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  • La storia della terra d’Otranto

    Oggi i ristoranti, gli alberghi e i b&b a Otranto, soprattutto nella stagione estiva, registrano il tutto esaurito, la città ha acquisito un nome riconosciuto e apprezzato diventando una delle mete simbolo dell’estate salentina. La fama e il prestigio che il nome di Otranto ha saputo (ri)crearsi negli ultimi anni appartiene a un processo turistico che ha attraversato tutta la penisola salentina nell’ultimo decennio, la quale è diventata ormai località simbolo delle vacanze di italiani e non solo. Eppure il nome Otranto risuonava già da secoli nella storia, rappresentando per un periodo lunghissimo e continuativo un luogo chiave in seno alla gestione strategica e militare di popolazioni diverse e alternate durante le diverse ere.

    Ciò che oggi è conosciuto come Salento un tempo era la Terra d’Otranto, vertice più orientale di Italia e immerso nel Mediterraneo, di rimpetto ai Balcani e punto di incontro tra realtà europea ed echi orientali. La terra d’Otranto rappresentava il più importante porto del Sud – Est già in epoca romana, e uno degli snodi cruciali dell’intero Mar Mediterraneo. La regione si estendeva in una fascia di terra lunga circa 140 km che aveva nella Valle d’Itria il proprio estremo settentrionale e nel Capo di Leuca quello meridionale, comprendendo le odierne province di Lecce, Brindisi e Taranto.

    Il nome di Terra d’Otranto è attestato però solo a partire dall’XI secolo, diventando regione focale per gli equilibri politici ed economici soprattutto sotto il regno di Sicilia e quello di Napoli, tra il 1100 e il 1300. La vera consacrazione giunse però sotto la dominazione spagnola, e in particolare durante il governo di Carlo V, nel XVI secolo. Fu infatti sotto il regno dell’imperatore asburgico che la Terra d’Otranto conobbe un imponente sviluppo sotto molti aspetti: le infrastrutture crebbero, l’edilizia conobbe un’evoluzione, il sistema difensivo venne potenziato e i traffici marittimi verso le coste adriatiche divennero sempre più ingenti e decisivi per l’economia del luogo.

    La regione rimase un porto fiorente nei secoli e avviò il proprio declino a partire dall’800,passata sotto l’egida del regno delle due Sicilie, e quindi smembrata definitivamente a partire dal 1927, sotto l’ormai compiuta unità d’Italia.

    Oggi Otranto è una città di appena 5000 abitanti, ma riveste un ruolo cruciale per ciò che concerne l’attrattiva turistica del Salento. Il comune ha raggiunto negli anni una fama mai sperimentata prima, i b&b a Otranto sono sempre più numerosi e la città ha puntato con decisione sull’aspetto turistico, per rinverdire i fasti dei tempi che furono, seppur tra sofferenze e sovranità straniere.