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  • Il Venditore dell’Anno 2013

    Il Sales Person of the Year di FORTIA è l’evento a disposizione della Direzione Commerciale / Vendite e Direzione Risorse Umane per aumentare l’efficacia dell’organizzazione di vendita e account management; e per motivarne i migliori membri.

    L’iniziativa “Sales Person of the Year” dà alle aziende la possibilità di compiere un passo di riconoscimento importante a queste persone, ai campioni delle vendite. Non coppe e medaglie, ma concreti riconoscimenti professionali.

    Durante un percorso di alcuni mesi – che si compirà entro il prossimo mese di settembre 2013 – raccoglieremo infatti candidature da aziende sui venditori che esse vogliono gratificare con un concreto riconoscimento, e dopo averle sottoposte al vaglio del Comitato Professionale consegneremo attestati di eccellenza ai candidati qualificati.

    I migliori professionisti della vendita e della gestione clienti verranno premiati entro il 18 settembre 2013. Saranno attribuiti tre livelli di riconoscimento:

    • Partecipante Qualificato. Tutti coloro la cui candidatura avrà superato il primo vaglio del Comitato Professionale, in quanto ben documentata dal proponente, relative alle sue attività di vendita.
    • Venditore Eccellente. Fra tutti i Qualificati, quel 30% che si distinguerà maggiormente per prestazioni e qualità dell’attività svolta in ambito vendite e gestione clienti, così come documentati nelle schede-candidatura e convalidati dal voto del Comitato Professionale.
    • Venditore dell’Anno – Sales Person of the Year 2013. La Persona che fra tutte quelle partecipanti avrà ottenuto la massima valutazione da parte del Comitato, sulla base di una serie di parametri che riguardano prestazioni – competenze – impegno, così come documentati dalla scheda-candidatura, e quando necessario supportati da ulteriori informazioni.

    Il Comitato Professionale del Premio Sales Person of the Year 2013 comprende manager ed esperti che conoscono bene il tema specifico della strutturazione e la gestione di organizzazioni di vendita, che esamineranno tutte le candidature pervenute, ed entro il 18 settembre 2013 voteranno il riconoscimento più prestigioso.

    Le candidature al Premio devono essere presentate entro la scadenza tassativa del 31 luglio 2013.

    Ogni candidatura al Premio deve essere congiuntamente sottoscritta dalla persona candidata e dal suo supervisore funzionale e/o gerarchico aziendale, o dal responsabile delle risorse umane dell’azienda; tale supervisore o responsabile risorse umane sarà l’unico interlocutore dell’Organizzazione del Premio.

    Ogni azienda potrà presentare un massimo di tre candidature al Premio.

    Informazioni: http://www.fortiatraining.com/sales-person-of-the-year/

  • Sales Force Automation: Deborah adotta Nike PAD

    Deborah Group, “Signora” della cosmesi italiana, fonda da oltre cento anni il proprio successo sulla “vicinanza” al consumatore e sulla sua capillare presenza sul territorio nazionale, che si esplica in una rete commerciale composta da quasi 90 operatori, tra agenti, area manager e national accounts.

    L’adozione di una prima procedura di SFA risale a più di dieci anni fa e da allora l’azienda si è dotata di strumenti informatici sempre nuovi, in linea con i progressivi sviluppi della tecnologia:

    “non è infatti pensabile nel nostro settore pensare di ricevere ed elaborare gli ordini cartacei in Sede: occorrerebbero troppe risorse e troppo tempo.” sottolinea Daniele Casadei, Responsabile del settore IT dell’Azienda.

    Nel 2012 Deborah comincia a valutare l’opportunità di adottare una procedura di SFA su tablet, rigorosamente off line, per permettere agli agenti di operare anche in assenza di connessione, e dotata di funzionalità grafiche complesse.

