stato morto a Genova nell’adempimento del proprio dovere. Si tratta di un episodio drammatico che fa riflettere su come sia delicato e difficile il lavoro delle forze dell’ordine. Diventa, così, ancora più chiaro come a chi pattuglia le strade non possano applicarsi le stesse norme riferite ai dipendenti pubblici che lavorano in ufficio. Una fra tutte quella sulle assenze per malattia”. Così Antonello De Pierro manifesta il suo cordoglio per la morte dell’agente di polizia Daniele Macciantelli, ucciso ieri sera con una coltellata da un individuo con disturbi psichici, un episodio di cronaca che diventa spunto per una riflessione sul Dl Brunetta e sulle sue possibili conseguenze sulla sicurezza degli agenti e dei cittadini. “Per poter essere in servizio sulle strade – spiega De Pierro – occorre essere in perfette condizioni fisiche. Se un poliziotto o un carabiniere si svegliasse una mattina manifestando un malessere fisico, dovrebbe restare a casa per non mettere a rischio la propria vita o quella degli altri. Invece con il Dl Brunetta un padre di famiglia, per evitare di vedersi decurtata una parte dello stipendio, non avrebbe altra scelta che scendere in strada, anche se malato”. Per De Pierro si tratta di una “situazione altamente rischiosa e quindi inaccettabile, che spinge a chiedersi quanto potranno incidere le disposizioni contenute nel Decreto sulla sicurezza delle città e quanto sarebbero favoriti incidenti come quello accaduto al poliziotto morto a Genova”.

  • De Pierro, arresto immediato per chi guida sotto effetto di alcool e droga


    Roma – Sei incidenti mortali sulle strade del fine settimana. La strage si ripete, da Milano a Roma, passando per Verona, Savona e Teramo.
    Comune denominatore degli incidenti che negli ultimi giorni hanno scosso l’Italia, droga e alcool assunti prima di mettersi al volante. Antonello De Pierro, presidente del movimento Italia dei Diritti, reagisce al preoccupante dato di cronaca affermando: “Siamo stanchi di dover prendere atto di questa lugubre contabilità quasi giornaliera causata da chi guida dopo aver assunto alcool o sostanze stupefacenti. I provvedimenti in materia, evidentemente, non sono sufficienti. Chi detiene il potere – aggiunge – spesso attua misure demagogiche che non interessano tutti i cittadini, come il Lodo Alfano, ponendo in secondo piano i reali problemi della gente”. Secondo dati statistici del ministero della Salute, in Italia la mortalità per incidente stradale viene stimata come correlata all’uso di alcool per una quota compresa tra il 30% e il 50% del totale. Secondo De Pierro, il problema andrebbe affrontato attuando provvedimenti duri ed efficaci, “non abbandonati sulle ali della propaganda”. “Da tempo proponiamo – afferma il presidente del movimento Italia dei Diritti – l’arresto immediato per chi guida dopo aver assunto alcool o droga, e come pena alternativa alla detenzione, l’affidamento ai servizi sociali, da scontare presso l’obitorio o il pronto soccorso”. Le parole di De Pierro sono dettate anche da un’esperienza vissuta personalmente: “Ancora mi chiedo – spiega – come sia possibile che, nell’estate 2007, dopo aver subito nei pressi di Ostia un tentativo di investimento da parte di una persona in stato di ebbrezza al volante, la macchina accertatrice si sia inceppata. In quell’occasione – prosegue il presidente Italia dei Diritti – chiesi a due ispettrici presso il commissariato di polizia di Ostia Lido che l’individuo venisse sottoposto all’esame dell’etilometro, o in alternativa all’analisi ematica in ospedale, ma nessun accertamento fu fatto sulla sua positività. Scrissi anche una lettera di diciotto pagine al dirigente dello stesso Commissariato, senza ottenere alcuna risposta ”. All’incidente, per il quale De Pierro andò anche in ospedale, seguì regolare querela per lesioni. “Mi auguro che la giustizia faccia il suo corso e di avere presto delle spiegazioni”, dichiara il presidente Italia dei Diritti. “Se situazioni quali la mia si ripetessero – conclude De Pierro – chi mette in pericolo la vita altrui potrebbe farla franca. Il movimento Italia dei Diritti si prefigge di combattere omissioni di questo tipo, a difesa della sicurezza dei cittadini”.

