Tag: aeronautica

  • Le aziende italiane al Salone della Difesa di Istanbul

    Dal 5 all’8 maggio una delegazione d’imprese italiane a Istanbul alla 12° edizione di IDEF la principale rassegna euroasiatica dell’industria della Difesa.

    La missione è promossa dal Ministero della Difesa e organizzata dall’ICE (Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane) e dalla Federazione AIAD.
    Il mercato della Difesa rappresenta per l’industria italiana una tradizionale area d’interesse cui sempre più puntano anche le piccole e medie aziende aeronautiche per allargare i loro mercati.
    Oltre le imprese di Finmeccanica alla missione dell’ICE partecipano alcune aziende del comparto dell’Aerospazio e Difesa, tra queste ALA SpA, un’azienda napoletana leader nel mercato aeronautico italiano per la distribuzione di componenti aeronautici e la logistica integrata.
    L’azienda di Pozzuoli da tempo lavora con i principali player del settore come Alenia Aermacchi e GE Avio sui più importanti programmi aeronautici e “il mercato turco rappresenta per la nostra azienda un importante target d’interesse” dichiara l’ing. Vittorio Genna, Executive Vice President di ALA, “oltre a consolidare i rapporti con alcuni clienti – continua l’ing. Genna – l’obiettivo della nostra partecipazione a IDEF è studiare il mercato e inserirci nella supply chain turca dell’aeronautica militare”. “Ci proponiamo – conclude l’ing. Genna – di condividere l’expertise e il know how acquisito in 20 anni di partnership industriale con i maggiori player italiani attraverso la partecipazione a Programmi internazionali, come F35 o C-27J oggi cruciali nel panorama mondiale dell’aeronautica per la difesa”.
    La delegazione ICE è composta da 10 aziende: Tedap, Gtline, Powerflex, Soliani, Civitanavi, Garofoli, Ase, ALA , Fucine Umbre, Sitep Italia.
    IDEF è tra le prime quattro fiere del settore nel mondo per numero di Paesi partecipanti, delegazioni e aziende espositrici. Ha preso il via nel 1993, ed è a cadenza biennale. Si propone come una vetrina dell’industria della difesa tecnologicamente avanzata, e comprende tutti i settori e sottosettori del comparto.
    L’edizione del 2013 ha visto la partecipazione di 794 aziende e rappresentanze provenienti da 51 Paesi, con la presenza di 531 delegati esteri responsabili di procurement, 26 dei quali Ministri o Deputati. Inoltre, IDEF 2013 è stata visitata da 52.210 visitatori, tra nazionali ed esteri, questi ultimi provenienti da 111 Paesi.

  • Airbus annuncia i finalisti del concorso Fly Your Ideas rivolto agli studenti di tutto il mondo

    Airbus ha rivelato oggi quali sono le 5 squadre finaliste della seconda edizione del concorso Fly Your Ideas (FYI) rivolto agli studenti universitari. Le squadre finaliste provengono da Cile, Cina, India, Malesia e Svezia. La squadra vincitrice del concorso Fly Your Ideas 2011 sarà proclamata da Airbus nel corso di una speciale cerimonia che si terrà al Salone Internazionale di Le Bourget, a Parigi, il 23 giugno prossimo.

    Il concorso internazionale, che ha avuto inizio a settembre 2010, ha visto la candidatura di oltre 2.600 studenti provenienti da 75 nazioni. A loro è stato chiesto di sviluppare nuove idee per un futuro dell’aviazione più sostenibile. In totale le squadre partecipanti sono state 315. Le candidature presentate ad Airbus erano inerenti all’Environmental Life Cycle – il Ciclo di Vita Ambientale, tema proposto per il 2011 da Fly Your Ideas. Airbus ha invitato gli studenti a presentare delle proposte relative a una delle fasi del processo di produzione: progettazione, supply chain, produzione, funzionamento e fine vita dell’aeromobile.

    “Sono rimasto molto positivamente impressionato dalla qualità del lavoro e dagli elevati standard dimostrati da tutte le proposte. Tutti i finalisti hanno dimostrato di avere un forte spirito d’innovazione e molta creatività”, ha dichiarato Charles Champion, Executive Vice President Engineering e Promotore del concorso FYI.

