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  • Investire in Sardegna e Sicilia.

    La Sicilia e la Sardegna sono le due isole maggiori d’Italia e mete turistiche tutto l’anno, in estate per lo splendido mare che le circonda, in inverno per i loro siti culturali interessantissimi. La cultura e le specialità gastronomiche di queste due isole sono davvero particolari, dal pesce ai dolci tipici, dai formaggi sardi alla cassata siciliana, c’è davvero da immergersi in un mondo di sapori e testimonianze storiche, senza mai annoiarsi.

    In Sicilia ci sono ben tre vulcani, l’Etna che si trova proprio sull’isola, lo Stromboli e il Vulcano che appartengono alla Sicilia ma sono isole poco distanti. Messina, Catania, Palermo, Enna sono solo alcune delle città siciliane e la loro storia si annusa e si vive visitandole; monumenti, chiese, fontane, mosaici riempiono e colorano tutte queste città e testimoniano le varie dominazioni. La cassata siciliana, i dolci alle mandorle, arancini e tutte le specialità con le melanzane, deliziano il palato non solo degli abitanti ma anche dei turisti.

    La Sardegna è una terra più aspra, ma vale la pena visitarla, con Cagliari, Olbia, Sassari, Oristano, l’Ogliastra, tra parchi naturali, nuraghi, grotte naturali, non ci si annoia di certo, ogni giorno si può vedere o fare qualcosa. Le tradizioni in questa regione sono molto sentite e le manifestazioni che le celebrano sono numerose. Non dimentichiamo poi le specialità come il pecorino sardo e la bottarga, per far divertire anche il palato.

    Prendere in considerazione l’investimento immobiliare in una di queste due isole non è una cattiva idea, digitando affitto Messina o affitto Ogliastra, ci si può rendere conto dei prezzi di mercato e valutare l’acquisto di una seconda casa come investimento.

  • La tegola dell’IMU sugli affitti

    Cercare affitti online in tutta Italia (per es. affitto messina, affitto ogliastra, case, appartamenti, locali per uffici, ecc.) e in tempi di crisi può diventare davvero frustrante e problematico alla luce delle ultime novità normative in fase di introduzione nel mondo del mattone. Il Presidente di Confedilizia Corrado Sforza Fogliani ha recentemente dichiarato che “Se c’è un settore sclerotizzato, nel quale è impedito il ricambio generazionale, che chiude le porte ai giovani per tutelare posizioni di rendita, che blocca ogni proposito di nuova intrapresa, che impedisce la mobilità delle forze del lavoro sul territorio, questo è il settore delle locazioni.

    Il Presidente Monti lo indicava già nel gennaio del 1998 come un comparto bisognoso di una «liberalizzazione accelerata».Quattordici anni dopo, quell’appello non è ancora stato raccolto e la demagogia politica ha anzi aggiunto al settore nuovi vincoli”. L’invito di Sforza Fogliani alla politica è quello di “aprire il comparto all’aria nuova delle liberalizzazioni con contratti flessibili, costruiti a misura delle esigenze delle parti”. “Eppure” continua il Presidente di Confedilizia, “neanche in questo momento se ne parla, è un argomento tabù. Evidentemente, i poteri forti condizionano ogni scelta di apertura, vogliono che il settore rimanga ingessato”.

    Intanto per i proprietari di immobili che affittano l’introduzione dell’IMU, Imposta Municipale Unica che sostituirà l’ICI e l’Irpef sugli immobili, si traduce in tasse pari almeno ad un mese in più di canone che rischia di gravare indirettamente sugli inquilini. Assoedilizia ha calcolato che per le case in affitto i proprietari che prima pagavano 100 pagheranno 244, ovvero un incremento del 144% rispetto al precedente metodo contributivo. Tale incremento potrà pesare sensibilmente in sede di rinnovo del contratto che da concordato potrebbe passare a libero, con un aumento del 20-30% sul canone d’affitto.