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  • Antonello De Pierro e Angela Achilli tengono a battesimo il nuovo singolo di Alice Traini

    La presentazione di “Without Love” della giovane cantante romagnola ha avuto luogo presso l’hotel capitolino “La Griffe”

    Roma – E’ stata una ressa delle grandi occasioni quella che ha invaso l’altra sera la terrazza dell’hotel “La Griffe” di Roma per la presentazione ufficiale del singolo “Without Love” di Alice Traini. In una serata voluta fortemente dal suo produttore David Marchetti, l’avvenente, oltre che straordinariamente talentuosa, ragazza ha letteralmente incantato i presenti modulando la sua incantevole e originale voce sulle note di grandi successi e di pezzi inediti, fino all’apoteosi finale raggiunta durante l’interpretazione dell’attesissimo brano Whitout Love, attualmente in promozione. Ad accompagnare la sua performance canora sono stati due musicisti d’eccezione, il pianista e compositore Riccardo Manenti e Roberto Sollazzi, che ha deliziato tutti con i suoi virtuosismi alla tromba. Tanti gli ospiti intervenuti, che hanno potuto gustare una succulenta cena offerta dalla nota struttura ricettiva capitolina, mentre i fotografi accorsi hanno si sono scatenati nel bersagliarli con un profluvio di flash a raffica. Tra gli ospiti più attesi l’ex direttore e voce storica di Radio Roma Antonello De Pierro, attualmente direttore di Italymedia.it e presidente dell’Italia dei Diritti, tra i primi ad arrivare e da sempre in pole position quando si tratta di sostenere la cultura e l’arte made in Italy, specie se coinvolge quei giovani talenti di cui l’Italia non è stata mai avara, e che spesso faticano a emergere. Per lui c’è stata anche la piacevole sorpresa di incontrare la sua vecchia amica Angela Achilli, incantevole e prodigiosa cantante e conduttrice televisiva, da poco approdata a Mamma Rai e reduce dalla conduzione del Festival di Castrocaro insieme a Pupo. Tra gli altri anche Leopoldo Lombardi, noto avvocato della musica che ha assistito tantissimi artisti italiani e stranieri, l’opinionista televisiva Turchese Baracchi e la nota lookmaker Erika Mabellini.

    (Foto di Simone Cetorelli)

  • Annullamento concerto Alice previsto per venerdì 22 febbraio 2013 al Park di Nova Gorica.

    La presente nota per informare che il concerto dell’artista Alice, previsto per la giornata di domani, venerdì 22 febbraio 2013 presso il Park, Casinò & Hotel di Nova Gorica, è stato ANNULLATO a causa di una forma influenzale con conseguente faringo-laringo tracheite acuta che ha colpito l’artista.

    La data del concerto purtroppo non verrà recuperata; per informazioni sul rimborso dei biglietti contattare il Privilege Point del Park, Casinò & Hotel al numero 0038 65 336 23 66 o consultare il sito www.thecasinopark.com.


    Gruppo Hit

    Da oltre 28 anni il Gruppo Hit (www.hit.si), la più importante corporate multinazionale turistica slovena, gestisce diverse prestigiose strutture tra casinò, alberghi, ristoranti, centri convegni e centri benessere locati in diverse località in Slovenia, Croazia, Bosnia ed Erzegovina e Montenegro. La mission principale del Gruppo si basa sullo sviluppo del turismo all’interno del loro settore primario “gioco ed intrattenimento”, che si allarga secondariamente in offerte di ulteriori servizi turistici per la clientela.

    Per ulteriori info:


    BLU WOM

    www.bluwom.com | Udine – Milano

    Resp.Ufficio stampa: Laura Elia [email protected]

    Tel. 0432 886638 Fax 0432 886644

  • C’ero, una volta: un dialogo tra una donna e la sua innocenza. Dal 17 luglio a Milano.

    C’ERO, UNA VOLTA

    Mostra personale di Anna Caruso

    A cura di Giovanna Lacedra e Grace Zanotto

    Dal 17 al 28 Luglio 2012

    Galleria Famiglia Margini – via Simone D’Orsenigo 6 – Milano

    Vernissage: 17 Luglio ore 18.30

    [Dj Mantra + Performance]

    Ingresso libero


    La galleria Famiglia Margini di Milano conferma il suo intuito curatoriale nella scelta degli artisti e il 17 luglio 2012 alle ore 18:30 presenta, presso gli spazi di via Simone D’Orsenigo 6, la personale dell’artista milanese Anna Caruso dal titolo C’ero, una volta: un dialogo interiore ed esteriore, con l’umanità, con chi osserva, con l’arte stessa.