  • Alitalia con le ali spezzate, chiara posizione di De Pierro


    L’euforia e la felicità in seguito alla notizia del ritiro dalle trattative della Cai, la cordata italiana presentatasi per salvare Alitalia, sono state presto dimenticate.
    I canti e balli delle hostess e dei dipendenti Alitalia riuniti nello slargo del Centro equipaggi dello scalo di Fiumicino in un attimo hanno ceduto il posto alle preoccupazioni e ai timori verso un futuro che ora appare difficile e incerto. Il ritiro della Cai è la cronaca di un disastro annunciato scandito da mesi e mesi di contrattazioni, polemiche, accordi siglati e poche ore dopo saltati. “Siamo di fronte ad un tragico tsunami sociale – ha dichiarato il presidente del movimento dell’Italia dei Diritti Antonello De Pierro – Italia dei Diritti non si è pronunciata finora, ma arrivati a questo punto è d’obbligo un intervento. La crisi che i tanti dipendenti Alitalia stanno vivendo oggi, affonda le radici nella cattiva gestione dei governi che si sono succeduti nel tempo. Dopo dieci anni di ripetuti tentativi di rilancio della compagnia aerea di bandiera da parte di manager super pagati che hanno tutti fallito, si è giunti a questa situazione e i costi sociali purtroppo si stanno abbattendo sui lavoratori e indirettamente anche sull’economia di tutto il paese”. La situazione appare preoccupante. Da una parte il rifiuto unanime del negoziato. Dall’altra i pensieri alle famiglie, al mutuo, alle responsabilità. “Gli organi deputati, e parlo quindi del governo centrale, delle amministrazioni locali – ha concluso il presidente De Pierro – nonché dei sindacati, devono intervenire al più presto per evitare l’apocalisse. L’attuale governo negli ultimi tentativi ha favorito molto gli interessi del nord tralasciando quelli del Lazio; ma questo non è soltanto un gioco di numeri. Il rischio è per circa 9.000 unità, la maggior parte residenti a Roma e provincia, persone fisiche con le loro relative famiglie e con i problemi della loro quotidianità nella vita sociale. Persone che devono essere tutelate”.

  • Degrado pineta e rotazione vigili, De Pierro incontra Vizzani


    “Siamo soddisfatti. Per la prima volta c’è un esecutivo che si sta impegnando concretamente per la tutela ambientale della pineta di Ostia”.

    Queste le parole con cui il presidente del movimento dell’Italia dei Diritti Antonello De Pierro si è espresso al termine dell’incontro con il presidente del XIII Municipio Giacomo Vizzani. “Il presidente – ha proseguito De Pierro, accompagnato nell’occasione da Franco Pranzo, Responsabile Ambiente di Italia dei Diritti per il XIII Municipio – ha ribadito il suo impegno verso tutte le battaglie che il Movimento porta avanti da sempre: lotta alla prostituzione, tutela delle aree dedicate ai ciclisti e ai pedoni e soprattutto guerra aperta all’uso del parco naturale di Ostia come discarica abusiva per rifiuti tossici”. Vizzani, alla presenza dell’assessore all’ambiente Giancarlo Innocenzi, ha garantito risultati concreti già per la fine di ottobre, grazie ad un piano di pulizia radicale e bonifica a tappeto già programmato, che sarà attuato in breve tempo. In seguito è stato garantito che sarà fatto tutto il possibile per il mantenimento del nuovo status, anche in virtù dell’utilizzo del V Battaglione di Carabinieri a cavallo. “Ora la parola ai fatti – ha concluso De Pierro – l’Italia dei Diritti sarà vigile affinché si dia attuazione a tali iniziative”.
    Importante anche il consenso che De Pierro ha incassato dal presidente del XIII Municipio per la questione della rotazione intermunicipale dei vigili e degli Uffici tecnici, un’altra battaglia storica dell’Italia dei Diritti. Il Presidente è apparso decisamente soddisfatto: “Siamo fiduciosi che si possa arrivare alla cancellazione di quei comportamenti moralmente ed eticamente deviati che ledono i diritti dei cittadini, anche nell’interesse dello stesso Corpo della Polizia Municipale e degli Uffici tecnici territoriali, salvaguardando l’imparzialità e la trasparenza nell’espletamento delle funzioni istituzionali”.

