Tag: agricoltura biologica

  • Green Innovations: la tua soluzione per l’ambiente

    Green Innovations ricerca, sviluppa, produce e distribuisce miscele di microrganismi specializzate e calibrate, non geneticamente modificate e senza alcuna aggiunta chimica o di prodotti di sintesi, efficaci in diversi settori legati all’ambiente.

    L’azienda è impegnata in progetti in campo agricolo, zootecnico e ambientale, destinati a creare vantaggiosi sviluppi economici e migliorare le condizioni dell’ambiente, armonizzando le attività umane con la sostenibilità ambientale.

    Siamo convinti che solo utilizzando una tecnologia “buona” basata su dinamiche già presenti in natura, possiamo combattere le conseguenze dell’indiscriminato utilizzo di agenti chimici e riportare l’equilibrio nel rapporto umanità-ambiente. Questa è la filosofia che anima Green Innovations.

    Link sito: www.greeninnovations.it

  • ED E’ SUBITO BIO: i prodotti biologici di casa Italmill

    I prodotti biologici sono ormai una richiesta sia del produttore sia del consumatore finale. Italmill, operando nel mercato europeo dei prodotti da forno, è da sempre attenta alle esigenze dei propri clienti e all’evolversi delle richieste del mercato, garantendo un servizio altamente qualificato. E’ noto infatti che per la sua produzione Italmill selezioni accuratamente le migliori materie prime e si avvalga delle più moderne tecniche di produzione.

    Oltre ai Mix Tradizionali quindi l’azienda mette al servizio degli artigiani panificatori la gamma Ed è Subito Bio dove tutti i prodotti sono provenienti da agricoltura biologica, certificati e controllati dall’Istituto Mediterraneo di Certificazione.

    Se si desidera la base con grano tenero troviamo Universale per la produzione di tutti i tipi di pane, con il grano duro si ha Puro semola e Semola Rimacinata. Senza nulla togliere all’Integrale e alla Semola di Kamut.

    Oltre alle farine, la gamma di Prodotti Bio per una panificazione di alta qualità è composta anche da Coadiuvanti, Miglioratori e prodotti ad alto valore tecnologico quali Enerpan, i lieviti naturali in polvere.

    I prodotti della gamma Ed è Subito Bio possono essere utilizzati anche in processi produttivi che prevedono l’utilizzo di cella ferma-lievitazione, realizzando tutti i tipi di pane che si desiderano.

    L’esperienza dei panificatori e l’uso dei Prodotti Bio di Italmill consentono di proporre al cliente un pane “buono come una volta”.

    www.gruppomobe.eu

    Novella Donelli – Ufficio Stampa Jit
    0456171550
    [email protected]
    http://justintimesrl.wordpress.com

  • Agricoltura biologica Omia: solo l’impiego di sostanze naturali.

    I Laboratori OMIA formulano i propri prodotti prevalentemente con materie prime di origine naturale o di provenienza biologica certificata.
    L’obiettivo della ricerca è di realizzare prodotti con elevata performance di gradimento, utilizzando il maggior numero possibile di ingredienti naturali al minor costo possibile, e l’impegno in tal senso ha portato l’azienda a conseguire il “Certificato di Conformità del disciplinare ECO BIO COSMESI”, rilasciato da ICEA nell’ ambito dello schema accreditato EN 45011 (ISO 65) da IOAS www.ioas.org, che certifica che l’azienda produce conformemente ai requisiti del disciplinare ECO BIO COSMESI.

    Attualmente in Italia la Certificazione di prodotto biologico viene rilasciata da organismi di controllo, riconosciuti dal Ministero delle Politiche Agricole, tra cui il più noto è l’ ICEA- Istituto per le Certificazione Etica e Ambientale.