    Onirismi che si sbucciano tra gli spigoli della contemporaneità: sono le fiabe esplose di Anna Caruso. Fiabe in cui la trama si interrompe e l’eroina è strappata dal contesto narrativo per ritrovarsi, letteralmente teletrasportata, in una dimensione che non le appartiene. È quel singhiozzo della storia, che arriva come un sussulto sismico e la spiazza, la infrange, la disorienta.

    Anna Caruso pone come principale operazione della sua azione pittorica una decontestualizzazione di evidente matrice duchampiana, e se tra le pagine di Carroll, Perrault o dei Fratelli Grimm i buoni vincono o si salvano, e tutti finiscono per vivere felici e contenti, questo non è esattamente quello che accade nelle opere della Caruso. Alice, il Bianconiglio, Cappuccetto Rosso, Biancaneve descrivono solitudini smarrite nell’irrealtà di un mondo che ha perso la capacità di ‘sentire’. E se l’arte è soprattutto visione, come affermava Jean Dubuffet, le visioni metropolitane di Anna Caruso si animano di personaggi simbolici, per indagare i vuoti del nostro tempo. Con pennellate di colore acrilico accostate e giustapposte su tele preferibilmente serigrafiche, Anna dà vita ad un mondo dentro al mondo: una tecnica dinamica che le permette di costruire, con grande rapidità, architetture e anatomie, sovente colte in prospettive grandangolari.

    La scelta di decontestualizzare proprio le eroine di fiabe popolari, scaturisce dalla sua esperienza nel Cosplay (contrazione delle parole inglesi costume e play), gioco di origine giapponese che consiste nell’indossare costumi di personaggi della cultura manga, degli anime, o delle fiabe. Ho iniziato – racconta Anna – giocando a travestirmi da Alice. E questa Alice ha riportato a galla la bambina che un tempo sono stata e che ho ancora dentro. Nei panni di Alice ho scoperto che l’apparente dissonanza tra quel costume e il contesto urbano può invece simboleggiare l’attuale condizione dell’artista, sempre in qualche modo fuori luogo, baconianamente ingabbiato in una realtà deformante e asfissiante. Ma proprio per questo capace di raccontarla.

    E così, in un gioco creativo, si è aperto un dialogo tra una donna e la sua innocenza: la bambina delle fiabe ha parlato all’artista in divenire.

    “Una volta, io ero.

    Non un frammento, ma l’intero. Ero il sogno, compatto, che non temeva la realtà.

    Ero il cuore di una fiaba. La bambina, la principessa. L’anima. Lo specchio nascosto in ogni stagno. La voce e la visione. L’infrangibile magia di una storia senza tempo.

    Percorrevo i sentieri dell’innocenza, cercando luoghi di stupore. Poi, un giorno qualunque di un anno che non c’è, cerca, cerca… cammina, cammina… inseguendo un inganno ho smarrito la strada. Pollicino senza briciole, non l’ho più ritrovata!

    Tutt’intorno non era bosco e non era notte. E non era neppure la luce lontana di un tunnel aperto al di là di una tana. Era rumore, piuttosto. Era un eccesso di luci e colori. Un caleidoscopio di vetri e ridondanti fluorescenze. Era un tempo che non abita le fiabe. Era un’altra vastità. Sconosciuta e spaesante. Una dimensione capovolta, nella quale ero piombata all’improvviso. Come catapultata da un singhiozzo della storia. Forse per errore. Forse per capire. Forse per aprire un dialogo tra questo mondo e il mio.

    Sullo sfondo di questo frastuono, la mia voce si racconta ancora. Rotta, come un giocattolo in disuso.

    Ma tra i lacerti, ritrovo l’intatto cuore di una fiaba.”

    Anna Caruso

    Special Guest: I MOSTRI DI FILO

    Goldie, Monsieur Crabe, Madame Pelosino… Due lunghe gambe e labbra smaltate, in equilibrio sui tacchi non sono meno sensuali di una tazzina ricoperta di pelliccia.