    I criteri di valutazione sono severi:

    “l’informatica dev’essere un vantaggio competitivo in un mercato dove il ciclo dell’ordine è sempre più compresso;

    la tecnologia dev’essere il mezzo e non il fine;

    la tecnologia non deve ostacolare ma anzi deve facilitare il lavoro

    in un progetto l’aspetto tecnologico non deve essere prevalente”

    (Daniele Casadei)

    Tra le numerose soluzioni di Sales Force Automation vagliate nel corso della software selection, spicca Nike PAD, sviluppata dalla Giusti di Firenze, un’azienda che già vanta una quasi trentennale esperienza specifica nello sviluppo di sistemi di Sales Force Automation e, soprattutto, nella gestione delle criticità legate alla complessità delle politiche commerciali. Giusti propone, infatti, una procedura in grado di mediare tra le esigenze operative di order entry e di interscambio tra sede e periferia, e quelle di immagine, che trovano risposta in un’agile funzionalità di digitalizzazione dei cataloghi.

    Scatta tra Giusti e Deborah una sinergia di ampio respiro che in pochi mesi scaturisce nella piena attuazione del progetto NikePad e NikeMap (per la costruzione dei cataloghi digitali).

    “ Il progetto è stato fortemente supportato dalla Direzione Aziendale che ha positivamente valutato i nuovi strumenti anche in un’ottica di riduzione prospettica dei costi.

    Sicuramente sono aumentate l’efficienza e l’efficacia della forza vendita grazie a strumenti più moderni e veloci: gli agenti hanno più tempo da dedicare alla preparazione della visita.

    L’adozione dei tablet ha permesso di eliminare tutto il materiale cartaceo di supporto alle vendite: questo risparmio nel primo anno ripaga abbondantemente il progetto”

    (Daniele Casadei)

    A breve, Deborah si doterà di ulteriori strumenti necessari ad offrire ai proprio agenti una più ampia visione delle attività dei competitors e ad organizzare con maggiore efficienza il proprio giro visite, per una migliore pianificazione delle strategie di vendita.

  • AGENTI DISTRIBUTORI SETTORE VINO IN ITALIA

    L’azienda Antiqua Vinea si inserisce tra le mille realtà, piccole e grandi, che affollano le strade del vino lungo le lussureggianti vallate e sulle ubertose colline della provincia di Avellino, l’antica Irpinia.

    Il culto della tradizione, la tutela della genuinità e l’ambizione di migliorare qualità e bontà del prodotto caratterizzano il complesso percorso che conduce alla commercializzazione dei vini selezionati da Antiqua Vinea. E’ un percorso che richiede il controllo rigoroso delle uve che vengono impiegate per la produzione dei vini Taurasi DOCG, Fiano di Avellino DOCG, Greco di Tufo DOCG e Aglianico Campania IGT: il tutto al fine di garantire la soddisfazione dei consumatori (offrendo un servizio completo e altamente qualificato alle aziende che operano nel settore, quali ristoranti, enoteche, wine bar, etc.) e quindi il successo aziendale.

    Realizza rapporti commerciali basati sulla vendita diretta e sulla intermediazione, riconoscendo in questo secondo caso al promotore dell’avvenuta vendita il 10% (dieci per cento) sull’affare concluso ed andato a buon fine, al netto di iva. Ricerca distributori in tutta Italia.

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  • De Pierro su sentenza condanna poliziotti caso Aldrovandi


