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  • Elezioni regionali, De Pierro punta il dito sul Pd

    Roma – “Quello che ci hanno restituito le urne è un risultato da analizzare con grande attenzione sia per quanto concerne gli aspetti positivi che quelli negativi.

    È chiaro che il Pd, che ancora riesce a intercettare consensi considerevoli, debba far capire da che parte sta. È proprio questa la fetta di rappresentanza partitica che, con la sua opposizione vacanziera, ci ha regalato la deleteria piaga del berlusconismo, non intesa come legata alla figura del premier in se ma a concetti secondo cui alcuni comportamenti deprecabili sono leciti, e dipingendo come demonio chi invece li persegue e li reprime.” Queste le prime parole a caldo che il presidente del movimento Italia dei Diritti Antonello De Pierro esprime in merito all’esito delle ultime elezioni regionali. “Sono tante le responsabilità del partito di Bersani in questi risultati che purtroppo aprono scenari apocalittici al nostro orizzonte – continua De Pierro –. Fortunatamente il successo di alcuni validi e coraggiosi politici come Nichi Vendola ha limitato le dimensioni della disfatta, ma è chiaro a tutte le persone di buon senso che bisogna cambiare rotta prima che sia troppo tardi per non giungere al punto di non ritorno, costruito sull’illecito e che possa addirittura confondersi con condotte moralmente impeccabili. È suonata l’ora del risveglio da un torpore durato troppo a lungo – tuona ancora il leader del movimento a tutela dei diritti dei cittadini –, bisogna contrastare l’invasione mediatica e l’agitazione sconsiderata e irresponsabile dello scettro del potere da parte di chi attualmente ci governa. Il Pd dovrebbe fare un po’ di pulizia al suo interno per cercare di mettere in campo forze limpide e scevre da qualsiasi ombra o macchia per fare crescere nuovamente fiducia in una fetta di popolazione disillusa e che ormai non si sente più rappresentata. L’astenzionismo registratosi presso i seggi ne è la prova più evidente e concreta. Quest’opera di rinnovo mi sembra l’unico modo – continua De Pierro – per scongiurare il pericolo, da sempre sottovalutato ma che è un dato di fatto maledettamente reale, rappresentato dal periglioso avanzamento della Lega Nord, con la sua cultura xenofoba, omofoba nonché secessionista anche se convenientemente ammorbidita in federalista. Non dobbiamo poi sottovalutare in merito alla crisi del Pd – conclude De Pierro –, il grande successo fatto registrare dalle liste del comico Beppe Grillo che poteva indubbiamente essere coinvolto in una schieramento compatto e vincente piuttosto che essere snobbato e che ha dimostrato di essere determinante specialmente in Piemonte. Non rinuncerò mai ad insistere sul grande errore che ha contraddetto in maniera eclatante l’aggettivo che identifica il Partito Democratico, quando solo per paura, fu rifiutata l’iscrizione e la candidatura del comico genovese con una decisione che con la democrazia aveva ben poco a che vedere”.

  • De Pierro preoccupato per vittoria Polverini nel Lazio

    Roma – “Sono seriamente preoccupato per la vittoria ottenuta da Renata Polverini in una corsa all’ultimo voto. Sono certo che l’enorme buco che la giunta uscente aveva ereditato da Storace, e che pur costringendo i cittadini a enormi sacrifici non era riuscita a colmare, ora purtroppo si allargherà irrimediabilmente. Infatti, non riesco più a vedere coloro i quali si apprestano a prendere in mano le redini della regione Lazio come dei validi amministratori, in quanto considero gran parte di questi signori una massa di incapaci, come dimostrato dalle recenti vicende che li hanno coinvolti nella presentazione delle liste. Mi chiedo, trovando agevolmente risposta, come si faccia a governare una Regione così complessa se non si è capaci neppure di ottemperare a regole così semplici come quelle da osservare nella presentazione delle liste. Il tutto tra l’altro condito dallo svarione giuridico di un decreto arrogante, autoritario e dittatoriale, quanto perfettamente inutile, poiché non applicabile nella fattispecie. Una figura da perfetti dilettanti, che potrebbero, pur con qualche dubbio sul risultato, iniziare un percorso di apprendistato politico ma non certo dedicarsi alla gestione della cosa pubblica. Mi auguro solo che la Polverini abbia il buon senso di non lasciarsi coinvolgere in alchimie partitocratiche e peschi i componenti per la sua squadra di governo tra quei pochi elementi validi che campeggiano su una schiera di inetti. Per la Sanità, ad esempio, visto che è il settore che ritengo più importante, mi permetterei di suggerirle Gigliola Brocchieri, che sicuramente potrebbe gestirne le problematiche molto meglio di altri vista la comprovata esperienza”.
    Così Antonello De Pierro, presidente dell’Italia dei Diritti, tuona sulla vittoria alla regione Lazio di Renata Polverini.