    Parimenti impellicciati, parenti della tazza di caffè di Meret Oppenheim. “Colazione in Pelliccia”. Sembrò assurdo prendere il caffè in questa celebre opera d’arte, prima ancora che fosse internata in un Museo.

    Santo Cottolengo, Giuseppe Benedetto Cottolengo.

    Ospiti del Cottolengo sfrattati che hanno deciso di trascorrere le loro vacanze estive in galleria Famiglia Margini.

    Mostri mostruosi! Monstrum, parola antichissima per definire quell’essere meraviglioso venuto da lontano, usata dagli antichi romani con felice stupore fino al giorno dell’arrivo dei popoli barbari.

    Scherzi della natura e dinamiche interdette si mettono in scena nella triplice azione di pulsione e repulsione …suspense. Prodigiose creature da rapire con un piglio feticista.

    Filippo Corato, alias FILO, e i suoi Mostri nascono attorno ad un palloncino come i sogni di un fanciullo che recupera la magia in piccoli pezzettini di materia abbandonati, e li rende preziosi con squisiti giochi di fantasia.

    SCHEDA TECNICA

    C’ERO, UNA VOLTA

    Mostra personale di Anna Caruso

    A cura di Giovanna Lacedra e Grace Zanotto

    Dal 17 al 28 Luglio 2012

    Vernissage: 17 Luglio ore 18.30

    [Dj Mantra + Performance]

    Galleria Famiglia Margini – via Simone D’Orsenigo 6 – Milano

    Ingresso libero

    Info:

    Orari: da martedi a giovedì dalle 14 alle 20 e su appuntamento chiamando il numero 328 7141308

    Web: www.famigliamargini.com

    Mail: [email protected]

    Ufficio stampa FLPress

    Flavia Lanza

    Mail: [email protected] [email protected]

    Ph: +39 340_9245760

  • Grazie all’Italia dei Diritti 7 mln di euro per Adsl in Basilicata


    Antonello De Pierro, presidente del movimento extraparlamentare: “Era ora che il Governo ci ascoltasse dopo le nostre denunce, ma ora spero che non ci siano ulteriori ritardi nel raggiungere le aree ancora sprovviste della banda larga”

    Roma – “Esprimo soddisfazione per questa notizia che arriva dopo due anni di denunce da parte nostra della condizione in cui versano alcuni comuni della Basilicata. Ci erano giunte anche numerose segnalazioni da parte di cittadini lucani esasperati e trattati dalla Telecom come italiani di serie B, proprio in un’epoca in cui il pluralismo dell’informazione è vitale e si fonda sulla rete, visto l’ingente numero di organi mediatici asserviti al potere costituito”. Così il presidente dell’Italia dei Diritti, Antonello De Pierro, manifesta il suo gradimento per la prevista estensione della copertura del servizio Adsl anche nei piccoli paesi della Basilicata, come testimonia lo stanziamento di 7 milioni e 700 mila euro di risorse statali messe a disposizione del Piano di sviluppo rurale lucano, volto ad agevolare la diffusione della banda larga nelle aree più marginali entro il 2015. Il problema dell’arretratezza tecnologica della regione è stato più volte portato alla luce dall’organizzazione extraparlamentare, che si è prodigata in sopralluoghi e indagini nel territorio, soprattutto in quei paesi tuttora sprovvisti non solo della connessione veloce, ma in alcuni casi anche delle reti di telefonia mobile, come a Roccanova, in provincia di Potenza, e nei comuni limitrofi.

    “Era ora che il Governo ci ascoltasse dopo i nostri molteplici interventi sulla questione, perché per l’Italia dei Diritti non esistono cittadini di serie A e di serie B. Noi teniamo molto ai residenti della Basilicata che, non avendo ancora il collegamento veloce alla rete, non possono fruire della tecnologia video del web, uno strumento molto importante su internet, e perciò hanno diritto a essere considerati come tutti gli altri italiani, cosa che purtroppo finora non è stata”, afferma De Pierro, sottolineando l’importante risultato conseguito dal movimento dopo diversi anni di battaglia civile e tanti solleciti avanzati, spesso disattesi dagli organi competenti. Almeno fino alla notizia che il programma regionale per il superamento del “digital divide” dovrebbe partire a breve, consentendo alle zone rurali della Basilicata un rapido accesso alla rete telematica. Tuttavia, il leader movimento nazionale non manca di rimarcare come la vicenda non si chiuda certo qui: “Noi resteremo vigili – dice –. Mi auguro che questi soldi servano a portare benefici a una fetta cospicua di popolazione lucana, affinché possa fruire di un’informazione non pilotata dal regime. Infatti – dichiara ancora De Pierro – spero che, tra ritardi e lungaggini burocratiche, il completamento della rete a banda larga non subisca ulteriori rinvii, e soprattutto che nessuno cerchi di dilatarne i tempi, in quanto sarebbe interesse dell’attuale Esecutivo mantenere disinformata molta gente per prolungare il letargo delle coscienze”.

