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  • Alessandro Circiello e Antonello De Pierro al party in onore di Giancarlo Bornigia

    Tantissimi i vip invitati dal pierre Angelo “Ciccio” Nizzo per la festa di compleanno del re delle notti romane

    Roma – Sono 81 le primavere festeggiate l’altra sera al Gilda di Roma da Giancarlo Bornigia, il re delle notti romane, proprietario oltre allo storico locale al centro di Roma e ad altri templi della notte, del leggendario Piper di via Tagliamento. Il “boss”, come è affettuosamente chiamato dai numerosissimi dipendenti e collaboratori, che si sono alternati negli anni nelle sale delle sue discoteche, dove hanno preso vita i più indimenticabili party raccontati dalla pubblicistica mondana, nonostante l’età ha ancora tanta voglia di divertirsi e di divertire. E per celebrarlo sono accorsi tanti invitati, rigorosamente selezionati dai pierre Angelo “Ciccio” Nizzo, colonna portante dell’impero Bornigia, e dall’affascinante Deborah Bettega, che hanno potuto deliziare i palati con le prelibatezze fatte preparare dal direttore Antoine Amato. Il meglio del jet-set capitolino è scivolato lentamente nelle lussuose sale e ha indirizzato applausi scroscianti ed entusiasti agli artisti che si sono alternati sul palco, dall’esibizione di impeccabili professioniste del burlesque all’apprezzatissima performance offerta da Teddy Reno, grande amico del festeggiato, giunto senza la sua Rita Pavone. L’evento ha inoltre ufficialmente aperto la stagione del Gilda e dell’annesso ristorante Le Cru, con i paparazzi scatenatissimi nel bersagliare con raffiche di flash i tanti vip presenti. Tra i tanti è stato possibile notare un nutrito stuolo di attori come Raffaello Balzo, Max Parodi, Orso Maria Guerrini, Alex Partexano, Francesco Benigno, Nina Soldano, Mario Zamma ed Enio Drovandi. Ma anche la musica era ben rappresentata. Infatti, oltre al già citato Teddy Reno, facilmente riconoscibili erano i volti di Fred Bongusto, Toni Santagata e Lino Patruno. Grande interesse ha suscitato la presenza di Antonello De Pierro, presidente del movimento Italia dei Diritti, per le numerose battaglie sociali messe in atto per la tutela dei diritti e contro il malcostume politico, che si è intrattenuto a parlare con molti dei presenti ricevendo un alto numero di cenni di approvazione. Ad accompagnarlo l’ex modella Cristina Michieletto, che in passato ha calcato le più importanti passerelle internazionali e ora si dedica esclusivamente a fare la mamma di tre figli stupendi. E ancora ecco tanti volti televisivi noti quali Alessandro Di Pietro, Antonio Zequila, Pamela Camassa, Don Santino Spartà, il notaio Giovanni Pocaterra, il cuoco Alessandro Circiello, Nando e Guendalina del “Grande Fratello”. E qualcuno ormai praticamente sconosciuto, come Solange, che molti anni or sono si ritagliò a fatica un po’di spazio mediatico affermando di possedere il dono della chiromanzia, ma che purtroppo è stato riposto dalla spietata tv usa e getta tra la fitta e inesorabile nebbia dell’oblìo. Oppure come Roberta Allegretti, simpatica non famosa dell’Isola dei Famosi, di professione salumiera ma con un futuro da star a galleggiare nei suoi sogni, a giudicare dall’impegno profuso nell’offrirsi ai flash dei fotografi, che in realtà sono stati un po’ restii a elargire scatti alla sua persona, viste le notevoli difficoltà incontrate nel collegare il suo volto alla notorietà, in una girandola di “Ma chi è?”, diventando un po’ la Carneade dell’intera serata. Le auguriamo un piacevole e indolore risveglio dalla dimensione onirica. La lista interminabile di famosi continua con Amedeo Goria, Irene Bozzi, Cristina Guerra e con l’aristocrazia romana rappresentata nell’occasione da Silvana Augero, Carlo Giovannelli, Guglielmo Marconi Giovannelli, Alessandra Del Drago, Conny Caracciolo, Giuseppe Ferrajoli. Particolarmente in forma è apparsa la bellissima e conturbante Nadia Bengala. Ben rappresentate invece le istituzioni con il noto prefetto di Vercelli Fulvio Rocco.