    Il leader del movimento per la difesa del cittadino si sofferma poi ad analizzare le cause che hanno decretato la sconfitta del centrosinistra: “Sugli elementi che hanno determinato questa disfatta non possono passare inosservate le responsabilità di un Partito Democratico che non ha saputo individuare un candidato valido, ma si è affidato a una scelta di ripiego come quella di Emma Bonino, che pure essendo un personaggio di grande e indubbia capacità, nonché di inoppugnabili qualità morali, non era certo rappresentativo per l’ampio ventaglio di pensiero caratterizzante le formazioni di centrosinistra. Tra l’altro la stessa Bonino ha fornito lo spunto a una chiesa, che invece di guardare con più rigore fra le proprie file, si arroga il diritto di ingerire sempre più nella vita politica italiana per strumentalizzare la sua candidatura a favore di uno schieramento che invece molto lontano è da quel concetto di famiglia indissolubile tanto decantato, ma che molti rappresentanti calpestano in realtà con i fatti visto l’alto numero di separati presenti”.

    In ultima analisi De Pierro sostiene: “È necessario che il Pd riveda con più attenzione i suoi quadri di partito, che faccia capire meglio da che parte sta e se i suoi esponenti siano più attaccati all’avanzamento delle forze democratiche, oppure, a deleteri protagonismi di potere. Non può passare inosservata infatti la blindatura di alcune candidature in qualche collegio provinciale dove si è preferito, per favorire l’eventuale elezione di pochi, candidare persone di scarsa competitività. Addirittura nella provincia di Frosinone un candidato classe ’91, che ha racimolato un’innocua manciata di preferenze. Ma nel quadro disastroso che ho tratteggiato – conclude il presidente dell’Idd – non si può non cogliere un elemento importantissimo, la sconfitta lapalissiana della politica di Gianni Alemanno nel comune di Roma. Non è un caso infatti che nella capitale la Bonino abbia stravinto”.

  • Corruzione vigili urbani a Roma, De Pierro si incatena al Campidoglio



    Roma – Proseguono le manifestazioni di protesta dell’Italia dei Diritti e del suo presidente Antonello De Pierro, per richiamare l’attenzione di istituzioni e opinione pubblica sulla delicata questione della rotazione intermunicipale dei vigili urbani e dei dipendenti degli uffici tecnici comunali di Roma.

    Il leader del movimento nazionale a tutela dei cittadini, dopo gli incatenamenti della scorsa settimana davanti alle sedi capitoline de “Il Messaggero” e de “La Repubblica”, sceglie questa volta come luogo simbolo della sua protesta il Campidoglio. “Questa manifestazione acquista un particolare valore proprio perché avviene a casa del sindaco Alemanno – dichiara polemico De Pierro –. Noi non ci fermeremo con la nostra iniziativa, specie alla luce della recente indagine sull’Ufficio Condono Edilizio. Per noi questa è l’unica via possibile per chiedere che sia garantita trasparenza e imparzialità da parte dei vigili urbani e degli impiegati delle U.O.T., spesso esposti a tentazioni di collusioni sul territorio che li portano ad avere comportamenti riconducibili a omissioni e illeciti di vario genere. Non siamo noi a dirlo ma i provvedimenti della magistratura. E a nostro avviso la questione è ancora più grave, anche se le mele marce sono poche rispetto alla maggior parte di coloro che svolgono il proprio lavoro con impegno e diligenza”. Poi, il numero uno dell’Italia dei Diritti sottolinea gli obiettivi concreti che si prefigge di raggiungere con la sua battaglia: “Puntiamo a salvaguardare soprattutto l’uguaglianza dei cittadini davanti alla legge; inoltre, vogliamo tutelare l’immagine stessa del corpo dei vigili urbani e l’intero apparato dell’amministrazione comunale. Per questo motivo chiediamo il trasferimento dei vigili da un municipio all’altro ogni tre anni. Anche se tale provvedimento non risolverà del tutto il problema – chiarisce De Pierro – di sicuro ridurrà notevolmente le possibilità di perpetrare tali reati. Purtroppo i casi che vengono alla ribalta sono una piccola quantità rispetto al numero reale degli illeciti commessi, che in gran parte restano impuniti”. La serie di incatenamenti di protesta da parte del presidente dell’Italia dei Diritti andrà avanti anche nei prossimi giorni toccando alcune zone particolari della città, compresa Ostia e le aree limitrofe, come fa sapere lui stesso: “Oltre che nei più rilevanti siti istituzionali sparsi nella Capitale, le nostre proteste si concentreranno molto in alcune sedi emblematiche del XIII municipio dove siamo a conoscenza di situazioni assurde e paradossali, delle quali sono sempre pronto a parlare con eventuali magistrati e inquirenti, che coinvolgono in attività illecite alcuni dipendenti di questi comparti professionali. Infatti, in base al numero delle nostre segnalazioni, abbiamo motivo di credere che questo territorio sia più esposto a illiceità di questo tipo”. A tal proposito De Pierro annuncia incatenamenti presso la sede della Giunta del XIII Municipio, presso il comando locale della Polizia Municipale e dell’ufficio tecnico territoriale.

