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  • La Maschera di Cera – Capp. XVII e XVIII

    Capitolo XVII

    “Aveva ragione mio nonno quando diceva che ‘Le bugie hanno le gambe corte !’ Acciderboli !”
    “Qualcosa non va Professore ?” chiese Anna Maria.
    Egli trasalì, perché convinto di essere solo nel laboratorio, visto l’orario, poi rispose: “No, no, tranquilla, è solo che la stanchezza mi tira brutti scherzi…”
    “D’accordo allora, faccia come me, vada a casa,e buona notte professor Pillner “
    “Buona notte anche a te Anna !” rispose.
    Era certamente questione di giorni, forse solo di ore, prima che il rovescio della medaglia presentasse il conto…

    Capitolo XVIII

    Una lettera indirizzata alla cortese attenzione del Dott. Hill, iniziò la fine…
    Hill, che non essendo laureato, odiava essere appellato ‘Dottore’, aprì la missiva con stizza, e man mano che leggeva i tremori leggeri alle mani che reggevano il foglio A4 scritto al Pc, divennero così forti che dovette prendersi una pausa.
    Riprese a leggere:” …così se non vuole che si venga a sapere quanto sia nociva alla salute la vostra crema antiaging “miracolosa” dovrà versare un piccolo obolo di 1.000.000 di dollari su un conto corrente che le verrà indicato.
    Saluti,
    I suoi nuovi soci…”

    Si attaccò al citofono e chiamò immediatamente il professor Pillner.

    Trascorsi i 15 minuti circa, necessari alla salita dal laboratorio al 38° piano, il Professore venne fatto sbrigativamente accomodare da Hill.
    “Professore, mi chiedevo, se non ci fossero controindicazioni relative al nostro prodotto, il Cryo, intendo…”
    Il professore fece finta di pensare un attimo, mentre si chiedeva: ‘Come avrà fatto a saperlo?’; poi con voce ferma rispose: “Beh, stavano già verificando le eventuali controindicazioni, dato che è già passato un po’ di tempo, e dei ricoveri, o delle segnalazioni da medici ancora non ne abbiamo ricevute.
    Resta però valido il discorso che dato che siamo in un settore nuovissimo, pionieristico direi , non escludo che ci possano essere possibili gravi controindicazioni, specialmente nell’uso continuato e sostenuto…”
    Hill allungò al Professore la missiva e lo scrutò assai intensamente.
    Il professore dal canto suo, fece notare che in mancanza di test scientifici probanti, che evidenziassero gravi controindicazioni, la missiva era da classificarsi come un tentativo di estorsione tentato da chi aveva fatto 2 + 2 e voleva appropriarsi di un po’ dei tanti dollari che l’azienda stava macinando…
    “Quindi, lei ritiene, che nonostante il Cd scomparso, non mi debba preoccupare…”
    “Fino a quando non ne riceverà un’altra con delle prove concrete direi proprio di no !”
    “Sicuro ?”
    “Certo. Consideri, come già detto, che siamo in un campo ove ben pochi possono addentrarsi e disquisire con merito”
    “Bene, allora non mi resta che rimandarla dai suoi uomini “ e i due si congedarono.

    I fatti raccontanti sono puro frutto di fantasia, riferimenti a persone, fatti e cose è da considerarsi puramente casuale.