  • De Pierro lancia la candidatura di Leporati come sindaco di Parma


    Il presidente dell’Italia dei Diritti: “Paolo Leporati lo crediamo persona dotata di quella onestà intellettuale e integrità morale che gli attribuisce la giusta connotazione per tale ruolo, in virtù anche dell’impegno profuso negli ultimi anni, sempre in prima linea per salvaguardare i diritti dei cittadini”

    Antonello De Pierro

    Roma – Come già annunciato qualche settimana fa, l’Italia dei Diritti parteciperà come movimento extraparlamentare alla vita politica del nostro Paese, proponendo le candidature di suoi rappresentanti non in liste autonome, ma in quelle di partiti ritenuti più vicini alla sua sfera ideale.

    Presenterà, invece liste autonome nel caso di elezioni amministrative comunali laddove non sussisteranno le condizioni con gli altri gruppi politici. L’Idd ha deciso di candidare Paolo Leporati come sindaco di Parma alle prossime elezioni e proprio per mancanza delle suddette condizioni il candidato verrà presentato con lista autonoma.

    E’ lo stesso Antonello De Pierro, presidente del movimento, a lanciare la candidatura di Leporati: “Alla luce di quanto abbiamo visto nel corso del mandato amministrativo della giunta capeggiata dal sindaco Pietro Vignali, siamo costretti a prendere atto dell’inadeguatezza nel gestire la macchina amministrativa e, soprattutto, tutelare l’interesse della collettività. Siamo giunti a questa conclusione considerando diverse esternazioni verbali pronunciate spesso, inopportunamente, dallo stesso sindaco e da alcuni componenti della squadra di governo e, soprattutto, in virtù delle varie vicende, anche giudiziarie, che hanno costellato il percorso amministrativo di taluni rappresentanti di questo gruppo, che non esiterei a definire politicanti, alla guida della città di Parma.

    E’ chiaro, e lo ribadiamo se ce ne fosse ancora bisogno, che la nostra convinzione è che Vignali debba andarsene, ma non certo per un fatto personale nei suoi confronti, piuttosto per l’incapacità di gestire le persone che per motivi politico-istituzionali fanno capo a lui. Parma ha già pagato un caro prezzo per questa gestione scriteriata e fallimentare e i suoi abitanti meritano certamente altro per riacquistare quella dignità, naturale e genetica, che posseggono e che più volte è stata mortificata e calpestata.

    Oggi – continua De Pierro – l’Italia dei Diritti lancia ufficialmente la candidatura a sindaco di Parma di Paolo Leporati, già vice responsabile provinciale del nostro movimento, che crediamo persona dotata di quella onestà intellettuale e integrità morale che gli attribuisce la giusta connotazione per tale ruolo, in virtù anche dell’impegno profuso negli ultimi anni, sempre in prima linea per salvaguardare i diritti dei cittadini.

    Purtroppo – spiega il leader del movimento – per il momento a Parma non sembrano esserci i margini per un accordo politico che ci soddisfi quindi, salvo sviluppi successivi, correremo da soli con lista autonoma recante, probabilmente, il doppio simbolo in associazione al movimento locale ‘Libera politica’. In ogni caso, il nostro candidato del centrosinistra si chiama Leporati e qualora si decidesse di andare alle primarie non esiteremo, valutandone la convenienza, a confrontarci in quella competizione per assicurare alla città di Parma una guida amministrativa degna del suo spessore politico e culturale, che cancelli definitivamente la brutta pagina della gestione Vignali”.

  • Italia dei Diritti parteciperà a elezioni, ma non con liste autonome

    Antonello De Pierro, presidente del movimento ha reso nota la nuova linea, precisando che potrebbero esserci eccezioni solo in caso di consultazioni amministrative comunali qualora non ci fossero i margini per un accordo

    Roma – Il momento dell’ascesa politica per l’Italia dei Diritti, movimento volto alla tutela e alla difesa dei diritti dei cittadini, è arrivato.

    Alle prossime elezioni saranno candidati numerosi membri dell’Idd, che manterrà l’identità di movimento extraparlamentare, fuorché per

    le elezioni amministrative comunali, qualora non sussista un’armonica collaborazione con le liste di partito nelle quali i rappresentanti dovrebbero figurare, caso in cui il movimento presenterà liste autonome.

    Queste le parole di Antonello De Pierro, presidente del movimento: “Di fronte a quanto stiamo assistendo nel panorama politico attuale, credo che sia giunto il momento di prendere la decisione netta di partecipare attivamente alle vicende politiche del nostro paese da un punto di vista istituzionale, e non solo come denuncia extraparlamentare. Tale scelta – spiega De Pierro – scaturisce dalla necessità di dare delle risposte concrete a quanti si rivolgono a noi chiedendo di impegnarci più a fondo per cercare di cambiare questo stato di cose. Le nostre peculiarità genetiche ci impongono ciò nell’interesse supremo della cosa pubblica e dei cittadini letteralmente vessati e mortificati nei loro diritti da parte di una gestione politica che tutela più le logiche degli interessi partitici che la naturale espressione del bene per la collettività. Stiamo assistendo ad un’opera demolitrice da parte di un manipolo di politicanti che guida il Paese con la complicità di un’opposizione vacanziera che fa finta di contrastare gli scempi messi in atto, ma di fatto fa prevalere la politica dell’inciucio. Naturalmente, con le dovute eccezioni di pochi coraggiosi che cercano in tutti i modi di contrastare questi barbari comportamenti; ed è proprio a questi ultimi che ci appelliamo per candidare agli scranni istituzionali gli elementi migliori del nostro movimento”.