    ICEA, in collaborazione con un gruppo di produttori, a cui si sono uniti autorevoli esponenti del mondo accademico e scientifico, ha avviato un percorso di regolamentazione conclusosi con l’approvazione del Disciplinare per la Eco Bio Cosmesi

    In linea generale, per ottenere la certificazione ICEA i prodotti non devono:

    essere scarsamente dermocompatibili;

    presentare tossicità ed effetti indesiderati sull’ uomo;

    mostrare scarsa eco-compatibilità;

    avere origine sintetica;

    contenere OGM;

    essere trattati con radiazioni ionizzanti e utilizzare ingredienti irradiati a scopo germicida o battericida/fungicida.

    I parametri da osservare per la produzione invece prevedono l’impiego di:

    materie prime vegetali, intese come piante o parti di esse, provenienti da agricoltura biologica o raccolta spontanea certificata;

    materie prime animali certificate da agricoltura biologica, così che sia sicuramente garantito il benessere dell’animale;

    materie inorganiche, a eccezione di quelle elencate negli allegati del disciplinare di riferimento;

    materie da processi chimici soltanto nei casi in cui non esistono valide alternative e in possesso di specifici criteri indicati nel disciplinare di riferimento;

    imballaggi ridotti, riciclabili ed eco-compatibili;

    etichette esaustive e facilmente leggibili.

    Il termine “agricoltura biologica” indica un metodo di coltivazione e di allevamento che ammette solo l’impiego di sostanze naturali, presenti cioè in natura, escludendo l’utilizzo di sostanze di sintesi chimica (concimi, diserbanti, insetticidi).

    L’agricoltura biologica è un metodo di produzione definito dal punto di vista legislativo a livello comunitario con un primo regolamento, il Regolamento CEE 2092/91, sostituito successivamente dai Reg. CE 834/07 e 889/08 e a livello nazionale con il D.M. 18354/09.

    Significa sviluppare un modello di produzione che eviti lo sfruttamento eccessivo delle risorse naturali, in particolare del suolo, dell’acqua e dell’aria, utilizzando invece tali risorse all’interno di un modello di sviluppo che possa durare nel tempo.
    Per salvaguardare la fertilità naturale di un terreno gli agricoltori biologici utilizzano materiale organico e, ricorrendo ad appropriate tecniche agricole, non lo sfruttano in modo intensivo.
    Per quanto riguarda i sistemi di allevamento, si pone la massima attenzione al benessere degli animali, che si nutrono di erba e foraggio biologico e non assumono antibiotici, ormoni o altre sostanze che stimolino artificialmente la crescita e la produzione di latte. Inoltre, nelle aziende agricole devono esserci ampi spazi perché gli animali possano muoversi e pascolare liberamente.

    Sugli scaffali quindi per riconoscere un prodotto eco biologico è necessario per prima cosa verificare che sia presente il marchio di uno dei principali organismi di controllo e certificazione bio come Ecocert, ICEA, CO.CO.NAT (Cosmesi Controllata Naturale), C.C.P.B. (Cosmetici Biologici) oppure AIAB (Associazione Italiana per l’Agricoltura Biologica). In secondo luogo bisognerebbe porre attenzione agli ingredienti contenuti nella formulazione secondo quanto previsto dall’INCI (International Nomenclature of Cosmetic Ingredients).

    Usare cosmetici eco biologici è importante per vari motivi; dal fatto che la cute assorbe in misura rilevante gli elementi ed i componenti con i quali viene a contatto, al largo consumo che si fa quotidianamente di cosmetici.

    I prodotti di bellezza a elevato impatto ambientale sono tali proprio perché contengono elevate quantità di ingredienti di derivazione chimica (petrolati, paraffine, olii minerali, Sodium Lauryl Sulfate SLS, Sodium Laureth Sulfate SLES e parabeni) a lungo andare potenzialmente dannosi per l’organismo.

    Alcune cose da sapere sull’eco bio:

    Non è vero che i prodotti eco bio inducono allergie più della cosmesi classica – Le formulazioni dei cosmetici eco-bio spesso non contengono profumazioni proprio per ridurre il rischio allergico ed ove le contengano, esse sono derivanti da oli essenziali (oli vegetali ed oli essenziali biologici che risultano fonte d’allergia solo su persone peculiarmente intolleranti nei confronti della specifica sostanza).