    Queste le squadre finaliste:

    · Cile – Team Condor, Universidad Técnica Federico Santa Maria – per la progettazione originale e alternativa di un sistema di frenata aerodinamico in grado di recuperare energia che potrà essere riutilizzata a bordo.

    · Cina – Team Wings of Phoenix, Università di Nanchino di Aeronautica e Astronautica – per la proposta di un sistema di produzione di energia eolica, a terra, che sfrutta le scie degli aeromobili.

    · India – Team 03, Istituto Indiano di Tecnologia di Roorkee – per la proposta di prevenire la formazione di ghiaccio sugli aeromobili attraverso l’utilizzo di rivestimenti costituiti da polimeri idrorepellenti.

    · Malesia – Team Msia on Mars, Universiti Kuyala Lumpur Malaysian Institute of Aviation Technology – per l’idea di utilizzare materiale biodegradabile derivante dalle fibre dell’albero di Kapok come base per le coperture per l’isolamento termico e acustico nelle cabine degli aeromobili.

    · Svezia – Team SSE, Stockholm School of Economics – per la formulazione di uno schema a ECO punti per promuovere voli eco-sostenibili.

    Il primo premio di € 30.000 sarà assegnato alla squadra vincente, mentre la squadra seconda classificata vincerà un premio di € 15.000. Il team spagnolo “Ecolution” della Universidad Pontificia Comillas di Madrid è stato inoltre proclamato vincitore del Premio per il Miglior Video per la modalità creativa e originale con la quale ha presentato il proprio progetto.

    “Ricerca e Innovazione costituiscono per Airbus delle priorità a lungo termine ed è attraverso l’innovazione che Airbus continua a dare il meglio nell’ambito dell’aviazione e a migliorare la performance ambientale dei propri aeromobili”, ha aggiunto Champion. “ll concorso Fly Your Ideas ci consente di entrare in contatto con gli esperti di domani dell’industria aeronautica attraverso un forum in grado di ispirare e motivare i talenti del futuro.”

    Le squadre finaliste contano studenti internazionali che provengono da un’ampia varietà di discipline di studio, fra cui: ingegneria meccanica, chimica, dei materiali e dei minerali, e ingegneria aerospaziale oltre ai settori business e management, arte e design ed economia. Diverse squadre in concorso sono costituite da studenti di diverse nazionalità. La squadra finalista svedese, ad esempio, è costituita da studenti che provengono da Svezia, Turchia, Stati Uniti, Ucraina e Zimbabwe.

    Le squadre finaliste prepareranno le loro presentazioni con l’aiuto di un Consulente Airbus che si è incaricato di sostenerli fin dall’inizio della Fase 2 del concorso, e di un membro dello staff accademico dell’università di provenienza. Dall’inizio del concorso sono molti i consulenti Airbus che, nel mondo intero, si sono offerti volontari per contribuire a indirizzare i progetti presentati dai partecipanti e incoraggiare questi a essere creativi, senza però fornire alcuna consulenza tecnica.

    Le cinque squadre si ritroveranno a Parigi il 22 giugno per presentare i loro lavori finali alla giuria del concorso Fly Your Ideas, costituta da una selezione di rappresentanti Airbus e esperti di altro profilo provenienti dal mondo industriale. La cerimonia di consegna si terrà il 23 giugno a Parigi, presso il Salone Internazionale di Le Bourget.


    Per ulteriori informazioni e aggiornamenti sul concorso Fly Your Ideas:
    www.airbus-fyi.com

    Airbus è una società del gruppo EADS.

    Nota alle redazioni:

    Fly Your Ideas (FYI) è un concorso internazionale organizzato da Airbus, leader mondiale nella produzione di aeromobili internazionale. Ha una cadenza biennale ed è rivolto agli studenti. La prima edizione del concorso è stata lanciata nell’ottobre 2008 per invitare gli studenti universitari o post-universitari di tutto il mondo a proporre e sviluppare idee innovative ed ecosostenibili relative a una o a tutte le fasi del Ciclo di Vita Ambientale degli aeromobili (progettazione, supply chain, produzione, funzionamento e fine vita) in grado di migliorare il futuro dell’aviazione. Da quando è stato lanciato il concorso universitario si è rivelato di grande successo, coinvolgendo migliaia di studenti da tutto il mondo. Caratteristica distintiva del concorso FYI è dare agli studenti la possibilità di lavorare in squadra, potenziare le capacità creative e innovative, accrescere le loro capacità di gestione e di presentazione di un progetto. Gli studenti sono in stretto contatto con il personale Airbus e si avvalgono delle competenze e delle capacità dell’industria mondiale dell’aviazione, un settore che conta 33 milioni di posti di lavoro nel mondo e che contribuisce in maniera sostanziale al commercio su scala globale.