    La nuova linea d’intervento intrapresa dall’Italia dei Diritti è stata deliberata dai vertici del movimento, in seguito ad un’attenta analisi.

    “Di fronte ad una classe politica che sta demolendo lo stato sociale e lo stato di diritto – seguita il leader del movimento -, che imbavaglia l’informazione e che, davanti al fallimento totale della ‘nave Italia’, cerca di salvaguardare i propri interessi e soprattutto si adopera per sottrarre il premier all’infinità di vicende giudiziarie in cui è coinvolto, non possiamo più restare a guardare impassibili o denunciare senza gli strumenti istituzionali necessari per opporsi politicamente. Quindi, la nostra linea è stata tracciata con decisione. Ci candideremo alle consultazioni elettorali, ma mai come entità autonoma, chiedendo ospitalità per i nostri membri nelle liste dei partiti che riteniamo vicini alla nostra sfera ideale. Occorre però precisare fin d’ora una cosa – sottolinea De Pierro -: ai nostri sostenitori, che da diverso tempo ormai ci chiedono questa svolta, non chiederemo di votare per il partito che ci ospita in lista, bensì per il nostro candidato che proporremo come rappresentante indipendente del nostro movimento. Chiaramente, laddove non sussisteranno i margini per un accordo di questo tipo presenteremo liste indipendenti, ma limitatamente a consultazioni amministrative di tipo comunale”.

  • De Pierro ritorna su quiz “grattachecca” alla Sapienza e invoca dimissioni di Frati


    Il presidente dell’Italia dei Diritti: “Non solo ha difeso l’indifendibile, ma lo ha fatto pronunciando parole indubbiamente non consone al ruolo da lui rivestito”

    Roma – ‘Nei pressi del noto liceo Tacito di Roma si trova la grattachecca di Sora Maria, molto nota tra i giovani romani. Sapresti indicare quali sono i gusti tipici serviti? Menta, limone, amarena oppure cioccolato?’, questa è la domanda inserita nel quiz universitario per l’accesso al corso di laurea di “Professioni sanitarie” dell’Università “La Sapienza” di Roma. Al sorgere delle innumerevoli polemiche di questi giorni, il rettore dell’ateneo Luigi Frati, ha motivato la presenza di una simile domanda spiegando che la risposta doveva implicare un ragionamento logico deduttivo e che perfino un ‘coglione’ sa cos’è la “grattachecca”.

    L’Italia dei Diritti torna ad esprimersi sull’accaduto, attraverso Antonello De Pierro, presidente del movimento, condannando con forza quanto successo: “Consideriamo assolutamente umiliante per gli aspiranti studenti quanto accaduto con l’inserimento dell’oramai noto quiz sulla ‘grattachecca’ della Sora Maria nei test di ammissione al CdL in “Professioni sanitarie”. Sia per un’offesa alla dignità personale dei giovani che si avvicinano verso il mondo del lavoro con rande incertezza, sia per il tessuto culturale che si sta avviando verso un degrado senza precedenti a causa di tanti fattori contingenti, ad iniziare dagli sciagurati provvedimenti di questo governo. Noi dell’Italia dei Diritti non ci stiamo. Dopo l’Italia del bunga bunga non vogliamo essere ridicolizzati dal mondo come l’Italia della “grattachecca”. La nostra solidarietà verso questi studenti è piena e vogliamo dire che siamo assolutamente dalla loro parte e a disposizione per intraprendere qualsiasi lotta civile per la difesa del diritto allo studio conforme a quella che dovrebbe essere la formazione per la loro professione futura.

    Il leader del movimento che opera a tutela e a difesa dei diritti dei cittadini, pone l’accento sulle inammissibili dichiarazioni del rettore dell’ateneo romano, reclamandone le dimissioni: “Alla luce dei fatti, non accettiamo quanto dichiarato dal rettore Luigi Frati, di cui chiediamo a gran voce le immediate dimissioni – dichiara De Pierro -, certi di interpretare il pensiero della stragrande maggioranza degli studenti che popolano le aule della Sapienza. Anche perché non solo ha difeso l’indifendibile, ma lo ha fatto pronunciando parole indubbiamente non consone al ruolo da lui rivestito, che dovrebbe essere emblema e imprescindibile punto di riferimento per chi si avvicina alla vita d’ateneo nell’ottica di una crescita educativa, formativa e culturale”.