    Roma – “Finalmente questa triste vicenda ha raggiunto il suo primo punto fermo.
    Una condanna che naturalmente ancora dovrà trovare conferme nei successivi gradi di giudizio, ma che getta una luce su un fatto molto grave in un moderno stato di diritto e rappresenta sicuramente un primo passo verso la legittima richiesta di giustizia e verità da parte dei genitori che portano su di sé ferite morali profonde che non vedranno mai una cicatrizzazione”. Con questa frase Antonello De Pierro, presidente dell’Italia dei Diritti, ha commentato la sentenza del tribunale di Ferrara che ha condannato a una pena di 3 anni e 6 mesi i poliziotti che la notte del 25 settembre fermarono il giovane Federico Aldrovandi. Eccesso colposo secondo il collegio giudicante, perché gli agenti ingaggiarono con il ragazzo una colluttazione con successivo ammanetta mento in posizione prona che lo condusse a morte per asfissia posturale. “ Se si è arrivati ad una sostanziale conferma del quadro accusatorio – ha precisato il presidente De Pierro – si è fatta emergere una tragica verità. Quella di 4 poliziotti che avrebbero dovuto tutelare l’ordine e la sicurezza dei cittadini e che invece si sono resi colpevoli di un atto così efferato. Tra l’altro se la verità scritta negli atti processuali corrisponde al reale svolgersi dei fatti, francamente mi sembra piuttosto blanda la formulazione di una condanna per eccesso colposo. A mio avviso le risultanze potrebbero portare a configurare l’omicidio preterintenzionale. In ogni caso, indipendentemente da quella che è la pena applicata che non potrà certo riportare Federico in vita, l’importante è che sempre se il tutto verrà confermato, queste persone non dovranno più indossare la divisa per rispetto a quanti svolgono il loro stesso lavoro con abnegazione, professionalità e umanità. Già ci pensa lo Stato a svilire i compiti istituzionali delle forze di polizia a colpi di ronde, perciò quando pecore nere e deviate gettano fango con la loro condotta sul prestigio del corpo, bisogna usare il pugno duro per rimuoverle prima che si allarghino inesorabilmente in propaggini metastatiche. E’ importante perciò che giustizia venga fatta per non scalfire l’imprescindibile fiducia che i cittadini devono riporre in chi è preposto alla loro sicurezza”.

  • Protesta della Celere, l’attacco di De Pierro


    Roma – “Da parte nostra giunge ai poliziotti in agitazione la massima espressione di solidarietà.” Queste le prime parole del presidente del movimento Italia dei Diritti Antonello De Pierro alla notizia della protesta dei poliziotti del reparto Mobile di Roma a poche ore dal G8. Prosegue e attacca De Pierro: “Queste sono le prime conseguenze, e temo che molte ne verranno ancora alla luce, dovute a scelte politiche miopi e sconsiderate adottate dall’esecutivo in carica. Se riflettiamo su ciò che è stato fatto in un anno di quello che essi considerano un buon governo ad una disamina attenta e lontana dall’occhio mistificatore dei media asserviti al regime, emergono numerose contraddizioni che si rincorrono dando vita a un mero spettacolo da circo. Una campagna elettorale condotta su una presunta sicurezza inesistente ma che non è migliorata nonostante i numerosi proclami demagogici inizia a mettere a nudo ora l’incapacità gestionale di questi signori, politicanti e vacanzieri da villeggiatura istituzionale. Da un lato si è sbandierato un pericolo sicurezza e dall’altro contemporaneamente si sono tagliate ingenti risorse al comparto specifico, salvo poi organizzare la carnevalata dei militari per strada. Ancora più grave è l’aver congegnato un’abile campagna per ingenerare paure immotivate nella gente per poi servire il piatto forte della Lega vale a dire le ronde che spesso sono proprio i poliziotti a dover scortare e difendere”. Questo il polemico attacco del presidente dell’Italia dei Diritti a sostegno delle rimostranze della Celere il cui dissenso è ancora più significativo perché viene da un sindacato d’ispirazione di centrodestra di recente costituzione che ha provocatoriamente minacciato lo sciopero, normalmente vietato alle forze dell’ordine, per straordinari non pagati da mesi e turni massacranti. Proprio su questo tema l’affondo di De Pierro: “Siamo al teatrino: il mondo ride di noi ma gli organi mediatici accantonano questi problemi e ci offrono in pasto i gossip del premier. Cerchiamo di essere seri, la politica è una cosa troppo importante per lasciarla gestire a questi individui che si mostrano sul proscenio. La sicurezza dei cittadini deve essere garantita dallo Stato, non da ronde improvvisate che sono l’espediente che rivela l’incapacità gestionale, è ora di legittimare il lavoro delle Forze dell’ordine che sono gli unici apparati preposti e in grado di garantire l’incolumità della gente. Quindi – conclude De Pierro – aboliamo la mascherata dei soldati per strada perché non siamo in Colombia. Soffochiamo la vocazione ludica dei leghisti abolendo le ronde e restituiamo dignità e compensi adeguati agli operatori di polizia stanziando fondi più consistenti e aumentando il personale magari andando ad attingere nella folta schiera di raccomandati parcheggiati negli uffici burocratici. E’ ora che il Ministro Maroni dia una risposta seria alle forze di polizia che rappresenta istituzionalmente oppure dovremmo pensare che la loro sorte non gli stia poi così a cuore visto che sulla sua fedina penale, contraddizione tutta italiana, campeggia la macchia di una condanna per resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale? ”.