    FYI 2011, Membri Esterni della Giuria:

    · Barbara Cassani, fondatrice e CEO di Go, low-cost basata nel Regno Unito (successivamente fusa con la britannica easyJet) e Founding Chairman del comitato che ha ottenuto l’assegnazione dei giochi olimpici del 2012 a Londra

    · Peter Horrocks, Direttore, BBC Global News

    · Andrew Parker, Senior Vice President Public, Government and Environmental Affairs, Emirates

    · Professor Woernen, Chairman, German Aerospace Centre (DLR)

    FYI 2011, Membri della Giuria di Airbus:

    · Charles Champion, Executive Vice President, Engineer e Promotore di FYI

    · Andrea Debbané, Vice President, Environmental Affairs, EADS & Airbus

    · Mary Prettyman, Vice President, Marketing, Airbus North America

    · Richard Tisseyre, Senior Vice President, Airbus Innovation Cell

    · Lindsey Mi, Vice President, Communications, Airbus China

    · Kiran Rao, Executive Vice President, Sales & Marketing, Airbus India

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    Per ulteriori informazioni

    Patrick Trancu

    TT&A, Milano

    Tel 025845701 / 335230789

    Email: [email protected]

    Susie Crowley

    Tel: +33 (0) 5 6719 01 13

  • Denuncia dell’Italia dei Diritti, 10 mila casi di mobbing nelle forze dell’ordine


    Antonello De Pierro, presidente del movimento extraparlamentare: “Adempiremo sempre il compito naturale, assegnatoci dalla nostra ragione sociale, di sensibilizzare l’apparato politico istituzionale nei confronti di questo fenomeno aberrante”

    Roma – Continua la battaglia contro il mobbing per il movimento extraparlamentare Italia dei Diritti, nato a difesa di tutti i cittadini: dopo aver raccolto numerose segnalazioni, anche attraverso l’interessamento dei diversi esponenti territoriali dell’organizzazione, il presidente Antonello De Pierro, intende porre all’attenzione dell’opinione pubblica, gli oltre 10 mila casi di tale fenomeno messi in atto all’interno dell’apparato delle forze dell’ordine. Accadimenti indubbiamente incresciosi, se si pensa che proprio da queste istituzioni dovrebbe partire l’esempio di senso civico e di giustizia, indispensabile per una società moderna.

    “Siamo contenti del lavoro svolto perché quella contro il mobbing è una battaglia storica dell’IdD – afferma con decisione De Pierro –. In questo caso ci siamo particolarmente concentrati sulle pressioni psicologiche sul posto di lavoro all’interno degli apparati gerarchici delle forze dell’ordine. I numeri da noi rilevati fotografano una situazione preoccupante da cui può derivare senz’altro un problema di sicurezza per i cittadini da non sottovalutare, in quanto chiunque potrebbe incappare in conseguenze ed effetti collaterali dovuti a tali comportamenti biasimevoli”.

    “È chiaro che un poliziotto, un carabiniere e così via – continua nella sua analisi il leader del movimento –, privato della necessaria tranquillità sul lavoro, in condizioni di elevato stress occupazionale, può generare delle conseguenze facilmente deducibili. Purtroppo, nostro malgrado, siamo costretti a registrare molti casi, anche particolarmente gravi, che spesso oltrepassano ogni barriera di umanità, e che marciano con i cingoli sui diritti umani prima ancora che su quelli del lavoratore”.