    “Inoltre sarebbe auspicabile – conclude De Pierro – individuare chi si è permesso di formulare una domanda così demenziale e rimuoverlo immediatamente dal posto di lavoro che occupa inducendolo a intraprendere ex novo la trafila per accedere al mondo del lavoro, con l’augurio che qualche suo simile si diverta a elaborare una sfilza di quiz legati alla tradizione culinaria capitolina”.

  • L’Italia dei Diritti denuncia traffico di permessi di soggiorno falsi per prostitute nigeriane


    Il presidente Antonello De Pierro : “In un paese civile è necessario che ciò non avvenga, soprattutto per salvaguardare queste ragazze che risultano addirittura lavorare regolarmente nel nostro territorio ma che in realtà sono povere vittime dei loro aguzzini”

    Roma – Un’indagine accurata dell’Italia dei Diritti ha permesso di portare alla luce un illecito che va avanti sulla pelle di giovani ragazze africane, che si prostituiscono in pieno giorno, ma che per la legge italiana figurano come badanti con regolare permesso di soggiorno. La rete criminale alla base del traffico umano fa arrivare le donne nel nostro paese, procura loro un contratto di lavoro fittizio e le costringe poi sulla strada, perché, come vere e proprie “schiave”, per ottenere la libertà devono restituire agli aguzzini circa 80.000 euro.

    “L’inchiesta che abbiamo portato avanti per diverso tempo – denuncia Antonello De Pierro, presidente del movimento extraparlamentare – ha fatto emergere risultati sconvolgenti e mi viene da sorridere a pensare al sindaco Gianni Alemanno o al ministro Mara Carfagna che avevano pensato di sconfiggere un fenomeno così complesso, come quello della prostituzione, con dei semplici provvedimenti sanzionatori nei confronti del cliente e dell’operatrice del sesso. Penso piuttosto fosse pura propaganda, oppure, qualora davvero si fosse trattato di ingenuità, ritengo che non sia possibile affrontare problemi così importanti senza prima sconfiggere fenomeni di degenerazione istituzionale, che forniscono linfa vitale alla loro diffusione. A noi – incalza De Pierro – sembra piuttosto inverosimile, in un apparato che funziona, il fatto che esistano delle lucciole extracomunitarie che incredibilmente siano in regola con il permesso di soggiorno, con un contratto di lavoro. Mi auguro che venga accertata dagli organi competenti la responsabilità di chi tutto questo permette, in quanto l’alacre ed encomiabile impegno degli operatori delle forze dell’ordine, che effettuano controlli su queste persone, si infrange sullo scoglio di un regolare permesso di soggiorno per lavoro che viene loro sventolato beffardamente”.

    L’anomalia è palese ogni qualvolta avviene un controllo, alle accuse degli agenti che le sorprendono in strada, le ragazze rispondono esibendo i permessi per un lavoro che però, non stanno affatto svolgendo. La legge Bossi-Fini prevede norme rigorose per l’accesso degli immigrati: può infatti arrivare in Italia soltanto chi è già in possesso di un’ occupazione reale oppure di un visto per studio e tramite i Consolati è necessario fornire documentazione certa. Il movimento presieduto da Antonello De Pierro continuerà ad approfondire cosa si nasconde dietro questo reato, anche perché oltre all’irregolarità, siamo in presenza di persone che, complici, per 5000-10000 euro vendono i contratti d’impiego alla base dei ricatti verso le lucciole.

    “Bisogna capire dov’è che la macchina si inceppa. A nostro avviso – dichiara il presidente dell’Italia dei Diritti – si tratta di corruzione, e il punto cruciale sta nel passaggio in cui qualcuno dovrebbe controllare seriamente chi dichiara di svolgere un lavoro, appurando il rispetto di quelli che sono intenti dichiarati. È necessario intervenire duramente per bloccare quello che non esiterei a definire un traffico di permessi di soggiorno palesemente falsi, anche se chi li emette, in buona fede purtroppo è costretto a farlo, di fronte ad un apparentemente regolare contratto di lavoro, che invece è stato lautamente comprato per fungere da copertura alle illiceità dilaganti. In un paese civile – conclude De Pierro – è necessario che ciò non avvenga, soprattutto per salvaguardare queste ragazze che risultano addirittura lavorare regolarmente nel nostro territorio, ma che in realtà sono povere vittime dei loro aguzzini che così riescono a sfruttarle e schiavizzarle al meglio, paradossalmente col beneplacito dello Stato”.

