Tag: affitti a Milano

  • Affittare casa in centro o in periferia? Occhio ai tempi di stipulazione del contratto!


    Nel 2010 la classifica dei canoni di locuzione in Italia si presentava così : al primo posto Roma, al secondo posto Milano e al terzo posto Firenze. I canoni di locuzioni di affitto a Roma toccano gli 850 euro mensili per un bilocale, gli affitti a Milano arrivano a costare una media di 780/800 euro mensile e Firenze ha canoni d’affitto da 750 euro mensili. Questi prezzi fanno riferimento tutti a dei bilocali perché se si va a parlare di trilocali i prezzi salgono fino a toccare cifre di 1100 euro al mese come avviene nella Capitale. Si parla più spesso di bilocali in quanto, a livello nazionale, è la tipologia di appartamento che gli italiani ricercano e richiedono maggiormente. I contratti di locazione che nel 2010 sono andati per la maggiore sono quelli a canone libero 4+4 con un 43% di richiesta a livello nazionale, seguito dal contratto d’affitto a canone concordato con un 30% ed infine un contratto di locazione transitorio con il 26% di richieste, sempre a livello nazionale. Questi dati vengono presentati dall’azienda Solo Affitti. Negli stessi studi vengono anche presentati i tempi medi per prendere casa in affitto in Italia. Se si decide di affittare un appartamento in una zona centrale di una grande città allora bisogna essere pronti ad attendere dai due mesi e mezzo ai tre prima di stipulare il contratto; se invece si tratta di abitazioni verso la periferia della città allora un solo mese di attesa può bastare prima di essere locati. Gli italiani tendono a fare la domanda d’affitto inserendo clausole sulle caratteristiche dell’appartamento; nella maggior parte dei casi, come media, viene richiesto un appartamento con il posto auto, la presenza del mobilio, la possibilità di avere la connessione ad internet e la vicinanza ai mezzi pubblici.

  • Vivere al Nord Italia…un’impresa economica!

    Il professor Luigi Campiglio dell’ Università cattolica ha presentato, al convegno sull’ “Anno europeo della lotta alla povertà e all’esclusione sociale”, uno studio studio sulla povertà alimentare che illustra come al nord si è più poveri. Le cause principali di questa povertà sono da riscontrare nei prezzi delle case, nei prezzi dei contratti di locazione, nei prezzi dei supermercati ma anche nell’abitudine di vivere da soli o in due. Vivendo da soli o in due i costi fissi pesano di più e si scivola senza accorgersene sotto la soglia della povertà : tra luce, acqua, gas, affitto stellare, auto o abbonamento ai mezzi pubblici, si tende sempre ad arrivare a fine mese con l’acqua alla gola e non riuscire a permettersi un qualsiasi genere di svago. Questa teoria del professor Campiglio è supportata da dati reali che mostrano che l’incidenza percentuale di famiglie povere al Nord Italia è del 7,28 % su un totale di 11 milioni e 390 mila famiglie. In termini numerici si parla di circa 30 milioni di persone tra cui 828 mila vivono sotto la soglia della povertà. Facendo un paragone con le altre fasce della nazione insorge ancor di più la situazione settentrionale in quanto il al centro la percentuale è del 4,7 % , circa 215.558 famiglie, e al Sud del 5,82 % circa 436.353 famiglie. A dover tirare più la cinghia e a fare attenzione a ogni minima spesa sono tutti coloro che vivono nella grande metropoli di Milano che tutti i giorni hanno da fare i conti con un mutuo pesante e un carrello della spesa spesso troppo ingombrante per le loro tasche.

    Ulteriori informazioni : Affitti a Milano


  • La mappa degli affitti a Milano e provincia : dove si spende poco e dove si spende molto

    Affitti a Milano e provincie lombarde. Tra tutte le province della Lombardia Monza è quella che ha accusato più il colpo della crisi economica nel campo degli affitti e del mercato immobiliare. Monza ha mostrato canoni di locazione in forte discesa, praticamente in picchiata verso il basso : nei primi sei mesi del 2010 gli affitti sono in media scesi dello 4,3% per i bilocali e dello 4,5% per i trilocali. Gli affitti a Monza toccano la loro punta massima nel centro torico in cui un bilocale viene a costare 700 euro e un trilocale 900 euro mensili. Se si intendesse risparmiare allora vengono consigliati bilocali in zone come San Frutttuoso o San Giuseppe in cui un affitto tocca i 450 euro massimi al mese.

    In Lombardia l’andamento in percentuale dei canoni di locazione è comunque diversificata :

    Bergamo : i bilocali sono risalita per un 2,5% ;

    Brescia : i trilocali in risalita rispetto ai bilocali per ben un 1,7% ;

    Lecco e Lodi sono le due città lombarde stazionarie ;

    Como : sia bilocali che trilocali sono scesi del 1,6% .

