Tag: ampliamento

  • PREVENTIVOFACILE.IT – IL NUOVO PORTALE PER LA RICERCA GRATUITA DI PREVENTIVI

    Nasce preventivofacile.it, il nuovo sito che permette di ricevere e confrontare fino a 5 preventivi gratuiti.

    Il progetto nato dalla determinazione del gruppo M.G. Proget Group 1 si rivolge a tutti i privati che sono alla ricerca di un preventivo per una ristrutturazione, un ampliamento o piccoli lavori edili.

    Questo servizio offre un nuovo modo di risparmiare tempo e denaro attraverso la possibilità di visionare, comodamente da casa propria, fino a 5 preventivi provenienti da aziende leader del settore, scelte personalmente dal nostro team.

    Sarà facoltà del privato scegliere o meno il preventivo migliore.

    Preventivofacile.it è veloce e semplice basta:

    – selezionare la categoria di interesse
    – selezionare la zona in cui verrà realizzato il lavoro
    – inviare la richiesta alle
    aziende

    Le aziende partner sono selezionate con cura dal nostro team e, per offrire un servizio di maggior qualità, seguite costantemente mettendogli a disposizione linee giuda per la creazione di preventivi qualitativi.

    I privati avranno la possibilità, per una maggior trasparenza, di visionare la scheda aziendale con relativa descrizione e immagine, prima di scaricare il preventivo.

    È possibile contattare, via email o telefonicamente, l’assistenza clienti per domande o chiarimenti sul servizio Preventivofacile.it.

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    M.G. Proget Group 1 – Tel. 0575 640699; [email protected]

  • Rubinetterie Fratelli Frattini amplia le proposte per la cucina

    Rubinetterie Fratelli Frattini, azienda italiana tra le più quotate per il settore bagno, entra con sempre maggiore convinzione nel mondo cucina. Nel corso dell’ultimo anno, infatti, la gamma cucina si è arricchita con innumerevoli nuove proposte ergonomiche e funzionali.

    Ad illustrare al meglio questo cambio di passo è di sicuro la serie Pepe, che sarà svelata in anteprima al Cersaie di Bologna. Si tratta della prima collezione di design, firmata Rubinetterie Fratelli Frattini, pensata anzitutto per la cucina e che presenta ben tre versioni. Inoltre, Fratelli Frattini ha lanciato nei mesi scorsi La Sorgente, un sistema di depurazione integrato al miscelatore (per le linee Gingo, Gaia e Tolomeo) già predisposto per l’immediato utilizzo e che garantisce al 100% la purezza dell’acqua, attraverso un avanzato dispositivo di filtraggio.

    L’ampio catalogo riesce a soddisfare anche i clienti più esigenti, con proposte di stile diverso ma tutte corrispondenti a standard ben precisi. Ogni doccetta, ad esempio, è realizzata in ottone cromato (e non in plastica) per assicurare una lunga durata nel tempo. E, ancora, ciascun modello è stato sviluppato per venire applicato sui moderni lavelli in acciaio inox, senza la necessità di essere fissati con triangoli di rinforzo. Accorgimenti che testimoniano la massima qualità di ogni singolo miscelatore lavello di Rubinetterie Fratelli Frattini.

    www.frattini.it

  • Piano casa: una possibilità di autonomia

    Proprio per arginare questo fenomeno è stata infatti elaborata e approvata nella primavera de 2009 il decreto legge piano casa. A causa del precariato e comunque della difficoltà nel trovare lavoro i giovani infatti si trovano in difficoltà nel trovare l’autonomia che ad una certa età è necessaria per mantenere il buon equilibrio familiare e favorire l’autonomia dei giovani. Ma non solo, il piano casa può divenire un’ottima alternativa nel caso dell’arrivo di un figlio oppure nella necessità di accoglienza all’interno della casa di un anziano o di un parente bisognoso di cure. Grazie al piano casa però si possono trovare delle alternative che, se non sono al pari di una casa autonoma, ci vanno molto vicino. Questa legge infatti permette di ampliare l’abitazione familiare dal 10 al 20% permettendo quindi di ricavare delle abitazioni autonome da una parte della casa familiare. Questa legge in particolare si rivolge a quattro distinte tipologie di intervento che prendono in considerazione ognuna una tipologia di abitazione particolare distinguendone le caratteristiche e suddividendole in particolari categorie ognuna della quali normata peculiarmente. La prima tipologia è quella che fa riferimento al recupero edilizio e il riutilizzo di volumetrie abbandonate e sottoutilizzate. E’ questo il caso di garage comunicanti con le abitazioni che se opportunamente restaurati e rivalorizzati possono divenire spazi utili magari per un figlio in arrivo o per collocare oggetti e armadi che altrimenti in altri punti della casa occuperebbero troppo spazio e sarebbero di ingombro alla normale routine familiare. Il secondo tipo di intervento previsto è quello che fa riferimento al vero e proprio ampliamento fino al 20% del volume complessivo di edifici residenziali mono e bifamiliari ma anche di edifici trifamiliari che però abbiano una volumetria esistente non superiore ai 1000 metri cubi. Il terzo tipo di intervento è quello che riguarda la demolizione e ricostruzione di edifici residenziali e produttivi con un bonus volumetrico sino al 30% aumentabile fino al 35% in presenza di spazio sufficientemente verde attorno all’abitazione oppure una dotazione in alberi e vegetazione a fusto che copra almeno il 25% del lotto in cui sorge la casa. La quarta tipologia di intervento è quella che riguarda in particolare i quartieri di edilizia residenziale pubblica, quindi gli alloggi che vengono attribuiti a famiglie bisognose da parte degli enti pubblici previa valutazione del reddito e delle condizioni familiari. Ovviamente molte sono le particolarità che devono essere prese in considerazione quando si prende in esame l’idea di poter ampliare il proprio edificio residenziale. L’importante però è sempre appoggiarsi ad adeguati enti preposti a tale scopo che possono valutare le condizioni migliori e gli ambiti idonei di applicazione di tale normativa che, ad un anno dall’entrata in vigore non ha riscosso molto successo dal punto di vista delle richieste e delle proposte di progetto. A cura di Martina Celegato

