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  • Milano Art Gallery: Grande attesa per la conferenza in omaggio al Nobel Salvatore Quasimodo organizzata dal manager Salvo Nugnes

    La storica “Milano Art Gallery” in via Alessi 11 a Milano, accoglie un significativo evento in omaggio al premio Nobel Salvatore Quasimodo, ospitando il figlio Alessandro Quasimodo in una conferenza che si terrà in data Giovedì 5 Giugno alle ore 18.30, con l’organizzazione del manager produttore Salvo Nugnes, che lo affiancherà come relatore. L’iniziativa rientra nel Festival Artistico Letterario “Cultura Milano” finalizzato a divulgare un messaggio di cultura universale e alla portata di tutti con incontri, che annoverano presenze di prestigio, tra cui Corrado Augias, Bruno Vespa, Margaret Mazzantini, Francesco Alberoni, Umberto Veronesi, Katia Ricciarelli, Paolo Crepet e Piero Chiambretti.

    L’organizzatore Salvo Nugnes spiega “Sarà un incontro aperto al pubblico, formulato in stile dibattito aperto sulla vita e la poetica di Quasimodo, un modo per celebrare e ripercorrere con accurato approfondimento il percorso esistenziale e artistico di una figura simbolo dell’Italia nel Mondo, vincitore del Nobel per la letteratura nel 1959. Non mancheranno interessanti letture fatte dal figlio Alessandro, che interpreterà declamando in versi alcune magnifiche poesie“.

    E parlando del prezioso contributo lasciato dall’illustre maestro, afferma “Ha fornito un eccellente supporto anche nella traduzione dei testi classici e dei lirici greci giunti fino ai nostri giorni. E’ palese il suo notevole impegno per un rinnovamento globale della letteratura, che emerge nell’intera produzione e conferisce valori e significati di rilievo al linguaggio utilizzato e alle tematiche affrontate, con particolare attenzione alle istanze sociali e ai messaggi ad esse correlati“.

  • Molto atteso dai detenuti del carcere di Opera a Milano il Dottor Flavio Caroli che sosterrà una conferenza con oratori il manager Salvo Nugnes e l’at

    Continua ad arricchirsi di eventi importanti il ricco calendario del festival artistico letterario “Cultura Milano” che prevede anche una serie d’iniziative a scopo benefico – solidale per i detenuti degli istituti penitenziari di Opera, San Vittore e Bollate a Milano, con personalità illustri del panorama attuale, tra cui Margaret Mazzantini, Francesco Alberoni, l’indimenticabile Margherita Hack, Dario Fo, Paolo Crepet, Piero Chiambretti. Attesissima l’interessante conferenza del noto professor Flavio Caroli, che si terrà nel Carcere di Opera in data Martedì 13 Maggio. Ad affiancarlo in qualità di relatori saranno il manager produttore Salvo Nugnes e l’attore Alessandro Quasimodo, figlio dell’esimio maestro poeta Salvatore.

    Nell’occasione Caroli, esperto docente e storico dell’arte, nonché popolare volto televisivo della trasmissione Rai “Che tempo che fa” e di altri programmi di successo, parlerà e si svelerà in chiave autobiografica, dagli esordi ai giorni nostri. Inoltre, spiegherà le tematiche affrontate nell’ultimo libro di recente pubblicazione, dall’intrigante titolo “Voyeur” (Mondadori).

    Il testo racconta la storia di un fotografo, Fabrizio, che nel corso della vita perfeziona lo sguardo come

    “Strumento filosofico” per la comprensione del mondo. L’eros e la bellezza o viceversa, l’orrore delle guerre vissute in prima persona dal protagonista, che si sono succedute in mezzo secolo, lo aiutano a cogliere sempre più l’essenzialità delle forme, in cui si manifestano le cose. Caroli ci regala un romanzo profondo e appassionante, che porta a riflettere sul potere delle immagini e su quanto esse stesse possano influire sulla percezione della realtà circostante. L’ultima verità sul limite estremo dell’esistenza, offre bellezze e consapevolezze, che lo sguardo non ha saputo capire, interpretare e forse neppure godere.

    Un libro coinvolgente da leggere con sensibilità e concentrazione, non solo da sfogliare, per trovare le parole giuste, che appartengono ad ognuno e le frasi, che penetrano nella mente, perché come afferma Caroli: “Vedere non è guardare e guardare non è vedere”.