  • Fratello ucciso da Polizia? L’Italia dei Diritti si stringe attorno a Marinelli


    Il presidente del movimento Antonello De Pierro esprime la sua solidarietà al responsabile per il Lazio e per la Tutela dei Consumatori e chiede che sia accertata la verità: “Se ci sono state delle responsabilità auspichiamo che vengano accertate e che chi ha sbagliato paghi in maniera esemplare. Condividiamo con Vittorio il dolore per la grave perdita subita e soprattutto l’impegno affinché, per una vita spezzata troppo presto, sia fatta giustizia”

    Roma – Una gravissima tragedia ha colpito Vittorio Marinelli, responsabile per il Lazio e per la Tuteladei Consumatori dell’Italia dei Diritti. Suo fratello Luigi, 48 anni, è deceduto in circostanze ancora da chiarire, ma che, alla luce di alcuni elementi emersi nell’arco temporale che ha visto il divenire progressivo degli eventi fino al tragico epilogo, allungano pesanti ombre di dubbio sull’operato di qualcuno tra gli agenti di polizia intervenuti. Il germano dell’esponente del movimento extraparlamentare, invalido civile affetto da schizofrenia, si trovava in casa con la madre, un alto dirigente ministeriale in pensione, con cui stava discutendo e sembra che avesse minacciato di usare le mani. La donna, per evitare il peggio, allertava il 113 che inviava sul posto del personale in divisa. A quanto pare sembrerebbe che i primi agenti intervenuti abbiano applicato alla lettera quanto stabilito dal protocollo di intervento e sarebbero riusciti a calmare l’uomo conquistandone la fiducia. La situazione sarebbe poi precipitata quando lo stesso avrebbe chiesto di allontanarsi per raggiungere la sua compagna. Qui, alla presenza del fratello Vittorio, di professione avvocato, giunto da pochi minuti, gli sarebbe stato impedito, giustamente oseremmo dire, in quanto sembra che questi fosse ancora un po’ su di giri. Ma questo rifiuto avrebbe scatenato la sua reazione, che sembra abbia ricominciato ad agitarsi, trattenuto a fatica da tre agenti, che non riuscendo da soli a gestire la situazione, avrebbero chiamato rinforzi. E’ qui il punto da cui inizia il modus operandi contestato dalla famiglia, che parla di analogie col caso Adrovandi, il diciottenne di Ferrara percosso e ucciso da quattro poliziotti poi condannati per i fatti loro contestati. Infatti pare sia giunto sul posto un altro agente di corporatura molto robusta, un vero energumeno, che sarebbe saltato addosso all’uomo ammanettandolo e bloccandolo violentemente contro la porta spingendo con il ginocchio contro la sua schiena. Secondo quanto riferito dal dirigente dell’Italia dei Diritti, suo fratello avrebbe iniziato a sentirsi male, diventando cianotico, con lapalissiane difficoltà respiratorie, e lui avrebbe iniziato a gridare chiedendo di togliere subito le manette, ma pare non ci fossero le chiavi, portate poi da altri agenti. Quando queste sono state rimosse non c’era più nulla da fare, se non un maldestro tentativo di rianimazione che sembra che gli agenti abbiano cercato di fare tramite un massaggio cardiaco. Dulcis in fundo l’arrivo dell’ambulanza, dopo circa un’ora, il decesso del malcapitato, un esame autoptico da cui risulterebbero diverse costole rotte e un’emorragia epatica.

    A testimoniare la vicinanza di tutto il movimento a Vittorio Marinelli e alla sua famiglia è intervenuto il presidente Antonello De Pierro: “Alla luce dei fatti emersi, tutti naturalmente da accertare, parlare di analogie con il caso Aldrovandi mi sembra un po’ azzardato, lì si trattò di violenza gratuita, deprecabile e brutale contro un ragazzo inerme in una congiuntura di grave sottomissione psicologica della vittima, con la capacità di reagire annientata dal terrore del frangente e dal dolore delle percosse, da parte di quattro agenti che purtroppo, per quanto ne sappia, sono ancora in servizio. Qui la situazione è molto diversa, se non nella causa del decesso, che con ogni probabilità è da attribuirsi a ipossia per compressione toracica a causa della postura a cui la vittima è stata costretta suo malgrado. Ciò non toglie che, in base agli elementi testimoniali oculari riferitici da Vittorio, qualcosa nell’applicazione del protocollo procedurale sia stata disattesa. Indubbiamente qualcuno ha superato i limiti concessi dalla codifica normativa. Il tutto, compreso l’inspiegabile ritardo dell’ambulanza, ha causato la morte di una persona. Se ci sono state delle responsabilità auspichiamo che vengano accertate e che chi ha sbagliato paghi in maniera esemplare. Eventi tragici come questo in un paese civile non possiamo accettare che avvengano, è necessaria una maggiore professionalità, perché purtroppo l’approssimazione e la superficialità regnano sovrani. Ci stringiamo attorno a Vittorio Marinelli, che è una delle colonne portanti dell’Italia dei Diritti, e alla sua famiglia, condividendo il dolore per la grave perdita subita e soprattutto l’impegno affinché, per una vita spezzata troppo presto, sia fatta giustizia, dopo aver appurato le eventuali colpe dirette o indirette”.