    Non è vero che i test sugli animali sono “necessari” – I produttori di cosmetici eco-bio non hanno bisogno di effettuare test sugli animali perché le sostanze naturali non inducono cecità, malformazioni, allergie.

    Non è vero che un prodotto eco bio perde in efficacia – Gli effetti sono più duraturi e hanno una capacità detergente maggiore. Uno shampoo eco bio ad esempio permette che la cute sia lavata e pulita più a lungo e questo perché i tensioattivi chimici, non presenti in un prodotto eco bio, risultano talmente aggressivi per la cute da seccarla e da stimolare le ghiandole sebacee in essa presenti a produrre maggiore sebo che sporca di più la chioma.

    Non è vero che i siliconi rendono davvero più bella la chioma ristrutturando il fusto capillare – Dopo alcuni mesi dall’utilizzo dei siliconi la chioma risulta molto più secca, sfibrata e ricca di doppie punte.

    Non è vero che la cosmetica sia più costosa della cosmetica classica – Esistono prodotti economici e contemporaneamente eco-bio.

    Fonte: Omia Laboratoires

  • Aloe Vera: Cura le tue mani con la Crema Mani di Omia Laboratoires

    La Crema Mani all’Aloe Vera della Omia Laboratoires è un trattamento rigenerante e protettivo per le mani a base di gel di aloe barbadensis miller da agricoltura biologica certificata. E’ particolarmente indicata per chi ha mani secche e delicate.

    La Crema Mani Eco biologica è nutriente e protettiva, ed è pensata proprio per chi ha le mani delicate, che con i primi freddi sono più soggette a secchezza e irritazioni.
    Il prodotto possiede infatti proprietà idratanti; è arricchito di amido di mais, burro di karitè e olio di mandorle di origine biologica, tutti elementi che apportano alla crema notevoli capacità protettive.
    Inoltre, l’aloe vera contenuta, proviene esclusivamente da agricoltura biologica certificata e viene estratta senza solventi chimici; essa conferisce al preparato spiccate proprietà idratanti e restitutive.
    La Crema Mani, che si assorbe facilmente senza ungere, dona una piacevole sensazione di protezione e sollievo, lasciando la pelle morbida e vellutata.

    Il prodotto contiene 0% parabeni (paraben free), oli minerali, PEG, coloranti sintetici, siliconi (senza siliconi).
    Dermatologicamente testato.
    Prodotto testato al Nichel, Cobalto e Cromo.
    Certificato ICEA Eco Bio Cosmesi 255 BC 008.
    Prodotto Cruelty Free, NON TESTATO su animali, controllato da ICEA per LAV n° 040.

    Per migliorare il trattamento prova anche la Crema Mani all’olio di Mandorla dalla spremitura a freddo dei noccioli del Mandorlo, la Crema Mani erboristica all’olio di Jojoba per proteggere le mani dal freddo più pungente e infine la Crema Mani all’olio di Argan per nutrire la pelle più in profondità.

    I costituenti del gel di Aloe Vera hanno una grande capacità di penetrare dentro la pelle umana. Questi non possiedono soltanto capacità antisettiche e di pulizia, ma sono anche superbi agenti saponacei, usati nella cosmesi, ad esempio, nello shampoo.
    Ottimo antinfiammatorio, è efficace per le scottature solari, nelle piccole ustioni, per contrastare l’acne. Favorisce la rigenerazione cellulare, potente agente rigenerante per tutti i tipi di pelle.
    Adatta per pelli secche. Ideale anche per pelli sensibili. Agente idratante con la potente capacità di facilitare la penetrazione e l’assorbimento delle sostanze nutritive attraverso gli strati della pelle.

    FONTE: Omia Laboratoires

  • Biofil, il primo filo per decespugliatori 100% biodegradabile, allo SpogaGafa di Colonia

    BIOFIL traduce la sempre più sentita necessità di prendersi cura di giardini e coltivazioni nel pieno rispetto dell’ambiente.

