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  • Rapporto sul TERRORISMO INTERNAZIONALE di matrice JIHADISTA – modello italiano

    Il modello italiano di prevenzione e contrasto


    Il 28 novembre 2013 presso la Camera dei deputati nella esclusiva cornice della Nuova Aula del Palazzo dei Gruppi Parlamentari – Ingresso Via di Campo Marzio, 74 – Roma è stato presentato il “Rapporto sul terrorismo internazionale di matrice jihadista – Il modello italiano di prevenzione e contrasto”, curato e realizzato dalla Fondazione Icsa.
    Alla presentazione del prestigioso rapporto sono intervenuti l’on. Angelino Alfano, Ministro dell’Interno e Vice presidente del Consiglio, il sen. Marco Minniti, Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri e Autorità Delegata per la Sicurezza della Repubblica, il Prefetto Alessandro Pansa, Capo della Polizia, il Generale di Corpo d’Armata, Leonardo Gallitelli, Comandante Generale dell’Arma dei carabinieri, il Generale di Corpo d’Armata Saverio Capolupo, Comandante Generale della Guardia di Finanza. Ad illustrare la ricerca il Prefetto Carlo De Stefano, già Direttore Centrale della Polizia di Prevenzione e Vice Presidente di ICSA, ed il Generale di Divisione Giampaolo Ganzer, già Comandante del ROS e Consigliere scientifico di ICSA.
    Il Questore della Camera, on. Stefano Dambruoso, ha aperto i lavori con il saluto istituzionale a tutti i convenuti. Tra gli abituali frequentatori degli incontri promossi da ICSA, spiccano tanti imprenditori e professionisti impegnati nel campo della sicurezza e della difesa. Tra questi Giovanni Sabetti imprenditore romano di application tecnologiche di realtà innovative si dice estremamente soddisfatto per la qualità dell’incontro e del dibattito “per chi come me, per competenza si ritrova a operare per contrastare le nuove minacce alla sicurezza aziendale, infrastrutturale, di sistema, che può essere anche minaccia criminale e terroristica”.

  • A CUNEO APRE LA CAMERA DI CONCILIAZIONE CONCILIUM ITALIA di Massimo Lucidi

    A due mesi dall’entrata in vigore del Decreto Legislativo 28/2010, la Conciliazione in Italia in linea con le prospettive del Ministro di Grazia e Giustizia, Angelino Alfano, si sta affermando come uno strumento in grado di rivoluzionare la Giustizia civile rendendola di fatto accessibile al cittadino, colmando ritardi e affrontando la questione del contenzioso arretrato.

    Di tutto questo se ne parla giovedì 9 giugno alle ore 18 a Cuneo nella Sala Convegni del Best Western Hotel Principe di Piazza Galimberti 5 su iniziativa di Concilium Italia, uno degli organismi di conciliazione autorizzati dal Ministero che si sta contraddistinguendo sul panorama nazionale per la presenza capillare sul territorio e la professionalità dei propri conciliatori. A moderare i lavori e presentare il servizio di conciliazione a Cuneo è stato chiamato Massimo Lucidi giornalista economico testimone proprio dell’incontro col Ministro Alfano a Roma in occasione del confronto istituzionale sulla mediazione il 25 maggio scorso.

    La logica del “mi conviene”, rispetto a quella del “ho ragione” è chiaramente più competitiva, rivoluzionaria appunto. Ed ha ispirato il sistema a cogliere l’opportunità forte di dirimere le proprie controversie civili ricorrendo all’Alternative Dispute Resolution, il sistema di risoluzione delle controversie che il Governo ha reso obbligatorio per molte materie. I diritti reali, la divisione, le successioni ereditarie, i patti di famiglia, la locazione, il comodato, l’affitto di azienda, il risarcimento del danno derivante da responsabilità medica, il risarcimento del danno derivante da diffamazione con il mezzo della stampa o altro mezzo di pubblicità, i contratti assicurativi, bancari e finanziari trovano così strutture e professionisti di primo piano per dibattere e portare ad accordo entro 120 giorni le parti che altrimenti mantengono il diritto di rivolgersi al giudice con tutte le lungaggini dell’attuale situazione. L’obbligatorietà premia la scelta culturale per diffondere lo strumento che negli anni prossimi diffonderà un modo diverso per risolvere le liti e di fatto favorirà un percorso verso una società meno conflittuale.

    Concilium Italia a Cuneo apre nella logica di favorire un servizio sul territorio garantendo autonomia, rapidità, economicità e imparzialità, senza dover ricorrere a quello analogo, promosso dal sistema camerale a Torino. La sede di Concilium Italia Cuneo è Corso Vittorio Emanuele II 25/b.

    L’evento del 9 giugno sarà l’occasione per un dibattito libero e aperto tra le diverse categorie professionali coinvolte, i componenti degli ordini, dell’avvocatura, della giustizia civile sollecitati a tale riguardo dai mediatori professionali di Concilium Italia.

    Massimo M. dr. Lucidi

    Giornalista

    3398772770

  • Decreto sulle intercettazioni, per De Pierro è il massacro della libertà

    Roma – «Con il passaggio al Senato del ddl sulle intercettazioni si è avuta la certezza, qualora ce ne fosse stato ancora bisogno, che l’attuale maggioranza è una lobby politico – affaristica sbarcata in Parlamento grazie all’inganno mediatico di un impeccabile illusionista che si spaccia per Premier.

