Tag: agricoltura

  • La medicina del lavoro di SA.PR.A. si impegna attivamente per la tutela della sicurezza nel settore agricolo

    Quello della sicurezza nel settore agricolo è un argomento di grande attualità dal momento che molti sono gli infortuni, spesso dalle conseguenze luttuose, che ancora si verificano tra gli agricoltori. Troppo frequentemente i coltivatori rimangono coinvolti in incidenti con il trattore o con altri mezzi agricoli utilizzati nella coltivazione dei campi. Dati alla mano, quello di quest’anno, è stato un settembre tragico e si è arrivati a parlare di emergenza sociale.

    In questo settore, sfortunatamente, il rischio viene spesso sottovalutato dagli stessi operatori e, a volte, mal gestito dagli enti preposti al controllo, a causa del gran numero di lavoratori in nero o stagionali che generano un continuo turnover all’interno delle aziende. SA.PR.A. ricorda che anche le imprese agricole, piccole o grandi che siano, a conduzione familiare e non, devono, per legge, sottoporsi alla valutazione dei rischi al fine di prevenirli e ridurne le possibili conseguenze.

    Non è accettabile che il 36-39% degli infortuni provenga da questo compartimento, per cui l’attività di tutela della Medicina del lavoro di SA.PR.A. si uniforma al Piano nazionale per la sicurezza nel settore agricolo, la quale prevede anche una serie di incentivi economici da investire proprio in materia di sicurezza.

    I Medici competenti e i tecnici professionisti di SA.PR.A. stanno operando già attivamente sul territorio locale e nazionale in ambito formativo, per diffondere la cultura della prevenzione nei luoghi di lavoro, l’attenta valutazione e la conseguente attuazione di tutti i dispositivi necessari per la messa in sicurezza dei macchinari e delle pratiche agricole che possono incentivare il rischio. Si tratta di misure necessarie che aiutano a dare un nuovo respiro ad un settore che molto può fare per la ripresa economica, se adeguatamente supportato.

  • 2010: arriva il sesto censimento dell’agricoltura

    Il censimento generale dell’agricoltura è essenzialmente un censimento di natura economica che consiste nel conteggio preciso delle azienda agricole presenti in Italia e operative a tutt’oggi. Nei dati che emergono dal censimento devono essere riportate in maniera peculiare le varie caratteristiche proprie di ciascuna azienda, gli operai impiegati e la produzione macchine agricoli in possesso del proprietario dell’azienda agricola stessa. Il censimento avviene attraverso l’Unità di rilevazione che è l’azienda agricola, zootecnica e forestale. Il censimento serve anche a dare le definizioni chiave per il mondo agricolo infatti è proprio all’interno dello scorso report di censimento che si può recuperare la definizione precisa dell’azienda agricola cioè “un’unità tecnico-economica costituita da terreni, anche in appezzamenti non contigui, in cui si attua la produzione agraria, forestale zootecnica ad opera di un conduttore, persona fisica, società od ente, che ne sopporta il rischio sia da solo, sia in forma associata.” Tuttavia questa definizione risulta essere ancora vaga per comprendere tutte le realtà che esistono all’interno del mondo agricolo. Infatti molte volte a livello internazionale si è sottolineato come ci sia la necessità di distinguere tra le varie realtà in base alla superficie agricola coltivata, alle tecnologie quali trivelle trattori o altri macchinari agricoli di alta tecnologia utilizzati, quali ripuntatori e fresatrici a prova di infortunio, dal numero di operai e dal fatturato annuo. Il censimento dell’agricoltura ha avuto la sua prima attuazione nel 1961 e si tiene ogni dieci anni. Quella prevista nell’autunno del 2010 quindi risulta essere la VI edizione. La raccolta dei dati avviene tramite la somministrazione di questionari, dai più semplici ai più complessi, ai gestori delle aziende da parte di incaricati che hanno superato il bando di Regione indetto dagli enti stessi in maniera autonoma. Questi funzionari devono avere delle caratteristiche da rispettare sia per l’ammissione al concorso sia per la buona portata a termine dell’incarico. Devono infatti essere esperti in materia di agricoltura, allevamento zootecnia nonché aver maturato competenze all’interno delle tecnologie applicate al settore primario in generale. E’ quindi obbligatorio essere in possesso del diploma di scuola media secondaria ma in molti casi è auspicabile una laurea in agraria o affini. I questionari da somministrare sono volti a conoscere a fondo la realtà che si va ad esplorare mediante delle domande generali che vanno via via sempre più nel particolare mirano alla comprensione delle caratteristiche generali dell’azienda (quindi il tipo di attività, coltivazione allevamento e altre caratteristiche in linea generale) che sono utili per le statistiche a livello di produzione e suddivisione delle attività. Un altro punto focale su cui vertono le domande è quello che riguarda l’organizzazione e la suddivisione del lavoro all’interno dell’azienda stessa che è utile per sapere quanti macchinari agricoli vengono impiegati e quanti operai sono necessari per badare ad un determinato numero di coltivazioni o di capi a bestiame. E’ indiscusso a livello sia nazionale che europeo non solo l’utilità ma anzi l’indispensabilità di tale censimento per avere chiara la situazione dell’intero settore primario che molte volte, viste le normative vaghe e meno monitorate che quelle riguardanti il mondo industriale, rischia di non essere preso in considerazione come invece dovrebbe. A cura di Martina Celegato Prima Posizione srl Posizionamento su yandex

  • MONCELLI (UDC): FINANZIARE GLI AGRICOLTORI

    Gli agricoltori stanno vivendo in questo momento uno dei periodi di maggior crisi, sia per quanto riguarda l’aspetto dei prezzi sia per l’accesso al credito.

    Le Banche, infatti, non sempre riescono a valutare a pieno la capacità reddituale delle imprese agricole, e questo per l’assenza di competenze specifiche che portano a non comprendere la specificità del credito agrario, che ha bisogno di rientri legati ai cicli produttivi

    Le difficoltà in proposito sembrano derivare dall’evoluzione rapida di due mondi che solo per brevi momenti sono riesciti a trovare equilibri soddisfacenti per entrambi.

    L’intesa di Basilea. con il nuovo metodo di valutazione dei fabbisogni patrimoniali in relazione ai rischi, sta comportando una sorta di “selezione naturale” del credito, della quale le prime vittime sono proprio le aziende agricole, ed in particolare i coltivatori diretti.

    Occorre una politica di programmazione in grado di aiutare le banche ad approfondire la conoscenza del settore primario, che per le sue caratteristiche è fondamentalmente diverso dagli altri, e, contestualmente, gli agricoltori, sviluppando forme di garanzia sussidiaria e finanziando strutture di ingegneria finanziaria.

    Nessuna Basilea 2 e nessuna norma potrà eliminare alcuni fatti, che persisteranno a prescindere dall’evoluzione dell’agricoltura, come quelli concernenti la specificità dei cicli produttivi che esigono competenze speciali sia nella valutazione dei fabbisogni finanziari delle aziende del settore, sia nella valutazione del relativo merito creditizio, sia infine nella valutazione e nella gestione delle garanzie collaterali.

    Occorre istituire una Consulta per il credito agrario che includa le banche, la regione, le associazioni degli agricoltori e i consorzi di garanzia, per trovare insieme soluzioni che evitino la chiusura di moltissime aziende.