    Se si vuole davvero risparmiare molti soldi allora è necessario fare inversione di marcia e dirigersi in Brianza ed esattamente a Besana, Briosco, Macherio, Renate, Veduggio e Renate dove per un affitto mensile è possibile spendere 350 euro. ovviamente anche la Brianza ha le sue eccezioni come Lissone o nova Milanese dove l’affitto è di 700 euro. Trovare un bilocale in affitto è semplice: connettiti ad internet e digita affitti + il nome della città di interesse, come affitti Milano, e il mondo degli affitti si aprirà davanti ai tuoi occhi.


  • Affitti & Cedolare secca

    Il 25 Novembre il dipartimento delle Finanze del ministero dell’Economia ha finito di mettere a punto e ha consegnato, alle commissioni Bilancio di Camera e Senato, un documento di 21 pagine all’interno del quale viene presentata per la prima volta la situazione del federalismo municipale, quindi tutti i dati sugli affitti, sulle conseguenze della cedolare secca e l’Imu ( la tassa unica sulla casa ). Le sorprese che emergono sono tante, la prima tra tutte riguarda l’imposta sostitutiva del 20% sui redditi da locazione ( detta in altri termini sugli affitti). A differenza delle stime circolate fino a oggi, come quella che parla di una perdita netta di 525 milioni di euro già nel 2011 con l’avvento della cedolare secca, secondo l’opinione, gli studi e i conti fatti dal ministero, le casse pubbliche ci guadagnerebbero. Questo dato comporta una visione positiva, cioè la cedolare secca influirebbe positivamente sugli affitti a Milano, Roma, Bologna, Pisa, Napoli, Catania, insomma il mondo degli affitti italiani godrebbe grazie a questa nuova imposta. Questo beneficio è stato previsto però per i primi tre anni di applicazione del’imposta ma soprattutto sui contratti a canone concordato, cioè quei contratti di affitto che sono già godono di benefici fiscali. Per il 2011 è stata anche stimata una perdita di getto da Irpef pari a 2,5 milioni di euro, bilanciata però da incassi pari a 2,644 milioni grazie alla cedolare secca. Facendo due conti si nota che il saldo in positivo sarebbe pari a 64 milioni per il 2011, 42 per il 2012 e 12 per il 2013. Questi dati valgono sempre e solo per i primi tre anni dall’entrata in vigore e per i canoni concordati, anche perché solo nel 2014 sarà estesa anche ai canoni “liberi”. A questa estensione viene corrisposta una perdita di 246 milioni di euro.


  • Quanto costerebbe per una famiglia vivere a Milano

    Quanto costa per una famiglia media composta di quattro persone vivere in affitto a Milano? La città, recentemente definita come la meta turistica più cara del mondo per i prezzi di servizi ed abitazioni, non si dimostra certamente economica neanche ai suoi residenti, soprattutto per quanto riguarda il settore immobiliare. Case e affitti a Milano, tanto per citare un caso, sono sicuramente costosi. Si moltiplicano le indagini relative, ad esempio, ai prezzi che uno studente universitario fuori sede si trova a dover sostenere se decide di vivere e studiare nel capoluogo lombardo. Ma capita, anche se non troppo spesso, che siano le famiglie a dover trovarvi casa in affitto; quindi è il caso di farsi un’idea su una spesa tipo che si troverebbe ad affrontare.

    Si potrebbe fare l’esempio di una famiglia che cerca un trilocale in una zona ben collegata e non distante dal centro. Un appartamento di questa tipologia, ampio circa 80 metri quadri con cucinotto, corridoio, bagno e ripostiglio può costare attorno agli 850 euro mensili, che salgono oltre i 1000 euro nel caso di desiderino due bagni. Ad esempio, un appartamento di 90 metri quadri composto di soggiorno con balcone, cucina abitabile, due camere, ripostiglio, doppi servizi e cantina può costare attorno ai 1250 euro.

    Se poi i figli sono grandicelli e di stanze ce ne vogliono quattro le cose si complicano, perché i prezzi più bassi per un appartamento di almeno 110 metri quadri sono attorno ai 1500 euro. Una cifra proibitiva per delle persone con uno stipendio medio.

  • Quanto costa studiare a Milano?

    La vita di un universitario fuori sede ha i suoi lati positivi, ma ha anche molti risvolti che si rivelano non troppo gradevoli, se non del tutto spiacevoli. Primo fra tutti i problemi, c’è il rischio di avere a che fare, quotidianamente, con una persona che può essere di volta in volta invadente, rumorosa, nemica della pulizia, logorroica, insonne; o anche tutti questi difetti messi insieme. In poche parole, si rischia di avere a che fare con il tanto temuto coinquilino.