    Emiliano Dix

  • La Maschera di Cera – Cap. XVI

    Durante tutto questo fervore e fiorire di business, il Ten. Castillo riuscì a trovare un’ora di disponibilità contemporanea con i 2 soci, per una riunione informativa sullo stato dell’indagini.
    “Signori,” iniziò, “è chiaro che chi si è introdotto nel laboratorio non più tardi di alcuni mesi fa, ha avuto l’aiuto d’un basista interno.
    Non si spiega altrimenti il black-out delle sole telecamere che erano poste sul percorso di ingresso/uscita al laboratorio, l’apertura delle porte a controllo elettronico con codice a 16 cifre, e l’ingresso uscita dalla proprietà con vigilanza 24 ore al giorno dell’unico ingresso.”
    “Sospetti ?”
    “Beh…l’Ing. Russo Antony è il candidato ideale, nonché l’unico…”
    “Antony ?!” l’ interruppero all’unisono i 2 soci.
    “Impossibile ! E’ molto fidato e scrupoloso, in 5 anni di servizio non ha dato adito a dubbi di sorta sulla sua fedeltà e correttezza nei confronti dell’azienda !” proseguì poi il solo Huffmann.
    “Posso sapere come mai ?” Riprese Castillo.
    “Semplice, a sua insaputa lo abbiamo messo alla prova, una dura prova, e l’ha superata a pieni voti !”
    “A questo punto, non mi resta che alzare bandiera bianca, dato che non abbiamo i video della sorveglianza, non ci sono impronte digitali di estranei oltre a quelle degli autorizzati a stare in laboratorio, ma soprattutto il contenuto del Cd non è stato usato da terzi così da permetterci un eventuale percorso a ritroso…”.
    “Uhm” fu l’unico commento che i due titolari si lasciarono uscire di bocca prima di ringraziare e congedare il Ten. Castillo.
    Il mistero e le preoccupazioni restavano… Queste ultime mitigate dal fatto che, se il Cd con i dati sensibili non era stato usato per bruciarli sul tempo da una delle tante aziende concorrenti, adesso era ovviamente un po’ tardi…

    I fatti raccontanti sono puro frutto di fantasia, riferimenti a persone, fatti e cose è da considerarsi puramente casuale.

    Emiliano Dix

  • La Maschera di Cera XIV

    Capitolo XIV

    Infatti rimaneva ancora irrisolta l’identità di chi aveva assalito Antony, dell’eventuale complice, dov’era finito il CD, perché a distanza di così tanti mesi non c’erano state fughe di notizie ?
    Eppoi il tenete della polizia Enrique Castillo, ed i suoi scagnozzi, erano alquanto irritanti nella modalità di conduzione delle indagini…
    Infatti con Mark ed Adrian erano alquanto sospettosi, tanto che trapelava la voce che la polizia li considerasse delle spie comuniste !
    Per Antony, Anna Maria, e William, sembrava che avessero a che fare con degli immigrati clandestini !
    In modo particolare era preso di mira Antony, forse perché responsabile della sicurezza, quindi maggior indiziato per le sue conoscenze dall’interno delle procedure di sicurezza… forse perché fin dal primo incontro con Castillo c’erano state (eufemisticamente) delle scintille.
    Le voci di corridoio narravano di parole grosse volate in entrambe le direzioni, che Antony, che tra l’altro era anche grande e grosso, avesse messo le mani addosso a Castillo, che rendeva all’italo-americano 15 centimetri buoni in altezza e 30 chili di muscoli…
    Poi le domande dei poliziotti non facevano che soffiare sulla brace dei sospetti e delle gelosie dei vari cervelloni, che ovviamente il cervello non lo avevano solo per pensare alla gaia scienza…

    I fatti raccontanti sono puro frutto di fantasia, riferimenti a persone, fatti e cose è da considerarsi puramente casuale.

    Emiliano Dix

  • La Maschera di Cera VII

    Capitolo VII


    Quando finalmente Antony si rese conto che se non si calmava ed esponeva i fatti da persona razionale non si sarebbe andati molto lontano il professore aggiornato sull’accaduto in laboratorio, fece un giro di telefonate e dette appuntamento a tutti quanti per le 00:30.
    Al suo arrivo erano già arrivati Adrian, Mark, William ed una stagista.
    Da lì a minuti arrivarono e parcheggiarono anche gli altri: Andrea, Anna Maria, gli altri stagisti ed Elisabeth.
    Per entrare in laboratorio, dopo essersi fatti riconoscere dalla guardia all’ingresso, bisognava che il Professore, o Elisabeth o Antony passassero il loro badge nella serratura digitale e digitassero il loro personale Security Code Access.
    Poi giù per 5 piani, un’ altra serratura digitale, solo che questa poteva essere aperta solo dal responsabile della sicurezza del laboratorio (Antony) o dal Professore.
    Quando Pillner ebbe finito con le procedure d’apertura…fu subito chiaro immediatamente a tutti i presenti che qualcosa non andava…
    Antony giaceva a terra con il capo insanguinato, lo sportellino dell’unità ottica del Server di Antony era aperto e c’era una gran puzza di bruciato.
    “Antony, Antony !” chiamarono quasi tutti all’unisono, preoccupati.
    Poi la preoccupazione si trasformo in angoscia quando Antony non solo non rispondeva ma non dava segni di reazione agli scuotimenti del Prof.
    Ma poi un rantolo, e la mano destra che istintivamente andava a toccare la tempia ove il sangue era già rappreso fecero tirare un sospiro di sollievo a tutti.
    “Che cosa…” , poi dopo che fu posto in postura seduta sul pavimento con la schiena appoggiata al piede del tavolo di Mark “Che ca zzo è successo” sbiascicò (in italiano) Antony che poi ripetè in Americano:”Che cavolo è successo ?”
    Pragmatico come al solito il professore disse: “Beh, se non ce lo racconti tu…”
    “Ce lo racconteranno le riprese delle telecamere di sicurezza” proseguì con tono materno ma anche stizzito Andrea, mentre detergeva i grumi di sangue dalla tempia e dai capelli di Antony, mandando contemporaneamente alle parole, un’occhiataccia al Professore come a dire: ‘Le sembra il momento di aprire le indagini mentre il povero Antony ha bisogno di cure !?’
    “Chiamo un’ambulanza” riprese il Professore.