  • De Pierro, test psicoattitudinali a chi opera nella scuola per tutelare gli studenti


    “Ogni volta che sento notizie di questo tipo si risveglia la voglia del nostro Movimento di potare avanti la proposta di sottoporre gli operatori scolastici, dai docenti, ai supplenti e ai bidelli, a test psicoattitudinali”.
    Questa la riflessione del presidente dell’Italia dei Diritti, Antonello De Pierro, sulla vicenda dell’educatrice di 23 anni che avrebbe coinvolto in giochi sessuali cinque ragazzini stranieri, tra i 13 e i 16 anni, durante il doposcuola a Bassano del Grappa.
    “Chi ha contatti con i bambini – continua De Pierro – deve essere psicologicamente sano. Credo che se si procedesse ad una verifica di questo tipo, episodi del genere sarebbero ridotti all’osso. Per questo il Ministro Mariastella Gelmini, invece di condurre riforme reazionarie e conservatrici, dovrebbe occuparsi di situazioni del genere e proporre interventi concreti”.

  • De Pierro sul giovane di colore insultato e ucciso a Milano


    Il presidente di Italia dei Diritti: “Episodio frutto anche dell’evangelizzazione xenofoba della Lega”

    Abdul Salam Guibre

    Milano – Assassinato per aver rubato un pacco di biscotti dopo una serata con gli amici.

    Il giovane Abdul Salam Guibre, 19 anni, è morto così ieri a Milano, colpito alla testa con una spranga da Fausto Cristofoli, il proprietario di un chiosco mobile, e da suo figlio Daniele. Secondo quanto ricostruito dalla polizia, i due erano intenti a scaricare brioches da un camion. Il giovane, cittadino italiano nato in Burkina Faso, tentato il furto e la fuga, è stato raggiunto e ferito a morte. Nel corso della lite sono state pronunciate frasi offensive e ingiuriose tra cui “Sporco negro. Te la faccio pagare”.
    I soccorsi sono arrivati poco dopo, ma non sono valsi a salvare la vita di Guibre, arrivato già in coma al Fatebenefratelli. Una ragazzata finita in tragedia, che riapre in Italia una ferita xenofoba mai saldata.
    La notizia della morte del giovane di colore ha scosso profondamente Antonello De Pierro, presidente del movimento Italia dei Diritti. “Episodi come questo sono in crescita, in particolare al nord Italia”, ha dichiarato. “Si tratta – ha aggiunto – di un assassinio che va punito con estrema durezza”. Secondo il presidente Italia dei Diritti l’assassinio del giovane originario del Burkina Faso rivela un’intolleranza in crescita in Italia, spinta anche dalla politica leghista, che sta operando una vera e propria “evangelizzazione xenofoba”. “Basta ascoltare le parole di Mario Borghezio, e non solo, per rendersi conto della violenza e della virulenza che caratterizza i toni delle loro parole”, ha affermato De Pierro. “Bisogna muoversi per far in modo che la Lega venga limitata nelle proprie esternazioni – ha specificato – con atti di responsabilità da parte degli alleati e di coraggio da parte di un’opposizione al momento debole”.
    Il pm che si occupa del caso non ha intenzione di contestare l’accusa di razzismo mossa ai due complici dell’assassinio del giovane originario del Burkina Faso. “Credo che Fausto Cristofoli e il figlio debbano essere puniti con il massimo della pena prevista in questi casi”, ha ribadito il presidente Italia dei Diritti. Sembrerebbe che i titolari del chiosco avessero precedenti penali per rapina e reati contro il patrimonio. “Se ciò è vero – ha concluso De Pierro – i due non avrebbero dovuto avere neanche la licenza”.