    Già, perché la convivenza forzata è diventata ormai un’abitudine nei centri universitari, considerato soprattutto il fatto che prender da soli un appartamento, per quanto non enorme, non sia tra le cose più a portata delle tasche degli universitari. E, in effetti, spesso non è alla portata neanche di un buon numero di giovani lavoratori. E soprattutto in alcune aree, come quella di Roma oppure la zona del milanese.

    Che gli affitti a Milano siano molto cari, difatti, non è per nulla una novità. Ovviamente, che sia costoso affittare una singola stanza o, addirittura, un singolo posto letto all’interno di una stanza, in un gioco – al ribasso – di scatole cinesi, è una realtà ben nota a quanti si trasferiscono dai più svariati posti della penisola nel capoluogo lombardo e per motivi non necessariamente di studio. Se si cercano nel web degli esempi di camere nei pressi del Politecnico si può trovare una stanzetta piccolissima a 400 euro, ma la media per una camera di una dimensione accettabile è di oltre i 500. L’affitto del posto letto può partire invece dai 250 euro. Prezzi che incidono, in ogni caso, in maniera pesante sulle tasche degli studenti. O meglio dei loro genitori.

  • Gli affitti hanno preso il largo e hanno sovrastato i mutui

    Coppia giovane + acquisto prima casa = Mutui agevolati! Combinazione perfetta. Tutti le giovani coppie che desiderino acquistare la loro prima casa per mettere in piedi i capisaldi del loro futuro, adesso possono attraverso l’aiuto dello Stato o degli Enti Locali. I mutui agevolati sono quei finanziamenti in cui è possibile ricevere l’assistenza nel pagamento o rimborso, che dir si voglia, del mutuo. Stato o ente locali si propongono di pagare, in modo parziale, capitale o interessi. Quando si parla, come in questo caso, del fattore mutui agevolati sull’ acquisto della prima casa, vanno tenute in considerazioni tre cose fondamentali :

    1) l’immobile situato nel comune di residenza del richiedente;

    2) l’acquirente non deve essere proprietario di un’altra abitazione;

    3) non bisogna essere titolari di quote o diritti di proprietà derivanti dalla comunione col coniuge.

    Appurati questi tre punti, se si rientra nella categoria coppie giovani, lavoratori dipendenti, statali o autonomi, allora si può usufruire dei mutui agevolati.

    Fino all’anno scorso il mutuo veniva preferito agli affitti ma poi oltre la crisi economica ha iniziato a farsi sentire forte il problema della precarietà sul lavoro. Questo fatto ha apportato dei cambi emani nello stile di vita tanto che studenti, precari, giovai, single, coppie, persone alla prima esperienza lavorativa si sono dirette verso la convivenza affollata. Coabitare con più persone in affitto e dividere ogni genere di spese. Questo fenomeno alla “Friends” ha preso il via negli affitti a Milano e pian piano ha iniziato a toccare tutte le regioni dell’Italia.


  • Fondo di sostegno affitto per le famiglie lombarde

    Milano e provincia hanno messo in piedi un progetto di “fondo sostegno affitti a Milano e dintorni”. Fino al 20 Ottobre è possibile depositare presso il comune di residenza la domanda di accesso ai contributi regionali. È un progetto che ha lo scopo di offrire supporto ai cittadini con residenza ed abitazione principale in un comune lombardo, detentori e titolari di un contratto di locazione valido e registrato e relativo a un alloggio non di lusso e con una superficie utile netta interna non superiore a 110 metri quadrati. Progetto indirizzato a una famiglie con un nucleo composto di quattro persone. A chi viene offerta questa possibilità? Oltre agli italiani e agli europei comunitari possono partecipare a questo bando anche tutte quelle persone che sono in possesso di carta o permesso di soggiorno almeno biennale, che svolgono una regolare attività lavorativa (anche se si tratta di un lavoro autonomo e non continuativo) e che vivono da almeno dieci anni in Italia e da cinque in Lombardia.
    Oltre a queste condizioni appena elencate ne esistono delle altre :

    I richiedenti devono comunicare nella dichiarazione Irpef di aver beneficiato della detrazione spettante per il canone di locazione ;

    Il reddito Isee – Fsa del nucleo familiare non deve superare i 12.911 euro ;

    Nessuno dei componenti del nucleo familiare, interessato al benefit, deve essere proprietario o godere di un altro diritto reale su un alloggio adeguato in Lombardia ;

    Nessuno dei componenti del nucleo familiare, interessato al benefit, deve aver ottenuto un alloggio realizzato con contributi pubblici ;

    Nessuno dei componenti del nucleo familiare, interessato al benefit, deve aver usufruito di finanziamenti agevolati concessi dallo Stato o da enti pubblici.

    Detto questo va ricordato il termine ultimo che è il 20 Ottobre 2010; il bando è riscontrabile sul sito della regione Lombardia.