  • Corruzione vigili a Roma, De Pierro s’incatena davanti alla Regione Lazio



    Roma – Dopo la manifestazione dei giorni scorsi di fronte alle sedi romane dei quotidiani La Repubblica e Il Messaggero, il presidente dell’Italia dei Diritti Antonello De Pierro è tornato a incatenarsi davanti alla Regione Lazio per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla proposta di rotazione intermunicipale dei vigili urbani e dei dipendenti degli uffici tecnici.

    La battaglia del movimento nazionale, che ha già ottenuto il consenso del presidente del X Municipio Sandro Medici, di quello del XIII Municipio Giacomo Vizzani, del capo della segreteria comunale Marcello Marrocco e del vicecomandante dei vigili urbani Diego Porta, nonché di oltre trentamila cittadini che hanno apposto la loro firma per sostenerla, non ha però ancora ricevuto riscontro da parte del sindaco di Roma Gianni Alemanno, il cui silenzio riguardo a una richiesta d’incontro vige ormai da quasi due anni.

    “A questo incatenamento – ha dichiarato De Pierro – seguiranno altre manifestazioni ben più eclatanti, prima tra tutte lo sciopero della fame. La rotazione intermunicipale dei vigili urbani e dei dipendenti degli uffici tecnici è uno strumento necessario contro tentativi di corruzione e concussione, nonché una misura contemplata dall’articolo 97 della Costituzione, che garantisce imparzialità e trasparenza nell’espletamento della funzione amministrativa. Qualora la nostra proposta non venisse presa in considerazione in tempi utili – ha concluso il presidente dell’Italia dei Diritti – riterremo politicamente responsabili i componenti della giunta Alemanno per qualsiasi vicenda relativa a tentate o consumate concussioni e corruzioni nell’ambito della Polizia Municipale o degli uffici tecnici della Capitale”.

  • De Pierro dichiara guerra ai manifesti abusivi




    Roma – “Una consuetudine che si ripete puntualmente a ogni tornata elettorale e che ha raggiunto livelli ormai decisamente vergognosi”. Così Antonello De Pierro, presidente dell’Italia dei Diritti, commenta le affissioni abusive di cui strabordano le città in tempi di elezioni. Uno scempio urbanistico e ambientale a cui il movimento nazionale intende dare battaglia, come dichiarato dallo stesso De Pierro: “Le città – spiega – sono invase dalle facce di politici, politicanti e aspiranti tali che non si curano del decoro urbano, contribuendo in maniera scriteriata ad aumentare il livello di degrado ambientale. Si è ormai giunti quasi a un punto di non ritorno, dacché anche chi in teoria vorrebbe rispettare le regole è costretto a violarle per non soccombere alla spregiudicatezza di chi se ne infischia e pensa semplicemente al proprio tornaconto in termini di visibilità. Negli scorsi anni il centrodestra anziché frenare con leggi più severe un costume così socialmente degenerativo, si è addirittura preoccupato di garantire la non punibilità di questi pirati dell’ambiente. E’ una vergogna di fronte a cui noi dell’Italia dei Diritti non riusciamo a rimanere inerti”.