    L’innovativo filo per decespugliatore eco-compatibile, primo nel suo genere, sarà presentato tra le novità che sono destinate a cambiare lo scenario del green (New products section) alla più importante fiera d’Europa dedicata al giardinaggio: lo SpogaGafa che si terrà a Colonia dal 02.09.12 al 04.09.12 (www.spogagafa.com). Lo stand, totalmente eco-friendly, sarà allestito nella Hall 6 (numero C060).

    BIOFIL è il primo filo professionale in nylon per decespugliatori totalmente biodegradabile e con elevatissime caratteristiche tecniche di tenacità, elasticità e resistenza all’abrasione.

    Nella linea del tempo della biodegradazione BIOFIL si posiziona poco dopo il torsolo di mela e ben prima di un mozzicone di sigaretta.
    I test di certificazione hanno dimostrato infatti che, grazie a microorganismi presenti in natura, BIOFIL è in grado di biodegradarsi trasformandosi in acqua, diossido di carbonio, sali minerali e nuova biomassa, in un periodo di tempo che va dai 12 ai 36 mesi, a seconda dell’aggressività batterica e delle condizioni ambientali. I laboratori dei centri di ricerca accreditati e convenzionati con le più prestigiose facoltà universitarie hanno inoltre riscontrato che la tecnologia di BIOFIL è ad oggi l’unica in grado di risolvere il problema della biodegradabilità senza intaccare le risorse agroalimentari essenziali per l’uomo.

    Anche i più attenti pollici verdi e le più severe aziende bio potranno falciare l’erba avvalendosi di moderne tecnologie e dei più potenti tagliaerba (purché a impatto zero!) sapendo che non pregiudicheranno la purezza del terreno con i filamenti che, per normale usura, sono soliti staccarsi e quindi si disperdono nell’ambiente.

    Manufatto plastico biodegradabile conforme alla direttiva Europea CE 94/62 in ragione della prova di biodegradabilità effettuata secondo il protocollo “determinazione della biodegradabilità aerobica ultima in condizioni di compostaggio controllate – UNI EN ISO 14855”.

    Certificato n. 142/bio/180/11. Rilasciato dall’organizzazione scientifica di ricerca ambientale Ecologia Applicata, convenzionata con l’Università degli Studi di Milano.Per maggiori informazioni [email protected] e www.biofil.org

  • Olio biologico: le regole e i benefici

    Come sappiamo l’olio extravergine d’oliva fa bene alla salute, lo confermano medici e scienziati. Ovviamente deve essere biologico, requisito essenziale di un olio salutare, perché è fondamentale che non entri in contatto con pesticidi, ormoni, concimi ed altre sostanze chimiche.

    Un olio per essere biologico deve seguire un iter preciso che inizia dalla coltivazione che deve avvenire naturalmente e termina all’imbottigliamento e l’etichettatura.

    Le norme che regolano tali fasi sono tante e rigide, perché i parametri da rispettare sono molti, a garantire tutto questo vi sono enti che effettuano controlli periodici e puntigliosi. I controlli si sviluppano in tre fasi: controllo del terreno e analisi di laboratorio, per garantire l’uso di sostanze naturali nella coltivazione; controllo del frantoio e infine controllo della fase di imbottigliamento. Superati tali controlli l’ente rilascia la certificazione che viene resa nota attraverso l’etichetta.

    Come sappiamo l’olio biologico costa di più rispetto agli altri oli in commercio perché le regole da seguire e portano a produrre meno e a sostenere spese notevoli. Inoltre chi decide di attivare una produzione di olio biologico deve aspettare quasi tre anni prima di ottenere autorizzazioni e quindi passare alla commercializzazione del prodotto, questo periodo di attesa coincide con una spesa notevole in termini di risorse economiche.

    Ecco perché i prodotti biologici, in particolare l’olio sono più costosi, questo però non deve essere da ostacolo nel consumo di tali prodotti, perché è vero consumiamo di più, ma guadagniamo in termini di salute.