    I fatti raccontanti sono puro frutto di fantasia, riferimenti a persone, fatti e cose è da considerarsi puramente casuale.

    Emiliano Dix

  • La Maschera di Cera V –

    Capitolo V

    Il professore si rese conto che era sabato solo quando aperta la porta per uscire, raccolse il giornale e vide il richiamo al big match di NBA che finalmente oggi sarebbe andato in scena, e visto che da settimane tutti i media non dimenticavano di ricordarlo a chicchessia citando e scandendo data ed orario il professore salì con gli occhi il quotidiano e lesse a fianco della testa la data: Saturday March 19Th 2015 !
    Il taxi arrivò da lì a un minuto, e visto che non doveva andare in ufficio, decise di farsi un giro in città.
    Da quant’era che non andava in centro ? 1 anno ? Di più ? Non riusciva a ricordare con precisione sicuramente da quando aveva accettato la chiamata alle armi della “Cosmetics Hill & Huffmann Ltd” di ore di svago se n’era concesse ben poche.
    Ma un altro cruccio lo assaliva, ed anche in questo caso non focalizzava cosa fosse.
    Poi trillò il cellulare: un Sms.
    Aprì il suo cellulare e lesse:
    “Tanti auguriiii a teee, tanti auguriiii Professoooreee, tanti auguriiii a teee. Cento di questi giorni ! Il tuo ottavo nano”.
    Caspita! S’era dimenticato che oggi era pure il suo compleanno !
    Rispose all’Sms con un: “Grazie cara”.

    Capitolo VI

    Lunedì 21, alle 8:25, erano già tutti in fibrillazione al laboratorio, ma non perché si stava ripetendo l’esperimento, ma perché non si riusciva ricordare, e a ricostruire ciò che aveva creato l’esperimento LLW008974#ZZEP] (ribattezzato inizialmente solo gioventù) poi visto il continuo sbattere contro un muro divenne gioventù bruciato…
    “Allora, daccapo: Mark e Maria hanno ripreso il materiale biologico di back-up dell’ultimo esperimento, hanno apportato le modifiche all’RNA ai punti evidenziati da me, l’hanno passato a Elisabeth, che con William e Paul (uno stagista) hanno modificato la sequenza Gamma.
    Infine anno passato tutto ad Antony che ha immesso la provetta nel sequenziatore e…?” riepilogò Pillner.
    Prendendo la parola Antony proseguì: “E… ho impostato i parametri dell’esperimento modificando il tempo d’esposizione e la temperatura come da programma”.
    “E allora come mai se rifacciamo tutto non riotteniamo lo stesso risultato di mercoledì porca…” e si trattenne.
    Era difficile vedere il Prof. che perdeva le staffe e rischiava di imprecare…
    Non ci fu verso di risolvere l’arcano, così alle 23:44 il solo Antony rimase in laboratorio per un’ultima prova.
    Come al solito il professore allungò una banconota da venti dicendo di tenere pure il resto, scese dal taxi, arrivò alla porta di casa, se la richiuse alle spalle quando il cellulare vibrò (era rimasto in modalità vibrazione in quanto in laboratorio erano assolutamente vietate le suonerie).
    Era Antony alquanto agitato che urlava: “Ce l’ho fatta ! Ce l’ho fatta !”

    I fatti raccontanti sono puro frutto di fantasia, riferimenti a persone, fatti e cose è da considerarsi puramente casuale.

    Emiliano Dix