  • Allarme sicurezza, poliziotti malati in servizio


    Roma – “E’ una situazione assolutamente e logicamente inaccettabile, sono seriamente preoccupato a livello sociale perché a questo punto ci sono gli estremi per lanciare un concreto allarme sicurezza, anche a seguito di diverse segnalazioni giunteci da appartenenti al corpo della Polizia di Stato”.
    Questa la denuncia di Antonello De Pierro, presidente del movimento Italia dei Diritti, in relazione alla procedura alla quale vengono sottoposti gli appartenenti alla Polizia di Stato che si trovano in stato di malattia. Dopo un certo numero di giorni, la prassi infatti prevede l’obbligo di sottoporsi alla visita da parte di una Commissione Medica Ospedaliera. Successivamente, in base al giudizio, è possibile presentare ricorso avverso alle sue deliberazioni ad una Commissione Medica Ospedaliera di grado superiore, definita “di seconda istanza”. Stando alle risultanze, a partire dall’anno 2005 l’iter procedurale ha subìto una modifica per cui il ricorso non avviene più in un termine di tempo immediato ma entro 10 giorni e attraverso il proprio ufficio di appartenenza e non più la commissione di primo grado. Entro i 5 giorni successivi, questa sorta di “collegio d’appello” deve convocare il soggetto e pronunciarsi nel merito della questione. Secondo gli organi preposti, in questo lasso di tempo compreso tra primo e secondo giudizio e tra una visita e l’altra in sede di seconda istanza, gli agenti avrebbero l’obbligo di rientrare in servizio tranne che non si esibisca un certificato ostativo da parte del medico curante del dipendente. “Abbiamo dunque ragione di credere – ha precisato De Pierro – che ci siano in servizio poliziotti in condizioni precarie di salute, costituendo un pericolo per sé e per gli altri in un tipo di attività professionale che per ovvi motivi impone una perfetta integrità psicofisica oltre che un’estrema lucidità mentale. Se da quanto si apprende la questione perdura dal gennaio del 2005, mi chiedo cosa abbiano fatto finora i numerosi sindacati di polizia per porre fine ad una così grave situazione che vìola anche alcuni diritti fondamentali del lavoratore. A nostro parere verrebbe leso l’articolo 32 della Costituzione che tutela la salute dei cittadini, nonché l’articolo 2087 del Codice Civile e la Legge 626/94 e successive modifiche e integrazioni. Tra l’altro sembrerebbe che questo provvedimento, che farebbe riferimento al decreto 461 del 2001 in cui non è contemplata la fattispecie della convalescenza, venga attuato soltanto dagli uffici della Polizia di Stato e non da altri corpi, come ad esempio la Polizia Penitenziaria. Tra l’altro essendoci anche una disparità di trattamento tra dipendenti, verrebbe violato anche l’articolo 97 della nostra carta fondamentale. Noi come movimento crediamo che non si possa prescindere dall’immediata abolizione di questa fantomatica circolare che oltretutto parrebbe non essere stata diramata agli uffici operativi ma solo a quelli sanitari della Polizia di Stato, esponendo gli agenti al rischio di non presentarsi sul luogo di lavoro, anche se totalmente in buona fede. Auspichiamo che le sigle sindacali, apparentemente assopite, si attivino immediatamente per denunciare questo discutibile modus operandi, in sinergia con gli organi preposti chiamati a porre fine a questa vicenda poco chiara e vergognosa”.