  • De Pierro, immigrati costretti a mangiare gatti per fame


    Roma – La denuncia partiva la settimana scorsa dall’ Aidaa, Associazione Italiana Difesa Animale e Ambiente, il presidente della quale, Lorenzo Croce, si faceva portavoce di un fenomeno inquietante: la scomparsa di 240 gatti nelle zone di Ladispoli Cerenova e Cerveteri.

    Croce aveva collegato tale scomparsa alle manifestazioni di alcuni culti pseudo-religiosi e di fanatici del satanismo che con il sacrificio di questi animali portano avanti una ritualistica di tipo demoniaco.
    L’Italia dei Diritti, nella persona del suo Presidente Antonello De Pierro, sempre attento a tematiche che riguardano il rispetto dei diritti degli esseri umani ma anche degli animali, aveva fatto propria la causa e aveva rilanciato la denuncia. Il Movimento è però andato oltre e, in base ad altre denuncie ascoltate, può affermare che dietro la scomparsa di questi animali randagi, riferibile anche alle zone di Roma, si nasconde qualcosa di più grave.
    Molti immigrati ma anche molti italiani (tra cui pensionati che non arrivano alla fine del mese o padri separati costretti a vivere in macchina per pagare il mantenimento a mogli e figli) spinti dalla fame sono costretti a cibarsi di animali randagi pur di sopravvivere.
    “Il degrado sociale e psicologico raggiunto da alcuni individui che vediamo tutti i giorni rovistare nei cassonetti dell’immondizia in cerca di cibo ci fa capire la gravità della situazione” dice De Pierro. “Queste persone, a causa della cattiva gestione dell’ economia sociale, sono costrette a vivere al di sotto della soglia di povertà”.

  • Pillola del giorno dopo, lo sdegno di De Pierro dopo l’inchiesta dei Radicali di Roma


    “Il fatto che agli albori del terzo millennio la pillola del giorno dopo non venga prescritta in metà degli ospedali romani è una cosa vergognosa”.
    Il Presidente dell’Italia dei Diritti, Antonello De Pierro, esprime con queste parole il suo stupore e il suo sdegno dopo la visione della video-indagine dell’Associazione radicali di Roma che per due mesi ha monitorato i pronto soccorso della capitale testimoniando come nella metà degli ospedali romani il farmaco non venga prescritto per obiezione di coscienza.
    Dal centro alla periferia è impossibile trovare un medico che non sia obiettore negli ospedali religiosi: succede al Cristo Re, al Fatebenefratelli, alle Figlie di San Camillo, al San Carlo di Nancy, al San Pietro sulla Cassia e al Santo Spirito e al Policlinico Gemelli. Ma anche in due ospedali civili, il Cto Sant’Andrea e l’Aurelia Hospital il farmaco non viene prescritto.
    “È assurdo – sottolinea De Pierro – che la religione debba condizionare una cosa come questa. La Chiesa deve limitarsi alla cura pastorale delle anime, non deve occuparsi di questioni politiche al di fuori della Città del Vaticano e soprattutto non può limitare lo sviluppo sociale ed umano e l’evoluzione del costume”.
    Come ha spiegato Massimiliano Iervolino dell’Associazione Radicali Roma, la pillola in questione, Norlevo, non provoca l’aborto ma agisce inibendo e ritardando l’ovulazione cioè prima della fecondazione. Per averla in Italia ci vuole la ricetta medica che può essere richiesta al consultorio, al medico curante, alla guardia medica o in un pronto soccorso. L’esonero per i medici obiettori di coscienza è consentito solo per l’interruzione della gravidanza. La pillola del giorno dopo, invece, è un farmaco per la contraccezione d’emergenza perciò non è possibile l’obiezione.