  • Floriana Secondi e Antonello De Pierro al Gilda per party Angelo “Ciccio” Nizzo e Lucia Bornigia


    Nello storico locale capitolino una ressa di vip ha festeggiato il compleanno del re dei p.r e della regina delle notti romane

    Roma – Di serate così ormai se ne vedono davvero poche nello scenario mondano della Capitale, dove il passato ci proietta ancora le immagini sbiadite di eventi indimenticabili, pregne di note amarcord, di cui la maggior parte hanno visto la loro location al Gilda .

    E proprio presso il locale di via Mario de’ Fiori, fiore all’occhiello dell’impero dance del re delle notti romane Giancarlo Bornigia, si è tenuto il party in questione che ha visto protagonisti la moglie del “boss” Lucia Bornigia e il number one dei p.r. italici Angelo “Ciccio” Nizzo, che hanno festeggiato il loro genetliaco con una festa grandiosa e incommensurabile. In un momento di crisi profonda per il settore, con pochi ricevimenti che brillano nel deserto arido del jet-set, dove i fasti del passato restano tristemente ancorati soltanto ai file mnemonici di chi li ha vissuti, l’impegno di “Ciccio” in primis, ma di tutto lo staff organizzativo del locale, a cominciare dall’avvenente Deborah Bettega, è stato capace di dare vita a un evento impeccabile, curato nei minimi particolari e degno della migliore tradizione che il percorso professionale dell’eclettico p.r. più famoso d’Italia ci tramanda. E sono stati in tanti ad accorrere al tam tam scatenato nei meandri più nascosti della città, e si sa, quando un Angelo “Ciccio” Nizzo nel pieno del suo splendore organizzativo chiama, sono davvero in pochi quelli che sanno resistere al riflesso condizionato di accorrere al suo appello. E di certo chi c’era non si è pentito. A iniziare dallo spettacolo, che ha visto alternarsi sul palco diversi artisti, tutti di grande talento, che hanno omaggiato i presenti con performance di assoluto rilievo. Particolare interesse hanno suscitato le esibizioni della cantante Jessica Morlacchi, ex dei Gazosa, e di Enio Drovandi, che ha voluto dedicare all’amico Francesco Nuti un’esibizione molto toccante, con l’interpretazione del brano “Sarà per te”, che lo stesso Nuti aveva interpretato anni addietro al festival di Sanremo. A presentarli sono stati, con indiscussa professionalità la simpatica e conturbante Floriana Secondi, nota vincitrice del Grande Fratello, e l’emergente Angelo Martini. E proprio Floriana è stata tra i protagonisti più in vista della serata, con il pubblico rapito dalla sua prova e i fotografi presenti scatenati sul suo viso con raffiche di flash. Come pure grande curiosità e attenzione ha suscitato la presenza del giornalista Antonello De Pierro, presidente del movimento extraparlamentare Italia dei Diritti, per la prima volta senza l’attrice Eleonora Vallone, come da tempo ci aveva abituati, ma accompagnato dalla sua compagna Cristina Di Gioia, nota e bravissima fisioterapista dell’Ospedale Santa Lucia. E nelle sale sfarzose e raffinate del locale, tra una portata e l’altra di una pantagruelica cena i paparazzi hanno rincorso i volti noti di Tony Santagata, Lino Patruno, Francesco Benigno con la sua inseparabile Sonia, Alex Partexano, Pietro Delle Piane, Christian Marazziti, Roberto Onofri, Leopoldo Mastelloni, Maria Monsè, Viviana Natale, moglie dell’ex calciatore Beppe Signori. E ancora Conny Caracciolo, Alessandra Del Drago, Elvino Echeoni e Gabriella Sassone. dulcis in fundo non poteva mancare come sempre l’onnipresente Solange, che forse a casa non riesce proprio a starci e dalla sua Collesalvetti, nei pressi di Livorno, sembra partire alla volta di Roma ogni volta che viene organizzato un evento mondano che potenzialmente possa fornire qualche briciola di promozione di immagine per tentare, o illudersi. di soddisfare l’ormai cronica carenza di ossigeno mediatico ed evitare di scivolare inesorabilmente nel tunnel dell’oblio.