    “Presto stiamo valutando l’opportunità di iniziare a raccontare nei dettagli qualcuno degli episodi più eclatanti – incalza De Pierro –. È necessario che le istituzioni comincino ad affrontare seriamente la questione, a partire dall’incremento di sportelli antimobbing, perché il problema è proprio nella scarsità di strutture adeguate per contrastare il fenomeno. A nostro avviso, spesso, è questo il motivo che condanna la maggior parte dei casi a rimanere in sordina, unito chiaramente al timore di ritorsioni. Un esempio per tutti è la situazione riscontrata all’interno dell’U.O.D. Medicina del Lavoro, con a capo il professor Edoardo Monaco, presso l’ospedale sant’Andrea di Roma, dove purtroppo è molto difficile ottenere un appuntamento in quanto i posti disponibili sono limitati e di conseguenza le liste restano a lungo bloccate. Come movimento extraparlamentare – conclude De Pierro – adempiremo sempre il compito naturale, assegnatoci dalla nostra ragione sociale, di sensibilizzare l’apparato politico istituzionale nei confronti di questo fenomeno aberrante”.

  • Allarme sicurezza, poliziotti malati in servizio


    Roma – “E’ una situazione assolutamente e logicamente inaccettabile, sono seriamente preoccupato a livello sociale perché a questo punto ci sono gli estremi per lanciare un concreto allarme sicurezza, anche a seguito di diverse segnalazioni giunteci da appartenenti al corpo della Polizia di Stato”.
    Questa la denuncia di Antonello De Pierro, presidente del movimento Italia dei Diritti, in relazione alla procedura alla quale vengono sottoposti gli appartenenti alla Polizia di Stato che si trovano in stato di malattia. Dopo un certo numero di giorni, la prassi infatti prevede l’obbligo di sottoporsi alla visita da parte di una Commissione Medica Ospedaliera. Successivamente, in base al giudizio, è possibile presentare ricorso avverso alle sue deliberazioni ad una Commissione Medica Ospedaliera di grado superiore, definita “di seconda istanza”. Stando alle risultanze, a partire dall’anno 2005 l’iter procedurale ha subìto una modifica per cui il ricorso non avviene più in un termine di tempo immediato ma entro 10 giorni e attraverso il proprio ufficio di appartenenza e non più la commissione di primo grado. Entro i 5 giorni successivi, questa sorta di “collegio d’appello” deve convocare il soggetto e pronunciarsi nel merito della questione. Secondo gli organi preposti, in questo lasso di tempo compreso tra primo e secondo giudizio e tra una visita e l’altra in sede di seconda istanza, gli agenti avrebbero l’obbligo di rientrare in servizio tranne che non si esibisca un certificato ostativo da parte del medico curante del dipendente. “Abbiamo dunque ragione di credere – ha precisato De Pierro – che ci siano in servizio poliziotti in condizioni precarie di salute, costituendo un pericolo per sé e per gli altri in un tipo di attività professionale che per ovvi motivi impone una perfetta integrità psicofisica oltre che un’estrema lucidità mentale. Se da quanto si apprende la questione perdura dal gennaio del 2005, mi chiedo cosa abbiano fatto finora i numerosi sindacati di polizia per porre fine ad una così grave situazione che vìola anche alcuni diritti fondamentali del lavoratore. A nostro parere verrebbe leso l’articolo 32 della Costituzione che tutela la salute dei cittadini, nonché l’articolo 2087 del Codice Civile e la Legge 626/94 e successive modifiche e integrazioni. Tra l’altro sembrerebbe che questo provvedimento, che farebbe riferimento al decreto 461 del 2001 in cui non è contemplata la fattispecie della convalescenza, venga attuato soltanto dagli uffici della Polizia di Stato e non da altri corpi, come ad esempio la Polizia Penitenziaria. Tra l’altro essendoci anche una disparità di trattamento tra dipendenti, verrebbe violato anche l’articolo 97 della nostra carta fondamentale. Noi come movimento crediamo che non si possa prescindere dall’immediata abolizione di questa fantomatica circolare che oltretutto parrebbe non essere stata diramata agli uffici operativi ma solo a quelli sanitari della Polizia di Stato, esponendo gli agenti al rischio di non presentarsi sul luogo di lavoro, anche se totalmente in buona fede. Auspichiamo che le sigle sindacali, apparentemente assopite, si attivino immediatamente per denunciare questo discutibile modus operandi, in sinergia con gli organi preposti chiamati a porre fine a questa vicenda poco chiara e vergognosa”.