    Prima Posizione srl

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  • Piano casa un anno dopo: successo o flop?

    E’ già passato un anno dall’entrata in vigore della norma chiamata Piano Casa, attuata dal governo italiano tutt’ora in carica. La norma, volta al rilancio dell’attività edilizia ossia uno dei settori più colpiti dalla crisi, prevedeva agevolazioni nei lavori di ampliamento, demolizione e ricostruzione a fronte del riconoscimento di incentivi volumetrici anche in deroga alle preesistenti norme in materia di architettura e regolamentazione urbanistica. A regolamentare questa nuova legge oltre ai limiti imposti dalle norme statali e dalle norme regionali un ruolo fondamentale è stato rivestito dai comuni ai quali era delegato in toto il controllo e monitoraggio delle costruzioni e delle richieste. E questa tripla normativa a quanto emerge dalle statistiche rese pubbliche i primi di agosto hanno reso le procedure talmente lente e burocratizzate che le richieste sono state poche e soprattutto poco consistenti. Solo due infatti sono state le regioni che hanno effettuato un costante monitoraggio delle richieste, entrambe del nord Italia: cioè Veneto e Lombardia. In Lombardia, come è emerso dai dati resi noti dallo stesso Ente Regione, 896 sono stati i Comuni che hanno emanato la loro delibera in merito ma poche sono state le richieste pervenute dai cittadini: 73 DIA e 60 permessi per la costruzione edifici residenziali. In Veneto invece 475 Comuni su 581 (ben l’81%) hanno deliberato nei Consigli Comunali a riguardo del piano casa ma non vi è stata però particolare ricezione delle norme riguardanti l’erogazione di incentivi per la costruzione di abitazioni con applicati i principi di bioedilizia e risparmio energetico. Deludente è stata invece la richiesta di interventi in Toscana: dalle stime che davano almeno 4000/5000 come certe per il primo anno ne sono pervenute solamente 400. Gli esperti affermano che le ragioni di questo flop sono da attribuire a cause di duplice natura: da un lato la crisi che sembra non terminare e dall’altro le normative della stessa Regione Toscana che risultano essere altamente restrittive soprattutto per quanto riguarda gli interventi nei centri urbani, nei condomini e case a schiera. Ma visto l’esito deludente che tale piano ha avuto non solo in queste tre regioni analizzate ma in tutta Italia gli esperti sono andati a sondare le varie cause possibili che non sono da attribuire solamente alla crisi ma che, naturalmente hanno altri fattori che intervengono a sfavore dell’avvio della norma come previsto. I rappresentanti del settore edilizio hanno infatti sottolineato come la fetta commerciale che più doveva reagire e approfittare della norma Piano Casa Lombardia, Veneto e Toscana in particolare ma in tutte le Regione in maniera più generale ha subito fortissime restrizioni da parte dei Comuni che deliberando a riguardo hanno posto dei limiti troppo restrittivi. La norma infatti, rivolta soprattutto all’ampliamento delle villette, è stata fortemente limitata dalla deliberazione del piano casa regionale e locale per parte di comuni e Regioni che per motivi di salvaguardia ambientale (le villette sovente sono presenti in zone di pregio) hanno vietato interventi che sarebbero andati ad intaccare l’habitat circostante e la sua forma. Inoltre è da prendere atto che il governo ha solo emanato la norma senza prevedere l’erogazione di contributi per l’ampliamento e/o il restauro delle abitazioni fattore che, sempre a causa della crisi, ha dissuaso gli italiani dall’intaccare i risparmi per investirli in immobili. Gli economisti dicono che la parte più consistente delle richieste verrà presentato nei primi mesi dell’anno prossimo e terrà conto anche dei principi della bioedilizia e del risparmio energetico. A cura di Martina Celegato Prima Posizione Srl SEO Specialist