  • Anche il Leone verde ha la sua Alice!


    La tavola delle meraviglie. In cucina con Alice, di Cristina Caneva (Il leone verde Edizioni)

    “C’era una volta una bambina che si chiamava Alice. La sua avventura è una favola atipica, un gioco, un viaggio impossibile alle radici del linguaggio e dell’identità. Ma anche una storia golosa che sa di pane e burro, marmellata di arance e torta di mele.

    Questo libro vuole seguire le tracce di Alice, esplorare il suo rapporto – e quello del suo autore – con il cibo, scoprire ricette curiose che attingono direttamente dalla cucina tradizionale anglosassone ma anche dalla bizzarra magia del mondo delle meraviglie.”

    Se non avete mai assaggiato il budino di panfarfalle e la mostarda azzuffa baruffa, se vi attira l’idea di invitare gli amici e offrire loro funghi ambidestri o confetti del Dodo, questo libro potrà senz’altro darvi qualche consiglio utile. Basterà seguire Alice. Alice è una bambina curiosa, ed è la sua insaziabile curiosità a guidarla in quel labirinto di parole, paradossi e deliziose pietanze animate che è il Paese delle Meraviglie. Qui il cibo non è mai un dettaglio, o una pausa tra un’avventura e l’altra: è un’avventura di per sé.
    Si mangia per diventare grandi, oppure piccoli, il cibo è gratificante ma anche minaccioso e cela un lato aggressivo e cannibalesco, perchè chi mangia può a sua volta apparire molto appetitoso.
    Spesso il cibo è una tortura, una ripetizione ossessiva degli stessi gesti all’infinito, come il tè del Cappellaio Matto che non conosce tregue, neppure per lavare le tazze.
    Scivolando giù nella tana del coniglio, Alice afferra un invitante barattolo di marmellata… vuoto. Tutto il suo viaggio è segnato da una forte frustrazione gastronomica: il cibo viene continuamente evocato ma non c’è, e se c’è non si può mangiare, scompare all’improvviso o produce strani effetti collaterali. Quelle rare volte che viene consumato e gustato, l’abbuffata porta con sé un senso di colpa e un retrogusto crudele, come nel racconto del Tricheco e delle povere ostrichette.
    Il cibo ispira filastrocche, canzoni, storielle e giochi di parole, solletica il palato ma anche la mente e la fantasia. Per questo La Tavola delle Meraviglie è al contempo un viaggio nel mondo bizzarro di Carroll e un tuffo goloso nella più autentica tradizione culinaria britannica, troppo spesso – e a torto! – svalutata.

    L’autore:
    Cristina Caneva, vive ad Asti dove insegna lingua e letteratura inglese. Ha lavorato per anni come redattrice in giornali locali e ha collaborato con riviste nazionali nel settore spettacoli e cultura. Recentemente ha tradotto dall’inglese i volumi: “Le ombre dei guerrieri di J. Lendon” (Utet 2006) e “Storia dell’Oppio in Cina di Zheng Yangwen” (Utet 2007). Si è laureata in filologia germanica con una tesi sulla magia e gli incantesimi nell’alto medioevo inglese, e da tempo si occupa di fiabe e di linguistica (ha curato un corso di scrittura creativa e un laboratorio sulla fiaba). È appassionata di lingua inglese.

    Scheda libro:
    http://www.leggereungusto.it/scheda.asp?IDV=1421
    autore: Cristina Caneva
    titolo: La tavola delle meraviglie. In cucina con Alice
    anno: 2008
    pp.: 125
    ISBN: 978-88-95177-25-0
    prezzo: euro 10

    Anche in formato ebook!

    Il Leone Verde Edizioni
    Via della Consolata, 7 – TORINO
    www.leoneverde.it

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