  • Amanda Sandrelli, Eleonora Vallone e Antonello De Pierro all’inaugurazione del Jeff Blynn’s Restaurant a Roma


    Ha riaperto presso il Gilda, con un bagno di vip, lo storico ristorante capitolino del jet-set

    Roma – E’ tornato e annuncia grandi novità. Stiamo parlando di Jeff Blynn, l’ex modello e attore prestato poi all’arte culinaria delle più raffinate, soddisfacendo per anni i palati più esigenti della borghesia romana, anche i più esigenti, e diventando un imprescindibile punto di riferimento per tutti i buongustai del jet-set capitolino e non.

    Ora ha deciso di riprendere per mano l’antica vocazione e dare un seguito alle pagine già scritte che fanno parte di diritto degli annali della storia mondana di Roma. E lo ha fatto nel migliore dei modi, scegliendo una delle location più allettanti offerte dall’ampio ventaglio delle opzioni, vale a dire l’area ristorante del locale gioiello di Giancarlo e Lucia Bornigia, il Gilda di via Mario de’ Fiori. Nella serata inaugurale, il successo è stato strepitoso, come da copione, con un folto gruppo di vip, rigorosamente selezionati, che hanno preso posto ai tavoli dell’elegante sala, ribattezzata Jeff Blynn’s Restaurant, e hanno potuto deliziarsi con le succulente pietanze servite in una suggestiva atmosfera soft da grandi occasioni. Per la gioia dei fotografi accorsi i volti noti erano tanti, tutti impeccabilmente accolti dall’anfitrione Jeff, con l’indispensabile ausilio dello storico p.r. del Gilda Angelo “Ciccio” Nizzo, affiancato come sempre dalla affascinante Deborah Bettega. Ed eccoli i vip, scovati inesorabilmente dai flash durante l’ amena degustazione degli appetitosi prodotti mediterranei selezionati dall’indefesso padrone di casa con l’ausilio del suo fedele braccio destro, il maitre Donato Ruggiero. Tra i primi ad arrivare sono stati la evergreen Elsa Martinelli e Armand Assante, e a seguire il grande regista Luigi Magni, Pascal Vicedomini, la baronessa Carla Martino, Sidne Rome, Rosanna Cancellieri, Nadia Bengala, il produttore Mauro Berardi, Orso Maria Guerrini, Giucas Casella, Lino Patruno e Maria Monsè. Particolarmente gradito ai paparazzi presenti è stato l’arrivo di Amanda Sandrelli insieme a suo marito Blas Boca Rey, oltre a quello di una coppia ormai fissa negli eventi che contano, il giornalista Antonello De Pierro, presidente del movimento extraparlamentare Italia dei Diritti, e la bellissima e spumeggiante attrice Eleonora Vallone, figlia del celebre Raf e della grande Elena Varzi. A chiudere l’interminabile elenco degli ospiti presenti il prefetto Fulvio Rocco, la principessa Alessandra Del Drago, i principi Guglielmo Marconi Giovannelli e Carlo Giovannelli, l’attore Vincenzo Monti, Mita Medici, Janet De Nardis e Rosa Fumetto.

  • Rocca d’oro 2011, Antonello De Pierro premia India d’Afghanistan


    Grande successo a Piglio, in provincia di Frosinone, per la 22esima edizione dell’importante manifestazione organizzata da Giancarlo Flavi, con tanti premiati di alto prestigio