  • De Pierro, basta con i ‘poliziotti da scrivania’


    Roma – “Alla luce dei recenti provvedimenti sulle ronde e di tutto quanto abilmente e demagogicamente propagandato dall’attuale esecutivo in tema di sicurezza, noi dell’Italia dei Diritti abbiamo monitorato il panorama organizzativo del personale appartenente alle forze dell’ordine ed evidenziato una girandola di contraddizioni”.

    Con questa frase Antonello De Pierro, presidente del movimento Italia dei Diritti, ha espresso il suo disappunto sull’operato del governo in materia e ha avanzato delle critiche sulla distribuzione delle unità di personale deputato al mantenimento dell’ordine pubblico e prevenzione. “ Non possiamo credere – ha sottolineato De Pierro – che si discuta tanto di ronde e si organizzi la carnevalata dell’esercito per le strade, svilendo e colpendo al cuore la dignità dei corpi di polizia che quotidianamente si adoperano per salvaguardare la sicurezza dei cittadini. E’ lo Stato che deve farsi carico di questa esigenza primaria, non certo con trovate folkloristiche che hanno l’unico effetto di amplificare il senso di paura, stornando l’attenzione dai reali problemi che attanagliano il Paese. A fronte di quanti rischiano la loro vita per le strade, esiste un impressionante numero di poliziotti, carabinieri e finanzieri che espletano il loro ruolo comodamente seduti davanti ad una scrivania a parità di stipendio ma con molti meno oneri. Preferisco poi sorvolare su quanti tra questi prestano servizio presso edifici istituzionali, ricevendo un’indennità di palazzo tutt’altro che trascurabile oltre che del tutto ingiustificata, che crea dei consistenti divari reddituali rispetto a quanti sono impiegati in operazioni ad alto rischio. E’ giusto che si metta la parola fine a questa vergogna che consente agli amici degli amici di fare gli ‘impiegati con le stellette’. A nostro avviso è questa la strada da percorrere a garanzia della tranquillità dei cittadini, evitando categoricamente assurdi proclami pubblicitari ”.

  • Armi facoltative ai vigili, per De Pierro senza senso


    Roma – “Non ha alcun senso emettere un provvedimento che lascia al vigile urbano la facoltà di decidere autonomamente cosa fare”.
    Con queste parole Antonello De Pierro, presidente del movimento Italia dei Diritti, prende una posizione netta riguardo al regolamento approvato un mese fa dal consiglio comunale di Roma sull’armamento del corpo. Secondo tale norma i vigili urbani hanno la facoltà di scegliere se indossare o meno le armi, che in ogni caso possono essere impiegate solo per difesa personale. Esplicito il dissenso espresso dal corpo, che chiede invece, attraverso l’Arvu, Associazione romana dei vigili urbani, e l’Ospol, sindacato di categoria, di potersene servire anche in difesa dei cittadini.
    Il presidente dell’Italia dei Diritti, a questo proposito, sostiene fermamente il suo punto di vista: “Sono favorevole a equiparare i vigili urbani alle altre forze di polizia, ovviamente con il necessario addestramento. Credo inoltre che sarebbe bene che i loro componenti escano dagli uffici, per offrire il proprio contributo alla sicurezza della città. Sembra, dalle pagine di un noto quotidiano, che quasi i due terzi vengono impiegati in mansioni burocratiche; ciò è inconciliabile con i presunti obiettivi della giunta Alemanno”. A questo proposito Antonello De Pierro afferma sarcastico: “Dov’è la sicurezza sbandierata da Alemanno? Nelle ronde? Sarebbe molto meglio dare ai vigili urbani, con un regolamento adeguato, i giusti poteri, e far scendere in strada chi realmente potrebbe essere in grado di dar man forte alla lotta alla criminalità”.

  • Poliziotti malfattori a Genova, per De Pierro bisogna usare il pugno duro


    Il presidente dell’Italia dei Diritti auspica sanzioni adeguate e attiva il responsabile ligure del movimento Maurizio Ferraioli