    L’Italia dei Diritti intende lanciare un pubblico appello alle istituzioni, affinché intervengano duramente per reprimere tale fenomeno e, contestualmente, dichiara guerra ai manifesti abusivi con un’iniziativa partita dallo stesso presidente De Pierro: “Sappiamo che le nostre sono parole al vento – spiega – perché la politica difficilmente toccherà i propri interessi e poco importa se per ripulire le città si spenderà un’enorme quantità di soldi pubblici. Per questo abbiamo organizzato una task force di volontari che hanno cominciato a staccare tutti i manifesti abusivi individuati. Chiunque voglia attivarsi per nostro conto potrà contattare i nostri uffici. Mi auguro che i cittadini nelle urne sapranno valutare anche questi elementi, che sono manifestazione di sprezzo delle leggi vigenti e di conseguente perdita di fiducia nelle istituzioni”, conclude De Pierro, che invita tutti a una riflessione: “Come mai vengono spese cifre faraoniche nella speranza di venire eletti se poi gli introiti istituzionali derivanti sono enormemente inferiori?”.

  • Corruzione vigili urbani capitolini, De Pierro si incatena davanti al Messaggero

    Roma – Continua la battaglia dell’Italia dei Diritti contro il silenzio, con cui ha risposto il sindaco Gianni Alemanno alla proposta del leader del movimento, Antonello De Pierro, a favorire la rotazione intermunicipale dei vigili urbani e dei dipendenti degli uffici tecnici comunali romani, per assicurare la massima trasparenza e legalità nello svolgimento delle funzioni pubbliche.

    Il presidente, che oggi si è incatenato dinanzi alla sede del Messaggero, ha dichiarato: “Chiedo una tavola rotonda sul tema del trasferimento dei vigili, per evitare i continui tentativi di corruzione e concussione che ledono l’art. 97 della Costituzione Italiana secondo cui si garantisce l’imparzialità e la trasparenza nell’espletamento della funzione amministrativa. Nell’attesa di una decisione manifesta e tangibile, vogliamo portare a conoscenza dell’opinione pubblica un problema da non sottovalutare”. Nonostante gli innumerevoli incatenamenti passati e la raccolta di 30.000 firme oltre alla costituzione di un gruppo di circa 4.000 persone sul social network Facebook a sostegno della lotta, il problema non è stato risolto. De Pierro ha continuato: “Continueremo le proteste estreme intraprese fino a quando il Sindaco risolva innanzitutto la questione con l’assessore al Personale Enrico Cavallari a cui aveva demandato la risoluzione del problema, il quale finora ha fatto orecchie da mercante. Se Alemanno pensa che ci fermeremo ha fatto male i suoi calcoli. Per quanto ci riguarda è l’unico modo per arginare tale odioso fenomeno, che non solo lede i diritti dei cittadini, ma inficia altresì l’immagine dell’intero apparato degli uffici comunali e quindi se egli tiene davvero alla legalità, al di là dei meri proclami elettoralistici, non potrà esimersi dall’accettare di discutere le nostre proposte”.

  • Corruzione vigili urbani a Roma, De Pierro si incatena davanti a “La Repubblica”



    Roma – Come preannunciato nei giorni scorsi, è iniziata questa mattina davanti alla sede romana del quotidiano “La Repubblica”, la serie di incatenamenti di protesta da parte del presidente dell’Italia dei Diritti Antonello De Pierro.

    Motivo dell’eclatante gesto del fondatore e leader del movimento, la campagna contro la corruzione di alcuni, tra membri del Corpo della Polizia Municipale e dipendenti degli uffici tecnici comunali del Comune di Roma. Una problematica, sulla quale da tempo il movimento a difesa del cittadino interroga le istituzioni, chiedendo la rotazione intermunicipale dei vigili urbani e degli impiegati delle U.O.T. dei Municipi. Duro l’attacco di De Pierro alla giunta capitolina:” Occorre prestare più attenzione nei confronti di un problema che oltre a ledere i diritti dei cittadini, minaccia l’imparzialità e la trasparenza nell’espletamento delle funzioni della Pubblica Amministrazione, principi sanciti costituzionalmente dall’articolo 97”. Numerose le iniziative portate avanti dall’Italia dei Diritti di fronte al reiterato silenzio del sindaco Gianni Alemanno e alla mancata convocazione di un tavolo di discussione con le istituzioni. Trentamila le firme raccolte a sostegno della battaglia, mentre un apposito gruppo sul social network Facebook ha raggiunto circa quattromila iscrizioni. Ma il presidente De Pierro annuncia altri incatenamenti nelle prossime settimane, davanti a siti istituzionali e sedi di altri giornali e televisioni, non escludendo in caso di persistenza di silenzio e immobilismo da parte delle autorità competenti “il ricorso a forme più radicali di lotta non violenta, per sradicare questo malcostume”.