    Piglio (Fr) – Un successo strepitoso è stato l’esito finale dell’edizione 2011, la 22esima, del Premio Rocca d’Oro, che quest’anno ha visto il suo svolgimento nella suggestiva cornice di Piglio, in provincia di Frosinone. Un risultato trionfale quello ottenuto da Giancarlo Flavi, l’indefesso organizzatore della manifestazione, che da lungo tempo ormai è diventata un appuntamento imprescindibile in Ciociaria. Un impegno, quello di Flavi, giornalista di lungo corso e grande osservatore delle problematiche di zona, che da sempre viene gratificato con la crescita perpetua che la kermesse fa registrare di anno in anno, allargandosi sempre più verso i circuiti internazionali. E sono stati in tanti anche questa volta i personaggi premiati, tutti di grande spessore nel settore di competenza, che hanno risposto all’appello di una nomination che ha permesso loro di inanellare nel percorso carrieristico una perla di grande prestigio. Spettacolo, imprenditoria e tanto sociale sono stati i temi portanti dell’evento, con una platea letteralmente incantata di fronte ai premiati che si sono avvicendati sul palco. Una lista interminabile e autorevole snocciolata magistralmente dai conduttori, lo stesso patron Flavi e l’avvenente e brava giornalista Ludovica Cedrati, in cui campeggiavano tra gli altri Cristian Berlakovits, ambasciatore d’Austria in Italia, la principessa India d’Afghanistan, Liliana de Curtis, figlia del grande Totò, la cantante lirica giapponese Yumi Tamaca, le giornaliste Matilde Amorosi e Annapaola Ricci, l’attore Antonio Zequila, l’evergreen manager di spettacolo Adriano Aragozzini, Simone Lolli, ballerino del Teatro dell’Opera di Roma. E ancora i professori Cosimo Comito, chirurgo geriatra, e Pietro Balloni, primario del centro trasfusionale dell’ospedale “Bambin Gesù” di Roma, il colonnello Giancostabile Salato, comandante provinciale di Frosinone della Guardia di Finanza, il principe Carlo Massimo. Non è mancato il saluto istituzionale dell’on. Mario Abbruzzese, presidente del Consiglio Regionale del Lazio e del sindaco di Piglio Tommaso Cittadini. Nel parterre non sono sfuggiti all’esercito di fotografi presenti alcuni personaggi di rilievo, che hanno contribuito alla consegna dei premi, tra cui il consigliere provinciale Mario Felli, il celebre don Santino Spartà, il giornalista spagnolo Roberto Simon, Daniele Flavi, direttore del portalewww.eccolanotiziaquotidiana.it e il presidente del movimento extraparlamentare Italia dei Diritti, nonché direttore di Italymedia.it.
    E’ stato proprio quest’ultimo, alla luce dell’inarrestabile e profondo impegno sociale al servizio delle cellule più deboli del tessuto sociale, a essere scelto per consegnare il premio al personaggio più atteso e immortalato della serata, la principessa India d’Afghanistan, figlia del re riformatore Amanollah, deposto nel 1929 da una rivolta reazionaria, la cui premiazione ha creato un’atmosfera toccante e suggestiva, il frangente più intenso dell’intera kermesse, con il suo struggente intervento, testimonianza autentica di un triste spaccato storico. Gli altri momenti clou sono stati la premiazione di Liliana de Curtis da parte di don Santino Spartà e lo spettacolo del comico Antonio Covatta, che ha entusiasmato il pubblico, esibitosi in lunghi e scroscianti applausi, con il termometro dell’entusiasmo che si è impennato verso il rosso, degno contorno di una manifestazione riuscitissima, tutta da incorniciare e consegnare agli annali.


  • Celardo eletto segretario organizzativo per il Lazio dell’Italia dei Diritti


    Il neosegretario, già viceresponsabile regionale del movimento: “Il mio ruolo è di rappresentanza politica sul territorio, proponendo candidati di trasparente onestà che sappiano apportare un valido contributo alla gestione della cosa pubblica”

    Roma – Il movimento Italia dei Diritti ha inaugurato una nuova fase per la diffusione capillare sul territorio. Si è tenuta un’assemblea programmatica degli esponenti del Lazio ed è stata sentenziata all’unanimità l’elezione di Carmine Celardo a segretario organizzativo per il Lazio. Il presidente Antonello De Pierro, che ha partecipato all’incontro, si è congratulato con il neosegretario, riponendo in lui la massima fiducia.

    “L’Italia dei diritti – sottolinea il neoeletto segretario regionale – è un movimento che si pone come difensore dei diritti dei cittadini, italiani e non, che risiedono nel nostro Paese. Un’associazione di persone aperta a tutte le culture ed etnie, in virtù di un superiore ideale di uguaglianza e giustizia. Tengo a ringraziare tutti i rappresentanti che, con fiducia, mi hanno conferito quest’incarico. Il mio ruolo – continua Celardo – non è quello di fondare un partito politico schierato ideologicamente, ma di rappresentanza politica sul territorio, proponendo candidati di trasparente onestà, persone serie, attive nel sociale che sappiano apportare un valido contributo alla gestione della cosa pubblica.

    “Ci proponiamo – continua Celardo – come movimento che, benché contestatore e all’occorrenza censore della amministrazione pubblica, propone soluzioni politiche e tecniche alla gestione statale. Vogliamo essere sempre più vicini ai cittadini, radicandoci sul territorio. Siamo disponibili a serie proposte da parte dei partiti politici, i quali dovranno affrontare serie difficoltà nel prossimo biennio. Aperti a progetti che non siano specchio di bassa politica o mirino a favorire amici di amici, ma che il cui scopo sia portare una ventata di freschezza nella vita politica nazionale. Non siamo un apparato di potere ma un movimento che mira a garantire i diritti per tutti, lavorando quotidianamente al fianco dei cittadini nella massima onestà. Garantisco il massimo impegno e dedizione – conclude l’esponente del movimento extraparlamentare presieduto da Antonello De Pierro – nello svolgimento di questo delicato compito affinché tutto si svolga nella massima trasparenza e correttezza”.