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  • Palagio Engineering annuncia la partecipazione a AIA 2011, National Convention and Design Exposition

    L’esposizione è programmata dal 12 al 14 Maggio 2011 a New Orleans presso l’Ernest N. Morial Convention Center e promette di essere l’evento dell’anno, a livello mondiale, in materia di innovazione e sviluppo in ambito architettonico e di design. Palagio Engineering, con la sua pluriennale esperienza nel settore ingegneristico e nella realizzazione di pareti ventilate e frangisole in cotto imprunetino, non poteva mancare questo appuntamento.

    800 espositori provenienti da tutto il mondo per presentare al pubblico nuovi prodotti, tecnologie e soluzioni innovative per il design. Vedere e toccare con mano, prendere informazioni dettagliate direttamente da chi progetta e produce: questi gli aspetti peculiari della manifestazione. In questo contesto si esplica la partecipazione di Palagio Engineering, che nella sua attività di progettazione e realizzazione di pareti frangisole e ventilate collabora con ingegneri ed architetti nazionali ed internazionali.

    AIA sin dal 1857 ha rappresentato un punto di riferimento per il mondo dell’architettura, catturando l’attenzione di tutti gli addetti al settore e dettando le ultime tendenze progettuali. I membri di questa organizzazione, che anche quest’anno sta ultimando i preparativi per la manifestazione, aderiscono ad un codice etico e professionale sinonimo di garanzia, per clienti e collaboratori, di elevatissimi standard di competenza, preparazione e serietà.

    Un appuntamento che vedrà anche Palagio Engineering tra gli assoluti protagonisti, in un momento in cui i materiali naturali di rivestimento per pareti esterne di edifici e costruzioni gode di grandi favori. Palagio Engineering offre soluzioni all’avanguardia, studiate e perfezionate in ogni dettaglio sia esso strutturale sia estetico. Inoltre si trova a poter contare su un materiale, la terracotta imprunetina, di gran pregio e dalle qualità altamente vantaggiose sia in termini di bellezza e raffinatezza, sia di risparmio energetico, di assorbimento acustico e di manutenzione. Le lastre in cotto di “Il Palagio” sono forgiate dalla terra con acqua e fuoco, realizzate in loco, contribuendo così a ridurre le movimentazioni di materiale su strada, per cui si inseriscono alla perfezione nel contesto dell’ecosostenibilità.

    AIA 2011, un evento che quest’anno si presenta ancora più rinnovato e incrementa ulteriormente il suo ruolo di vetrina di idee innovative e green e soluzioni tecnologiche all’avanguardia che ispireranno e condizioneranno la progettazione del prossimo futuro.

  • Novità per il visto Aia e per il Codice Ambientale

    E’ entrato in vigore il 26 agosto il Decreto Legislativo 128/2010 che inserisce l’Aia, ovvero l’Autorizzazione integrata ambientale, all’interno del Codice ambientale, apportando delle modifiche che, in pratica, inaugureranno una procedura nuova di zecca per l’ottenimento dell’Aia.

    Ma quali sono le novità apportate dal DL?
    In primo luogo bisogna chiarire che l’Aia è lo strumento amministrativo grazie al quale si cerca di assicurare la prevenzione integrata dell’inquinamento(Ippc), autorizzando o meno l’esercizio di impianti la cui struttura e il cui funzionamento devono essere conformi a determinati requisiti.
    La nuova procedura, ottenuta grazie all’aggiunta del titolo III-bis e l’abrogazione del relativo Dlgs 59/2005, conserva la distinzione tra impianti statali e regionali, ma rende molto più dure le sanzioni per i trasgressori. A cambiare è anche la figura del “gestore”, i cui parametri di individuazione sono diventati molto più ampi, senza contare le modifiche e le novità introdotte per quanto concerne la valutazione d’impatto ambientale (Via) e la valutazione ambientale strategica (Vas).
    Il dl 128/2010, infatti, va a ritoccare non solo alcune parti dei principi generali(Parte I), ma va a modificare le procedure per quanto concerne le due valutazioni ambientali, una relativa ai singoli l’altra ai programmi e ai piani, inserendo poi nel Parte II la nuova disciplina sull’autorizzazione integrata.
    Le nuove norme, alle quali le Regioni dovranno adeguarsi entro 12 mesi, non saranno applicate alle procedure Via, Vas e Aia avviate prima del 26 agosto 2010; queste, dunque, si concluderanno tenendo conto della vecchia normativa.

    Per quanto concerne le novità maggiori relative all’Aia, si è stabilito che l’Aia sostituisce “a ogni effetto” le autorizzazioni di cui all’Allegato IX alla parte II, che una copia di ogni Aia venga messa a disposizione del pubblico e che l’autorizzazione abbia una durata di 5 anni, elevabile ad 8 per gli impianti registrati Emas e 6 per quelli certificati Iso.
    Per quanto riguarda la concessione dell’Aia, l’autorità competente deve tener conto dei nuovi criteri e delle diverse linee guida ministeriali, senza trascurare i documenti Bref (Bat Reference Documents), ovvero i documenti elaborati dall’ufficio competente istituito dalla Commissione UE di Siviglia.

    Per quanto riguarda la procedura, gli impianti di competenza statale dovranno riferirsi direttamente al ministero dell’Ambiente per via telematica, mentre per gli impianti regionali ci si deve riferire all’ente competente a livello regionale. Entro 30 giorni le autorità competenti devono verificare la completezza e l’esattezza della domanda presentata, indicando l’avvio del procedimento e il luogo presso il quale depositare i documenti per la consultazione pubblica. Dopo 15 giorni il gestore deve provvedere alla pubblicazione di un nuovo annuncio, indicando i propri estremi, il luogo dell’impianto e gli uffici presso i quali depositare gli atti. Solo in seguito viene convocata la conferenza dei servizi che si deve concludere entro 90 giorni dalla pubblicazione dell’annuncio.

    Le modifiche al Codice Ambientale sono state introdotte anche per sanare le pecche individuate nel nostro sistema dall’UE, difetti che, secondo alcuni, la nuova procedura non avrebbe corretto. Nulla sarebbe stato fatto per sanare le 38 procedure di infrazioni aperte nei confronti dell’Italia dall’Europa, ed in particolare tre sarebbero le violazioni principali: quella relativa al mancato recepimento delle direttive 2007/60/CE sulla valutazione e la gestione del rischio alluvione, quella riguardante la qualità dell’aria (direttive 1996/62, 1999/30 e 2008/50), e quella riguardante le emissioni di gas a effetto serra (Direttiva 2009/29/CE).

    Ufficio Stampa
    Maia Design
    per chimicionline.it