    E’ iniziato il massacro della libertà e il corto circuito della democrazia».

    Durissimo il presidente dell’Italia dei Diritti Antonello De Pierro alla notizia del via libera del Senato al ddl sulle intercettazioni, approvato con 164 voti favorevoli e 25 contrari.

    Blindato dal voto di fiducia, il provvedimento è stato approvato senza il Pd, che ha abbandonato l’aula in segno di protesta.

    «L’Italia dei Diritti si oppone a questo ennesimo colpo di mano sudamericano e piduista e chiama a raccolta per una mobilitazione civile tutti coloro che hanno la forza di far sentire la voce scandalizzata del dissenso – tuona De Pierro – occorre risvegliare le coscienze addormentate dalla mistificazione operata dai media di regime».

    Forti reazioni al provvedimento da parte di magistratura e società civile: mentre l’Associazione Nazionale Magistrati ritiene che il provvedimento «metterà in ginocchio l’attività di indagine di Pm e polizia», il popolo viola si è radunato, nella tarda serata di ieri, per un sit – in davanti a Palazzo Grazioli. Dello stesso avviso De Pierro:«Si tratta di un clamoroso regalo alla criminalità, contro il rispetto della legalità che da sempre propugniamo».

  • Lodo Alfano, Italia dei Diritti a sostegno del referendum abrogativo


    Il movimento nazionale appoggia il referendum promosso da Di Pietro. De Pierro: “Doveroso apportare il nostro contributo”

    Antonio Di Pietro e Antonello De Pierro

    Italia dei Diritti, dopo una riunione dell’esecutivo nazionale, annuncia il proprio sostegno a favore del referendum abrogativo del Lodo Alfano, la legge madre di tutte le leggi ad personam.

    Con la sua approvazione, infatti, le quattro cariche più alte dello Stato – il Presidente del Consiglio, il Presidente della Repubblica, il Presidente della Camera ed il Presidente del Senato – godono di un impunità praticamente illimitata, mascherando sotto le mentite spoglie di una democrazia troppo spesso strumentalizzata una forma di sperequità giuridica riscontrabile prima d’ora solo nei regimi totalitari.

    “E’ doveroso apportare il nostro contributo ad un’iniziativa che mira a ribaltare un provvedimento che per noi suona come un vero e proprio attentato alla Costituzione”, ha dichiarato Antonello De Pierro, presidente dell’Italia dei Diritti. “Il movimento – conclude De Pierro – appoggerà attivamente Di Pietro e l’IdV nel referendum contro il Lodo Alfano scendendo in piazza dall’11 ottobre affinché venga ripristinato il principio fondamentale di uguaglianza che è alla base di ogni democrazia”.

  • Braccialetti ai detenuti, De Pierro condivide le perplessità di Maroni


    Il presidente di Italia dei Diritti: “Un provvedimento assurdo che non porterebbe a risultati concreti”

    La nuova proposta avanzata dal ministro della Giustizia Angelino Alfano in merito ad una soluzione per il sovraffollamento delle carceri continua a fare scalpore e a suscitare polemiche.

    Dopo aver prospettato l’idea di rimandare a scontare la pena nei loro Paesi i detenuti stranieri che si trovano nelle carceri italiane, il ministro conferma le dichiarazioni apparse su un quotidiano in merito al braccialetto per detenuti che “garantirà una maggiore sicurezza nelle nostre città”. La questione però ha sollevato un gran polverone, alimentato successivamente dalle dichiarazioni del ministro dell’Interno Roberto Maroni il quale si è detto a favore del braccialetto elettronico “solo se avrò la garanzia che le evasioni saranno zero”. Mentre si sta studiando ciò che accade in Francia, dove il braccialetto è già contemplato, il ministro Maroni esprime le sue perplessità, tenendo conto dei costosissimi test effettuati dal Governo Prodi nel 2001 che non hanno portato risultati rilevanti. “Sono pienamente d’accordo con la reazione del ministro Maroni- ha dichiarato il presidente del movimento Italia dei Diritti, Antonello De Pierro- il quale attraverso le sue parole ha lasciato trasparire scetticismo e dubbi. Quello del braccialetto elettronico è un provvedimento assurdo che non andrebbe a migliorare la situazione e sono fermamente contrario ad esso. E’ l’ennesima prova di amnistia mascherata. Come lo è l’arresto domiciliare, una sanzione in controtendenza con lo stesso concetto di pena, la quale diventerebbe incerta e facilmente evitabile, e nello stesso tempo il detenuto agli arresti domiciliari potrebbe ancora una volta delinquere. Per quanto riguarda la proposta di far scontare la pena nei propri Paesi agli stranieri condannati in Italia- ha concluso De Pierro- sono ancora una volta contrario, poiché non ci sarà mai la certezza né che la scontino realmente, nè che una volta espulsi essi non ritornino di nuovo in Italia e di nuovo a piede libero. Quello che si cerca di dare con queste proposte è un messaggio sbagliato e io non sono d’accordo”.