  • De Pierro annuncia nuovi incatenamenti contro corruzione vigili a Roma


    Il presidente dell’Italia dei Diritti: “Il silenzio assordante dell’amministrazione capitolina rispetto al problema da noi segnalato più volte nel corso degli anni mi spinge a riprendere con maggior determinazione la battaglia sulla proposta di rotazione intermunicipale”

    Roma – “Non avendo ricevuto alcuna risposta dagli organi competenti, non possiamo più temporeggiare. È giunto il momento di porre maggiore attenzione rispetto a una problematica che incide negativamente sull’espletamento delle funzioni del pubblico impiego”. Con questa frase Antonello De Pierro, presidente dell’Italia dei Diritti, ha annunciato una nuova serie di azioni di incatenamento per sensibilizzare sul problema della rotazione intermunicipale dei vigili urbani e dei dipendenti degli uffici tecnici comunali romani. La protesta partirà venerdì 5 marzo, interessando diversi luoghi della città ad elevata valenza istituzionale e informativa, tra cui Montecitorio, Palazzo Madama, Palazzo Chigi, Palazzo di Giustizia, il Campidoglio, il Quirinale, il Tribunale di piazzale Clodio, gli studi Rai di via Teulada e Saxa Rubra, l’edificio della Regione Lazio in via Cristoforo Colombo e le sedi romane dei quotidiani Il Tempo, La Repubblica e Il Messaggero.
    Già mesi fa Antonello De Pierro si era incatenato davanti al Comando Generale della Polizia Municipale per protestare contro il silenzio del comandante Angelo Giuliani nei confronti dell’apertura di un tavolo di discussione. Successivamente a tale episodio è avvenuto un incontro con il suo vice Diego Porta, il quale aveva manifestato la disponibilità a valutare un’ipotesi di mobilità degli agenti a livello di quadranti territoriali, e con il capo della segreteria del sindaco Alemanno Marcello Marrocco. Di fronte al reiterato immobilismo dell’amministrazione capitolina, il movimento si è di nuovo fatto sentire con le stesse modalità eclatanti mercoledì 3 giugno scorso davanti agli uffici della Rai di viale Mazzini. Il tutto non ha però portato ad una seria presa in carico del problema, in barba al sostegno di una considerevole fetta di opinione pubblica che ha apposto 30.000 firme a sostegno della battaglia e si è iscritta a un gruppo specifico sul social network Facebook, che conta alla data di oggi quasi 4.000 membri. “Da quando esistiamo, siamo sempre stati in prima linea nella tutela dei diritti dei cittadini – ha continuato De Pierro – e di fronte ad accadimenti che potrebbero lederli e conculcarli, non possiamo assolutamente tacere. Qualora la nostra proposta non venisse presa in considerazione in tempi utili, riterremo, come già precedentemente ribadito, politicamente responsabili i componenti della giunta Alemanno per qualsiasi vicenda relativa a tentate o consumate concussioni e corruzioni che potrebbero vedere protagonisti alcuni dipendenti di questi comparti, molti dei quali, è giusto dirlo, ci appoggiano con convinzione. Non si può fare strame dell’articolo 97 della Costituzione, che parla di imparzialità e trasparenza della pubblica amministrazione. Ci batteremo a difesa dei principi fondamentali del nostro ordinamento, non escludendo il ricorso a forme più estreme di lotta non violenta”.

  • Esclusione lista PdL da Regionali Lazio, De Pierro invoca rispetto della legge




    Roma – “È sicuramente triste quanto insolito assistere a una esclusione di questo tipo, e in qualche modo ciò potrebbe disegnare uno scenario elettorale privo di una lista competitiva e rappresentativa come quella del PdL. Però, eccezion fatta per queste considerazioni da cittadino, la vicenda ha messo in evidenza un’incapacità gestionale preoccupante da parte di un partito che da ormai due anni afferma di governare l’Italia, anche se poi nei risultati, eccetto i proclami, tali affermazioni non trovano riscontri apprezzabili”. È quanto dichiarato dal presidente dell’Italia dei Diritti, Antonello De Pierro, che esplicita pubblicamente la sua posizione sulla possibile esclusione della lista dei candidati della provincia di Roma del PdL, che risulta a tutt’oggi non ammessa alla competizione elettorale per irregolarità nei tempi previsti sulla consegna delle opportune documentazioni. Dopo il rigetto dell’istanza di riammissione, per il partito del premier e la sua candidata alla presidenza del Lazio, Renata Polverini, c’è la possibilità di presentare ricorso all’Ufficio centrale presso la Corte d’Appello.