    Nasce proprio per questo l’agricoltura biologica, per garantire la produzione di prodotti sani, ma anche per rispettare l’ambiente e la natura e per risparmiare energia

    L’agricoltura biologica è un modo innovativo di fare agricoltura che unisce, produttori e consumatori, nel rispetto della salute, dell’ambiente, della natura e delle tradizioni.

  • È online Bio c’è: il biologico direttamente a casa tua

    8 Ottobre 2011– Da oggi è ufficialmente online www.bioce.it, il portale web nato dalla collaborazione tra la cooperativa Aires e diverse aziende agricole campane. Il sito, progettato e realizzato dall’agenzia di comunicazione ADVERSA Future Media Factory, intende valorizzare la nuova agricoltura locale, consentendo ai cittadini partenopei di ricevere direttamente a domicilio i migliori prodotti biologici della regione Campania.

    Registrandosi al sito, è possibile preparare la “cassetta bio c’è”, scegliendo tra una vasta gamma di prodotti rigorosamente bio. Due le opzioni di ritiro: si potrà ricevere la cassetta direttamente a casa con una piccola spesa e un grande vantaggio, oppure ritirarla di persona in uno dei punti dedicati nella città di Napoli. Inoltre, per i clienti che richiedono la spesa a domicilio, c’è la possibilità di acquistare un carnet prepagato per il pagamento online.

    Il sito offre la possibilità di entrare in contatto diretto con il mondo dell’agricoltura biologica: sono presenti sezioni dedicate alle notizie, agli eventi e ai video del mondo del bio, oltre a una rubrica con le migliori ricette del giorno.

    Bioce.it è il coronamento di tre anni di esperienza che ha visto protagonista una rete di agricoltori biologici, animati dall’intenzione di diffondere una cultura alimentare che metta al centro la qualità dei prodotti, la salvaguardia dell’ambiente, il rispetto della salute, l’incontro e la partecipazione tra produttore e consumatore. Da questo punto di vista, bioce.it vuole essere un punto di riferimento non solo di chi abitualmente acquista prodotti biologici, ma anche di tutti coloro che si avvicinano per la prima volta a questo mondo.

  • Stop agli OGM, bisogna puntare sull’agricoltura sostenibile

    Fanno discutere e parecchio le tecniche che impiegano in agricoltura le colture Ogm (organismi geneticamente modificati) accusate di provocare danni ingenti sia dal punto di vista economico che da quello ambientale all’intero settore agricolo. Senza mezzi termini l’utilizzo degli Ogm in agricoltura viene definito come un fallimento totale. A sostenerlo sono l’Aiab (Associazione italiana per l’Agricoltura Biologica) e la Firab (Fondazione italiana per la Ricerca in Agricoltura Biologica e Biodinamica) che insieme hanno promosso il rapporto “The gmo Emperor has no Clothes – Rapporto globale dei cittadini sugli Ogm’ curato dall’ecologista indiana Vandana Shiva. Un dossier che evidenzia come sia forte la necessità dell’intervento normativo delle istituzioni che finora ha lasciato fare fin senza legiferare e di conseguenza senza proteggere e salvaguardare adeguatamente territori e persone.

    Non è dunque vero che gli Ogm salveranno il mondo come è stato sbandierato da più parti, dicono i sostenitori e promotori di questo recente studio. Non è solo un Paese a fallire in questo campo, ma l’intero panorama mondiale. Le promesse dell’Ogm erano che avrebbero aumentato le rese agricole, protetto le piante dalle malattie, diminuito il bisogno di fertilizzanti e sostanze chimiche. Insomma tutta una serie di vantaggi che non solo non è avvenuto ma che ha invece ha indotto meccanismi perversi ancora più dannosi. Ovviamente sugli Ogm si dibatte in maniera contrastata con movimenti sociali e sostenitori di chi si schiera a favore e di chi si schiera contro. Intanto la strada da seguire pare essere quella dell’agricoltura sostenibile, lontano dalle logiche che evidenziano le incompatibilità agronomiche, ambientali, economiche e normative che circondano la vicenda Ogm e tutto ciò che ne deriva dal loro utilizzo.