    “Alla luce dei fatti – rimarca il numero uno del movimento in difesa dei diritti civili – una conduzione così dilettantistica di un passo molto importante quale quello della presentazione delle liste denota incompetenza e incapacità di gestione. Perciò, non ritengo all’altezza gli eventuali eletti di questa lista di poter aspirare al governo di una regione complessa e problematica come il Lazio, nonostante i tanti soldi spesi dai numerosi candidati, che fanno pensare più a un investimento di promozione aziendale che non a una competizione dove spicchi la capacità di autodeterminazione da parte degli elettori”.

    Poi, entrando nel merito della vicenda il leader dell’Italia dei Diritti attacca: “Va da sé che, qualora le regole non siano state rispettate, come sembra, sia giusta l’eliminazione di tale lista dalla tornata elettorale. Credo, inoltre, che anche chi è deputato a decidere dovrà basarsi su dei fatti concreti e inoppugnabili, e quindi, se tutto corrisponde a quanto riportato dagli organi di informazione, la decisione non potrà che essere quella della definitiva esclusione. Mi auguro – conclude De Pierro con tono polemico – che non intervenga qualche provvedimento ‘ad listam’, dopo che la parte politica in questione ci ha abituati, per lunghi e tristi anni, al fenomeno tutto italiano delle leggi ad personam”.

  • De Pierro, anche io aggredito a bastonate come Fragalà



    Roma – “Provo orrore di fronte all’efferato omicidio dell’avvocato Fragalà.

    Esprimendo vicinanza ai suoi familiari mi auguro che chi si è macchiato di un delitto così grave venga assicurato al più presto alla giustizia”. Così Antonello De Pierro, presidente dell’Italia dei Diritti, manifesta il suo cordoglio e la sua vicinanza ai familiari di Enzo Fragalà, l’avvocato penalista e consigliere comunale del PdL a Palermo, morto venerdì scorso nell’ospedale del capoluogo siciliano in seguito alla vile aggressione di uno sconosciuto che lo aveva ripetutamente colpito con una mazza di legno.

    “Purtroppo – sottolinea amaramente De Pierro – tale evento nefasto mi coinvolge anche a livello personale, in quanto mi riporta alla mente un episodio di cui sono stato vittima circa tre anni fa quando, dopo aver denunciato degli abusi edilizi con palesi coperture da parte di alcuni vigili urbani e dipendenti dell’ufficio tecnico del XIII municipio, sono stato aggredito, in località Infernetto, da un noto pregiudicato della malavita del litorale romano e dall’autore degli abusi denunciati, allo scopo di indurmi al silenzio”. In quel frangente il leader dell’Italia dei Diritti riportò fortunatamente lesioni guaribili in sei giorni, riuscendo a trarsi in salvo solo grazie al pronto intervento del fratello, esperto di arti marziali, che fu capace di bloccare la furia aggressiva a colpi di bastone del balordo, riportando a sua volta lesioni.

    “Pur non essendo intenzionato a demordere nella mia lotta contro l’illegalità – prosegue De Pierro – da allora vivo nella paura, in particolar modo per il fatto che tutta la vicenda è costellata di particolari quantomeno strani e che danno adito a dubbi, a iniziare dal fatto che gli agenti di polizia intervenuti sul posto si sono rifiutati di sequestrare il bastone con cui eravamo stati colpiti”. Probabilmente senza l’intervento decisivo del familiare, le conseguenze per De Pierro sarebbero state molto più gravi, con risvolti tragici come quelli che hanno riguardato Fragalà. Rimane oscuro il fatto che, nonostante la presenza di un’arma, e quindi di un reato con procedibilità d’ufficio e in tribunale, i due aggressori sono attualmente solo imputati di lesioni lievi e rinviati a giudizio presso l’ufficio del Giudice di Pace Penale di Ostia. A ciò vano aggiunti anche altri casi di intimidazione subiti dal massimo esponente dell’Italia dei Diritti, compresi tentativi di investimento, danneggiamento dell’automobile e ulteriori atti vandalici.