  • Agricoltura biodinamica, principi e caratteristiche

    Agricoltura biologica, agricoltura biodinamica, sono alcuni dei termini ed espressioni sempre più utilizzate nel linguaggio comune, spesso anche in maniera non corretta o quantomeno inopportuna. Le tendenze bio, soprattutto per ciò che riguarda l’industria alimentare e quella della cura del corpo, stanno prendendo sempre più piede, soprattutto nei paesi del Nord Europa mentre in maniera più limitata in Italia. Ma se più intuitivo può essere la comprensione dell’agricoltura biologica meno lo è quella biodinamica. Quest’ultima viene intesa come un metodo di coltura che si lega ad aspetti antroposofici che derivano dalla particolare visione del mondo di Rudolf Steiner, filosofo ed esoterista austriaco che ha vissuto a cavallo tra l‘800 e il ‘900. Sulle teorie di Steiner si sono basati nuove concezioni dell’agricoltura e del processo di coltivazione, considerate spesso anche poco razionali.

    L’agricoltura biodinamica sta a sottolineare l’utilizzo di sistemi sostenibili per la produzione agricola, in particolare dei prodotti alimentari derivanti dalla terra. Un tipo di agricoltura che deve considerare l’ecosistema terrestre un’unica cosa , in cui il suolo e la vita che si sviluppano in esso non possono essere scisse né tantomeno modificate o alterate dall’intervento umano. Steiner basò la sua teoria biodinamica essenzialmente su due differenti principi che si legano a questo tipo alternativa di agricoltura: il compostaggio e le fasi della Luna. Dunque da un parte ci sono appigli più scientifici che fanno di questa pratica qualcosa di “serio”, mentre dall’altro sono altrettanto numerosi i riti, le pratiche e le tecniche che ben poco hanno di scientifico per attivare il processo agricolo ma somigliano più che altro a metodi bizzarri, quasi dei riti magici la cui efficacia non è stata finora dimostrata. Motivo per il quale oggi la biodinamica viene considerata una pseudoscienza.

  • Gioco del Piacere Slow Food: vince l’olio laziale

    Mercoledì 23 giugno 2010 si è tenuta la quinta edizione del Gioco del Piacere di Slow Food sull’olio extravergine di oliva. Il Gioco si è svolto contemporaneamente in 57 Condotte di tutta Italia e ha coinvolto circa 1500 partecipanti.

    Il Gioco del Piacere è una degustazione alla cieca di quattro oli extravergine scelti tra quelli che hanno ottenuto i migliori punteggi nella Guida agli Extravergini 2010 edita da Slow Food. Ogni partecipante esprime su una scheda una valutazione degli oli in base al proprio gradimento, i voti confluiscono in una graduatoria nazionale che decreta l’olio più apprezzato.

    La Condotta Slow Food Cremonese ha organizzato la serata presso l’Agriturismo Apiflor di Pescarolo (CR), la degustazione è stata condotta da Roberta Lavarello, assaggiatore di olio professionista e titolare dell’Olieria ExtraV di Crema.

    A seguire la cena preparata con i prodotti delle aziende Trombetta e Mariotti.

    A fine serata è stata comunicata la classifica nazionale che ha decretato vincitore l’olio laziale Olivastro di Americo Quattrociocchi da agricoltura biologica con 9.325 punti, al secondo posto il siciliano Chiari di Luna di Pietro Caradonna con 8.007 punti, seguito dal pugliese Intini Affiorato di Pietro Intini con 7.138 punti, chiude la classifica il ligure Carte Noire Riviera Ligure di Roi con 5.612 punti.

    Anche nella condotta Cremonese l’olio che ha ottenuto il maggior numero di consensi è stato il laziale Olivastro.

    Da: Olioextrav.com